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Provincia di Arezzo

Coordinate: 43°28′24″N 11°52′12″E
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Provincia di Arezzo
provincia
Provincia di Arezzo – Stemma
Provincia di Arezzo – Bandiera
Provincia di Arezzo – Veduta
Provincia di Arezzo – Veduta
Palazzo della Provincia, sede dell'amministrazione provinciale, 2022
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Toscana
Amministrazione
Capoluogo Arezzo
PresidenteAlessandro Polcri (centro-destra) dal 18-12-2022
Data di istituzione
  • 22 marzo 1860 (de facto)
  • 20 marzo 1865 (de iure)
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°28′24″N 11°52′12″E
Superficie3 233,08 km²
Abitanti333 152[1] (28-2-2026)
Densità103,04 ab./km²
Comuni36 comuni
Province confinantiFirenze, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Perugia, Siena
Altre informazioni
Cod. postale
  • 52100 (Arezzo)
  • 52010 - 52048 (altri comuni)
Prefisso0575, 055
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-AR
Codice ISTAT051
TargaAR
Motto(LA) Intra Tevero et Arno
(IT) Tra il Tevere e l'Arno
Cartografia
Provincia di Arezzo – Localizzazione
Provincia di Arezzo – Localizzazione
Provincia di Arezzo – Mappa
Provincia di Arezzo – Mappa
Posizione della provincia di Arezzo all'interno della Toscana
Sito istituzionale

La provincia di Arezzo è una provincia italiana della Toscana di 333 152 abitanti.[1] È la quarta provincia toscana per superficie e numero d'abitanti.

Confina con l'Emilia-Romagna (provincia di Forlì-Cesena e provincia di Rimini) a nord-est, con la provincia di Firenze a nord-ovest, con le Marche (provincia di Pesaro e Urbino) e con l'Umbria (provincia di Perugia) a est e con la provincia di Siena a sud-ovest. La provincia amministra anche una piccola exclave situata all'interno dei confini della provincia di Rimini, le cui località sono frazioni del comune di Badia Tedalda.

Geografia fisica

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È attraversata dal fiume Arno dalla sorgente fino a San Giovanni Valdarno, mentre a est è attraversata dal tratto iniziale del fiume Tevere che dal confine provinciale nord scorre verso sud quasi parallelamente alla dorsale appenninica. La provincia ha quattro vallate principali: il Valdarno, la Val di Chiana, la Valtiberina e il Casentino. Il rilievo più elevato è il Monte Falco (1 658 m s.l.m.), situato nell'estremità settentrionale della provincia nella valle del Casentino.

La provincia di Arezzo deriva dall'omonimo compartimento del Granducato di Toscana, nato nel 1825 con l'unione di comuni già parte dei compartimenti di Firenze e Siena. Con l'annessione al Regno d'Italia, nel 1860, vennero ceduti alla provincia di Siena i comuni di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Sinalunga e Torrita di Siena. Nel 1863, la richiesta di annessione da parte del comune di Città di Castello e di altri comuni del mandamento non divenne esecutiva a causa della contrarietà di alcuni comuni interessati. La provincia nacque ufficialmente il 20 marzo 1865.

Nel 1927 vennero invece ceduti alla provincia di Perugia i comuni di Monte Santa Maria Tiberina e Monterchi[2], quest'ultimo tornato nel 1939 alla provincia di Arezzo in seguito alle proteste della popolazione.

Dal 1º gennaio 2014, i 39 comuni della provincia divennero 37, in quanto si costituirono i nuovi enti di Pratovecchio Stia (dalla fusione di Pratovecchio e Stia), in Casentino e di Castelfranco Piandiscò (dalla fusione di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò). Dal 1º gennaio 2018, i 37 comuni della provincia diventano 36, in quanto si costituisce il nuovo ente di Laterina Pergine Valdarno (dalla fusione di Laterina e Pergine Valdarno), in Valdarno.

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale delle province italiane.
Stemma
Stemma provinciale

Lo stemma provinciale, concesso da re Vittorio Emanuele III con il regio decreto del 30 agosto 1914, riporta la seguente blasonatura:

«Inquartato, al primo per la rappresentazione del fiume Arno: di azzurro alla pianura erbosa e seduto sopra di essa un vecchio, di carnagione, tenente un remo nella destra e con la sinistra appoggiata ad un'urna dalla quale sgorga il fiume, il tutto al naturale, il remo appoggiato ad uno scudetto d'argento al giglio di rosso, sbocciato; al secondo, campo di cielo al monte Falterona; al terzo, di Val di Chiana che è d'oro al bue, di pelo bianco, fermo; al quarto, per la rappresentazione del fiume Tevere, ed è di azzurro alla pianura erbosa e seduto sopra di essa un vecchio, di carnagione, rivoltato, tenente nella sinistra un remo e la destra appoggiata ad un'urna dalla quale sgorga il fiume Tevere, il tutto al naturale; il remo appoggiato ad uno scudetto d'argento, alla gemella posta in banda e racchiusa dalla legenda S.P.Q.R. il tutto di rosso; sul tutto di Arezzo, che è: d'argento al cavallo di nero, spaventato e rivoltato. Motto: Intra Tevero et Arno.[3]»
Gonfalone
Gonfalone provinciale
«Drappo di rosso…»
Bandiera
«Drappo di rosso caricato al centro dello stemma provinciale.»
Motto

Il motto della provincia è Intra Tevero et Arno (Tra il Tevere e l'Arno).

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Territorio ove intensa si svolse la Resistenza antinazifascista, la Provincia di Arezzo - nel corso di 12 mesi - fu teatro di irriducibile opposizione al nemico occupante, da parte di agguerrite formazioni armate e delle patriottiche popolazioni di città e campagne, sui monti e nelle valli. Le operazioni di dura guerriglia partigiana, alimentate e sorrette da coraggiosa e spesso cruenta ostilità popolare, comportarono l'impegno di ingenti forze nemiche, a controllo di una vasta zona delle retrovie e a protezione di importanti comunicazioni, sul tergo degli schieramenti germanici. Le gravi perdite umane e di beni, inflitte e subite, testimoniano di sacrifici, distruzioni e sofferenze immani di combattenti e popolazioni, di generoso sangue versato nell'«Aratino», con eminente valore, in un periodo tragico per le sorti della Patria. Arezzo, 9 settembre 1943 - 3 ottobre 1944.»
 13 marzo 1984[4]

A Pratovalle viveva Sabino o Savino Fiacchini, che era il bisnonno del cantautore Renato Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini. L’abitazione della famiglia Fiacchini, che era presente a Pratovalle fin dal XIX secolo, di cui Sabino o Savino Fiacchini fu l’ultimo discendente a vivere nel paese, fu danneggiata, durante la Seconda guerra mondiale, da un bombardamento tedesco e si trovava all’interno del borgo. In particolare era affacciata sull’attuale largo Videschi. Dopo il conflitto rimasero solo dei ruderi e, su di essi, furono ricostruite due case.[6][7]

Geografia antropica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Arezzo.
Le subregioni della provincia

Appartengono alla provincia di Arezzo i seguenti 36 comuni:

Comune Abitanti Stemma
Anghiari 5 483
Arezzo 98 101
Badia Tedalda 1 009
Bibbiena 11 789
Bucine 9 925
Capolona 5 309
Caprese Michelangelo 1 385
Castel Focognano 2 999
Castel San Niccolò 2 581
Castelfranco Piandiscò 9 852
Castiglion Fibocchi 2 083
Castiglion Fiorentino 13 053
Cavriglia 9 457
Chitignano 886
Chiusi della Verna 1 926
Civitella in Val di Chiana 8 877
Cortona 21 404
Foiano della Chiana 9 329
Laterina Pergine Valdarno 6 544
Loro Ciuffenna 5 872
Lucignano 3 472
Marciano della Chiana 3 436
Monte San Savino 8 657
Montemignaio 525
Monterchi 1 699
Montevarchi 23 880
Ortignano Raggiolo 862
Pieve Santo Stefano 3 053
Poppi 6 027
Pratovecchio Stia 5 545
San Giovanni Valdarno 16 754
Sansepolcro 15 420
Sestino 1 240
Subbiano 6 339
Talla 1 004
Terranuova Bracciolini 12 132

I comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cortona, Monte San Savino, Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro e Bibbiena possiedono il titolo di città.

La provincia di Arezzo presenta un ampio patrimonio di borghi, sorti in diverse epoche storiche.

Amministrazione

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Presidenti della Provincia

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Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Arezzo.
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. R.D.L. 31 marzo 1927, n. 468, art. 1
  3. Bollettino, vol. VIII, n. 36, ottobre 1915, p. 6.
  4. Medaglia d'oro al valor militare - Provincia di Arezzo, su Presidenza della Repubblica. URL consultato il 7 marzo 2013.
  5. Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 3 giugno 1911, su gazzettaufficiale.it, 3 giugno 1911, p. 1. URL consultato il 9 ottobre 2025.
    «Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908 con Regi Decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911.»
  6. Don Luigi Favilli, Comunità di Loro. Parrocchia di Pratovalle S. Lucia. Stato delle anime di detta parrocchia, su Portale Antenati, Ministero della Cultura, 1841. URL consultato l'8 settembre 2025.
  7. Marco Fanti, Anna Videschi, “morta per ferite di guerra”, su Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea, rete toscana degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea (a cura di), ToscanaNovecento. Portale di Storia Contemporanea, Regione Toscana, 21 novembre 2025. URL consultato il 21 novembre 2025.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 141889919 · BAV 494/42044 · LCCN (EN) n80043610 · GND (DE) 4443910-6 · BNF (FR) cb12198437v (data) · J9U (EN, HE) 987007564321805171
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