Strada statale 654 di Val Nure

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Strada statale 654
di Val Nure
Strada Statale 654 Italia.svg
Denominazioni precedentiStrada provinciale 146 di Val Nure
Strada provinciale 81
Strada provinciale 28 del Tomarlo
Denominazioni successiveStrada provinciale 654 R di Val Nure
Strada provinciale 654 di Val di Nure
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
Liguria Liguria
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioPiacenza
FineRezzoaglio
Lunghezza96,900[1] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 1118 dell'08/06/1987 - G.U. 168 del 21/07/1987[2]
GestoreANAS (1987-2001)

La ex strada statale 654 di Val Nure (SS 654), ora strada provinciale 654 R di Val Nure (SP 654 R)[3], in Emilia-Romagna, o strada provinciale 654 di Val di Nure (SP 654)[4], in Liguria, era una strada statale italiana che attraversava i territori di tre province: Piacenza e Parma in Emilia, Genova in Liguria.

Attualmente classificata come strada provinciale in tutte le province attraversate, valicando passi montani a oltre 1500 metri di quota è tra le strade più elevate dell'Appennino Ligure.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

La strada ha inizio nel centro di Piacenza donde ne esce con il nome di Via Giuseppe Manfredi. Nella periferia della città, prima dell'intersezione con la tangenziale sud, si stacca sulla destra la strada statale 45 di Val Trebbia diretta a Bobbio.
Con percorso prevalentemente rettilineo, a sede stradale piuttosto ampia, la strada tocca le frazioni San Bonico di Piacenza e Gariga di Podenzano prima di giungere in quest'ultimo capoluogo comunale, (11 km da Piacenza), importante centro agricolo e industriale. Attraversato il paese, la strada tocca il caratteristico borgo del Grazzano Visconti e perviene a Vigolzone, in prossimità del fiume Nure, mentre iniziano ad innalzarsi le prime colline che precedono l'Appennino Ligure.

Oltre Vigolzone, si inizia a procedere nella Val Nure. La sede stradale resta ancora agevole, così come il tracciato che presenta ancora il carattere di strada di fondovalle. A Ponte dell'Olio (216 m, 21,7 km da Piacenza) si attraversa il Nure e si inizia a procedere, con tracciato rettificato sulla ex sede della ferrovia Piacenza-Bettola (la vecchia provinciale, ormai quasi abbandonata, è utilizzata come percorso ciclabile), alla destra del fiume, sino a Bettola (329 m, 34 km da Piacenza), uno dei centri principali della valle. Qui si attraversa il Nure per la seconda volta, mentre la valle inizia ad assumere caratteristiche montane.

Da Bettola a Farini (424 m, 43 km da Piacenza) la strada cambia completamente aspetto. Il tracciato diviene tortuoso, con curve di corto raggio e alcuni tornanti, mentre la sede stradale si restringe. Oltrepassato il paese di Farini la strada riprende a seguire il corso del Nure nel fondovalle, attraversandolo alcune volte, sino a Ferriere (626 m, 55,5 km da Piacenza) dove ha inizio la strada che, valicato il Passo del Mercatello, giunge a Corte Brugnatella sulla strada statale 45 di Val Trebbia.

Da Ferriere, ultimo comune della valle, la strada sale le pendici delle montagne che costituiscono la testata della valle stessa e che sono le vette principali di questo settore di Appennino. Si toccano le frazioni di Gàmbaro (858 m) e di Selva (1107 m), tra le più alte della provincia di Piacenza. Oltrepassata Selva la strada si allarga e nel contempo il suo andamento diviene meno tortuoso, continuando a salire sino al Passo dello Zovallo (1405 m), punto più elevato della provincia di Piacenza raggiungibile su strada asfaltata. Il passo segna anche lo spartiacque tra la Val Nure e l'alta valle del fiume Ceno, e l'ingresso, anche se per un breve tratto, in Provincia di Parma.
In questo tratto la strada, decisamente ampia considerato che si tratta di un percorso di montagna, continua a salire, a mezza costa sulle pendici orientali del Monte Maggiorasca, la cima più alta dell'Appennino Ligure. Anche se non segnalato, a circa 3 km oltre il Passo dello Zovallo si tocca il punto più elevato dell'intero percorso (1519 m), prima di scendere dolcemente al Passo del Tomarlo (1494 m, 76 km da Piacenza), punto d'incontro con la strada provinciale che sale dalla valle del Ceno.

Valicato il passo, la strada entra in territorio genovese, nell'alta Val d'Aveto. Scendendo, perviene a Santo Stefano d'Aveto (1017 m, 84 km da Piacenza), sul versante opposto del Monte Maggiorasca. Da Santo Stefano, con percorso tortuoso e a saliscendi, si arriva infine a Rezzoaglio (700 m, 97 km da Piacenza), località posta nel fondovalle, dove la strada si innesta nell'ex strada statale 586 della Valle dell'Aveto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con il decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 1118 dell'8 giugno 1987 avvenne la classificazione della strada mutuando il percorso dalla strada provinciale 146 di Val Nure, dalla strada provinciale 81 e dalla strada provinciale 28 del Tomarlo, con i seguenti capisaldi di itinerario: "Innesto s.s. n. 45 a Piacenza - Bettola - S. Stefano d'Aveto - innesto s.s. n. 586 a Rezzoaglio"[2].

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001 la gestione del tratto emiliano è passata dall'ANAS alla Regione Emilia-Romagna, che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Piacenza e della Provincia di Parma per le tratte territorialmente competenti[5]; la gestione del tratto ligure è passata dall'ANAS alla Regione Liguria che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Genova[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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