Cinto Caomaggiore

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Cinto Caomaggiore
comune
Cinto Caomaggiore – Stemma Cinto Caomaggiore – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
Città metropolitanaProvincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
SindacoGianluca Falcomer (lista civica Caomaggiore) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°50′N 12°47′E / 45.833333°N 12.783333°E45.833333; 12.783333 (Cinto Caomaggiore)Coordinate: 45°50′N 12°47′E / 45.833333°N 12.783333°E45.833333; 12.783333 (Cinto Caomaggiore)
Altitudine11 m s.l.m.
Superficie21,32 km²
Abitanti3 238[1] (31-12-2017)
Densità151,88 ab./km²
Frazioniil Bando, San Biagio, Settimo
Comuni confinantiChions (PN), Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, Sesto al Reghena (PN)
Altre informazioni
Cod. postale30020
Prefisso0421
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT027009
Cod. catastaleC714
TargaVE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanticintesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cinto Caomaggiore
Cinto Caomaggiore
Cinto Caomaggiore – Mappa
Posizione del comune di Cinto Caomaggiore nella città metropolitana di Venezia
Sito istituzionale

Cinto Caomaggiore (Sint in veneto, Cint in friulano occidentale[3][4][5]) è un comune italiano di 3 238 abitanti[1] della città metropolitana di Venezia in Veneto. Fa parte dell'ex mandamento di Portogruaro: l'ente territoriale è stato istituito con Decreto del Regno d'Italia del 29 aprile 1806 "Decreto riguardante l'organizzazione in dipartimenti degli Stati Veneti".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Veneto.

Il territorio comunale si trova nella pianura friulano-veneta, nella cerniera che collega l'alta pianura pordenonese e la bassa pianura portogruarese. Il terreno è generalmente pianeggiante, tende ad abbassarsi nel centro del paese e lungo i corsi d'acqua.

Il comune è attraversato dai fiumi Caomaggiore e Reghena, di cui lo stesso Caomaggiore è affluente, e da molteplici canali, i più importanti: il Melon, il Suiedo, il Lison, il Trator e il San Piero (vecchio corso del fiume Reghena, prende il nome da una piccola chiesetta che esso costeggia). Il sottosuolo è attraversato da un ramo del Tagliamento che alimenta le diverse risorgive che interessano il comune, ed in particolare "i Laghi di Cinto", delle ex cave di ghiaia oggi allagate, questi laghetti artificiali sono ricchi di fauna acquatica e fanno da tappa per molti volatili.

Si estende su una superficie di 21,47 km², da un'altitudine minima di 6 metri, ad una massima di 8 metri s.l.m.[6].

Cinto Caomaggiore confina a nord con Chions, ad est con Pramaggiore, ad ovest con Sesto al Reghena e Gruaro, a sud con Portogruaro[7].

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Classificazione sismica, il comune rientra in una zona soggetta a sismicità bassa[8].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Sesto al Reghena.

Secondo la classificazione climatica, Cinto Caomaggiore appartiene alla zona E, gradi giorno 2.649[9]. Gode di un tipico clima temperato delle medie latitudini, piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Cinto Caomaggiore ha probabilmente origini romane, il nome Cinto sembra infatti che derivi da ad quintum, ovvero a 5 miglia da Concordia Sagittaria, il più importante centro abitato dell'epoca in zona. Esiste, però, un ulteriore ipotesi che fa derivare il nome da Cintum, ovvero, luogo cintato da mura. D'altro canto in alcuni documenti medioevali catastali si fa riferimento alla Villa di Cinto con la parola Cintho o Curto.

Come si può desumere tuttora non si è trovata ancora un'origine certa del nome. Associazioni culturali e sportive sono attive in Cinto Caomaggiore , tra queste anche un settore di particolare interesse archeologico,una testimonianza dei reperti di epoca preromana e romana. Il volume con le raccolte dei dati, le illustrazioni, le foto dei rinvenimenti antichi e le mappe si possono consultare nella biblioteca comunale e sono stati eseguiti da Luigi Rossi, botanico, topografo e ricercatore, con la collaborazione di Livio Marcorin.

La seconda parte del nome Caomaggiore deriva invece dall'omonimo fiume Caomaggiore che attraversa il territorio del paese. A sua volta sembra derivi da "Campo Maggiore", forse denominazione di un terreno limitrofo al fiume.

Dall'epoca romana al Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Diversi reperti archeologici rivelano che l'area occupata dal Comune di Cinto Caomaggiore fosse interessata alla presenza dei Romani già nel I secolo d.C., rappresentava un punto di passaggio per giungere a Iulia Concordia (attuale Concordia Sagittaria). Già territorio sottoposto all'Agro Concordiese, il legame con la città romana si sarebbe poi rafforzato alla fine del IV sec., con la fondazione della diocesi di Concordia (attuale diocesi di Concordia-Pordenone) da parte del vescovo di Aquileia, la cui autorità non venne comunque meno, anzi, in seguito la rafforzò gestendo il territorio mediante propri Gastaldi.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, in un periodo condito di scorribande barbariche e di straordinarie alluvioni (in vari momenti, i fiumi Tagliamento e Livenza erano divenuti un unico fiume), con la costituzione del Ducato Friulano del Regno dei Longobardi nel 568, il territorio di Cinto Caomaggiore viene inserito nell'ambito territoriale di questo. Con l'avvento dei Franchi e la costituzione del Sacro Romano Impero, il Ducato Friulano è soppresso e nel 3 aprile 1077 sostituito dal Patriarcato di Aquileia. Così anche il territorio di Cinto Caomaggiore diviene parte integrante del nuovo soggetto politico. Ciò è comprovato dal fatto che i Patriarchi di Aquileia dal quel momento in poi avrebbero nominato un proprio Gastaldo, curatore dei Beni patriarcali, per l'allora Villa di Cinto.

All'interno dell'Amministrazione patriarcale le Ville di Cinto e Settimo (attuale località del Comune) vengono inserite nella Gastaldia di San Vito al Tagliamento. In seguito, tale Gastaldia sarebbe stata divisa nell'ambito del Patriarcato tra la Gastaldia di Meduna, a cui fu aggregata la Villa di Cinto e la Gastaldia di San Vito, a cui fu aggregata la Villa di Settimo. Il 3 maggio 762 i fratelli Erfo e Marco, figli di Piero, Duca del Friuli, donano all'abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis, collocata a Sesto al Reghena (comune limitrofo a Cinto e Settimo), tutti i loro beni parte dei quali si trovano anche a Settimo. È un fatto importante poiché attrarrà la Villa di Settimo sotto il controllo dell'abate sestense.

La dominazione veneziana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1420 il Patriarcato venne assorbito dalla Repubblica di Venezia. All'interno del nuovo soggetto politico i Territori del Patriarcato, compreso quindi le Ville di Cinto e Settimo, vennero riuniti nella Patria del Friuli, che nella pratica rappresentava l'ente amministrativo sostitutivo del Patriarcato. È utile rilevare che la Repubblica lasciò ampia autonomia al nuovo ente, in particolare lasciò sopravvivere il Parlamento del Friuli, organo costituito dai rappresentanti delle città friulane, tra le quali vi era Portogruaro che vantava un proprio seggio.

La dominazione napoleonica e austriaca e l'annessione al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento di Napoleone nel 1797 (trattato di Campoformio) la Repubblica di Venezia cessò di esistere e i relativi territori, tra cui la Patria del Friuli, furono assorbiti dall'Impero austriaco. La Patria del Friuli fu trasformata insieme ai suoi territori, tra cui le Ville di Cinto e Settimo, nella Provincia del Friuli con sede a Udine. Nel 1805 fu annessa al Regno d'Italia dell'Impero Francese.

Questo è un periodo importante poiché Cinto e Settimo inizialmente furono inserite nel Dipartimento del Tagliamento (grosso modo le attuali Province di Treviso e Pordenone), in seguito nel Cantone di Portogruaro che con un regio decreto del 1806 veniva aggregato insieme al Cantone di Aquileia al Dipartimento dell'Adriatico di Venezia, ovvero la futura Provincia di Venezia. Le motivazioni che portarono i francesi a strappare questi territori friulani dal Dipartimento di Passariano, ovvero l'ente successore della Patria del Friuli, riguardavano il rischio di rendere il Dipartimento Adriatico meno importante di quelli confinanti, in particolare del Dipartimento di Passariano.

I francesi mal vedevano il fatto di ridurre Venezia, dall'estesa e potente Repubblica che fu, ad una semplice e ridotta provincia del Regno. Tutto ciò in contrasto con le realtà friulane di Portogruaro e Aquileia. È un periodo di intense riforme locali, che miravano a rigenerare un'area sostanzialmente disarticolata ed economicamente stagnante. Con l'introduzione dell'istituto municipale, le Ville di Cinto e Settimo furono unificate nel Comune di Cinto Caomaggiore. Tale ente comunale subì parecchie modifiche territoriali. Infatti, determinandosi una politica amministrativa che promuoveva la costituzione di Comuni con un minimo di abitanti elevato, a Cinto furono annessi i Comuni contigui di Gruaro e Pramaggiore, in seguito si procedette comunque alla relativa separazione. Non mancò neppure la fusione in unico Comune di tutto il mandamento portogruarese e la relativa tempestiva dissoluzione.

Nel 1815 col congresso di Vienna si sancì l'appartenenza degli ex territori della Repubblica di Venezia all'Impero Asburgico. La nuova amministrazione austriaca trasformò il Dipartimento di Passariano nella Provincia di Udine, alla quale restituì solo Aquileia. Infatti, all'ex Dipartimento Adriatico, divenuto Provincia di Venezia, rimase il Mandamento di Portogruaro, a cui erano aggregate Cinto e Settimo. La motivazione di tale decisione rimaneva simile a quella francese.

Nel 1866 i territori delle Venezie furono annessi dal Regno d'Italia, che lasciò l'organizzazione amministrativa sostanzialmente immutata.

Nel 1867 il comune di Cinto assunse la denominazione di "Cinto Caomaggiore"[10].

Con l'avvento delle bonifiche delle terre del portogruarese emerse l'esigenza di nuova e abbondante manodopera che le popolazioni autoctone del portogruarese non potevano soddisfare. È così che ha inizio una nuova pagina anche per il Comune di Cinto Caomaggiore. Numerose famiglie vicentine e padovane raggiunsero il mandamento e si distribuirono in esso. Si costruirono grandi case coloniche, i paesi cambiarono fisionomia, la secolare stasi di Cinto come del Portogruarese sembrava aver ricevuto finalmente una scossa. Ma arrivano le due Guerre e le relativi crisi. La Resistenza coinvolse anche Cinto e Settimo, anche se in paese non si distinsero eventi di rilevante interesse.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Assemblea Costituente del 1946, nel disegnare i confini del Friuli Venezia Giulia fu proposto di effettuare un referendum per l'aggregazione del Mandamento di Portogruaro alla Regione costituenda nell'ambito della futura Provincia di Pordenone, fatto che gli amministratori locali vedevano positivamente, ma col rinvio della costituzione della Regione del Friuli-Venezia Giulia finalizzato all'atteso ritorno di Trieste all'Italia, il progetto referendario fu dimenticato.

Nel frattempo il Comune vive l'emigrazione della popolazione verso Svizzera, Francia, Germania, ecc. Grazie a questi emigranti si diffonde nel paese un certo benessere, pur restando ad economia sostanzialmente rurale. L'effetto del boom economico degli anni cinquanta si fa sentire anche a Cinto e Settimo. Nel Pordenonese nascono nuove industrie tra cui la Zanussi, che necessitano di manodopera. È così che inizia una nuova fase di pendolarismo per i Cintesi, che si recano a Pordenone per lavorare. Nel 1953 nasce la più importante fabbrica del paese, la B.P.T. (Brevetti Plozner Torino). Rimane comunque l'agricoltura il settore determinate per il Comune.

Negli anni sessanta nella vicina Pordenone si fanno sentire i richiami per costruire una nuova e grande Provincia del Friuli Occidentale, comprendente la stessa Pordenone e Portogruaro, ma non prende forma un vero e proprio movimento aggregazionista. Negli anni settanta la popolazione conosce un scolarizzazione secondaria incrementata, aumentano gli artigiani e inizia a cambiare la struttura del nucleo familiare, in sostanza iniziano a disgregarsi le grandi famiglie delle case coloniche e i relativi figli trovano lavoro nelle fabbriche vicine.

Negli anni ottanta le amministrazioni comunali cintesi scelgono di sviluppare i settori agricolo ed ambientale. Contrariamente, i comuni limitrofi operano una politica industriale. È una scelta importante, ma altrettanto impegnativa, che determinerà un deficit per l'economia del Comune. Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta lo sviluppo mancato e costi di amministrazione dei servizi elevati legati a tagli nei trasferimenti pubblici sempre più frequenti sono alla base di una nuova proposta: la fusione dei Comune di Cinto Caomaggiore con i Comuni limitrofi, a est Gruaro e a ovest Pramaggiore.

La causa friulanista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Progetti di aggregazione di comuni italiani ad altra regione.

Nel 1989 la causa friulanista si riaccende, i comitati locali del mandamento portogruarese, tra cui quello di Cinto Caomaggiore con rappresentanti e fondatori del movimento "Dai monti al Mare" (in seguito rinominato Movimento Provincia di Pordenone Portogruaro) Tarcisio Zorzi e Giampietro Del Gallo ricominciano la battaglia per la riunificazione del Mandamento col Friuli. Seguirono i referendum consultivi autogestiti in vari comuni tra cui Cinto Caomaggiore del 1991, in cui la maggioranza della popolazione dichiarava la volontà di riunificazione. Risultato rispecchiato anche negli altri Comuni (Annone Veneto, Pramaggiore, Gruaro, Teglio Veneto e San Michele al Tagliamento).

Non fu possibile effettuare all'epoca il referendum a norma dell'art. 132, comma 2 della Costituzione a causa del pesante procedimento previsto dalla legge sui referendum (legge 25 maggio 1970, n. 352) che all'articolo 42, comma 2, prescriveva la delibera del Consiglio comunale del comune interessato corredata da tante delibere di comuni o province che rappresentassero un terzo della popolazione della regione d'appartenenza e tante altre della regione di destinazione. Con la riforma costituzionale del 2001 la ridefinizione dell'articolo 132, comma 2, fu alla base della sentenza della Corte Costituzionale n°334 del 2004 che dichiarò illegittima la prescrizione relativa al “corredo della delibera”.

Così nel 2005 il Comune di Cinto Caomaggiore deliberò a favore del referendum, effettuato poi nel 26 e 27 marzo 2006. Il 59,79% degli iscritti andò a votare, e di questi il 91,5% chiese l'aggregazione con il Friuli. Con tale referendum inizia il procedimento istituzionale che prevede un disegno di legge ministeriale che prescriva il distacco-aggregazione, i pareri dei due Consigli regionali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, e la legge della Repubblica. Il Ministro degli Interni ha già redatto il disegno di legge costituzionale (essendo coinvolta una regione a statuto speciale, il ministero ha preferito derogare alla norma che prevede la redazione di un disegno di legge ordinaria) e la regione Friuli - Venezia Giulia ha già emesso parere favorevole all'ingresso di Cinto Caomaggiore nel proprio territorio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Affresco dell'Altare dell'Oratorio dell'Immacolata Concezione.

L'Oratorio dell'Immacolata Concezione risale al cinquecento, esso è delineato dai tipici tratti rinascimentale diffusi nell'area all'epoca. L'atrio, decorato da un timpano, è delimitato da un colonnato di stile dorico. L'edificio ha pianta rettangolare. L'interno è composto dalla navata centrale, due navate laterali, la sagrestia (lato destro dell'altare), un'ulteriore stanza di preghiera (lato sinistro dell'altare) e l'altare.

L'altare è delimitato da due mensole sporgenti rispetto alla navata centrale ed al centro è collocato l'altare cerimoniale. Nella parete è collocato l'affresco del 1613. In esso sono rappresentati San Carlo Borromeo e un francescano, probabilmente Sant'Antonio da Padova rivolti in adorazione della statua della Vergine, posta nell'abside, al centro dell'affresco. Nella parte superiore dell'affresco, all'interno di un timpano, è raffigurato Dio, personificato da un uomo anziano con posto sopra il capo il triangolo della Trinità. La statua ottocentesca della Vergine, posta nell'abside, racchiusa da due colonne su cui è posto un capitello, è lignea coperta di smalto bianco, adornata di stelle dorate ai bordi del manto. La Vergine è posta su una sezione del Globo terrestre, colorato d'azzurro, mentre calpesta il Serpente. Sotto l'abside è collocato l'altare originale dell'Oratorio, posto su una piattaforma marmorea. L'abside, le colonne che la racchiudono, il timpano sorretto, l'altare e la relativa piattaforma sono da collocare opere di epoca successiva. Infatti, si pensa che l'affresco originariamente ricoprisse interamente la parete dell'altare e che l'immagine della Vergine forse raffigurata dall'affresco stesso (poi sostituita dalla Statua ottocentesca).

L'edificio ha subito recentemente tre restauri di rilevante portata, il primo nel 1972, il secondo metà anni novanta (recupero affreschi) e il terzo 2005-2006 (tetto e pittura pareti interne ed esterne). I costi dei restauri sono stati sostenuti dagli abitanti della Borgata Concezione.

Parco regionale di interesse locale dei fiumi Reghena, Lemene e dei laghi di Cinto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parco regionale di interesse locale dei fiumi Reghena, Lemene e dei laghi di Cinto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 278, ovvero il 8,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

  1. Romania, 52
  2. Albania, 51
  3. Marocco, 40
  4. Polonia, 22
  5. Macedonia, 20

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

=persone legate al posto[modifica | modifica wikitesto]

Young wawe rapper

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Casera della Borgata Concezione (5 gennaio)
  • 6 gennaio, La Casera della Borgata Concezione: tradizionale falò epifanico organizzato dalla Borgata Concezione.
  • febbraio, Cena dello Stinco: organizzato dal Coro "Antonio De Vecchi".
  • aprile, Festa di Primavera: evento organizzato dalla Pro Loco.
  • giugno, Sagra di San Giovanni Battista di Settimo: organizzata dalla U.S.Settimo.
  • 13 giugno, Processione di Sant'Antonio a San Biagio.
  • luglio, Sagra di San Pietro e Paolo di Cinto: organizzata dalla Pro Loco.
  • agosto, Sagra di San Gaetano di San Biagio: organizzata dal Comitato festeggiamenti di San Gaetano.
  • agosto (fine), Festa della Borgata della Borgata Concezione
  • settembre, Festa d'autunno: evento organizzato dalla Pro Loco.
  • 8 dicembre, Processione dell'Immacolata Concezione: organizzata dalla Parrocchia e Borgata Concezione.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località e Borgate[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Cinto Caomaggiore è costituito dalle quattro ville storiche principali: Cinto, Bando, San Biagio e Settimo. Nel Medioevo il territorio comunale era diviso in sette Ville: Cinto, Persiana, Bando-Scudele, Bosco di San Biagio, Ronco dei Gesuati e Forestier, e la Villa di Settimo che era sottoposta alla giurisdizione dell'Abate di Sesto al Reghena.

Attualmente il comune di Cinto Caomaggiore si compone del capoluogo comunale e di due località principali: Settimo e San Biagio. Dal 2006 l'amministrazione comunale ha diviso il territorio in quattro quartieri storici: Settimo, Persiana, Bando e San Biagio.

Nell'ultimo ventennio si sono distinte nuove piccole realtà: la Borgata Concezione, San Gaetano e Sant'Antonio. Nel (palù) di Settimo, si trova la località degli "Onedi", lungo un tratto del fiume Caomaggiore denominato "canalut", dove fino agli anni ottanta i giovani settimini facevano il bagno.

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Nella località di Settimo si segnalano i toponimi di Melon, Basedat, Palù e Stradatta. Il nome Basedat probabilmente trae origine da antichi campanilismi, si pensa che questo nome sia inteso come dispregiativo della vicina località di Basedo, in comune di Chions. Nella località di San Biagio si segnalano i toponimi di La Rota, Turundin, Le Roste e Palutet.

Settimo[modifica | modifica wikitesto]

Settimo è una località del Comune di Cinto Caomaggiore posizionata a nord del territorio comunale. Confina a nord con Villotta e Basedo (Chions), a ovest con Salvarolo (Pramaggiore), a sud con Cinto e la Persiana (Cinto) e ad est con Marignana (Sesto al Reghena). Settimo è divisa grosso modo in due aree: la Bassa e l'Alta. La Bassa, area storica di Settimo, è composta dai fondi compresi dalle vie: via Udine, Borgo San Giovanni, via Cesselon, via Basedat, via Tevere, via Contesini, via Melon e via Palù. L'Alta è composta dai fondi compresi dalle vie: via Pordenone, via Friuli, via Boschetta, via Bosco e via Genova. Si svolge la sagra di San Giovanni Battista.

Borgata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

La Borgata Concezione è un borgo del Comune di Cinto Caomaggiore posizionato nell'estremità sudest. Confina a nord con Bando e Cinto, a ovest con San Biagio, a sud con La Sega (Gruaro) e Summaga (Portogruaro) e ad est con Giai (Gruaro). È composta dai fondi compresi dalle via Portogruaro, via dei Prati, via Venezia (fino al confine con San Biagio), via Reghena, via Banduzzo, via delle Ponghe e parte di via Roma (dal 239 fino al numero 207), delimitata ad est dal corso del Caomaggiore.

Il nome della Borgata Concezione deriva dall'Oratorio dell'Immacolata Concezione. L'Oratorio, edificio cinquecentesco i cui affreschi sono dati il 1613, rappresenta il centro vitale della Borgata. In esso e nell'area circostante sono celebrate le Processioni dell'Immacolata Concezione (8 dicembre). L'Oratorio è tuttora attivo come centro religioso, in esso vengono celebrate messe e il rosario di maggio.

Nell'area circostante vengono svolte la tradizionale Casera e la Festa della Borgata. La Casera è il tradizionale falò epifanico che è bruciato la sera del 5 gennaio per festeggiare il raccolto dell'anno passo e propiziare il raccolto venturo. Da qui la consuetudine di vedere da che parte il fumo viene trasportato e le relative interpretazioni. L'evento è condito dai tradizionali stands enogastronomici (in cui vengono offerti i locali strudel di mele), dalla lotteria di beneficenza e dai canti degli abitanti della Borgata. L'evento, molto sentito dalla popolazione circostante, ogni anno registra un incremento di affluenze. La Festa della Borgata è un evento estivo (ogni fine agosto) che riunisce tutti gli abitanti del borgo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dall'Autostrada A28, di cui condivide l'uscita con Sesto al Reghena e dalla Strada statale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina, ora la provinciale SP 251. Il trasporto pubblico è garantito dall'ATAP di Pordenone con diverse corse giornaliere, sulle linee Pordenone-Portogruaro e San Vito al Tagliamento-Portogruaro. Le principali stazioni ferroviarie più vicine sono la stazione di Portogruaro, di Casarsa della Delizia e Pordenone. Gli aeroporti di riferimento sono l'Aeroporto Marco Polo di Venezia, l'Aeroporto del Friuli Venezia Giulia di Ronchi dei Legionari e l'Aeroporto di Treviso. Nel comune si trova anche una pista di volo da diporto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1808 1814 Della Zotta - Podestà
1814 1866 Deputazione comunale - Deputazione comunale
1866 1871 Giovanni Bozzo - Sindaco
1871 1876 Giuseppe Sartori - Sindaco
1879 1879 Giuseppe Lucchini - Sindaco
1879 1903 Barone Carlo de Cattanei di Momo - Sindaco
1903 1916 Cavaliere Nicolò Bornancini - Sindaco
1916 1918 Angelo Missana - Sindaco
1918 1919 Cavaliere Nicolò Bornancini - Sindaco
1921 1922 Oreste Lisotti - Sindaco
1923 1927 Arreghini - Sindaco
1927 1927 Angelo Missana - Commissario prefettizio
1928 1934 Marco Celio Lazzarini - Commissario prefettizio
1934 1937 Dino Vendrame - Podestà
1937 1943 Cavaliere Antonio Pedrinelli - Commissario prefettizio
1943 1944 Giovanni Amadio - Commissario prefettizio
1944 1945 Giusto Terenziani - Podestà
1945 1946 Ottavio Mario Amadio nominato dal C.L.N. Sindaco
1946 1946 Enrico Gobatto nominato dal C.L.N. Sindaco
1946 1951 Umberto Grandis Democrazia Cristiana Sindaco
1951 1956 Angelo Furlan Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1960 Angelo Furlan Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1964 Angelo Furlan Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1969 Antonio De Vecchi Democrazia Cristiana Sindaco
1969 1974 Antonio De Vecchi Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1980 Giuseppe Campagnolo Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Giovanni Trevisan Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Giovanni Trevisan Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Giovanni Trevisan Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Claudio Amadio lista civica Sindaco
1999 2004 Luigi Bagnariol lista civica centrodestra Sindaco
2004 2009 Luigi Bagnariol lista civica centrodestra Sindaco
2009 2013 Renato Querini lista civica centrodestra Sindaco [13]
2013 26 maggio 2014 Natalino Manno - Commissario prefettizio
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Gianluca Falcomer lista civica Caomaggiore Sindaco
27 maggio 2019 in carica Gianluca Falcomer lista civica Caomaggiore Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lingua minoritaria storica tutelata ufficialmente in questo comune in base alla Delibera del Consiglio Provinciale di Venezia del 21.12.2006, n. 121
  4. ^ Elenco dei Comuni friulanofoni (PDF), ARLeF. URL consultato il 30 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018).
  5. ^ Giuseppe Marchetti, Lineamenti di grammatica friulana, Udine, Società Filologica Friulana, 1977, p. 96.
  6. ^ Comuni Italiani.it - Cinto Caomaggiore, Clima e dati geografici, su comuni-italiani.it. URL consultato l'11 novembre 2011.
  7. ^ Cinto Caomaggiore: comuni limitrofi, www.comuni-italiani.it. URL consultato l'11 novembre 2011.
  8. ^ Zona Sismica - Cinto Caomaggiore, su comuni-italiani.it.
  9. ^ Clima - Cinto Caomaggiore, su comuni-italiani.it..
  10. ^ Regio Decreto n° 3827 del 21 luglio 1867, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 229 del 22 agosto 1867
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  13. ^ Amministrazione comunale decaduta prima della scadenza naturale del mandato a causa delle dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Gobbo, Luigi Zanin, Giovanna Paolin, Franco Rossi, Marcello De Vecchi, Gianpiero Del Gallo, coordinamento Ariego Rizzetto, Cinto Caomaggiore e la sua Storia, Spoleto, 2000.
  • Marcello De Vecchi, Il Centesimo di Napoleone - Origini e Storia della Municipalità di Cinto, Del Gallo Editore, 2005.
  • Franci Rossi, Livio Marcorin, Luigi Zanin, Marcello De Vecchi, Gianpiero Del Gallo, Luigi Bagnariol, Giorgio Frate, Mario Miorin, La Comunità di Settimo - Storia e Memoria - Comune di Cinto Caomaggiore, 2006.
  • Archivio di Stato di Udine.
  • Archivio di Stato di Venezia. * Linneo Lavaroni. Viaggio nel Friuli storico. Il Mandamento di Portogruaro. Edizioni del MF.1970.

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