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Fiesso d'Artico

Coordinate: 45°25′N 12°02′E
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Fiesso d'Artico
comune
Fiesso d'Artico – Veduta
Fiesso d'Artico – Veduta
Municipio
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Città metropolitana Venezia
Amministrazione
SindacoMarco Cominato (LSP - centro-destra) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate45°25′N 12°02′E
Altitudine9 m s.l.m.
Superficie6,31 km²
Abitanti8 656[1] (31-10-2025)
Densità1 371,79 ab./km²
Comuni confinantiDolo, Pianiga, Stra, Vigonza (PD)
Altre informazioni
Cod. postale30032
Prefisso041
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT027014
Cod. catastaleD578
TargaVE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 467 GG[3]
Nome abitantifiessesi
Patronosan Carlo Borromeo
Giorno festivo4 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiesso d'Artico
Fiesso d'Artico
Fiesso d'Artico – Mappa
Fiesso d'Artico – Mappa
Posizione del comune di Fiesso d'Artico nella città metropolitana di Venezia
Sito istituzionale

Fiesso d'Artico (Fieso in veneto) è un comune italiano di 8 656 abitanti[1] della città metropolitana di Venezia in Veneto, situato nel cuore della riviera del Brenta.

Geografia fisica

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Il territorio inizialmente era più vasto di quello attuale ed era diviso in due, Comun Grande di Fiesso e Comun Piccolo Fiessetto. Fiesso d'Artico fu coinvolto in molte guerre che interessarono la città di Padova (essendo molto vicino ad essa) a causa delle lotte per il succedersi delle varie signorie. Il territorio di Fiesso appartenne alla cittadina padovana sino al XV secolo d.C. quando passò definitivamente alla Repubblica di Venezia. Una volta integrato nella Serenissima Fiesso si abbellì dì magnifiche ville veneziane, dimore estive nobili e ricchi mercanti veneziani (ancora oggi molte sono esistenti ed abitate). La città di Venezia si collegava a Fiesso con il burchiello, un battello adibito a vero e proprio salotto galleggiante.

Origini del nome

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Il 6 ottobre 1025, una data apparentemente insignificante nel contesto della grande storia globale, ma importante per la comunità di Fiesso d’Artico, poiché a quella data risale la prima menzione di Fiesso, Flexo, in un documento ufficiale, ossia l’atto, custodito presso l’Archivio di Stato di Venezia (S. Gregorio, b.5), col quale la contessa Edvige o Advica, vedova di Ingelpreto, assieme al figlio Ingelpreto, vendeva a Bono abate di S. Ilario 44 massaricie e altri beni, posti a Fossalovara, Perarolo, Peraga e, per l’appunto, Fiesso. Non è ovviamente un atto di nascita, la comunità organizzata di Fiesso esisteva chiaramente già da prima, e doveva avere anche una certa consistenza, dato che non compare come locus dictus, ma con una propria identità ben definita. L’atto è importante perché vede agire soggetti di alto livello sociale, una contessa trevigiana, e l’abate di un monastero già allora importante e destinato a diventarlo ancor più nei secoli seguenti. Un monastero col quale la comunità di Fiesso resterà a lungo in contatto, grazie a un altro elemento che ne caratterizzerà la storia, la via navigabile del Brenta, vera e propria autostrada che collegava l’entroterra, e in particolare la città di Padova al cui discritus la villa Flexi apparteneva, con quello che sarebbe diventato uno dei più importanti mercati dell’Europa medievale, Venezia. E proprio tra questi due poli si sviluppa la storia di Fiesso, testimone della progressiva espansione in terraferma della città lagunare, dapprima attraverso l’acquisto, da parte di monasteri e potenti famiglie veneziane, di beni fondiari come quelli ceduti nel 1025, fino alla definitiva acquisizione al territorio veneziano in seguito alla caduta della signoria Carrarese nel 1405. Una storia di operosità, produzione, fiorenti commerci, importanti interventi idraulici quali quelli che si devono al noto Avvocato Fiscale del Magistrato alle Acque Angelo Artico, che hanno plasmato quella che oggi è la splendida Riviera del Brenta.(Remy Simonetti)[4]

Documento in cui per la prima volta compare il nome di Fiesso[5]

Nel nome del Signore Dio eterno, nell'anno dell'Incarnazione del Signore 1028 nell'ottava indizione nel sesto giorno dall'inizio di ottobre.[6]

Risulta che noi contessa Edvige, vedova del defunto di buona memoria Ingelpreto conte, alla presenza di Ingelpreto conte, figlio della stessa e del conte Ingelpreto defunto, a Treviso, noi che professiamo per la nostra origine di vivere secondo la legge salica, abbiamo ricevuto, come abbiamo manifestato alla presenza dei testimoni, da Voi sig. Bono abate del Cenobio di S. Ilario 1700 libbre d'argento veronesi, secondo il prezzo convenuto, per tutte le terre e possedimenti e masserie, che sono 44 e precisamente 20 a Fossolovara Fiesso e Perarolo con un mulino da costruire a Fossalta e oltre 13 masserie che sono vicino a Peraga, cose che furono della Chiesa di S. Maria di Aquileia.[7]

Le soprascritte 44 masserie con il mulino con la cappella e la fattoria padronale, a Voi abate di S. Ilario per il prezzo soprascritto vendiano, consegnamo e liberiamo, con tutte le adiacenze e ingressi e anche con il diritto di raccolta e pascolo e tutti i diritti di pesca, caccia, mulino, acquesotto, bosco e ruscelli, con le zone incolte, paludi, con i relativi confini superiori e inferiori, noi lasciamo al prezzo sopradetto a Voi e al vostro cenobio per sempre.[8]

Inoltre attraverso la consegna del coltello e del bastone, del guanto e del vaso di terra o di un ramo di albero, noi Vi facciamo consegna e investitura e ci tiriamo fuori completamente e lasciamo il Cenobio in Vostra consegna, lasciandovi tutti i diritti di farne quanto vorrete, con l'impegno di non contestarvelo o richiederlo da parte nostra e dei nostri eredi o proeredi.[9]

Così pure per la salvezza dell'anima nostra e dei nostri parenti e per la nostra devozione verso di Voi sig. Abate e verso il Vostro monastero di S. Ilario, diamo doniamo e concediamo ogni decima e ogni diritto di decimazione sulle sopradette 44 masserie con la cappella e la fattoria del Padrone.[10]

E se le cose soprannominate dovessero valere di più ne facciamo dono al Vostro Cenobio; tutto questo e quello che è stato nominato sopra, lo vendo lo consegno e lo do, promettendolo io Edvige contessa insieme ai miei eredi o a coloro ai quali lo darete, come si legge sopra, da difendere da ogni uomo. Che se non potessimo difenderlo, o se volessimo in qualche modo sottrarvelo, allora Noi ve lo dobbiamo restituire nuovamente secondo il valore acquistato nel tempo.[11]

Redatto nella città di Treviso nella fattoria di S. Pietro. Sigillo di Ingelpreto conte e di Edvige contessa che chiese la redazione di questo documento di vendita e ricevette il prezzo scritto. Sigillo di Ingelpreto conte e di Edvige contessa che acconsentì a questa vendita. Sigillo nelle mani del duca Enrico, del conte Rambaldi, del duca Alberto figlio di Valfredo, del conte Ugo figlio di Manfredi di Montebello, Vecillio di Montanaria. Manfredo giudice di Treviso, avvocato Montaldi, Bernardo Fabbri e Leuterio di Soligo testimoni su richiesta.[12]

S.T. Io Giovanni avvocato e notaio, autore di questo contratto di vendita, dopo la consegna, l'ho completata e consegnata.[13]

(traduzione Maestro Alessandro Baldan)

(nota: l'errore del copista di 1028 per 1025, risulta dall'indizione ed è evidente dal raffronto con il privilegio del 1025 - 2 novembre - Bothfeld, nel quale si conferma al monastero i beni e la cappella di S. Maria di Peraga, oggetto del presente documento)[14]

Nel 1806, in seguito all'avvento del Regno d'Italia napoleonico, il comune di Fiesso assunse il titolo di "Municipio".

Nel 1867 il comune di Fiesso prese la denominazione di "Fiesso d'Artico"[15], in onore del Magistrato alle Acque di Venezia Angelo Maria Artico, che ideò un'ultima e definitiva deviazione del fiume Brenta per salvaguardare il paese dalle inondazioni che portavano grande disagio alla popolazione[16].

La comunità di Fiesso passò quindi attraverso le guerre risorgimentali e le due guerre mondiali, con i lutti (e talvolta le divisioni interne) che tutti questi conflitti produssero.

Negli anni sessanta si sviluppò a Fiesso il settore calzaturiero, che tutt'oggi si distingue a livello internazionale per la qualità e lo stile. Gli anni del boom economico portarono al paese un'ondata di progressivo benessere e di effervescenza culturale; negli anni settanta a Fiesso si esibirono complessi come la PFM, gli Uriah Heep e i Roxy Music[17].

Nel 2002 Fiesso d'Artico costituì, insieme al comune di Dolo, l'unione di comuni Città della Riviera del Brenta, a cui si sono aggiunti in seguito anche i comuni di Fossò e Campagna Lupia.

Lo stemma di Fiesso d'Artico è stato concesso con regio decreto del 3 agosto 1930.[18]

«D'azzurro, al toro al naturale, passante sulla campagna erbosa di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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La chiesa

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[19]

Fiesso è immerso nella caratterizzante bellezza della riviera del Brenta, meta alternativa molto apprezzata dai turisti di tutto il mondo grazie al territorio suggestivo e le splendide ville veneziane.

Il territorio circostante è prevalentemente agricolo, c'è una grande produzione di barbabietola da zucchero, grano e mais.

A Fiesso, presso una grossa realtà manifatturiera locale, è installato uno dei più grandi impianti geotermici della città metropolitana di Venezia. Una delle peculiarità dell'impianto è costituita dal fatto che le sonde geotermiche sono in polietilene reticolato e non nel più diffuso polietilene ad alta densità.

Presente impianto di produzione scarpe di proprietà di LVMH-Louis Vuitton.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2011 Daniela Contin centro-sinistra Sindaco
2011 2011 Piera Bumma - Comm. pref.
2011 2021 Andrea Martellato Forza Italia - Lega Nord Sindaco
2021 in carica Marco Cominato Centro-Destra Sindaco
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  5. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  6. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  7. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  8. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  9. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  10. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  11. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  12. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  13. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  14. Comune di Fiesso d'Artico, su www.comune.fiessodartico.ve.it. URL consultato il 28 agosto 2025.
  15. Regio Decreto n° 3827 del 21 luglio 1867, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 229 del 22 agosto 1867
  16. Informazioni generali sul comune Archiviato il 17 settembre 2016 in Internet Archive. comune.fiessodartico.ve.it
  17. Riccardo Pasqualin, Fireball. L'avanguardia dell'Heavy Metal negli anni '70 e '80 a Padova e nel Veneto, Falconara Marittima, Crac, pp. 20, 53.
  18. Fiesso d'Artico, decreto 1930-08-03 RD, concessione di stemma, su Archivio Centrale dello Stato.
  19. Dati tratti da:

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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