Mira (Italia)

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Mira
comune
Mira – Stemma
Mira – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Alvise Maniero (Movimento 5 Stelle) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 45°26′00″N 12°08′00″E / 45.433333°N 12.133333°E45.433333; 12.133333 (Mira)Coordinate: 45°26′00″N 12°08′00″E / 45.433333°N 12.133333°E45.433333; 12.133333 (Mira)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 99,14 km²
Abitanti 38 801[1] (30-11-2014)
Densità 391,38 ab./km²
Frazioni Borbiago, Gambarare, Malcontenta, Marano Veneziano, Mira Porte, Mira Taglio (sede comunale), Oriago
Comuni confinanti Campagna Lupia, Dolo, Mirano, Pianiga, Spinea, Venezia
Altre informazioni
Cod. postale 30034
Prefisso 041
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027023
Cod. catastale F229
Targa VE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 541 GG[2]
Nome abitanti miresi
Patrono San Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mira
Mira
Posizione del comune di Mira nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Mira nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Mira (toponimo invariato in veneto[3]) è un comune italiano di 38 801 abitanti[1] della città metropolitana di Venezia, in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto sede comunale è la frazione Mira Taglio.

Undicesimo comune veneto per numero di abitanti, sorge a ovest di Venezia con cui condivide la frazione Malcontenta. In base alla Legge Regionale n. 36 del 12/8/1993 il suo territorio rientra nell'Area metropolitana di Venezia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del Naviglio del Brenta a Mira

L'area urbana, posta a metà strada tra Padova e Venezia, appartiene alla Riviera del Brenta che si estende lungo il Naviglio del Brenta, costeggiato dalla SR 11, sul quale si affacciano le Ville che i veneziani edificarono tra il Cinquecento e il Settecento. Famose in particolare la villa palladiana "la Malcontenta" nell'omonima frazione e Villa Widmann Foscari e le Barchesse di villa Valmarana a Mira Porte.

A sud-est si estendono le barene, affacciate alla laguna di Venezia, un ambiente costituito da un insieme di isolotti collegati da canali, le quali costituiscono un terzo della superficie del comune. Il territorio comunale è solcato da numerosi corsi d'acqua, oltre al Naviglio, sia naturali che artificiali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 302 a.C. lo storico Tito Livio narra che una flotta spartana approdò in una spiaggia dell’alto Adriatico: la costa era formata da sottili strisce di sabbia, dietro le quali si trovavano delle lagune comunicanti direttamente con il mare attraverso bocche di porto. Alle spalle dello specchio d’acqua videro dei campi sui quali, in lontananza, si stagliavano dei colli e un fiume largo e profondo che riversava le sue acque nelle lagune. La descrizione di questo luogo sembra proprio essere la laguna di Venezia, il territorio mirese caratterizzato dalla presenza del fiume Brenta. L’area mirese infatti nel II secolo a.C. era percorsa dal delta del Medoacus Maior.

Anticamente la località fu chiamata Cazoxana o Cazzozana. Il significato descriveva la sua posizione territoriale posta tra i boschi ed i pascoli. La zona si estendeva nell’attuale Mira Vecchia, sito in cui nel Medio Evo c’era un porto franco.Taluni asseriscono che il toponimo derivi da una torre di avvistamento (in latino appunto mira) che serviva nella difesa del territorio, ricollegandosi allora alla vicina Mirano. Un vero e proprio centro abitato nasce però solo nel medioevo come porto fluviale per i barcaioli che collegavano Venezia alla riviera del Brenta e originariamente si chiamava Cazoxana. Il toponimo Mira, secondo un'altra ipotesi, fu assunto in riferimento alla patria del patrono San Nicola, Myra appunto. Il paese era abitato in prevalenza da barcaioli e pescatori. Non esistevano molti ponti, perciò si utilizzavano imbarcazioni dette burchielli, per il traghettamento di merci e persone.Due furono gli interventi che favorirono lo sviluppo della zona. In ordine cronologico, nel 1491 si ha lo spostamento dell’epicentro religioso da Mira Vecchia a Mira Porte, con la costruzione della nuova chiesa dedicata a San Nicolò, nella posizione attuale. Sull’innesto tra il Naviglio ed il Serraglio sono state realizzate “le porte” nel 1612, allo scopo di controllare il flusso d’acqua e consentire la navigazione. Tale intervento diede impulso alle attività commerciali, grazie anche agli sgravi dei dazi di cui Mira godeva. L’intervento conferì all’area il nome di Mira Porte, che sostituì il precedente appellativo di Roncoduro.

Definita fin dalla fine del 1300 è la viabilità principale costituita dai due assi che fiancheggiano il Naviglio. L’edificato si sviluppa in epoca veneziana con la costruzione di numerose ville su entrambe le sponde, ad opera della nobiltà proveniente dalla Serenissima che qui si spostava per trascorrervi il periodo estivo. In particolare a Mira per molto tempo visse la famiglia Corbelli che erano dei ricchi mercanti discendenti dagli antichi Romani (Corbini) e fecero edificare la chiesa di San Nicolò (santo protettore dei marinai  e di Myra. Tra il 1100 e il 1200 la città cambiò il nome di Caxozzana per assumere quello di Mira in ricordo della città della Licia nell’Asia Minore, dove San Nicolò fu Arcivescovo.

Abbazia di SS. Ilario – Benedetto

A causa delle frequenti invasioni barbariche, la popolazione era stanca delle scorrerie e delle distruzioni dei paesi. Dei giovani operosi si erano riproposti di vivere la vita in cristianità ed in preghiera come San Benedetto da Norcia. Fu questo lo spirito in cui fu deciso di costruire il Monastero con la Chiesa dei Santi Ilario e Benedetto di Malcontenta-Moranzani. La costruzione fu eretta nell’800 d.C. e fu donata ai Padri Benedettini di S. Servilio (isola di san Servolo a Venezia) che la intitolarono ai Santi Ilario e Benedetto e vi fondarono l’Abbazia che raggiunse una rilevante importanza storica e religiosa tanto da far decidere cinque Dogi di Venezia di sceglierla come luogo per la loro sepoltura. Nel 1214 i monaci dell’Abbazia di S.Ilario furono cacciati anche se tentarono più volte di ritornarvi ma sempre temporaneamente. Ormai il Monastero aveva perso il suo antico splendore. Nel frattempo a causa dei vari tagli effettuati nei fiumi, l’aria divenne nauseabonda ed irrespirabile  sulle acque putride e ristagnanti della laguna soprattutto in assenza del flusso e della corrente dei fiumi che s’immettevano in laguna. Fu così che i monaci decisero di abbandonare definitivamente l’Abbazia – Monastero ed il territorio circostante.

Oriago[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi decenni del XII secolo il paese fu denominato “Orglago toponimo di Or.ago  con la congiunzione di terreni “Or.lagu.na”. La località aveva assunto i connotati di un importante centro agricolo e commerciale, collocato strategicamente sulle sponde del fiume Brenta, ai confini con la Repubblica Serenissima, posto in un luogo paludoso ai margini della laguna. La sua posizione strategica fu importante per le operazioni belliche di terra e di mare. Oriago fu contesa tra Padova, Treviso e Venezia. Degno di nota è la citazione della località nel V canto del Purgatorio dell’opera letteraria la ”Divina Commedia” dove si narra la cattura ed uccisione del nobile Jacopo del Cassero.

Gambarare[modifica | modifica wikitesto]

L’interpretazione etimologica più largamente condivisa dagli studiosi, lega il significato del nome Gambarare alla natura del luogo, spesso descritto come pescoso e ricco di gamberi. La presenza nel territorio di un approdo in epoca alto medievale, suggerisce ad altri studiosi l’ipotesi che il nome Gambarare derivi proprio dalla presenza delle “cumbe o cumbarie”, tipiche barche venete usate prevalentemente per il commercio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Borbiago è sede dell'università popolare "Francesco Petrarca", fondata nel Marzo del 1997. Villa Mocenigo ad Oriago è sede distaccata dell'università Ca' Foscari ospitando il CISET,

Persone legate a Mira[modifica | modifica wikitesto]

Mercati rionali[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le giornate di mercato, ogni martedì in Piazza Mercato ad Oriago ed ogni giovedì in Riviera S. Trentin a Mira Taglio.

Eventi turistici[modifica | modifica wikitesto]

Riviera Fiorita
  • Ogni anno nel mese di aprile, la prima domenica, in frazione Oriago, ha luogo "Oriago in fiore", fiera di piante e fiori giunta nel 2007 alla trentesima edizione.
  • In settembre, nella domenica successiva alla Regata Storica, si svolge la Riviera Fiorita, una sfilata di gondole e altre imbarcazioni a remi, lungo il Naviglio del Brenta, con i partecipanti vestiti con abiti tipici veneziani.
  • Nel mese di dicembre si tengono nelle chiese del Comune di Mira i tradizionali concerti corali natalizi della rassegna annuale "Venite Adoremus" organizzata dall'associazione "Amici della Musica della Riviera del Brenta".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Settore industriale[modifica | modifica wikitesto]

Il settore industriale a Mira, un tempo fiorente, ha subito un forte declino negli ultimi decenni del XX secolo. Molto sviluppato era il settore chimico, soprattutto nella produzione di detersivi e saponi (Mira Lanza), divenuta nel 1989 Reckitt Benckiser dalla multinazionale che l'ha acquistata; Oggi i prodotti principali prodotti a Mira dalla Benckiser sono le famose marche Vanish, Lip Woolite, Ava, Sole, Finish, Calgon, Cillit Bang, Napisan, Glassex, Air Wick. A Mira inoltre si trovano il Centro Ricerche e Sviluppo di Reckitt Benckiser e la direzione generale di una delle maggiori banche di credito cooperativo della regione, la Banca del Veneziano.

Settore sartoriale[modifica | modifica wikitesto]

Fiorente era anche il settore sartoriale, nel dopoguerra si svilupparono diverse camicerie lungo il Naviglio del Brenta. L'industria che ebbe maggior successo fu quella denominata Daina, fondata dall'ex aviatore Gino Pizzati e dalla moglie Leda Marchiori. Le origini risalgono all’anno 1946, quando Gino Pizzati fu assunto come impiegato dalle Industrie Riunite Confezioni S.p.a. di Mira Porte, dopo la scissione della Mara confezioni. A metà degli anni 50 si giunse alla cessione della quota di Mario Biasiolo, e gli unici proprietari rimasero a pieno titolo Gino e la moglie Leda. La prima sede aziendale fu il granaio della villa Levi-Morenos, che accolse inizialmente ventidue dipendenti che in dodici anni raggiunsero il numero di duecento, successivamente si spostò nel granaio di Villa Foscarini, progettato dall’ingegnere Fernando Pizzati. All’interno della fabbrica furono bandite propaganda e discussioni politiche, però fu sempre garantita la libertà di pensiero e di adesione a qualunque partito dell’arco costituzionale. La produzione dell’azienda era inizialmente orientata alla confezione di camicie e biancheria intima maschile, in seguito abbandonò questo programma indirizzandolo alle camicette da donna e, infine, si dedicò alla confezione medio-fine, non intima, esterna: cappotti e tailleurs compresi. I proprietari dell’azienda si tennero continuamente aggiornati sull’evoluzione della moda femminile, sempre presenti a tutti gli appuntamenti con la moda, a Milano ed in altre città. Il prodotto delle camicerie della riviera fu accolto per tanti anni con successo nel mercato nazionale e coinvolgimenti di tante ragazze e donne in un attività lavorativa, fuori dall’ambiente domestico, esercitò un salutare scossone.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Mira sono presenti 4 stazioni ferroviarie:

Mira è servita inoltre dallo svincolo Mira-Oriago posto sulla tangenziale di Mestre - A57 e da alcune linee automobilistiche ACTV.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1970 1980 Ruggero Sbroggiò PCI, PSI Sindaco
1980 1985 Stefano Simioni PCI, PSI Sindaco
1985 1990 Maurizio Bacchin PCI, PSI Sindaco
1990 1991 Roberto Marcato PCI, PSI Sindaco
1991 1992 Francesca Corsi PSI, DC, Federazione dei Verdi Sindaco
1992 1993 Gianvincenzo Migatta DC, Lega Nord, Federazione dei Verdi, liste civiche Sindaco
1993 1997 Pompeo Volpe PDS, Rifondazione comunista Sindaco
1997 2002 Luigi Solimini centrosinistra Sindaco
2002 2007 Roberto Marcato centrosinistra Sindaco
2007 2012 Michele Carpinetti Partito Democratico - centrosinistra Sindaco
2012 in carica Alvise Maniero Movimento 5 Stelle Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 1989 la dodicesima tappa del Giro d'Italia 1989 si è conclusa a Mira con la vittoria di Mario Cipollini (sua prima vittoria al Giro d'Italia).

Importante per lo sport mirese è stata la vittoria di cinque scudetti nel rugby XV femminile da parte del Riviera Rugby nel 2004, 2005, 2007, 2010 e 2012. La squadra maschile è il Rugby Riviera 2010.

Attualmente il Mira Calcio è impegnato nel campionato di Seconda Categoria, sotto la presidenza di Romeo Iannoccari. La massima serie raggiunta è stata la serie C2 sotto la gestione Lissandrin negli anni 70/80. L'ultima retrocessione è avvenuta al termine della stagione 2007/2008 quando il Mira retrocesse dal campionato di Prima Categoria a quello attuale.

Mira è stata inoltre protagonista nell'Atletica Leggera, con gli ottimi risultati ottenuti in campo Europeo e mondiale dell'atleta Giovanna Volpato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Mira - Dati statistici
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Come testimoniato anche dalla letteratura (Dante, Purgatorio, V, 79; Tassoni, La secchia rapita, VIII, 170) in passato il toponimo era accompagnato dall'articolo femminile (la Mira).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]