San Donà di Piave

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "San Donà" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi San Donà (disambigua).
San Donà di Piave
comune
San Donà di Piave – Stemma San Donà di Piave – Bandiera
San Donà di Piave – Veduta
Corso Silvio Trentin
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Città metropolitana Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Andrea Cereser (PD) dal 10-6-2013
Territorio
Coordinate 45°37′47.13″N 12°33′50.91″E / 45.629758°N 12.564142°E45.629758; 12.564142 (San Donà di Piave)Coordinate: 45°37′47.13″N 12°33′50.91″E / 45.629758°N 12.564142°E45.629758; 12.564142 (San Donà di Piave)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 78,73[3] km²
Abitanti 41 842[4] (30-9-2016)
Densità 531,46 ab./km²
Frazioni Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave. Località: Borgovecchio, Botteghino di Chiesanuova, Caposile, Jutificio, Molino di Calvecchia, Tessere.
Comuni confinanti Ceggia, Cessalto (TV), Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Salgareda (TV), Torre di Mosto
Altre informazioni
Cod. postale 30027
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027033
Cod. catastale H823
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 348 GG[5]
Nome abitanti sandonatesi
Patrono Madonna del Rosario[1], Santa Maria delle Grazie, San Donato d'Arezzo[2]
Giorno festivo il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Donà di Piave
San Donà di Piave
San Donà di Piave – Mappa
Il territorio di San Donà di Piave nella città metropolitana di Venezia.
Sito istituzionale

San Donà di Piave (IPA: [san doˈna ddi ˈpjaːve][6], San Donà in veneto, pronuncia [saŋ doˈna]) è un comune italiano di 41 842 abitanti[4] della città metropolitana di Venezia in Veneto.

Situata nella Pianura Veneto-Friulana[7], lungo la riva sinistra del fiume Piave[8][9], San Donà fu teatro di aspri scontri nel corso della prima guerra mondiale.[10][11] È il capoluogo storico del Basso Piave[12], territorio che insieme ad alcuni comuni e all'area del Portogruarese costituisce la Venezia Orientale.[13]

La città è il nono centro della regione per numero di abitanti[14], il terzo comune più popolato del territorio metropolitano[15], e il fulcro di un'area urbana che comprende circa 60 000 abitanti.[16]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Veneto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea del territorio di San Donà.

Il territorio di San Donà di Piave, esteso per 78,73 km²[3], sorge nella bassa pianura veneta, a nord della Laguna Veneta. In origine tale area si estendeva interamente lungo la sponda sinistra del Piave.[17] Gli interventi idraulici attuati dalla Serenissima a partire dal Cinquecento, da ultima la diversione del corso del fiume operata nel 1664[18], hanno diviso l'area in due settori separati dal Piave Nuovo.[19]

L'altitudine ufficiale del comune, corrispondente al punto sul quale sorge la sede comunale, è di 3 m s.l.m.[3] La differenza tra l'altitudine minima (-1 m s.l.m.) e il punto di massima (12 m s.l.m.) posiziona il territorio sandonatese al terzo posto tra i comuni con la maggiore escursione altimetrica nella Provincia di Venezia.[20]

Il comune confina a nord con Noventa di Piave, Salgareda, Cessalto e Ceggia, a est con Torre di Mosto ed Eraclea, a sud con Jesolo, a ovest con Musile di Piave e Fossalta di Piave.[21] In linea d'aria, il centro urbano dista 33,6 km da Venezia, 26,1 km da Treviso, 13,5 km da Jesolo, e 36,8 km da Pordenone in Friuli Venezia Giulia.[22]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio sandonatese è percorso da corsi d'acqua di origine e natura differente tra i quali il più rilevante è il Piave, caratterizzato da tratti d'alveo naturali meandriformi e tratti realizzati artificialmente di limitata capacità e ristretti in arginature.[23] Di notevole interesse ambientale sono gli alvei del Sile-Piave Vecchia[24], del Canale Bova Rosa e del Grassaga, quest'ultimo originariamente fiume di risorgiva, ad oggi canalizzato. All'idrografia principale, inoltre, si aggiunge una diffusa rete capillare irrigua e di scolo estesa all'intero territorio.[7]

Geologia e morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista geomorfologico, la porzione più settentrionale del territorio comunale è dotata di suoli alluvionali di natura argillosa. Segue l'area meridionale caratterizzata da suoli di tipo argilloso-limoso che formavano il fondale delle antiche lagune salmastre e delle paludi dolci preesistenti alla bonifica. La terza zona corrisponde all'alveo attuale e ai paleoalvei del Piave; si contraddistingue per i dossi naturali formati da suoli sabbiosi di origine fluviale.[17]

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Il comune rientra nella zona 3 della classificazione sismica, ossia sismicità bassa.[25] Nel raggio di 30 km dal centro cittadino di San Donà di Piave, storicamente sono stati registrati cinque eventi sismici rilevanti.[26]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima sandonatese è temperato umido con estate molto calda, tipico della Pianura Padano-Veneta.[27] L'umidità esterna è responsabile in inverno dei fenomeni nebbiosi che possono persistere durante tutta la giornata o, più frequentemente, durante le ore serali e notturne. Al contrario, in estate possono verificarsi episodi di afa. Le temperature medie di luglio superano i 22 °C, mentre quelle di gennaio si attestano a poco più di 3 °C. Durante l'anno si riscontra una piovosità significativa sia nei mesi freddi che in quelli caldi, con precipitazioni che si concentrano tra aprile e giugno e tra agosto e novembre, quest'ultimo con un picco di 115 mm. Il mese con meno precipitazioni si conferma gennaio con 61 mm di pioggia.

Dal punto di vista legislativo, il comune di San Donà ricade nella classificazione climatica «zona E» con 2 348 gradi giorno[28], dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

Di seguito è riportata la tabella dei dati meteorologici riferiti al territorio comunale.[27][29][30][31]

San Donà di Piave Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,8 8,8 12,7 16,9 21,6 25,3 27,7 27,2 23,8 18,7 12,4 7,9 7,8 17,1 26,7 18,3 17,5
T. mediaC) 3,3 4,9 8,3 12,4 16,9 20,6 22,7 22,3 19,1 14,1 8,7 4,4 4,2 12,5 21,9 14,0 13,1
T. min. mediaC) −0,1 1,1 4,0 8,0 12,2 15,9 17,8 17,4 14,4 9,6 5,1 0,9 0,6 8,1 17,0 9,7 8,9
Precipitazioni (mm) 61 66 76 93 86 104 74 91 87 94 115 81 208 255 269 296 1 028
Giorni di pioggia 7 4 2 9 10 6 7 12 10 12 10 8 19 21 25 32 97
Umidità relativa media (%) 81 77 75 75 73 74 71 72 75 77 79 81 79,7 74,3 72,3 77 75,8
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3 4 5 6 7 8 9 8 7 5 3 3 3,3 6 8,3 5 5,7
Radiazione solare globale media (centesimi di MJ/) 5,9 9,3 13,2 17,0 20,5 22,9 22,5 18,3 14,7 8,8 6,1 4,4 19,6 50,7 63,7 29,6 163,6
Vento (direzione-m/s) ENE
4
E
4
SSE
9
SSE
16
SSE
16
SSE
16
SSE
9
SSE
9
SSE
9
SSE
4
ENE
4
ENE
4
4 13,7 11,3 5,7 8,7

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di San Donà di Piave.
Origini del nome

Il toponimo San Donà ha origine agionimica e deriva dal troncamento di San Donato.[32] Il nome riflette, infatti, il culto di Donato d'Arezzo, santo venerato nelle terre poste lungo il basso corso del Piave già verso la metà dell’VIII secolo.[2] San Donato fu anche il primo patrono di San Donà e contitolare della chiesa arcipretale fino alla Prima Guerra Mondiale.[2]

Un primo popolamento dell'area avvenne già in epoca preistorica: le ricerche archeologiche condotte durante il Novecento hanno rivelato vestigia di un insediamento neolitico nei dintorni di Chiesanuova, sulla sponda sinistra dell'alveo storico del fiume Piave.[7] Inoltre, tracce significative di centuriazione nella parte settentrionale del territorio e la presenza di una rete viaria articolata (imperniata sulla Via Annia) lasciano presumere che nell'età romana la zona fosse abitata.[7]

Durante l'Alto Medioevo le sorti dell'area furono legate alla città di Heraclia, sede vescovile e prima capitale del Ducato di Venezia. La città, sorta nel VII secolo nell'area della frazione di Cittanova, scomparve nel IX secolo.[33]

Stemma del Patriarcato di Aquileia

In seguito all'anno 1000, nella zona oggi compresa nel territorio comunale si formarono due borghi: San Donato e Mussetta, prima soggetti alla giurisdizione temporale del Patriarcato di Aquileia[34] e, successivamente, interessati dalle vicende che, tra XI secolo e XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. A nord, si trovava il borgo di Mussetta, nei pressi di un castello edificato dai Patriarchi di Aquileia[35], a sud sorgeva il villaggio di San Donato, raccolto attorno a una cappella la cui presenza è attestata a partire dal 1154.[34]

Nel 1250 il territorio subì una catastrofica alluvione del Piave[35], che deviò il corso del fiume, spostando la cappella di San Donato dalla sponda sinistra a quella destra. Questa deviazione dell'alveo comportò la separazione della chiesa dal suo territorio di riferimento, che cominciò ad essere detto San Donato de qua de la Piave per distinguerlo da quello attiguo alla cappella: San Donato oltre la Piave (l'attuale Musile di Piave).[34]

Nel corso del XIII e XIV secolo il territorio sandonatese venne a trovarsi in posizione strategica tra la Marca Trevigiana e la Repubblica di Venezia e per questo fu sottoposto a saccheggi e devastazioni, terminati con l'occupazione dell'area da parte delle truppe di Sigismondo di Lussemburgo (1412-1413) e la distruzione di Mussetta.[35][36]

Terminata la guerra tra la Serenissima e il Regno d'Ungheria, la Repubblica incentivò lo sviluppo del territorio offrendo esenzioni fiscali agli agricoltori disposti a trasferirsi. Venezia, infatti, era direttamente interessata alla ripresa economica dell'area di San Donà, in quanto gran parte della superficie comunale era di proprietà demaniale.[34]

Durante l'età moderna la Repubblica di Venezia avviò una serie di interventi di bonifica nel Basso Piave, e destinò un funzionario (il gastaldo) alla gestione del territorio sandonatese.[37] Nel 1468 urgenti necessità finanziarie indussero la Repubblica a cedere la Gastaldia di San Donà in enfiteusi.[38] Assegnata nel 1475 a Francesco Marcello e Angelo Trevisan, la Gastaldia divenne successivamente possesso privato della sola famiglia Trevisan.[39] I pubblici poteri furono affidati ad un funzionario nominato dal Doge, il Vicario Ducale, che aveva l'obbligo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di risiedere a San Donà. Il primo Vicario, Antonio Lupo, fu insediato nel 1476 dal doge Pietro Mocenigo.[40] Nello stesso anno fu avviata la costruzione di una nuova chiesa, dedicata a santa Maria delle Grazie e consacrata nel luglio 1480.[2]

Il tratto iniziale di Via Maggiore (Corso Silvio Trentin) nei primi anni del Novecento.
Corso S. Trentin il 7 gennaio 1918.

La crescita e lo sviluppo del centro urbano fu inizialmente difficile, soprattutto a causa degli instabili equilibri idraulici del territorio. Allo scopo di preservare la laguna dalle periodiche inondazioni del Piave, nei secoli XVI e XVII la Repubblica di Venezia promosse una serie di opere idrauliche nell'area, deviando il corso dei fiumi.[41]

Nel 1797 fu istituita la Municipalità di San Donà, capoluogo di uno dei quindici cantoni del distretto di Treviso. Con l'annessione di Venezia e delle sue dipendenze al Regno d'Italia napoleonico, il 1º maggio 1806 fu creato il Dipartimento dell'Adriatico, di cui San Donà entrò a far parte come capoluogo del distretto omonimo.[42] All'inizio del XIX secolo nacquero i primi consorzi per la bonifica delle aree paludose a est e a sud del centro urbano,[43] mentre San Donà aumentava significativamente le proprie funzioni amministrative.[42]

Parte del Regno Lombardo-Veneto dal 1815, durante la dominazione austriaca San Donà mantenne la sua posizione di capoluogo di distretto.[42] Durante la prima metà del XIX secolo il centro urbano si arricchì di palazzi, costruzioni commerciali e di un nuovo Duomo, realizzato tra il 1838 e il 1841.[44]

Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nuovi lavori di bonifica interessarono il sandonatese, segnando la metamorfosi ambientale del territorio e incrementando la produttività della zona[45], furono stabiliti i servizi di collegamento ferroviari e via vaporetto, venne ampliata la rete stradale e furono aperte industrie e servizi per la popolazione.[43]

L'impatto della prima guerra mondiale su San Donà fu devastante. In seguito allo sfondamento delle linee italiane a Caporetto, l'esercito Italiano ripiegò e si riorganizzò sul nuovo fronte lungo il corso del Piave. A partire dal 13 novembre 1917 iniziarono i lunghi mesi della guerra di trincea, culminati nella Battaglia del Solstizio.[46] Nell'autunno del 1918 l'esercito italiano lanciò l'offensiva risolutiva contro le postazioni austro-ungariche e il 31 ottobre del 1918 San Donà tornò in mani italiane.[47] Il bilancio dei lunghi mesi di combattimenti fu pesante: le infrastrutture cittadine risultavano completamente distrutte e la maggior parte del patrimonio architettonico e artistico era andato irrimediabilmente perduto.

Veduta del tratto iniziale di Corso S. Trentin al termine della Prima Guerra Mondiale.

Il primo dopoguerra fu caratterizzato dalla completa ricostruzione della città e dal ripristino delle attività socio-economiche, della viabilità intercomunale e del servizio ferroviario.[48] Nel 1940 l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania nazista. Dopo l'8 settembre 1943 furono centinaia i sandonatesi impegnati nella lotta partigiana.[49] Nel 1944 la città fu sottoposta a diversi bombardamenti: durante le incursioni aeree vennero distrutti il Teatro Verdi e l'Ospedale Umberto I.[50] Il 25 aprile 1945, in presenza di seimila soldati tedeschi, venne proclamata l'insurrezione della città e nella stessa giornata San Donà fu liberata.[49]

San Donà si presenta oggi quale punto nevralgico delle infrastrutture di trasporto tra Veneto e Friuli, crocevia tra le aree di sviluppo industriale del trevigiano, e quelle turistiche di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea e Caorle.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione ufficiale dello stemma è la seguente:[3]

San Donà di Piave-Stemma.png
« Campo di cielo, all'angelo di carnagione, con le ali di bianco, al naturale, con chioma castana, dello stesso, indossante la dalmatica di cuoio, al naturale, e la corazza d'argento, cimata dalla gorgiera di azzurro, le gambe protette da schinieri d'argento, bordati d'oro all'insù, impugnante con la mano destra l'asta d'oro, cimata dall'elmo, dello stesso, piumato a sinistra di rosso, essa asta munita a mezza altezza di bilancia a due coppe, d'oro; e reggente con la mano sinistra lo scudo ovale, poggiante sulla campagna, troncato in scaglione, d'azzurro e di rosso, con lo scaglione diminuito, d'argento, sulla partizione; l'angelo ritto e attraversante sulla campagna di terra, al naturale, con ciuffi d'erba, di verde, sostenente a destra la casetta, e a sinistra la piccola chiesa, munita di campanile, entrambe di argento, coperte di rosso. Ornamenti esteriori da città »
(Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 1987, n. 762)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare.svg Croce di guerra al merito (recto).svg

San Donà di Piave è inclusa tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'argento al Valor Militare per i grandi meriti che essa ha avuto durante la Guerra di liberazione, con la seguente motivazione:[51]

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Militare
«Fiera Città di prima linea già duramente provata dalla guerra, subito dopo l'armistizio sosteneva con decisione la lotta di liberazione, dando centinaia di valorosi combattenti alle formazioni partigiane e pagando sanguinoso tributo di vittime alla repressione tedesca. Duramente colpita anche da bombardamenti aerei non piegava la decisa volontà di resistenza. Insorgeva in presenza di ben seimila soldati tedeschi, liberava il suo territorio tre giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate, dopo aver catturati tremilacinquecento prigionieri»
— San Donà di Piave, 1943 - 1945

La città è inoltre decorata con la Croce al Merito di Guerra.[52]

Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
«La Croce al Merito di guerra è stata conferita a seguito del conflitto 1915 - 1918, durante il quale la città di San Donà è stata completamente distrutta»

Il Comune di San Donà di Piave si fregia anche del titolo di Città.[3]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«conferito con Regio Decreto 22 maggio 1942 da Vittorio Emanuele III, confermato dal Decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1968»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Duomo.
Duomo di Santa Maria delle Grazie 
In stile neoclassico[53], è il luogo di culto cattolico principale di San Donà. Collocato tra Piazza Duomo, Piazza Rizzo e Piazzetta Trevisan, il Duomo fu edificato nella seconda metà del Quattrocento e ricostruito tra il 1838 e il 1841 da Giovanni Battista Meduna su progetto di Antonio Diedo.[44] L'edificio, gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale, fu sottoposto a un'opera di ricostruzione effettuata da Giuseppe Torres tra il 1919 e il 1923.[54] La facciata è caratterizzata da un imponente pronao sormontato dalle statue delle tre virtù teologali e sostenuto da otto colonne scanalate di ordine corinzio.[53]
Chiesa di San Carlo Borromeo 
In stile neoromanico, si trova nella frazione di Chiesanuova. L'edificio venne edificato su progetto dell'architetto Giuseppe Torres[54] in sostituzione della chiesa preesistente costruita nel 1696 e distrutta durante la prima guerra mondiale. L'apparato decorativo interno comprende pregevoli opere del pittore Juti Ravenna.[55]
Chiesa di Santa Maria Assunta 
La chiesa, edificata tra il 1966 e il 1967 su progetto dell'architetto Angelo Polesello[56], si trova nel quartiere di Mussetta di Sotto e conserva al suo interno reperti lapidei scolpiti di epoca medievale e rinascimentale. Fu una delle prime chiese in Italia realizzate seguendo le indicazioni della Costituzione sulla Liturgia del Concilio Ecumenico Vaticano II.[57]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Municipio.
Palazzo del Municipio 
Il Municipio fu costruito in seguito alla Grande Guerra sulle macerie dell'edificio precedente e venne inaugurato il 3 giugno 1923.[58] Il Palazzo, progettato da Camillo Puglisi Allegra, chiude con un fronte di 50 metri il lato ovest di Piazza Indipendenza. La facciata è decorata da paraste, festoni, semicolonne e trabeazioni movimentate; il corpo centrale, sovrastato dall'orologio, è caratterizzato dalla presenza dello stemma comunale.[58]
Palazzo del Consorzio di Bonifica 
Progettato da Camillo Puglisi Allegra[59], definisce con i suoi portici il lato nord di Piazza Indipendenza.[60] Il palazzo, edificato tra il 1927 e il 1929[60], presenta un corpo centrale elevato e aggettante rispetto alle ali laterali. La facciata è contrassegnata da paraste ioniche di ordine gigante, teste femminili e patere con motivi ornamentali floreali.[59]
Palazzo della Cassa di Risparmio di Venezia 
L'edificio fu realizzato nella seconda metà degli anni venti su disegno di Camillo Puglisi Allegra[48] allo scopo di ospitare la sede centrale della Banca Mutua Popolare di San Donà.[61] L'edificio porticato segna l'incrocio tra Corso Trentin e Via Battisti di fronte a Piazza Indipendenza. I prospetti del palazzo presentano un'ornamentazione scultorea molto ricca composta da festoni, canestri, cornucopie e scudi.
Villa De Faveri 
Storica villa ottocentesca situata nel centro cittadino a pochi passi dal Duomo. Venne costruita dal trisavolo della famiglia De Faveri, figura molto importante nella bonifica del territorio del comune di Jesolo alla fine del secolo.[62] Durante la prima guerra mondiale la villa fu bombardata e distrutta, di cui fanno testimonianza alcuni resti presenti all'ingresso della costruzione. La facciata del palazzo è caratterizzata da un uso ridotto di elementi decorativi i quali si limitano solamente ad alcuni rilievi in pietra che evocano un'architettura tipica dello stile palladiano.[63] Ad oggi la villa è liberamente visitabile al pubblico al sabato e alla domenica ed ospita occasionalmente eventi dedicati ai matrimoni e spettacoli.[64]
Oratorio Don Bosco 
I lavori di costruzione dell'oratorio iniziarono nel 1927 ad opera di Don Luigi Saretta e di una congregazione di Salesiani, per poi essere ultimati nel 1930.[65] Ubicato nel centro storico cittadino in via XIII Martiri[66], si tratta di un'area comprensiva di una giostra[67], un campo da calcio[68], una chiesa votiva[69] e, nella zona più esterna, un centro di formazione professionale.[70] L'oratorio è tuttora il punto di ritrovo di molti giovani e sede di molte attività a fini scautistici[69], teatrali, musicali e sportivi.[71]
Teatro Metropolitano Astra 
Progettato dall'architetto portoghese Gonçalo Byrne[72], è stato inaugurato nel 2014[73] ed al suo interno hanno luogo rassegne e spettacoli di artisti e cori di fama nazionale ed internazionale. La struttura moderna e lineare ha una capienza complessiva di circa 500 posti a sedere e dispone di un'ampia platea, galleria e caratteristiche tecniche congeniali alla prosa, ai concerti e alle opere liriche.[74]
Il Ponte della Vittoria visto dal parcheggio sottostante.
Ponte della Vittoria 
Ricostruito tra il 1921 e il 1922, fu inaugurato il 12 novembre 1922 dal duca d'Aosta Emanuele Filiberto di Savoia.[75] Danneggiato dai bombardamenti del 1944, è stato sottoposto negli anni duemila a un restauro cromatico curato da Ettore Sottsass.[76] Il ponte funge da collegamento principale tra i comuni di San Donà e quello di Musile.
Ponte a bilanciere 
Situato in località Caposile[77], è un ponte apribile che collega le sponde della Piave Vecchia (confine tra i comuni di San Donà e Musile di Piave) a pochi metri a monte dalla confluenza con il Taglio del Sile.[78] Realizzato nel 1927, il ponte rimase in servizio fino agli anni cinquanta, quando fu inaugurato l'attuale Ponte della Vittoria.[77]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Caserma Tombolan Fava 
Si tratta di una caserma intitolata a Ottorino Tombolan Fava, militare di Stra caduto in battaglia nel 1918.[79] Il complesso venne inaugurato il 28 settembre 1967 come sede del 5° Reggimento Artiglieria Missili Contraerei[80] e si trova nella frazione di Fiorentina, a ridosso della strada provinciale in direzione del comune di Caorle.[81] Occupa una superficie complessiva di 87 000 m² di cui 12 000[80] comprensivi di una decina di edifici e una palestra.[82] La caserma venne dismessa nel 2001[83] e solamente nel 2016, dopo il passaggio da demanio dello Stato a proprietà comunale[84], sono state effettuate alcune operazioni di recupero conservativo, a seguito delle condizioni di degrado e abbandono in cui versava lo stabile.[85]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Giannino Ancillotto 
Inaugurato nel 1931[86], è un monumento realizzato dall'architetto Pietro Lombardi in memoria dell'aviatore Giannino Ancillotto.[87] La costruzione, sita in Piazza Indipendenza, evoca la sagoma di un aereo contornato da robuste fiamme ed aquile ad altorilievo. Al centro della struttura sono posti due rilievi in bronzo che raffigurano rispettivamente il ritratto di Giannino Ancillotto e l'impresa dell'abbattimento del drachen di Rustignè. Nella parte superiore è presente una colonna in granito.[88]
Conca di navigazione di Intestadura 
Realizzata nel 1873[89], è una conca di navigazione a doppio sistema di paratoie che si chiudono ad angolo acuto verso il Piave. La conca, situata al confine tra il territorio di Musile e il centro abitato di Chiesanuova, fu costruita al duplice fine di garantire la sicurezza idraulica della zona e di agevolare il trasporto fluviale tra il Piave e il Sile.[41]
Stabilimento idrovoro di Cittanova 
Venne inaugurato nel 1903 e ricostruito dopo la Grande Guerra. È il più antico impianto di sollevamento delle acque per la bonifica ancora attivo nel Basso Piave. Lo stabilimento idrovoro si trova in un territorio posto al di sotto del livello del mare nei pressi della frazione di Cittanova.[90]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

In tutto il territorio sandonatese sono presenti numerosi parchi ed aree verdi tra cui:[91]

La Casa Abbandonata di Aldo Rossi nel Parco della Scultura in Architettura
Parco della Scultura in Architettura 
Situato nella zona periferica di San Donà[92], è parco cittadino noto a livello internazionale a studiosi ed appassionati di arte e architettura. Si tratta di uno spazio verde aperto al pubblico ed accoglie installazioni e sculture di artisti, architetti e designer di fama mondiale.[93]
Parco Europa 
Ubicato tra le vie Giuseppe Verdi, Giovanni XXIII e Nazario Sauro, occupa un'area di circa 25 350 m2. La superficie è caratterizzata da un piccolo corso d'acqua artificiale. All'interno del parco si trovano la sede della locale sezione dell'Associazione Nazionale Alpini, il monumento alle Penne Nere, il Monumento ai Caduti Interalleati, una locomotiva a vapore.[94]
Parco Federico Fellini 
Parco molto esteso situato ad est del centro urbano. L'ingresso si ha dalle vie Revine, Calnova e Giulietta Masina. L'area è caratterizzata da uno stagno al centro e da corsi d'acqua, canali e fossati che la circondano per la maggior parte del perimetro. Il parco comprende un'area attrezzata per il gioco infantile, una zona pic-nic per le famiglie e i diversamente abili, aree a verde didattico, a bosco e a prato. All'interno del parco sono presenti anche numerosi percorsi ciclopedonali.[94][95]
Vista del Parco Fluviale dall'interno.
Parco Fluviale 
Situato nell'ampia area golenale posta a valle del Ponte della Vittoria, la sua superficie è di circa 88 000 m2. All'interno del parco si trovano il monumento al giovane sandonatese Mario Rorato e, lungo la sponda del fiume, strutture per diporto nautico. Sono presenti varie specie di alberi secolari ed arbusti igrofili[96] ed è popolato da numerosi animali.[94][97][98]
Parco Un Abbraccio Verde 
Occupa un'area irregolare tra via Carrer e via Grassi. Progettato dall'architetto milanese Cino Zucchi, è caratterizzato da vasti viali ghiaiati e da una elevazione artificiale che costituisce una sorta di anfiteatro. La sua superficie è di circa 23 300 m2.[99]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[100]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 4 649, ovvero l'11,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[101]

  1. Romania, 1 139
  2. Albania, 815
  3. Bangladesh, 415
  4. Ucraina, 309
  5. Moldavia, 299
  1. Nigeria, 235
  2. Marocco, 234
  3. Cina, 228
  4. Colombia, 81
  5. Serbia, 79

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A San Donà, oltre all'italiano, è parlata la variante sandonatese della lingua veneta, usata anche in altre città vicine.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La suddivisione della diocesi di Treviso in vicariati. In grigio il vicariato di San Donà.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Treviso, Parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto e Parrocchie del patriarcato di Venezia.

La maggior parte del territorio ricade sotto la diocesi di Treviso che amministra nove parrocchie su dodici, con la parrocchia del duomo al vertice di un vicariato.[102] Le parrocchie di Fossà e Grassaga, al di là del canale che prende il nome da quest'ultima, fanno parte della diocesi di Vittorio Veneto.[103][104] A testimonianza dell'antico legame del Sandonatese con Venezia, la frazione di Cittanova fa parte del patriarcato di Venezia.[105] Sono presenti anche altre comunità religiose quali la Chiesa ortodossa rumena[106], la Chiesa greco-cattolica rumena[107] e la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.[108]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una delle tradizioni di San Donà di Piave è il "Patto Solenne d'Amistà" (Patto dell'amicizia), che viene ricordato il 7 agosto di ogni anno nel giorno di San Donato.[109] Questa consuetudine, che consiste nel dono di due capponi da parte del Sindaco di San Donà di Piave a quello di Musile di Piave[110], nasce da un fatto storico: nel Medioevo, tra i centri di San Donà e Musile di Piave esisteva una cappella consacrata a San Donato.[109] Intorno al 1250, a causa di una grande alluvione che deviò il corso del Piave, la cappella passò dalla sponda sinistra alla sponda destra del fiume, nel territorio di "San Donato oltre la Piave", conosciuto oggi come il comune di Musile.[111] Secondo la leggenda le due comunità sancirono un patto: gli abitanti dell'antica Musile conservarono San Donato come proprio patrono[112] e in cambio San Donà poté fregiarsi di tale nome versando un tributo annuo di gallos eviratos duos, vivi et ruspanti pingues et optimi che tradotto dal latino significa "due capponi, belli, grassi e gustosi".[113] La prima edizione in epoca moderna della manifestazione risale al 1957.[109]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale civile di San Donà è situato in via Nazario Sauro ed è il quarto di una serie di edifici che hanno accompagnato la storia della cittadina, l'ultimo dei quali costruito nel 1953.[114] Nel territorio comunale ha sede un distaccamento operativo del Raggruppamento Unità Difesa[115], apparato interforze dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna e la sezione diagnostica per la Provincia di Venezia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.[116]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Borghi Felici

(Sole 24 Ore)

Comuni ricicloni sopra i 10 000 abitanti - Area nord

(Legambiente)

2009 - (-) 86º (- 21)[117]
2010 - (-) 65º (+ 21)[118]
2011 - (-) 62º (+ 3)[119]
2012 - (-) 107º (- 45)[120]
2013 - (-) 103º (+ 4)[121]
2014 50º (-)[122] 68º (+ 35)[123]
2015 92° (- 42)[124] 42º (+ 26)[125]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I punti di riferimento fondamentali per la gran parte dell'offerta culturale della città sono costituiti dal Museo della Bonifica e dal Centro Culturale Leonardo da Vinci. Ubicato in Piazza Indipendenza, in uno degli edifici più antichi della città, il Centro Culturale è sede della Biblioteca Civica, della Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, e del Caffè Letterario.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Civica è stata istituita nel 1964 e aperta al pubblico il 24 aprile 1965 nel palazzo di Piazza Indipendenza, già sede della pretura. Dopo essere stata trasferita in via Risorgimento nel 1976, nel 1992 la Biblioteca ha trovato una nuova e definitiva sede nell'edificio che per oltre un secolo aveva ospitato la Scuola Elementare "Leonardo da Vinci".[126] Dal 2004 la Biblioteca Civica è presente con tre punti decentrati di lettura e prestito librario presso la Biblioteca "Giovanni XXIII", il Centro di Lettura "Anna Trevisiol" situato nel quartiere di Tessère, e il Reparto di Pediatria dell'Ospedale Civile.[127] Nel 2009 la "sezione ragazzi" è stata trasferita al piano terra della "Casa dei Bambini", inaugurata nello stesso anno nello stabile dell'ex casa del Mutilato in via Gorizia.[128] La Biblioteca possiede attualmente un patrimonio complessivo di più di 50 000 volumi e 2 500 documenti multimediali.[129]

Ha sede poi la biblioteca del Museo della Bonifica che possiede un patrimonio complessivo di circa 11 000 volumi inerenti soprattutto all'agricoltura, alla bonifica, alla storia del Veneto e alla storia della Grande Guerra. Il nucleo antico è costituito da oltre 200 volumi e comprende, oltre a vari importanti testi editi tra il Cinquecento e il Settecento, un esemplare del primo atlante italiano, il famoso Atlante Geografico d'Italia di Giovanni Antonio Magini.[130]

È presente anche la biblioteca Giovanni XXIII, istituita nel 2004 e avente sede presso l'oratorio San Domenico di Mussetta di Sotto.[131] La sua dotazione bibliografica comprende un'ampia sezione dedicata alla letteratura per ragazzi e testi relativi alle tematiche della fede cristiano-cattolica, alla pedagogia e alla storia locale. Il patrimonio complessivo della biblioteca consta di circa 7 000 volumi.[127][132]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti diverse scuole primarie e dell'infanzia e tre scuole medie.[133] I nove istituti superiori costituiscono il principale polo scolastico per migliaia di studenti provenienti dai comuni limitrofi.[134]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il più importante museo sandonatese è il Museo della Bonifica, istituito nel 1975 al posto di un ex convento per monache clarisse.[135] All'interno del museo sono presenti numerosi modellini, plastici e fotografie riguardanti la storia della cittadina e le attività di bonifica del territorio iniziate verso la fine dell'Ottocento. Nel museo si trovano, oltre alla biblioteca specializzata, anche l'archivio storico comunale e numerosi archivi inerenti i conflitti del primo Novecento.[136]

La Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, sita nel Centro Culturale Leonardo da Vinci, possiede numerose esposizioni plastico-figurative create da artisti di interesse nazionale ed internazionale.[137] Sempre all'interno del centro culturale, è presente anche lo Spazio Espositivo Italvanto Battistella, dedicato al fotografo Italvanto Battistella a cui si deve l'importante documentazione fotografica della città distrutta dalla Grande Guerra e della sua prima ricostruzione.[138]

Media[modifica | modifica wikitesto]

L'unica emittente radiofonica è stata Radio San Donà, operante in tutto il Veneto Orientale fino a maggio 2016.[139]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

L'attività teatrale è svolta da alcune compagnie cittadine. Il Teatro dei Pazzi promuove la formazione teatrale attraverso i laboratori e i corsi di recitazione.[140] Diverse le associazioni teatrali e le accademie in attività.[141]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il caimano del Piave, un film del 1951 diretto dal regista Giorgio Bianchi, è ambientato a San Donà negli anni della prima guerra mondiale.[142] Nel film del 1972 Il prode Anselmo e il suo scudiero del regista Sergio Corbucci, Erminio Macario interpreta il ruolo di Fra' Prosdocimo Zatterin da San Donà di Piave, religioso che fa il mestiere del castratore.[143]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La realtà musicale della cittadina è costituita da alcune bande di rilevanza storica tra cui la Banda Musicale dell'oratorio Don Bosco[144], la Fanfara del Piave[145] e la sezione sandonatese della Fanfara dell'Associazione Nazionale Bersaglieri.[146][147]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Mazzetto di cime di luppolo selvatico, dette bruscandoli.
Polenta di mais bianco alla piastra.

La cucina sandonatese, profondamente legata alla civiltà contadina, condivide con il comprensorio del Basso Piave una tradizione gastronomica comune. Nei primi piatti è evidente il forte legame con le zone vicine: la Marca Trevigiana, l'area lagunare e il litorale adriatico.[148] I piatti tipici comprendono il cotechino (musétto), brodo di rane, lumache, radicchio e fagioli (radìci e fasiòi), pasta e fagioli (pasta e fasiòi), frittata (fortaja, preparata con salame, asparagi, bruscandoli o altre erbe spontanee), uova e cipolla, polenta bianca con gamberetti grigi di laguna (poénta e schìe), trippa di maiale e dadini di lardo in tegame (tzotùi). I piatti a base di pesce, infulenzati dalla cucina veneziana, comprendono granchi di laguna (masanéte), polpi (folpetti), lumache di mare, stoccafisso (bacałà) e sarde in saor (sardèe in saór). Sono presenti numerosi insaccati e salumi tra cui ossocollo, pancetta, lingua, soppressa, salame, salsiccia e la sua variante con ritagli di fegato macinato, detti figadéi.[148]

Tra i dolci, spiccano la focaccia (fugàza, preparata in occasione della Pasqua), frittelle (frìtołe, consumate durante il Carnevale), chiacchiere (gałàni o cròstołi), pane con l'uva e la pinza, dolce tipico del periodo natalizio, spesso accompagnato dal Vin brulé e consumato, in particolare, in occasione del panevìn.[148]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione più importante dell'anno è la tradizionale Fiera del Rosario, popolarmente chiamata Le Fiere. Si svolge il primo lunedì del mese di ottobre, e durante la settimana immediatamente precedente. L'evento richiama decine di migliaia di persone da tutto il Triveneto nelle strade della città tra padiglioni e bancarelle di vario genere, in particolare nella giornata di domenica.[149] Le origini della Fiera del Rosario non sono note con certezza, pare comunque abbia avuto inizio prima del XVII secolo. Alcuni elementi la fanno risalire alla Battaglia di Lepanto.[150] In quell'occasione la vittoria fu consacrata alla Vergine del Rosario e la sua celebrazione si sovrappose a fiere e feste popolari preesistenti. Nel 1856, l'Imperial Regia Luogotenenza di Venezia, nell'elencare i mercati e le fiere della provincia, la dichiarava "di antica tradizione", dunque, molto probabilmente anteriore al 1814, anno a cui risale il più antico manifesto pervenutoci.[149]

Il Gaudium Sancti Donati è la rievocazione storica del Patto Solenne d'Amistà che si svolge il 7 agosto di ogni anno.[151] Nel centro cittadino viene organizzata una grande festa con spettacoli, musiche e costumi tradizionali del Medioevo.[113]

Infine vi è Ziogando inte a Strada, che tradotto dal dialetto veneto significa "Giocando sulla strada". Posto tra l'ultima settimana di settembre e le prime due di ottobre, l'evento si svolge in una sola giornata ed è una manifestazione di rievocazione delle antiche tradizioni popolari della zona. Si svolge in costume e propone al pubblico giochi, canti e vecchi mestieri praticati fino alla prima metà del Novecento.[152]

Persone legate a San Donà di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Sile nella zona di Caposile.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i bombardamenti della prima guerra mondiale e la distruzione della città, San Donà venne riprogettata completamente con la costruzione di nuovi edifici nonché il collegamento della città con la stazione ferroviaria e il potenziamento della rete stradale. La costruzione dell'autostrada Venezia-Trieste ha permesso lo sviluppo urbano ed economico della cittadina, con la realizzazione di poli funzionali di rilievo territoriale sul versante del terziario avanzato, delle attività ricreativo-sportive e culturali. L'area urbana include corso Silvio Trentin, sede delle attività commerciali di San Donà, il teatro cittadino di via Ancillotto, la stazione ferroviaria e degli autobus, il complesso scolastico nella zona est e l'ospedale civile nella zona nord-ovest.[153]

Il comune si suddivide in nove quartieri, sei località e undici frazioni.[3]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riportate le principali frazioni del comune.

Chiesanuova 
Sorge sulla sponda sinistra della Piave Vecchia, tra le località di Intestadura e Caposile. È la zona più alta di tutto il Basso Piave e per questo in epoca storica era facilmente abitabile sebbene la zona fosse totalmente paludosa.[154] Il documento più antico che menziona Chiesanuova risale intorno all'anno 1000; in esso si dichiara l'appartenenza della frazione alla Diocesi di Torcello.[155] Nel paese abitano tuttora più di 560 abitanti.[156]
Fiorentina 
È situata ad est di San Donà, lungo la strada provinciale 54. Un tempo paludosa, questa zona venne bonificata verso la fine dell'Ottocento, facendo defluire le acque nel canale Grassaga attraverso l'utilizzo delle idrovore.[34] La frazione conta 961 abitanti.[157]
Fossà 
Si trova a poco meno di cinque chilometri a nord est di San Donà. Fu comune autonomo dal 1805 al 1807 durante il Regno d'Italia napoleonico.[34] Le attività di bonifica iniziarono nel 1923, a seguito delle quali venne costruita la parrocchia nel 1949, consacrata da Papa Giovanni Paolo I nel 1961.[103] Nella frazione risiedono 433 abitanti.[158]
Mussetta di Sopra 
Si hanno notizie della sua esistenza sin dal Regno Lombardo-Veneto; in una carta topografica ottocentesca viene riportata la località di Mussetta di Sopra sebbene sia in una posizione diversa da quella attuale.[159] La prima chiesa venne costruita nel 1942, confluita successivamente sotto il controllo della parrocchia di Mussetta di Sotto.[160] A Mussetta di Sopra risiedono 226 abitanti.[161]
Passarella 
È situata a cinque chilometri a sud del centro cittadino. Il documento forse più antico risale al 20 marzo 1300 quando i Giudici del piovego circuirono i luoghi del Basso Piave, tra cui una località e un canale corrispondenti all'attuale Passarella. Nel XVI secolo il territorio passò sotto il controllo di una nobile famiglia locale e intorno alla metà del 1600 vennero attuati alcuni interventi in difesa della laguna, tra cui la diversione del corso del Piave. La prima chiesa venne costruita nel 1905 e ricostruita nel 1924, a seguito dei bombardamenti della prima guerra mondiale.[18] Con i suoi 1 105 abitanti, Passarella è la frazione più popolosa di San Donà.[162]

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Caposile 
Località suddivisa tra i comuni di San Donà e di Musile, in prossimità della confluenza tra il Sile e la Piave Vecchia. Fu teatro della battaglia tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico, quest'ultimo sconfitto nel 1918 dopo il contrattacco italiano.[163] Ad oggi Caposile conta complessivamente 295 abitanti, di cui 91 residenti nell'area sandonatese.[164]
Mussetta di Sotto 
Quartiere situato ad ovest di San Donà, sede della parrocchia di Santa Maria Assunta edificata il 31 dicembre 1962.[165] Alcuni ritrovamenti archeologici attestano l’esistenza di Mussetta sin dal I secolo d.C. come villa o statio dell'agro di Opitergium, l'attuale Oderzo.[166] Nel 1908 fu aperto uno stabilimento per la lavorazione della juta[167], ma i combattimenti della Grande Guerra fecero danni ingenti tra cui la distruzione della più importante tenuta del paese, di proprietà della famiglia Trentin.[168] Quartiere relativamente popoloso, Mussetta di Sotto conta 9 800 abitanti.[169]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

San Donà rientra nella zona di produzione dei vini Piave DOC.[170] Le tipologie di vino prodotte sono: Piave Rosso, Piave Cabernet, Piave Merlot, Piave Raboso, Piave Tai, e Piave Verduzzo.[171]

Tra i frutti, gli ortaggi e i cereali tipici della campagna sandonatese, hanno ottenuto il riconoscimento di "prodotti agroalimentari tradizionali”[172] la noce dei grandi fiumi, l'asparago bianco di Palazzetto, le pere del veneziano e il mais Biancoperla, quest'ultimo dichiarato Presidio di Slow Food.[173][174] Nel comune, inoltre, è diffusa la coltivazione del fagiolo Verdon, prodotto che non dispone ancora di un riconoscimento formale, ma che fa parte delle tradizioni alimentari del territorio.[174]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

La realtà artigiana svolge un ruolo molto importante nell'economia locale, incidendo per il 28% circa sul totale delle imprese del comune. San Donà risulta inoltre essere il primo comune veneto non capoluogo per numero di imprese artigiane, più di mille.[175]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Tra le industrie con un bacino commerciale nazionale ed internazionale spiccano Lafert Group nel settore metalmeccanico[176], Marchiol[177] ed Elettroveneta nel settore elettrico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e ferrovie nel territorio del comune di San Donà di Piave.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è connessa all'Autostrada A4 Venezia-Trieste tramite la strada provinciale 83[178] ed è collegata con il casello autostradale di San Donà-Noventa.[179]

San Donà è raggiungibile percorrendo diverse strade provinciali che la collegano alle città della costa, come Jesolo, Eraclea[180] e Caorle[180] e con la città di Treviso attraverso la strada regionale 89 Treviso-Mare.[181] San Donà, inoltre, è attraversata dalla Strada statale 14 della Venezia Giulia.[182]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di San Donà si trova sulla ferrovia Venezia-Trieste. Serve il territorio comunale, la località balneare di Jesolo e l'intero comprensorio del Basso Piave.[183]

La stazione ferroviaria

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede e snodo centrale dell'azienda di trasporto su gomma ATVO, che opera collegamenti in concessione per la città metropolitana di Venezia nel Veneto Orientale, espletando anche il servizio urbano nella città stessa.[184]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di San Donà di Piave.

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di San Donà dal 1988.[185]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 luglio 1988 23 luglio 1990 Mario Cei Democrazia Cristiana Sindaco
23 luglio 1990 23 ottobre 1990 Alfeo Rizzetto Democrazia Cristiana Sindaco [186]
23 ottobre 1990 28 gennaio 1992 Gabriella Zago Democrazia Cristiana Sindaco
28 luglio 1992 17 dicembre 1992 Carlo Mazzanti Democrazia Cristiana Sindaco
8 febbraio 1993 13 luglio 1994 Giansilvio Contarin Democrazia Cristiana Sindaco
13 luglio 1994 5 dicembre 1994 Giuseppe Garzoni - Comm. straord. [187]
5 dicembre 1994 14 dicembre 1998 Gianfranco Marcon Lega Nord Sindaco
14 dicembre 1998 10 giugno 2003 Vasco Magnolato Democratici di Sinistra Sindaco
10 giugno 2003 15 aprile 2008 Francesca Zaccariotto Centrodestra - Liste civiche Sindaco
15 aprile 2008 11 giugno 2013 Francesca Zaccariotto Centrodestra - Lista civiche Sindaco
11 giugno 2013 in carica Andrea Cereser Partito Democratico - Liste civiche Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso lo scambio di esperienze all'interno del Programma d'Azione Agenda 21, sono stati effettuati contatti anche con la città svedese di Alingsås, anche se ciò non ha portato a un gemellaggio ufficiale delle due città.[189]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

ll Rugby San Donà, fondato nel 1959[190], partecipò al suo primo torneo federale nel campionato 1960-1961.[191] Dal 1979 la squadra ha militato lungamente nella serie A nazionale, nelle varie strutturazioni che il campionato maggiore ha avuto, arrivando a disputare quattro semifinali scudetto nel 1990, 1992, 1993 e 1996.[192]

La prima squadra della società di pallavolo maschile sandonatese, il Volley Team San Donà Jesolo ASD, gioca attualmente nel campionato nazionale di serie B1.[193] Sono presenti anche formazioni giovanili che militano nei campionati provinciali e regionali.[194] Nel campo della pallavolo femminile è presente l'associazione AGS Volley San Donà che attualmente gioca in serie B1. La società ha conseguito dieci titoli nazionali con le varie squadre giovanili e una vittoria in Coppa Italia di Serie A2 1999-2000.[195] Molte giocatrici hanno vestito la maglia della Nazionale; la prima è stata Rachele Sangiuliano, Campionessa del Mondo nel 2002 con la Nazionale maggiore.[196]

La squadra cittadina di pallacanestro è l'A.S.D. JesoloSandonà Basket, nata nel 2004 dalla fusione del Basket San Donà con la società Basket Club Jesolo.[197] Nella stagione 2007-2008 ha vinto la Coppa Italia di Serie B2[198], militando negli anni successivi nella Serie A Dilettanti.[199]

Nel calcio è presente la Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà, fondata nel 1922, che ha cambiato diversi nominativi nel corso della sua storia.[200] La società milita nel girone O di Seconda Categoria.[201] La seconda squadra della città è l'A.C. Sandonà 1922, che milita nel Girone B dell'Eccellenza Veneto[202], nata nel 2015 dal cambio di denominazione dell'A.C.D. Passarella '93, squadra della frazione di Passarella.[203]

Tra gli sport individuali spicca Moreno Argentin nel ciclismo, campione del mondo su strada nel 1986[204], Ileana Salvador nell'atletica leggera, Cristina Chiuso nel nuoto e Maria Elena Camerin nel tennis. La città di San Donà è stata, inoltre, sede di arrivo dell'undicesima tappa del Giro d'Italia 2003[205] e della tredicesima tappa del Giro d'Italia 2015.[206]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella periferia nord di San Donà è presente lo Stadio Romolo Pacifici, campo degli incontri in casa del Rugby San Donà.[207] Nella stessa area è presente il palazzetto dello sport Guido Barbazza che ospita un campo da basket e uno da pallavolo.[208] Poco distante dal centro cittadino si trova lo Stadio Verino Zanutto, impianto storico di San Donà inaugurato nel 1929 e sede degli incontri in casa del Calcio San Donà e del Sandonà 1922.[209]

Personalità sportive legate a San Donà di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Personalità sportive legate a San Donà di Piave

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il nome e lo stemma della città, Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 4 giugno 2016.
  2. ^ a b c d Marco Franzoi, Origini, feste e devozioni, Parrocchia di S. Maria delle Grazie di San Donà di Piave, giugno 2009. URL consultato il 10 giugno 2016.
  3. ^ a b c d e f Statuto vigente (PDF), Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 25 dicembre 2016.
  4. ^ a b Bilancio demografico, ISTAT. URL consultato il 16 febbraio 2017.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  6. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "San Donà", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  7. ^ a b c d Territorio, Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 9 giugno 2016.
  8. ^ San Donà di Piave, Treccani. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  9. ^ San Donà di Piave: La storia, G.R.I.L. Basso Piave. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  10. ^ S. Donà di Piave e il suo territorio nella Grande Guerra, Museo della Bonifica. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  11. ^ San Donà distrutta e ricostruita, Centenario Grande Guerra. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  12. ^ Il capoluogo del Basso Piave, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  13. ^ Lista comuni ordinati per distretto, Regione Veneto. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  14. ^ Comuni veneti per popolazione, Tuttitalia.it. URL consultato il 4 giugno 2016.
  15. ^ Elenco comuni della Provincia di Venezia, Comuni-Italiani.it. URL consultato il 4 giugno 2016.
  16. ^ Piano di Assetto del Territorio, p. 16
  17. ^ a b Relazione agronomica, Comune di San Donà di Piave, p. 15. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  18. ^ a b Storia, Frazione di Passarella. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  19. ^ Laura Pavan, p. 54.
  20. ^ San Donà di Piave - statistiche, Comuni-Italiani.it. URL consultato il 4 giugno 2016.
  21. ^ Piano di Assetto del Territorio, p. 11
  22. ^ San Donà di Piave - comuni limitrofi, Comuni-Italiani.it. URL consultato il 4 giugno 2016.
  23. ^ Relazione geologica, Comune di San Donà di Piave, p. 6. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  24. ^ Dalla laguna al Piave. Risalendo la Piave Vecchia, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  25. ^ Elenco dei comuni classificati in zona sismica (DOC), Regione Veneto, 3 dicembre 2003, p. 9. URL consultato il 28 agosto 2016.
  26. ^ Romano Camassi, Paolo Gasperini, Carmen Mirto e Massimiliano Stucchi, Catalogo parametrico dei terremoti italiani (PDF), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, maggio 2004. URL consultato il 9 giugno 2016.
  27. ^ a b Clima: San Donà di Piave, Climate-Data.org. URL consultato il 03 aprile 2016.
  28. ^ Clima Veneto, Confedilizia. URL consultato il 9 giugno 2016.
  29. ^ Annali idrologici, ISPRA, 1996, p. 124. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  30. ^ Clima San Donà di Piave - Medie climatiche, ILMETEO.it. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  31. ^ Stima radiazione solare sull'Italia (TXT), ENEA, 1999. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  32. ^ Autori vari, p. 564
  33. ^ Fondazione di Eraclea, Comune di Eraclea. URL consultato il 9 giugno 2016.
  34. ^ a b c d e f Dino Cagnazzi
  35. ^ a b c Franco Romanin, Mussetta e la sua storia (PDF), Banca S. Biagio del Veneto Orientale, dicembre 2005, pp. 8-10. URL consultato il 10 giugno 2016.
  36. ^ Dino Cagnazzi, p. 317.
  37. ^ Costante Chimenton, p. 71.
  38. ^ Costante Chimenton, pp. 32-33.
  39. ^ Teodogisillo Plateo, pp. 61-63.
  40. ^ Teodogisillo Plateo, p. 64.
  41. ^ a b Camillo Pavan, p. 166.
  42. ^ a b c Dino Cagnazzi, p. 319.
  43. ^ a b Teodogisillo Plateo, p. 68
  44. ^ a b Anna Della Valle, p. 253.
  45. ^ Imelde Rosa Pellegrini, p. 23.
  46. ^ Alessandro Marzo Magno, pp. 168-169.
  47. ^ S. Donà di Piave e il suo territorio nella Grande Guerra, Museo della Bonifica. URL consultato il 9 giugno 2016.
  48. ^ a b Dino Casagrande, Giacomo Carletto
  49. ^ a b Motivazioni del conferimento alla città di San Donà di Piave della Medaglia d'Argento al Valor Militare. Ministero della Difesa, Roma 4 marzo 1970 n. 5064 d'ordine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 1970 disp 35 pag 2.
  50. ^ Morena Biason, pp. 219-222.
  51. ^ Comune di San Donà di Piave, Istituto Nazionale del Nastro Azzurro. URL consultato il 28 agosto 2016.
  52. ^ Concessione n.° 60596, maggio 1920.
  53. ^ a b Visita del Duomo, Parrocchia di S. Maria delle Grazie. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  54. ^ a b Riccardo Domenichini, pp. 219-222.
  55. ^ Dino Casagrande, Chiesanuova: la chiesa, la gente, l'ambiente, Sandonàdomani.it, 27 luglio 2011. URL consultato il 10 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  56. ^ Davide Ruzzon
  57. ^ Rinaldo De Menech, Francesco Lucianetti
  58. ^ a b Antonio Stangherlin, p. 193.
  59. ^ a b Giovanni Cagnassi, Il martirio di San Donà ricordato con i monumenti funzionali, in la Nuova di Venezia e Mestre (San Donà di Piave), 18 febbraio 2015. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  60. ^ a b Angelino Battistella, Aldo Milanese, p. 100.
  61. ^ Angelino Battistella, Aldo Milanese, p. 13.
  62. ^ Villa De Faveri, FAI. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  63. ^ Presentazione Villa De Faveri (PDF), FAI. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  64. ^ Giovanni Cagnassi, Grandi eventi a villa De Faveri, in la Nuova di Venezia e Mestre, 27 agosto 2016. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  65. ^ Perchè recuperare la Storia dell’Oratorio?, Oratorio Don Bosco. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  66. ^ Oratorio Don Bosco, Salesiani NordEst. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  67. ^ Marco Franzoi, p. 10
  68. ^ Marco Franzoi, p. 30
  69. ^ a b Marco Franzoi, p. 16
  70. ^ San Donà di Piave, CNOS-FAP. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  71. ^ Marco Franzoi, p. 2
  72. ^ Vedi il Teatro, Teatro Metropolitano Astra. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  73. ^ Giovanni Cagnassi, Il teatro Astra è terminato Apertura il 21 dicembre, in la Nuova di Venezia e Mestre, 25 ottobre 2014. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  74. ^ Astra, il primo teatro metropolitano, in Corriere del Veneto (San Donà di Piave), 20 dicembre 2014. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  75. ^ Lodocvico Bincoletto, Loris Smaniotto, p. 100
  76. ^ Giovanni Cagnassi, Un buco sulla passerella ciclopedonale, la Nuova di Venezia e Mestre, 6 marzo 2016. URL consultato il 10 giugno 2016.
  77. ^ a b Giovanni Monforte, Tornerà in funzione il ponte a bilanciere, in la Nuova di Venezia e Mestre (Caposile), 10 febbraio 2013. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  78. ^ Camillo Pavan, p. 161.
  79. ^ Caserma Tombolan Fava, Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia - Sez. San Donà di Piave. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  80. ^ a b Tombolan Fava, variante urbanistica di attribuzione degli spazi (DOC), Comune di San Donà di Piave, 14 ottobre 2015. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  81. ^ Tombolan Fava: a San Donà di Piave una ex caserma “solida e solidale” da rigenerare, Labsus. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  82. ^ Giovanni Cagnassi, «La Tombolan Fava diventerà la caserma della solidarietà», in la Nuova di Venezia e Mestre, 10 aprile 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  83. ^ Giovanni Monforte, All’ex caserma Tombolan anche i vigili del fuoco, in la Nuova di Venezia e Mestre, 24 luglio 2015. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  84. ^ Federalismo demaniale in Veneto: riuso dell’ex Caserma Tombolan-Fava a San Donà di Piave (VE), Agenzia del Demanio. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  85. ^ Tombolan-Fava, pulizia straordinaria da parte della protezione civile, San Donà 24, 9 giugno 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  86. ^ Chiara Polita
  87. ^ Monumento alla medaglia d'oro Giannino Ancillotto, Passaparola nel Veneto Orientale. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  88. ^ Monumento all'aviatore Giannino Ancillotto, Centenario Prima Guerra Mondiale 2014/2018. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  89. ^ La diversione del Piave e le Porte del Taglio, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  90. ^ Luigi Fassetta
  91. ^ Parchi e Giardini Pubblici (PDF), Comune di San Donà di Piave, novembre 2009. URL consultato il 10 giugno 2016.
  92. ^ Parco della Scultura in Architettura, StudioArgento. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  93. ^ Parco della Scultura in Architettura, su turismovenezia.it, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia. URL consultato il 10 giugno 2016.
  94. ^ a b c Aree naturali, Sandona.com. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  95. ^ Bosco Fellini, Associazione Forestale di Pianura. URL consultato il 10 giugno 2016.
  96. ^ La Natura, in Il parco fluviale del Piave, Sandonatese Alto-Veneziano Itinerari Agrituristici, Achab Editrice, p. 2.
  97. ^ Parco fluviale di San Donà di Piave, Promozione turistica del Veneto. URL consultato il 10 giugno 2016.
  98. ^ Parco fluviale di San Donà, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia. URL consultato il 10 giugno 2016.
  99. ^ Maria Giulia Zunino, Un abbraccio verde, Corriere della Sera, 1 agosto 2008. URL consultato il 10 giugno 2016.
  100. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  101. ^ Popolazione straniera, ISTAT. URL consultato il 27 luglio 2016.
  102. ^ Vicariato di San Donà di Piave, Diocesi di Treviso. URL consultato il 10 giugno 2016.
  103. ^ a b Parrocchia di Fossà, Diocesi di Vittorio Veneto. URL consultato il 10 giugno 2016.
  104. ^ Parrocchia di Grassaga, Diocesi di Vittorio Veneto. URL consultato il 10 giugno 2016.
  105. ^ Cronotassi patriarchi (PDF), su patriarcatovenezia.it, Patriarcato di Venezia. URL consultato il 10 giugno 2016.
  106. ^ (RO) San Donà di Piave, Episcopia Ortodoxă Română a Italiei. URL consultato il 10 giugno 2016.
  107. ^ San Donà di Piave, Chiesa Greco-Cattolica Romena unita con Roma. URL consultato il 10 giugno 2016.
  108. ^ Marta Camerotto, San Donà. Grande ricorrenza domani per i testimoni di Geova, in la Nuova di Venezia e Mestre, 1 aprile 2007. URL consultato il 10 giugno 2016.
  109. ^ a b c Il patto di Amistà, Nostra Italia. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  110. ^ Gaudium Sancti Donati, Pro Loco San Donà di Piave, 15 settembre 2010. URL consultato il 10 giugno 2016.
  111. ^ Laura Pavan, p. 64
  112. ^ Emanuele Furlan, Domani lo "scambio dei capponi", in Il Gazzettino (Musile di Piave), 6 agosto 2015. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  113. ^ a b Ugo Nardi, Gaudium Sancti Donati (PDF), Banca S. Biagio del Veneto Orientale, aprile 2007, pp. 27-28. URL consultato il 10 giugno 2016.
  114. ^ AA.VV., L'ospedale civile di San Donà di Piave 1900 - 2000, Musile di Piave, Tipolitografia Adriatica, 2000, p. 8.
  115. ^ Raggruppamento Unità Difesa - Distaccamento San Donà di Piave, Ministero della Difesa. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  116. ^ Sito ufficiale Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. URL consultato il 10 giugno 2016.
  117. ^ Comuni ricicloni 2009 (PDF), Legambiente, giugno 2009, p. 29. URL consultato il 10 giugno 2016.
  118. ^ Comuni ricicloni 2010, Legambiente, giugno 2010, p. 30. URL consultato il 10 giugno 2016.
  119. ^ Comuni ricicloni 2011 (PDF), Legambiente, giugno 2011, p. 31. URL consultato il 10 giugno 2016.
  120. ^ Comuni ricicloni 2012 (PDF), Legambiente, giugno 2012, p. 30. URL consultato il 10 giugno 2016.
  121. ^ Comuni ricicloni 2013 (PDF), Legambiente, giugno 2013, p. 69. URL consultato il 10 giugno 2016.
  122. ^ Borghi felici 2014 (PDF), Il Sole 24 Ore, agosto 2014, p. 1. URL consultato il 10 giugno 2016.
  123. ^ Comuni ricicloni 2014 (PDF), Legambiente, giugno 2014, p. 88. URL consultato il 10 giugno 2016.
  124. ^ Borghi felici 2015 (PDF), Il Sole 24 Ore, agosto 2015, p. 1. URL consultato il 10 giugno 2016.
  125. ^ Comuni ricicloni 2015 (PDF), Legambiente, giugno 2015, p. 104. URL consultato il 10 giugno 2016.
  126. ^ Storia della Biblioteca, Biblioteca Civica del Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 10 giugno 2016.
  127. ^ a b Punti di prestito esterni, Biblioteca Civica del Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 10 giugno 2016.
  128. ^ Sezione ragazzi, Biblioteca Civica del Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 10 giugno 2016.
  129. ^ Patrimonio, su biblioteca.sandonadipiave.net, Biblioteca Civica del Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 10 giugno 2016.
  130. ^ La Biblioteca Specializzata, Museo della Bonifica. URL consultato il 10 giugno 2016.
  131. ^ Bibliolà (PDF), su biblioteca.sandonadipiave.net, Biblioteca Civica del Comune di San Donà di Piave, febbraio 2006, p. 1. URL consultato il 28 agosto 2016.
  132. ^ Renzo Rossetto, La Biblioteca parrocchiale di Mussetta entra nel polo regionale, in La Vita del Popolo, 4 febbraio 2014. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  133. ^ Scuole primarie di secondo grado e 2^ ciclo di primo grado (DOC), Comune di San Donà di Piave, 29 agosto 2008. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  134. ^ Scuole superiori di San Donà di Piave (DOC), Comune di San Donà di Piave, 12 dicembre 2008. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  135. ^ La storia del museo, Museo della Bonifica. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  136. ^ Dino Casagrande, Museo della Bonifica - Guida generale, Musile di Piave, 2003, pp. 17-31.
  137. ^ Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, Museo della Bonifica. URL consultato il 10 giugno 2016.
  138. ^ Giovanni Cagnassi, Via libera per tre intitolazioni a Battistella, Davanzo e Landi, in la Nuova di Venezia e Mestre, 27 luglio 2014. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  139. ^ Giovanni Cagnassi, Radio San Donà chiude i battenti, in la Nuova di Venezia e Mestre, 28 aprile 2016. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  140. ^ Teatro dei Pazzi, Teatro dei Pazzi. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  141. ^ Associazioni culturali (DOC), Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  142. ^ Il Caimano del Piave, Cinematografo.it. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  143. ^ Il prode Anselmo e il suo scudiero, Filmscoop, 30 settembre 2009. URL consultato l'8 maggio 2016.
  144. ^ “Quando la banda passò, allora tutto cambiò!”, Oratorio Don Bosco. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  145. ^ La Fanfara del Piave, La Fanfara del Piave. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  146. ^ Sezione di San Donà di Piave, Associazione Nazionale Bersaglieri - Sezione di San Donà di Piave. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  147. ^ Gruppi musicali (DOC), Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  148. ^ a b c Sara Padovan, Alessandra Patti e Maria Giovanna Simonetto, Il Basso Piave Paesaggi, sapori e tradizioni (PDF), G.R.I.L. Basso Piave, 2010. URL consultato il 10 giugno 2016.
  149. ^ a b La Festa della Madonna del Rosario, la fiera di San Donà, Parrocchia di S. Maria delle Grazie, 7 ottobre 2013. URL consultato il 10 giugno 2016.
  150. ^ Mario Morra, Lepanto, donbosco-torino.it. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  151. ^ Comitato Pro Loco UNPLI Venezia - San Donà di Piave, Comitato Pro Loco UNPLI Venezia. URL consultato il 10 giugno 2016.
  152. ^ Ziogando inte a strada, Agenda Venezia. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  153. ^ Piano di Assetto del Territorio, p. 13
  154. ^ Giancarlo Ruffato, Testimonianza Chiesanuova: storia, usi, costumi, spunti di cultura locale, Musile di Piave, Tipolitografia Biennegrafica, 2007.
  155. ^ Località storiche a San Donà: Chiesanuova, Orizzonti. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  156. ^ La Frazione di Chiesanuova, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  157. ^ La Frazione di Calnova - Fiorentina, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  158. ^ La frazione di Fossà, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  159. ^ Wladimiro Dorigo, Venezia origini: fondamenti, ipotesi, metodi, Milano, Electa, 1983.
  160. ^ S. Maria Assunta, Parrocchie.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  161. ^ La Frazione di Mussetta di Sopra, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  162. ^ La frazione di Passarella, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  163. ^ MCMXVIII - 054 - Piave - Fossalta e Caposile, storiaememoriadibologna.it.
  164. ^ La frazione di Caposile, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  165. ^ La chiesa, Parrocchia di Mussetta. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  166. ^ Cenni storici, Parrocchia di Mussetta. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  167. ^ I nomi delle strade: i luoghi e gli avvenimenti, Sandonadomani.it. URL consultato il 24 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2013).
  168. ^ Frank Rosengarten, Silvio Trentin dall'interventismo alla Resistenza, Feltrinelli, 1980.
  169. ^ Parrocchia, Parrocchia di Mussetta. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  170. ^ Le Doc del Veneto: Piave o Vini del Piave, LaVINIum. URL consultato il 10 giugno 2016.
  171. ^ Vini DOC Piave, Parco Alimentare Venezia Orientale. URL consultato il 10 giugno 2016.
  172. ^ Decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, articolo 8, in materia di "Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449"
  173. ^ Mais biancoperla, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. URL consultato il 10 giugno 2016.
  174. ^ a b I prodotti tipici della Venezia Orientale (PDF), Parco Alimentare Venezia Orientale, p. 32. URL consultato il 28 agosto 2016.
  175. ^ Fotografia del sistema economico regionale 2010 (PDF), Fondazione Leone Moressa, pp. 106-107. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  176. ^ Lafert Group, Lafert Group. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  177. ^ Sede di San Donà, Gruppo Marchiol. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  178. ^ Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale, p. 72
  179. ^ S. Donà di Piave, Autovie Venete. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  180. ^ a b Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale, p. 77
  181. ^ Rete in gestione, Veneto Strade. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  182. ^ Strada n°14 - della Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Strade. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  183. ^ Stazioni servite da Trenitalia in Veneto, Trenitalia. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  184. ^ Chi siamo, ATVO. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  185. ^ Storia amministrativa dell'ente, Ministero dell'Interno. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  186. ^ Dopo soli tre mesi Alfeo Rizzetto rassegna le dimissioni. Dino Cagnazzi, San Donà di Piave, San Donà di Piave, Amministrazione comunale di San Donà di Piave, 1995, p. 314.
  187. ^ Fino alle nuove elezioni, la città è retta da un commissario straordinario. Dino Cagnazzi, San Donà di Piave, San Donà di Piave, Amministrazione comunale di San Donà di Piave, 1995, p. 314.
  188. ^ Gemellaggio tra Villeneuve-sur-Lot e San Donà di Piave (DOC), Comune di San Donà di Piave. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  189. ^ Giovanni Monforte, Agenda 21 sullo sviluppo sostenibile, la Nuova di Venezia e Mestre, 4 aprile 2004. URL consultato il 10 giugno 2016.
  190. ^ Gianni Colosetti e Nicola Bizzarro, I ragazzi del 59, in Rugby razza Piave, La Press Edizioni, 1984, p. 12.
  191. ^ Gianni Colosetti, p. 24.
  192. ^ I primi passi, i primi successi, Rugby San Donà. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  193. ^ Sport, Sandona.com. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  194. ^ Volley Team San Donà Jesolo ASD, FIPAV - Comitato Regionale Veneto. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  195. ^ Storia, Volley Pool Piave. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  196. ^ Valeria Benedetti, Franco Carrella, Vincenzo Martucci e Pierangelo Molinaro, Italia, le mani su un sogno!, La Gazzetta dello Sport, 16 settembre 2002. URL consultato il 10 giugno 2016.
  197. ^ Thomas Maschietto, E' nato lo Jesolo-San Donà Basket Ball, in la Nuova di Venezia e Mestre, 22 settembre 2004. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  198. ^ La vittoria in Coppa Italia, Comune di Jesolo, aprile 2008, p. 13. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  199. ^ Serie A Dilettanti - Calendario 2009-2010, JesoloSandonà Basket, 1° agosto 2009.
  200. ^ La storia del Sandonà Calcio, Tifosi SandonàJesolo. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  201. ^ Calcio San Donà, Tuttocampo.it. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  202. ^ Sandonà 1922, Tuttocampo.it. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  203. ^ Giovanni Monforte, «Questa non è la nostra squadra» Tifosi contrari al nuovo San Donà, in la Nuova di Venezia e Mestre, 19 agosto 2015. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  204. ^ Martini: "Quel giorno a Colorado Springs...", Federazione Ciclistica Italiana, 25 agosto 2015. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  205. ^ Sprint e cadute sotto la pioggia: vince Mc Ewen, in Corriere della Sera, 21 maggio 2003. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  206. ^ 22 maggio, Giro d'Italia - Percorso, chiusure, eventi, Comune di San Donà di Piave, 22 gennaio 2015. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  207. ^ Stadi, Rugby San Donà. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  208. ^ Giovanni Cagnassi, Devastato il palasport Barbazza, in la Nuova di Venezia e Mestre (San Donà di Piave), 1° novembre 2006. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  209. ^ Giovanni Monforte, San Donà, gli 80 anni dello stadio Zanutto, in la Nuova di Venezia e Mestre (San Donà di Piave), 18 febbraio 2010. URL consultato il 15 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piano di Assetto del Territorio, Comune di San Donà di Piave, agosto 2009. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  • Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale - Definizione dell’area di studio e descrizione dell’offerta di trasporto (PDF), vol. 1, Provincia di Venezia. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  • AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
  • AA.VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, De Agostini, 2006, ISBN 88-511-0983-4.
  • Carlo Agnoletti, Treviso e le sue pievi, Bologna, Sala Bolognese Forni, 1978 [1897].
  • Morena Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel basso Piave, Portogruaro, Nuovadimensione, 2007, ISBN 978-88-89100-41-7.
  • Luca Baldissara, Tecnica e politica nell'amministrazione: saggio sulle culture amministrative e di governo municipale fra anni Trenta e Cinquanta, Bologna, Il Mulino, 1998, ISBN 88-15-06641-1.
  • Angelino Battistella, Maria Clara Maschietto e Chiara Polita, San Donà di Piave: una finestra sul passato, Musile di Piave, Biennegrafica, 2007.
  • Angelino Battistella e Aldo Milanese, San Donà di Piave. Per non dimenticare, Noventa di Piave, Grafiche Noventa, 1998.
  • Angelino Battistella e Aldo Milanese, Ricordando San Donà, Noventa di Piave, Grafiche Noventa, 1993.
  • Lodovico Bincoletto e Loris Smaniotto, C'era una volta Musile: viaggio attraverso le cartoline d'epoca dai primi del '900 agli anni '70, Musile di Piave, Biennegrafica, 2007.
  • Dino Cagnazzi, I lidi dei Dogi, San Donà di Piave, Comprensorio Basso Piave, 1983.
  • Dino Cagnazzi, San Donà di Piave, Oderzo, Comune di San Donà di Piave, 1995.
  • Dino Casagrande, Il forte del '48 e la mancata operazione militare sul Piave, San Donà di Piave, Tipografia Passart, 2000.
  • Dino Casagrande e Giacomo Carletto, Il disegno della Città tra utopia e realizzazione, San Donà di Piave, Museo della bonifica, 2002.
  • Costante Chimenton, S. Donà di Piave e le succursali di Chiesanuova e Passarella, Treviso, Ed. Trevigiana, 1928.
  • Gianni Colosetti, Lo sport sandonatese, Musile di Piave, Lipolitografia Adriatica, 1983.
  • Gianni Colosetti, Storia dello sport sandonatese. Fatti e personaggi, piazzamenti e aneddoti dello sport a San Donà di Piave dalle origini ai giorni nostri, Firenze, Mazzanti, 2009, ISBN 88-88114-91-2.
  • Rinaldo De Menech e Francesco Lucianetti, Lo spazio eloquente, Architettura sacra nel Triveneto 1963-1986, Pordenone, Biblioteca dell'Immagine, 1987.
  • Anna Della Valle, Palladio, la sua eredità nel mondo, Milano, Electa, 1980.
  • Riccardo Domenichini, Giuseppe Torres 1872-1935. Inventario analitico dell'archivio, Padova, Il Poligrafo, 2001.
  • Luigi Fassetta, La bonifica del Basso Piave. Vita e vicende dei consorzi di bonifica riuniti in San Donà di Piave nella trasformazione del territorio fra Sile e Livenza, Feltre, Stampa Castaldi, 1993.
  • Marco Franzoi, Ottant'anni di storia dell'Oratorio "don Bosco" di San Donà di Piave, 2011.
  • Oscar Gaspari, Rosario Forlenza e Sante Cruciani, Storie di sindaci per la storia d'Italia (1889-2000), Roma, Donzelli Editore, 2009, pp. 121-126, ISBN 978-88-6036-425-8.
  • Alessandro Marzo Magno, Piave. Cronache di un fiume sacro, Milano, Il Saggiatore, 2010, ISBN 978-88-428-1627-0.
  • Camillo Pavan, Sile. Alla scoperta del fiume. Immagini, storia, itinerari, 2ª ed., Treviso, Cooperativa Servizi Culturali, 1991 [1989].
  • Laura Pavan, Terre della Venezia orientale. Guida turistica e culturale, Portogruaro, Ediciclo Editore, 2007, ISBN 978-88-88829-43-2.
  • Imelde Rosa Pellegrini, La valigia a doppio fondo. Gordiano Pacquola nella storia sandonatese del Novecento, Portogruaro, Nuovadimensione, 1990, ISBN 88-85318-09-6.
  • Imelde Rosa Pellegrini, L'altro secolo: cent'anni di storia sociale e politica a Portogruaro, 1870-1970, Portogruaro, Nuovadimensione, 2001, ISBN 88-85318-68-1.
  • Teodegisillo Plateo, Il territorio di S. Donà nell'agro d'Eraclea: cenni storici (PDF), Treviso, Ed. Trevigiana, 1969.
  • Chiara Polita, San Donà di Piave. La memoria della Grande Guerra. Il monumento all'aviatore Giannino Ancillotto (1896-1924), San Donà di Piave, Colorama Edizioni, 2010, ISBN 978-88-904702-4-0.
  • Chiara Polita, Lo jutificio di San Donà di Piave, San Donà di Piave, Colorama, 2012, ISBN 978-88-904702-9-5.
  • Davide Ruzzon, Padre Angelo Polesello Architetto, Padova, Il Poligrafo, 2000, ISBN 8871151755.
  • Antonio Stangherlin, La provincia di Venezia 1797-1968, Venezia, La Tipografica, 1972.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN153647102
Veneto Portale Veneto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Veneto