Giannino Ancillotto

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Giovanni "Giannino" Ancillotto
Giovanni Ancillotto.jpg
NascitaSan Donà di Piave, 15 novembre 1896
MorteCaravaggio, 18 ottobre 1924
Cause della morteIncidente automobilistico
Luogo di sepolturaSan Donà di Piave
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
CorpoCorpo aeronautico militare
Reparto30ª Squadriglia
27ª Squadriglia
77ª Squadriglia Aeroplani
80ª Squadriglia Caccia
Anni di servizio1915-1919
GradoSottotenente
GuerrePrima guerra mondiale
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
Studi militariScuola di volo di Cameri
Museo civico del comune di San Donà di Piave[1], wwiaviation.com[2]
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«In memoria dell'ala incombustibile di Giovanni Ancillotto. Perficitur Igne»

(Gabriele D'Annunzio, Il Vittoriale, 27 luglio 1923)

Giovanni "Giannino" Ancillotto (San Donà di Piave, 15 novembre 1896Caravaggio, 18 ottobre 1924) è stato un ufficiale e aviatore italiano, decorato con medaglia d'oro al valor militare. Asso dell'aviazione da caccia, è accreditato di 11 abbattimenti durante la prima guerra mondiale.

Ancillotto Giannino
Ancillotto su di un Nieuport 17 con coccarda la Stella d'Italia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1896 a San Donà di Piave, in Veneto, apparteneva alla ricca famiglia dei conti Ancillotto, proprietari terrieri.

Arruolatosi nel Corpo aeronautico militare quattro mesi dopo l'inizio della prima guerra mondiale, dimostrò subito eccezionali capacità come pilota. Diventato caporale a diciannove anni, nel 1915 si iscrisse alla scuola di volo di Cameri. Nel 1916 divenne pilota e nello stesso anno ottenne il brevetto di aviatore militare. Lasciata Cameri, Ancillotto partecipò alle ultime fasi della controffensiva italiana in Trentino. Il 25 aprile il soldato Ancillotto è assegnato alla 30ª Squadriglia Farman di Tombetta (oggi Borgo Roma). Nel luglio del 1916 fu trasferito sul medio Isonzo, dove operò come pilota osservatore, in ottobre il Caporale Ancillotto passa alla 27ª Squadriglia per poi essere inviato nella tarda estate del 1917 ad Aiello del Friuli.

Nel 1917, Ancillotto iniziò a compiere missioni di caccia libera armato di razzi Le Prieur, contro i palloni frenati austro-ungarici noti come "Drachen" (Draghi), ottenendo numerose vittorie a Levada (Ponte di Piave), San Polo di Piave e a Rustignè. Le azioni contro i palloni frenati che nella prima guerra mondiale servivano come osservatorio per l'artiglieria erano considerate molto pericolose, perché si trattava di obiettivi fortemente difesi dalla contraerea e protetti in vari modi[3]. In uno di questi scontri il pilota veneto si lanciò in picchiata contro un pallone austro-ungarico, perforandolo. Il mezzo d'osservazione esplose e l'aviatore ne attraversò la nuvola di idrogeno incendiata uscendo miracolosamente indenne. Per questa impresa venne decorato con la medaglia d'oro al valor militare, il che gli procurò la celebrità nazionale, tanto che Achille Beltrame lo raffigurò su una copertina della Domenica del Corriere nell'atto di distruggere l'aerostato[4].

Molte delle vittorie conseguite da Ancillotto avvennero a bordo di un caccia biplano Nieuport 11: celebre fu quella della notte del 24 luglio 1918, quando riuscì in una sola sortita ad abbattere due aeroplani nemici.[1] Tornato a San Donà di Piave, scoprì che la villa della sua famiglia era diventata base di un comando e di un osservatorio nemico. Dopo che fu dato l'ordine di distruggerli, Ancillotto volle essere egli stesso ad eseguire la missione, bombardando a bassa quota la sua abitazione.

Al termine del conflitto gli furono confermati 11 abbattimenti, entrando quindi nel novero dei dieci principali assi dell'aviazione italiana.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della guerra, l'11 settembre 1919 Ancillotto effettuò il raid Roma-Varsavia partendo dall'aeroporto di Roma-Centocelle con un biplano S.V.A. 5 Ansaldo. Al pilota fu affidato il compito di consegnare un dispaccio ufficiale al presidente della neonata repubblica polacca, Ignacy Jan Paderewski. Il tragitto durò sette ore; oltre 1.000 km senza tappe intermedie. Il 12 settembre Gabriele D'Annunzio entrò a Fiume; Ancillotto lo raggiunse, partecipando all'impresa e diventando così legionario. La sua permanenza a Fiume durò per oltre un anno. Successivamente Ancillotto giunse in America Meridionale, dove operò per diffondere l'industria aeronautica nazionale. Il 2 maggio 1921, pilotando un Ansaldo A.1, compì l'atterraggio alla più alta quota sino ad allora mai raggiunta (4.330 metri), nella città peruviana di Cerro de Pasco.[1] A seguito di quest'impresa arrivarono copiose medaglie e riconoscimenti come il titolo onorifico di "Grande Aviatore Mondiale". Successivamente operò in Somalia, sempre compiendo voli a fini pacifici.

Tornato in Italia, morì il 18 ottobre 1924 a Caravaggio in un incidente stradale, mentre si recava ad un raduno di medaglie d'oro.[1] La salma fu sepolta nel cimitero di San Donà di Piave.

Dediche e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Biplano Ansaldo S.V.A. 5 utilizzato per raid Roma-Varsavia

Pochi anni dopo la morte di Giannino Ancillotto, con i fondi ricavati da una sottoscrizione nazionale (alla quale contribuì il governo peruviano con 30.000 lire su un costo totale di 52.000), fu innalzato un monumento alla sua memoria a San Donà di Piave. L'opera, progettata dall'architetto Pietro Lombardi fu inaugurata il 15 novembre 1931 alla presenza del ministro dell'aviazione Italo Balbo e del segretario del Partito Nazionale Fascista Giovanni Giuriati.[5] Inoltre ad Ancillotto fu dedicato inizialmente l'aeroporto di Treviso (attualmente intitolato ad Antonio Canova), inaugurato il giorno 21 settembre 1938 da Benito Mussolini. Gli sono state intitolate vie in diverse città italiane, tra cui Roma, Mestre, Marcon e la sua città natale.

Il portale web dell'Aeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata "I grandi aviatori", dove vengono citate le maggiori personalità storiche dell'aviazione italiana, ponendo Ancillotto tra di esse.[6]

Elenco delle vittorie aeree[modifica | modifica wikitesto]

N. Data aereo Nemico Località Annotazioni
1 26 ottobre 1917 Nieuport 11 idrovolante Doberdò (Gorizia)
2 26 ottobre 1917 Nieuport 11 Vallone Brestovizza (Gorizia)
3 27 ottobre 1917 Nieuport 11 Doberdò (Gorizia)
4 3 novembre 1917 Nieuport 11 Rovarè (Treviso)
5 30 novembre 1917 Nieuport 11 aerostato Fossalta di Piave (Venezia)
6 3 dicembre 1917 Nieuport 11 aerostato San Polo di Piave (Treviso)
7 5 dicembre 1917 Nieuport 11 aerostato Rustignè (Treviso)
8 24 luglio 1918 Nieuport 11 Hansa-Brandenburg C.I Sant'Elena (Treviso)
9 24 luglio 1918 Nieuport 11 Hansa-Brandenburg C.I Trepalade (Venezia)
10 21 agosto 1918 Ponte di Piave (Treviso)
11 27 ottobre 1918 Pfalz D.III San Fior (Treviso)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Valor Militare
«Pilota da caccia di ammirevole slancio, dal 30 novembre al 5 dicembre 1917, in una serie di attacchi audacissimi incendiava tre palloni nemici e ne stringeva altri a cessare dalle loro osservazioni. In una speciale circostanza, assaliva l'avversario con tale impeto da attraversare l’aerostato in fiamme, riportando sul proprio velivolo, gravemente danneggiato, lembi dell’involucro lacerato. Cielo del Piave, 30 novembre - 5 dicembre 1917»
— 3 marzo 1918[7]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Trentino 23 giugno-21 luglio 1916; medio Isonzo, 24 luglio 1916 - 28 marzo 1917»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Cielo Carsico, 26 - 27 ottobre 1917; Cielo di Treviso 3 novembre 1917»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Cielo di Piave, notte del 2 luglio 1918»
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Commendatore della Corona d’Italia per Meriti di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Corona d’Italia per Meriti di Guerra
Croce della 3ª Armata - nastrino per uniforme ordinaria Croce della 3ª Armata
Medaglia dell'Ordine della Corona del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine della Corona del Belgio
Medaglia della Marcia di Ronchi - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della Marcia di Ronchi
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918
«Regio Decreto n° 1241 del 29 luglio 1920»
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918
«Regio Decreto n° 1229 del 19 ottobre 1922»
Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra Italo-austriaca 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra Italo-austriaca 1915-1918
«Regio Decreto n.1163 del 24 maggio 1923»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Medaglia d'oro al valor militare - Giannino Ancillotto, su museobonifica.sandonadipiave.net. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2012).
  2. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Giovanni Ancillotto, su wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014.
  3. ^ Jon Guttman e Harry Dempsey, Balloon-Busting Aces of World War 1, Osprey Publishing Ltd., 2005, ISBN 978-1-84176-877-9.
  4. ^ Domenica del Corriere, n° del 24 marzo 1918.
  5. ^ Chiara Polita, San Donà di Piave. La memoria della Grande Guerra. Il monumento all'aviatore Giannino Ancillotto (1896-1924), San Donà di Piave, Colorama Edizioni, 2010, ISBN 978-88-904702-4-0.
  6. ^ I grandi aviatori, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2013).
  7. ^ Sito ufficiale del Quirinale, su quirinale.it. URL consultato il 16 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Milanesi, Le Aquile - Racconti di guerra aerea, Casa Editrice Ceschina, Milano, 1926.
  • Guido Mattioli, Giannino Ancillotto, Editrice "L'Aviazione", Roma, 1928.
  • G. Apostolo, Ali Italiane 1908-1922, Rizzoli Editore, Milano, 1978.
  • G. Baldo, Giannino Ancillotto ed altri racconti, Campanotto Editore, Pasian di Prato, 2002.
  • P. M. Bianchin, Cerimonie celebrative nel 25. anniversario di Giannino Ancillotto, medaglia d'oro: S. Donà di Piave, Treviso, 16 ottobre 1949, Industrie Poligrafiche Venete Ommassini & Pascon, Venezia, 1949.
  • R. Gentilli, A. Iozzi, P. Varriale, Gli assi dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Aeronautica Militare - Ufficio Storico, Roma, 2002.
  • V. Longo, "Giovanni Ancillotto", in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 2, Roma, 1960 [1].
  • M. Perissinotto, Giannino Ancillotto: un eroe sandonatese, Museo della Bonifica, San Donà di Piave, 1995.
  • C. Polita, Il monumento all'aviatore Giannino Ancillotto (1896-1924): San Donà di Piave La memoria della Grande Guerra, Colorama, San Donà di Piave, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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