Parco della Scultura in Architettura

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Parco della Scultura in Architettura
Parco scultura san donà 1.JPG
Veduta del parco: tra due filari di pioppi le opere di Bruno Munari e Alessandro Mendini
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località San Donà di Piave
Indirizzo Via Vittorio Veneto, 65
Caratteristiche
Tipo parco urbano
Superficie 8 000
Inaugurazione 1991
Gestore Associazione ARCH+ART
Apertura libero
Ingressi Via Vittorio Veneto
Via Unità d'Italia
Via Monte Popera
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°38′08.38″N 12°32′46.76″E / 45.635661°N 12.546322°E45.635661; 12.546322

Il Parco della Scultura in Architettura è un parco della città di San Donà di Piave noto a livello internazionale a studiosi ed appassionati di arte e architettura.

La peculiarità dell'area verde è quella di accogliere installazioni e sculture di artisti, architetti e designers, tra i quali Bruno Munari, Aldo Rossi, Toni Follina, Alessandro Mendini, Riccardo Dalisi, Gabriele Basilico, Sol LeWitt, Riccardo Licata, Mauro Staccioli, Alberto Campo Baeza, Marco Ferreri, Davide Mosconi, Ettore Sottsass, AG Fronzoni ed Emilio Tadini.[1][2]

Il Parco è liberamente visitabile tutto l'anno e nel periodo estivo ospita manifestazioni ed eventi culturali (readings letterari, cineforum, festival di musica acustica).

Nell'area adiacente il parco è presente un edificio progettato dall'architetto Alvaro Siza.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

« Tutti sanno che ci sono le sculture celebrative che si mettono nelle piazze per ricordare un personaggio famoso: - Chi è? - Ma non vedi che è Giuseppe Verdi? - Queste sculture cambiano un poco quando la neve le deforma o quando la pioggia le lucida o quando i piccioni le abitano. Pochi sanno che ci sono anche delle “sculture” (se ancora si possono definire così) che non sono celebrative, che sono soltanto piacevoli da vedere (come un fiore) che giocano col vento si divertono con la pioggia, si trasformano con la neve. Insomma non rappresentano niente ma solo un oggetto che vive nell’ambiente, con le piante il vento la natura. Questa costruzione è ideata in modo che la gente e i bambini possano sedersi sulla sua base, che i bambini possano giocare con le sue parti, osservare l’elemento girevole al vento, inventare dei giochi apposta per questo grande oggetto. Se si rovina o si sporca, il gioco finisce subito. »
(Bruno Munari)
« Un passaggio che prima non c'era. Un passaggio che non ha funzione pratica, ma una importante funzione psicologica. Passa solo una persona alla volta. Passa da una realtà quotidiana a una realtà fantastica, dove la logica non ha senso. Per la prima volta si attraversa un'opera d'arte. Dall'altra parte si trova una natura in parte inventata. C'è un viale di alberi disposto con la prospettiva capovolta. Non c'è il lupo. In questa zona si può fantasticare, c'è qualcosa di diverso. Si può essere stimolati a fare progetti artisti dentro di sé. L'arte appare quando uno non sa quello che fa. »
(Bruno Munari)
  • Toni Follina, Varco, 1999, acciaio e legno; diametro cm 600, altezza cm 400.[3]
  • Aldo Rossi, La Casa Abbandonata, 2001, mattoni a faccia vista e legno; cm 550x1000x780.[3]

Nella galleria coperta adiacente al parco sono esposte le seguenti opere:

  • Bruno Munari, Fili Pesi triangolo, 1998, acciaio inox; cm 100x100x450.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia - Parco della Scultura in Architettura, Sandonadomani.it. URL consultato il 24 ottobre 2012.
  2. ^ Adalberto Mestre, Parco della Scultura in Architettura (PDF), su 360arte.it. URL consultato il 9 maggio 2016.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Parco della Scultura in Architettura, su 360arte.it. URL consultato il 9 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]