Centola

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Cèntola
comune
Cèntola – Stemma
Cèntola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Carmelo Stanziola (lista civica) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 40°04′N 15°19′E / 40.066667°N 15.316667°E40.066667; 15.316667 (Cèntola)Coordinate: 40°04′N 15°19′E / 40.066667°N 15.316667°E40.066667; 15.316667 (Cèntola)
Altitudine 336 m s.l.m.
Superficie 47,75 km²
Abitanti 5 215[2] (31-12-2014)
Densità 109,21 ab./km²
Frazioni Forìa, Palinuro, San Nicola, San Severino
Comuni confinanti Camerota, Celle di Bulgheria, Montano Antilia, Pisciotta, San Mauro La Bruca
Altre informazioni
Cod. postale 84051[1]
Prefisso 0974
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065039
Cod. catastale C470
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti centolesi
Patrono sant'Apollonio Martire
Giorno festivo 18 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cèntola
Cèntola
Posizione del comune di Centola all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Centola all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Cèntola (Cèndula in dialetto cilentano[3]) è un comune italiano di 5.215 abitanti della Provincia di Salerno in Campania.

La popolazione del comune si concentra, durante la stagione estiva, nella frazione di Palinuro, rinomata località balneare del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Per il resto dell'anno Centola rimane il centro più popoloso.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che Centola sia stata fondata intorno al XVI secolo da una cosiddetta “centuria” di profughi provenienti dall'antica città di Molpa: da questa “centuria” sarebbe poi derivato il nome al paese. Tuttavia Carla Marcato, ricercatrice dell'Università di Udine, ritiene molto più probabile una discendenza del toponimo da un'unità di misura agraria. Del resto il paese risulta più antico di quanto vorrebbe la leggenda.

Il territorio comunale è stato abitato sin dai tempi più remoti: alcuni scavi effettuati in Località S. Paolo intorno agli anni '50, hanno portato alla luce una necropoli arcaica risalente al VI sec. a.c. con inumazioni ed arredi funerari. Presso capo Palinuro, inoltre, sopra l'altura compresa fra i due fiumi Lambro e Mingardo. sorgeva la città di Molpa, fondata dagli Ioni intorno al 450 a. C. . Altri scavi hanno evidenziato tracce umane precedenti all'arrivo dei greci, alcune attribuibili al popolo dei Tirreni altre riconducibili al Paleolitico.

In epoca greca l'abitato di Molpa, unitamente a Palinuro (che all'epoca era un piccolo villaggio sorto sull'omonimo capo) probabilmente dipendeva amministrativamente dalla ricca e potente Sibari. La polis di Pal-Mol durò il breve periodo di trent'anni: nel 510 a.C. la colonia fu misteriosamente abbandonata, forse a causa di una tremenda epidemia. Molpa venne rifondata in epoca romana per ragioni difensive: fu munita difatti di stazioni di osservazioni per l'avvistamento di navi cartaginesi. Successivamente la zona fu anche scelta come residenza estiva da diverse famiglie patrizie e, secondo la leggenda, fu anche dimora dell'imperatore Massimiano, che dopo la rinuncia all'impero avvenuta nel 305 d.C. scelse di abitare in questa terra per la bellezza dei luoghi e la bontà dei vini prodotti nella zona.

In epoca medioevale ebbe inizio la decadenza di Molpa. La città fu presa prima dagli Ostrogoti e poi, nel corso della guerra gotica (535-553), fu distrutta nel 547 da Belisario, generale bizantino. I superstiti si rifugiarono presso vari monasteri dei dintorni, concorrendo alla fondazione di alcuni paesini tuttora esistenti. Alcuni di questi superstiti, in numero di cento, raggiunsero le colline e si stabilirono ai piedi della montagna delle Fontanelle, in un posto riparato e sicuro, detto Vallone. Fu forse dal numero dei fuggitivi che diedero vita al nuovo nucleo abitativo che questo luogo fu chiamato 'Centula'.

Durante il periodo longobardo Centola si ingrandì notevolmente e il suo sviluppo avvenne intorno alla Badia di Santa Maria degli Angeli, della quale oggi non resta più nulla. La Badia sorse come eremo fra il 515 e i 530 ad opera di monaci basiliani. Divenne Badia nel 750 e i suoi monaci continuarono a seguire la regola di San Basilio, la quale voleva che alla preghiera si unisse il lavoro. Pertanto crearono scuole, orfanatrofi, ospizi, un mulino, un frantoio, un monte di credito, vaste piantagioni di ulivi e una biblioteca ricca di manoscritti, svolgendo così un ruolo di guida sia nella vita spirituale che nella vita sociale di Centola.

Sovrastante la valle del fiume Mingardo, intorno al IX-X secolo si sviluppò il centro di san Severino, oggi abbandonato, nel quale restano tracce di un castello ed una chiesa. Il centro fu di notevole importanza strategica per i longobardi. Fortificato sia dai normanni che dagli svevi, in epoca aragonese cominciò a decadere, per essere definitivamente abbandonato nel XIX secolo.

I Normanni amministrarono il territorio di Centola fino al 1189. A partire da questo anno e fino al 1268 il territorio fu sotto la giurisdizione degli Svevi, a cui succedettero gli Angioini fino al 1435.

Centola nacque quindi sotto la dominazione bizantina di Giustiniano ma, dopo appena undici anni, passò sotto la dominazione longobarda; vide poi susseguirsi le dominazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli e dei Borboni.

Intorno al 1250, durante il periodo svevo, Centola divenne 'Universitas'. L' 'Universitas' di Centola godeva di una sua autonomia amministrativa, aveva un suo Statuto, un 'Sindicus' eletto dai cittadini, un proprio giudice, un 'baglivo' che amministrava la giustizia e un 'baiulo' al quale erano affidate le terre demaniali.

La frazione di Palinuro appartenne al principe di Centola e marchese di Pisciotta Pappacoda fino al XVIII secolo, poi divenne proprietà dei Rinaldi.

Centola, la Molpa e Palinuro furono più volte attaccate e saccheggiate da pirati turco-saraceni provenienti dal mare. Per difendersi dalle scorrerie di questi pirati, fra il 1550 e il 1600, furono realizzate lungo la costa del Comune una serie di torri, tutte ancora in buone condizioni: il Fortino, la torre del Capo, la torre Formica, la torre Mozza o del Monaco, la torre del Mingardo, la torre di Calafetente e quella di Chianofaracchio.

Nel 1828 gli abitanti di Centola parteciparono alla rivolta del Cilento.

Il comune fu costituito nel 1861, all'indomani dell'unità d'Italia. Dopo l'Unità il paese è stato fortemente interessato dall'emigrazione verso le americhe.

Dal dopoguerra si è avuto un notevole sviluppo turistico, che ha completamente trasformato l'economia ed il volto di questi luoghi abitati in passato da contadini e pescatori.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Pisciotta, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Pisciotta, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Baronale Cocozzelli
  • Palazzo Baronale Lupo
  • Palazzo Baronale Rinaldi

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • Convento dei Cappuccini
  • Chiesa di S. Nicola di Mira
  • Torre Campanaria risalente all'anno 1100 d.c.

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Le cavità finora censite sono trentadue, di superficie e sommerse, che si insinuano e si articolano in gallerie e sale scavate nella roccia del costone palinurese delle quali solo alcune vengono sfruttate come attrazione turistica mediante esplorazioni guidate su imbarcazioni, che incessantemente prendono il largo dal porto alla scoperta di quelle che sono vere e proprie opere d'arte naturali quali la celebre Grotta Azzurra, la Grotta d'Argento, la Grotta dei Monaci e la Grotta del Sangue. La sola grotta azzurra, la più conosciuta e visitata per gli splendidi giochi di luce e l'intensità d'azzurro di cui le sue acque si caricano, che costituisce un forziere di preziosi spunti per gli speleologi e biologi che dai primi anni '80 conducono incessanti e fruttuosi studi sulla natura morfologica, floristica e faunistica dell'incavo, definito un “laboratorio biologico in miniatura”. Nell'ambito di pochi metri, infatti, si raggruppano variazioni di luci, di idrodinamismo o di apporti trofici che nell'ambiente esterno possono interessare decine o addirittura centinaia di metri; grazie anche alla presenza sui fondali di sorgenti termali da cui sgorgano acque sulfuree che mescolandosi alle acque marine generano con i solfobatteri disposti sulle superfici rocciose, caratteristiche “nevicate” da cui trae ispirazione il nome del famoso antro della grotta noto come Sala della Neve e raggiungibile attraverso immersione subacquea. La favolosa tradizione delle origini di Palinuro trova poi espressione nella Grotta delle Ossa, in località Marina di Molpa, dove è stato rinvenuto il reperto archeologico più antico. Le pareti della grotta sono incrostate di ossa di uomini e animali. Inizialmente gli studiosi, forti delle testimonianze lasciate dagli scrittori vetusti, pensavano appartenessero ai romani, i quali per due volte naufragarono presso questi lidi: una volta, durante la prima guerra punica, quando una flotta romana di ritorno dall'Africa, perse cinquecento navi; una seconda volta, al tempo di Ottaviano, quando alcuni legni dell'imperatore non riuscirono a riparare nel porto di Palinuro. I morti di entrambe le sciagure, si accumularono secondo gli esperti in tre grotte, successivamente ostruite.

  • Cala Fetente: è la maggiore manifestazione del feno­meno idrotermale di Capo Palinuro. I primi venti metri della parte subaerea della grotta, lunga 300 metri, sono percorribili a piedi fino ad un lungo lago. I vapori di acido solfidrico (uovo marcio) si sentono chiaramente avvicinandosi con la barca, infatti la zona si chiama Calafetente. L'immersione è impegnativa per la ridotta visibilità delle acque lattiginose e per gli stretti passaggi, inoltre non è possibile emergere nel lago in qualsiasi punto. Le pareti sono incredibilmente bianche e lanugginose per la massiccia pre­senza delle colonie di solfobatteri. Una caratteristica forma di corrosione chiamata "il dente", segna l'inizio di uno stretto tun­nel lungo 200 metri. All'ingresso è vera­mente mozzafiato l'imponente flusso di acqua opalescente che sale in superficie separato dall'acqua di mare alla quota di -9 metri. Quattro persone hanno perso la vita in questa grotta.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti erano 219 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 116 2,32%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiquarium di Palinuro

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Centola[5], oltre al paese gli altri centri abitati sono[6]:

  • Forìa 100.516 abitanti, 310 m s.l.m.;
  • Palinuro 1.202 abitanti, 53 m s.l.m.;
  • San Nicola 370 abitanti, 236 m s.l.m.;
  • San Severino 435 abitanti, 130 m s.l.m.. Borgo Medievale nato intorno al 1200 ai piedi del castello, fondato verso il 1045 dal normanno Turgisio, giunto nella regione al seguito di Roberto il Guiscardo. Il nome deriva dalla famiglia Sanseverino, che lo tenne, insieme con altri feudi nell'Italia meridionale, fino al 1400. Situato sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075 venne ucciso in un'imboscata il longobardo Guido, Conte di Policastro. Alle sue pendici scorre il fiume Mingardo. In epoca medievale era una postazione strategica di difesa. È situato all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Di notevole interesse il presepe vivente che si celebra ogni anno il 28 dicembre. Si tratta di una rievocazione storica della natività con l'intento di far rivivere il borgo ora disabitato. A causa del tempo e dell'incuria degli uomini il borgo ha mantenuto intatta solo la chiesa posta al centro del vecchio paese. È tuttavia ancora possibile scorgere le vecchie case, quello che resta del castello, ed insomma la vita di allora, tramite un percorso attrezzato.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Regionale 447/b Ascea-bivio Rodio-Pisciotta-stazione S.Mauro La Bruca--Foria.
  • Strada Regionale 447/c Foria-Centola-Palinuro-Porto.
  • Strada Regionale 447 racc A Foria-Massicelle-Futani-Innesto SS 18.
  • Strada Provinciale 17/b Bivio San Cataldo-Celle di Bulgheria-Poderia-Ponte Mingardo-Foria.
  • Strada Provinciale 109 Innesto SP 17/b-Stazione di Centola.
  • Strada Provinciale 239/a Innesto ex SS 447 (Palinuro km 48+000)-Piano Faracchio-Innesto ex SS 447 (Palinuro km 48+300).
  • Strada Provinciale 239/b Innesto SP 239 (Piano Faracchio)-Innesto SP 239 (località Marinella).
  • Strada Provinciale 345 Strada Mediana di Palinuro.
  • Strada Provinciale 363 Foria di sotto-Foria di sopra.
  • Strada Provinciale 364 Innesto SR ex SS 447 (Colle San Paolo)-Innesto SP 239 (Marinella).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto turistico di Palinuro

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con la riforma 2006 tutte le località hanno assunto il CAP del capoluogo (84051)
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 190.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Statuto comunale di Centola
  6. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]