Capo Palinuro

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Capo Palinuro

Capo Palinuro è un promontorio roccioso della costa della Campania Meridionale, tra il golfo di Velia e quello di Policastro, nel Cilento. Si spinge per circa 2 km nel mare Tirreno, a ovest della foce dei fiumi Lambro e Mingardo. Vi è ubicata la stazione meteorologica di Capo Palinuro.
Il suo territorio rientra nella frazione Palinuro del comune di Centola.

È un'importante località turistica, celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome.

Tra storia e leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'epoca greca il promontorio era già conosciuto dai naviganti per la pericolosità delle sue insidiose correnti, a cui «ben si addiceva l'epiteto di luogo dove "il vento gira", πάλιν-οὗρος».[1]

Designarono anche con il nome di una sirena, simbolo di acque infide, Molpè ossia la leggiadra, il fiume che scorre alle pendici del capo Palinuro.

Nel 540 a.C. colonizzatori ionici provenienti da Focea eressero su capo Palinuro, in località Molpa, un villaggio con annessa necropoli.

Virgilio, nell'Eneide, dà una sua interpretazione dei fatti narrando di Palinuro, timoniere di Enea, che cade in mare tradito dal sonno e, giunto a riva, viene assalito e ucciso dagli indigeni. Gli dei dell'oltretomba, offesi dall'episodio sacrilego, puniscono gli abitanti con una tremenda pestilenza.

Una flotta dei Romani nell'anno 253 a.C. viene sorpresa e distrutta da una tempesta al largo di Capo Palinuro.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il promontorio è costituito da rocce calcaree che scendono a strapiombo sul mare e nelle quali le acque hanno scavato numerose grotte e profonde gole. Da ricordare la cala Fetente che deve il suo nome ad emanazioni sulfuree, la cala delle Alghe, la cala delle Ossa con il suggestivo spettacolo di ossa umane calcinate nella roccia (probabilmente vittime di antichi naufragi). Tra le numerose grotte, da ricordare almeno la Grotta Azzurra, così chiamata per lo splendido colore delle sue acque.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Fioriture di raro endemismo Primula palinuri, nei pressi dell'Arco naturale

Le pareti ospitano un raro e importante endemismo della flora mediterranea del versante tirrenico meridionale, la primula di Palinuro (Primula palinuri), unico esempio conosciuto di primula in ambiente non montano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Per la bellezza delle sue coste, nonché per il loro richiamo mitologico, capo Palinuro è stato più volte utilizzato come set cinematografico: basti ricordare il film Gli argonauti 2 di Don Chaffey, girato nei pressi dell'Arco Naturale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paola Zancani Montuoro, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Palinuro, V, p. 892

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]