Lambro (Campania)

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Lambro
StatoItalia Italia
RegioniCampania Campania
Lunghezza22 km
Portata media3,5 m³/s
Bacino idrografico300 km²
NasceGelbison
SfociaMar Tirreno presso capo Palinuro

Il Lambro (detto anche Rubicante) è un fiume della provincia di Salerno che nasce dal Gelbison e sfocia nel mar Tirreno nei pressi di Palinuro, non lontano dal capo omonimo, circa 500 metri a nord della foce del fiume Mingardo.

Il braccio di mare compreso tra le foci dei due fiumi è noto come baia della Molpa, dove si affacciava l'antica città omonima. Sopra la baia tra le foci dei fiumi, l'altura denominata collina della Molpa, su cui a 140 metri s.l.m. si erge una rocca dell'XI secolo eretta dai Normanni. La pianura retrostante l'altura compresa tra i due fiumi è detta La Piana.

Nei pressi della foce del fiume Lambro due spiagge molto frequentate dai turisti: a nord della foce la spiaggia del Buon Dormire, raggiungibile esclusivamente dal mare a bordo di piccole imbarcazioni; a sud, sotto la collina della Molpa, la spiaggia di Marinella.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Lambro è il mitico Lete, che con lo Stige, identificabile con il vicino fiume Mingardo, è uno dei due fiumi infernali dell'Eneide, citati da Virgilio nel racconto della morte di Palinuro:

«allora il Nume, un ramoscello trasse dall'onda del Letè rorido e quello di Stigio influsso saporoso e molle sulle tempia gli scosse...»

(Publio Virgilio Marone, Eneide)

Cronaca[modifica | modifica wikitesto]

In data 11 dicembre del 2008 è avvenuto l'ultima esondazione del fiume Lambro. Circa sessanta le abitazioni evacuate dalla Protezione Civile. Non si sono registrati danni a persone.

Alti i valori di inquinamento delle acque del fiume e conseguentemente nel mare antistante la foce (dichiarata non balneabile dal Ministero della Salute 200 metri di costa nei pressi della foce). Numerosi i controlli al fine di individuare i trasgressori delle norme antinquinamento. L'ultima operazione di polizia di rilievo è avvenuta nel dicembre del 2008, quando la Capitaneria di Porto ha arrestato i titolari di due frantoi di Futani per distruzione delle bellezze ambientali e violazione delle norme antinquinamento. I frantoi smaltivano direttamente nel fiume le cosiddette "acque di vegetazione", acque nere e maleodoranti prodotte dal processo di spremitura delle olive.