William Wyler

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William Wyler, all'anagrafe Willi Wyler (Mulhouse, 1º luglio 1902Los Angeles, 27 luglio 1981), è stato un regista tedesco naturalizzato statunitense Durante la seconda guerra mondiale è stato "regista di guerra". Ricevette 12 candidature al premio Oscar vincendone tre. Il suo film di maggior successo è Ben-Hur (1959) vincitore di 11 Oscar.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo anteguerra[modifica | modifica wikitesto]

Willi Wyler nacque a Mülhausen, all'epoca facente parte dell'impero tedesco (città divenuta tedesca con la guerra franco-prussiana e tornata nel 1918 alla Francia con la fine della prima guerra mondiale), da una famiglia tedesca di origine ebraica. Il padre Leopold fu un negoziante di articoli per uomini (Herrenausstatterser) ed ebbe natali svizzeri, mentre la madre Melanie Auerbach proveniva dalla Germania ed era cugina di Carl Laemmle, fondatore degli Universal Studios. Grazie alle origini svizzere del padre ebbe un pass svizzero. Frequentò diverse scuole.[1] Il fratello maggiore fu il produttore Robert Wyler e grazie alla madre iniziò a frequentare concerti, opere e spettacoli teatrali. Dopo un'istruzione come venditore a Losanna, studiò musica al Conservatoire de Paris. Presto Wyler vendette l'attività del padre, non mostrando alcun interesse verso tale attività.

Per una nuova professione, la madre Melanie contattò il cugino agli studi Universal Carl Laemmle, che visitò l'Europa in cerca di nuovi talenti per Hollywood. Nel 1921 Laemmle incontrò per la prima volta Wyler e gli trovò un lavoro come autore presso la sede di New York degli Universal Studios. Il primo guadagno fu di 25 US$. Quando lavorò a Hollywood per gli Universal Studios cambiò il nome dalla forma già anglicizzata "Willy" (nome che soleva ancora usare durante la giovinezza nei primi anni Venti) a "William", dato che in inglese, diversamente dal tedesco, "Willy" è un vezzeggiativo, dunque un soprannome informale che mal si adattava al suo futuro ruolo di regista.

Per qualche tempo fu solo scenografo e si occupò anche di pulizie dei set, nel 1923 riuscì a divenire assistente regista nella produzione del film Il gobbo di Notre Dame, con Lon Chaney. Negli anni successivi ebbe alcune battute d'arresto, fino ad arrivare al licenziamento. Nella metà degli anni '20 divenne ancora assistente regista a Fred Niblo avendo anche la possibilità così di lavorare al film monumentale Ben Hur (1925). All'età di ventitrè anni dirige il suo primo film, Crook Buster (1925).

Uscito dall'attività come regista di film di secondario valore, diresse il suo primo successo, il western Gli eroi del deserto (1929).[2].Dopo qualche film di buon livello ottenne il vero successo dirigendo un'epurata trasposizione cinematografica di una pièce teatrale sull'omosessualità femminile, The Children's Hour di Lillian Hellman, dal titolo La calunnia (1936)[2]. In questo periodo iniziò la sua collaborazione col produttore Samuel Goldwyn.

Dopo aver diretto Humphrey Bogart in un crudo film di denuncia sociale, Strada sbarrata (1937), espresse al massimo la sua caustica vena lirica nel letterario La voce nella tempesta (1939), con Merle Oberon e Laurence Olivier. Proficua la sua collaborazione con Bette Davis, che dirigerà in tre drammi entrati nella storia del cinema: Figlia del vento (1938), Ombre malesi (1940) e Piccole volpi (1941). Nel 1942 diresse il film propagandistico La signora Miniver, che si aggiudicò sei Oscar.

Periodo bellico[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1943 e il 1945, Wyler, con l'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America ed essendo egli diventato maggiore dell'Aviazione militare americana (United States Army Air Forces), per tre anni fu attivo come regista impegnato sul fronte, con documentari che filmarono la realtà della seconda guerra mondiale, fra cui La Bella di Memphis: Storia di una fortezza volante e Colpo di fulmine. Quest'ultimo racconta dei combattimenti degli squadroni di aerei bombardieri statunitensi P-47, impegnati in tutto il Mediterraneo.

Durante l'avanzata americana, il regista seguì le truppe a Salerno e filmò la vita dei soldati sul fronte e molti bombardamenti, fra cui il bombardamento aereo di Battipaglia nel giugno-settembre 1943, che rase al suolo completamente la città con centinaia di vittime. Wyler, pur scosso dalla mattanza, fece montare le cineprese direttamente sui bombardieri per documentare l'atroce effetto delle bombe che polverizzarono la città e falcidiarono la popolazione.

Secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

William Wyler (a sinistra) insieme a Luciano Emmer sul set di Vacanze romane (Roman Holiday) (1953)

Nel 1946, finiti tre anni di documentazione bellica, il regista tornò sull'argomento con un film di grandissimo successo: I migliori anni della nostra vita, storia di tre reduci di guerra che gli fece vincere il Premio Oscar come miglior regista dell'anno, e complessivi sette Academy Award. Il film segnò però la fine della sua collaborazione con Samuel Goldwyn.

Seguirono altri successi come L'ereditiera (1949), Pietà per i giusti (1951), con Kirk Douglas, Gli occhi che non sorrisero (1952) con Laurence Olivier, e la commedia Vacanze romane (1953), con Audrey Hepburn (che vinse l'Oscar) e Gregory Peck. Con Audrey Hepburn il regista girerà successivamente Quelle due (1962), remake de La calunnia con Shirley MacLaine, e Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966), mentre richiamerà Gregory Peck in Il grande paese (1958), insieme con Charlton Heston, che avrebbe diretto più tardi nel kolossal Ben Hur (1959), vincitore di undici statuette (tra cui quella come Miglior Regista). Nel 1968 si cimentò per la prima volta nel musical con Funny Girl, per il quale una giovanissima Barbra Streisand vinse l'Oscar. Il regista si congedò dal mondo del cinema a 68 anni con Il silenzio si paga con la vita (1970).

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il critico André Bazin, lo stile di Wyler rappresenta l'estremo opposto rispetto a quello di Orson Welles o Jean Renoir. Nel saggio "William Wyler o il giansenista della messa in scena", Bazin afferma che lo sforzo registico di Wyler è dettato dalla volontà di incidere il meno possibile sul soggetto e sulla visione da parte dello spettatore, una tensione verso la neutralità. Secondo Bazin, gli sforzi di Wyler "concorrono sistematicamente a ottenere un universo cinematografico non solo rigorosamente conforme alla realtà, ma anche modificato il meno possibile dall'ottica della macchina da presa"[3] Inoltre, Wyler "vuole permettere allo spettatore di 'vedere tutto' e di 'scegliere' a suo gradimento"[4]

I risultati migliori di questo stile sono visibili, sempre secondo il critico, in I migliori anni della nostra vita (1946). Il film, viene fatto notare, ha un numero di inquadrature inferiore alla media (190 all'ora contro 300/400), e si tratta in genere di inquadrature lunghe, spesso superiori ai due minuti, e che tendono a identificarsi con la sequenza. Di conseguenza, il maggiore sforzo di messa in scena riguarda l'organizzazione degli spazi dell'inquadratura e il posizionamento e il movimento degli attori all'interno di essa.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Documentari bellici[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciampaglia, Giuseppe: "Le molteplici Vacanze Romane del celebre regista William Wyler" Strenna dei Romanisti, 2016. Ed. Roma Amor, Roma, 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Wakeman, John: World Film Directors: Vol. I, 1890–1945. New York: H.W. Wilson Co., 1987. ISBN 978-0-8242-0757-1.
  2. ^ a b Biografia su International Movie Data Base.
  3. ^ André Bazin, "William Wyler o il giansenista della messa in scena", in Che cos'è il cinema?, Milano, Garzanti (1973) 1999, p. 114.
  4. ^ Idem, p. 103.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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