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John Sturges

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John Sturges (Oak Park, 3 gennaio 1910San Luis Obispo, 18 agosto 1992) è stato un regista, montatore e produttore cinematografico statunitense.

Figlio di Reginald Sturges, avvocato immobiliarista, e di Grace Delafield, da bambino si trasferì con la famiglia a Chicago e dopo pochi anni a Santa Monica, dove il piccolo John frequentò le scuole elementari. Reginald morì nel 1918, ma la famiglia godeva di un solido benessere economico e i fratelli maggiori di John non ebbero problemi nel completare gli studi. Con l'arrivo della grande depressione, il futuro regista dovette invece richiedere una borsa di studio sportiva per poter studiare e, nei ritagli di tempo, trovò lavoro in un teatro dove fece le prime esperienze nella direzione degli attori.

Suo fratello architetto lavorava come scenografo e riuscì a farlo entrare alla RKO, dove riuscì a rendersi indispensabile inventando un sistema di archiviazione che solo lui riusciva a capire. Seguendo come assistente la lavorazione di film quali A che prezzo Hollywood? e Febbre di vivere, realizzati in quel periodo da George Cukor, Sturges capi che la sua vocazione era la regia e che il montaggio poteva essere la strada migliore per arrivarci.

Quando la sua qualifica era ancora quella di fattorino, insieme al suo collega Robert Wise si fece notare da Howard Hughes montando delle sequenze di scarto, girate per poter essere utilizzate come raccordo in film minori. Così cominciò a lavorare alla moviola fino a collaborare a pieno titolo a film come Gunga Din (1939), Non desiderare la donna d'altri (1940), Tom, Dick e Harry (1941), Stella nel cielo (1942).

Nel frattempo era scoppiata la guerra: Sturges vi prese parte arruolandosi nel Genio radiotelegrafisti, fu spostato in Africa, in Italia, in Corsica e in Inghilterra ma non abbandonò il cinema realizzando ben 37 filmati destinati all'addestramento e 5 documentari bellici.

Nell'immediato dopoguerra, Sturges riuscì finalmente a esordire come regista di film commerciali. Incoraggiato da Harry Cohn, diresse con la Columbia The man who dared senza un vero contratto, col rischio di poter essere sostituito da un giorno all'altro. I risultati di questo debutto furono positivi e Cohn gli offrì un secondo copione, che Sturges tuttavia trovò pessima e rifiutò. Questa proposta era in realtà un test a cui il produttore sottoponeva tutti gli aspiranti registi: se avessero accettato pur di assicurarsi il lavoro, Cohn li avrebbe licenziati, se invece avessero protestato per la qualità scadente del copione, sarebbero stati ingaggiati per il film successivo. Nel giro di due anni (1946-48), Sturges così riuscì a completare altri sette film e a guadagnarsi la fama di solido ed esperto mestierante.

L'ultimo film girato da Sturges per la RKO, Le colline camminano, non è un titolo memorabile ma rappresenta il primo passo del regista nel filone western, che costituirà la base per alcuni futuri classici; inoltre anticipa un motivo ricorrente nell'opera successiva del regista: quello di un gruppo di uomini che tentano di raggiungere insieme un obiettivo e che in genere ci riescono, benché a caro prezzo.

Nel 1949, John Sturges , forte dell'esperienza maturata con la RKO, firmò un contratto in esclusiva con la MGM. Qui ebbe l'opportunità di far decollare la sua carriera di regista dirigendo alcuni attori carismatici (primo fra tutti Spencer Tracy) e a valorizzare il talento di altri come Burt Lancaster, Robert Mitchum, Kirk Douglas, Charles Bronson.

Al suo attivo alcune pellicole che sono state grandi successi ed hanno fatto la storia del cinema hollywoodiano: Sfida all'O.K. Corral (1957), I magnifici sette (1960) e La grande fuga (1963). Anche i suoi film di minore successo, come L'assedio delle sette frecce (1953), Giorno maledetto (1955) che gli valse la candidatura al premio Oscar per la miglior regia e Il vecchio e il mare (1958), sono comunque caratterizzati da un'onesta professionalità di base ed abilità nell'uso dello spazio filmico.[1]

  1. Alberto Farina, John Sturges, Milano, Il castoro, 2007, p. 94, OCLC 953775379.
  • Gesprengte Ketten - The Great Escape, Behind the scenes, Photographs of cameraman Walter Riml, Editor Helma Türk & Christian Riml, House Publishing 2013, English/German

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