Diocesi di Tursi-Lagonegro

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Diocesi di Tursi-Lagonegro
Dioecesis Tursiensis-Lacunerulonensis
Chiesa latina
Cattedrale Tursi.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Regione ecclesiastica Basilicata
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Vincenzo Carmine Orofino
Sacerdoti 82 di cui 74 secolari e 8 regolari
1.550 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 64 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 128.200
Battezzati 127.100 (99,1% del totale)
Superficie 2.509 km² in Italia
Parrocchie 82 (4 vicariati)
Erezione X secolo
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Annunziata
Concattedrali San Nicola
Santi patroni Santa Maria Regina di Anglona
Indirizzo Piazza Cattedrale 9, 75028 Tursi [Matera], Italia
Sito web www.diocesitursi.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
La basilica di Sant'Egidio Abate a Latronico.

La diocesi di Tursi-Lagonegro (in latino: Dioecesis Tursiensis-Lacunerulonensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2014 contava 127.100 battezzati su 128.200 abitanti. È retta dal vescovo Vincenzo Carmine Orofino.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 39 comuni della Basilicata di cui

Sede vescovile è la città di Tursi, dove si trova la cattedrale dell'Annunziata. A Lagonegro sorge la concattedrale di San Nicola. In diocesi si trovano anche tre basiliche minori: il santuario di Santa Maria Regina di Anglona, antica cattedrale della diocesi, la basilica di Sant'Egidio Abate a Latronico e la basilica di San Biagio a Maratea.

Il territorio si estende su 2.509 km², suddiviso in quattro zone pastorali e 71 parrocchie:

  • zona pastorale Jonica: 15 parrocchie;
  • zona pastorale Sinnica: 20 parrocchie;
  • zona pastorale Val d'Agri: 13 parrocchie;
  • zona pastorale Mercure "Tirrenica": 23 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione locale, la città di Anglona sarebbe diventata sede di cattedra vescovile di rito latino prima della città di Tursi e si attribuirebbe l'istituzione del vescovado a san Pietro o a san Marco, come scrive nel 1851 lo storico Antonio Nigro nella sua Memoria topografica ed istorica sulla città di Tursi e sull'antica Pandosia di Eraclea oggi Anglona.[1]

Tuttavia la prima notizia storica di una diocesi in queste terre risale solo al X secolo. Nella sua Relatio de legatione Costantinopolitana, scritta nel 968, Liutprando da Cremona riferisce che in quel tempo il patriarca Polieucte di Costantinopoli ricevette dall'imperatore Niceforo Foca l'autorizzazione ad erigere la sede metropolitana di Otranto, dando al metropolita Pietro la facoltà di consacrare i vescovi suffraganei di Acerenza, di Tursi (Turcico), di Gravina, di Matera e di Tricarico. Non è chiaro se queste disposizioni abbiano avuto reale effetto, in quanto le Notitiae Episcopatuum del patriarcato di Costantinopoli menzionano una sola sede suffraganea di Otranto, quella di Tursi,[2] mentre le altre diocesi ricordate da Liutprando gravitarono sempre nell'area di influenza latina.[3]

Tra la fine del X secolo e i primi decenni dell'XI secolo, Tursi risulta essere una diocesi greca, in un territorio dove numerosi erano i monasteri greci. «Tutta l'area era stata interessata dalla diffusione del monachesimo greco a opera di monaci basiliani provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia che, accompagnati da fama di santità, avevano dato vita nelle zone interne della costa ionica e del lagonegrese a numerose comunità monastiche… Tra i monaci più famosi si ricordano i santi Nilo, Saba, Luca, Vitale; tra i monasteri più importanti quello di Sant'Elia di Carbone, il cui abate ancora nel XII secolo esercitava la giurisdizione su tutte le comunità basiliane della Lucania.»[4]

Il primo vescovo noto di Tursi è il greco Michele, documentato in un atto testamentario del 1050. Con la seconda metà dell'XI secolo, contestualmente al passaggio del territorio in mano normmana, la diocesi venne inserita nell'organizzazione ecclesiastica latina. Nella bolla concessa da papa Alessandro II nel 1068 ad Arnaldo di Acerenza, Tursi è elencata fra le suffraganee della nuova sede metropolitana acherontina,[5] appartenenza che verrà confermata dai pontefici successivi.

Tra l'XI e il XII secolo, nel contesto di un riconsolidamento degli assetti ecclesiastici della regione,[6] la sede vescovile venne trasferita ad Anglona, a pochi chilometri da Tursi. Il primo vescovo noto con il titolo Anglonensis è Pietro, menzionato in un diploma del 1110.[7]

Nel corso del XII secolo, negli atti ufficiali sia ecclesiastici che civili, si alternano i titoli Anglonensis e Tursiensis. Nel 1121 è attestato un Giovanni, vescovo di Tursi, mentre nel 1144 e nel 1146 lo stesso vescovo, o un altro omonimo, è documentato come vescovo di Anglona. Negli atti pontifici diretti ai metropoliti di Acerenza da Pasquale II (1099-1118) a Innocenzo III (1198-1216) ricorre il nome di Tursi, mentre in diplomi regi del 1167 e del 1221 compare la ecclesia Anglonensis.[8] Alcuni autori hanno ipotizzato la coesistenza per un certo periodo di due vescovi, quello greco a Tursi e quello latino ad Anglona, ipotesi che tuttavia appare controversa e non unanimemente condivisa.[9]

L'elemento greco nella diocesi sopravvisse a lungo. All'inizio del XIII secolo il metropolita di Acerenza informò il pontefice che il capitolo di Anglona aveva eletto come vescovo il cantor della cattedrale di Tricarico, che era un greco, figlio di un sacerdote, e lui stesso sposato. Questo fatto testimonia come ancora in quel periodo la maggioranza del capitolo anglonese era costituito da soggetti di cultura, lingua e rito greco.[10]

Sembra tuttavia che Anglona abbia mantenuto un ruolo secondario rispetto a Tursi. Nel 1219 l'abitato è qualificato come castrum e non come civitas, mentre nel 1221 è indicato come "casale", indizio di un progressivo spopolamento del territorio. Nel 1320, secondo quanto riporta Ughelli, il capitolo della cattedrale operava a Tursi, mentre anche i vescovi ben presto abbandonarono l'abitato di Anglona, dato alle fiamme nel 1369, per rifugiarsi a Chiaromonte.[11]

Causa la decadenza della città di Anglona, con decreto concistoriale dell'8 agosto 1544[12], diretto al vescovo Berardino Elvino, papa Paolo III sancì il trasferimento della sede vescovile di Anglona nella città di Tursi. Sede della cattedra fu la chiesa di San Michele Arcangelo. Il decreto fu confermato da una bolla del medesimo pontefice del 26 marzo 1546, con il quale fu eretta a cattedrale la chiesa dell'Annunziata.[13] Da questo momento la diocesi ebbe il nome di "diocesi di Anglona-Tursi".[14]

Un primo embrionale seminario diocesano fu istituito dal vescovo Matteo Cosentino (1667-1702), ampliato dal successore Domenico Sabbatino (1702-1721).[15]

Il 13 febbraio 1919 in seguito all'erezione dell'eparchia di Lungro, la diocesi di Anglona-Tursi ha ceduto i paesi di lingua albanese e di rito bizantino che rientravano nel suo territorio, ossia Castroregio, Farneta, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese.[16]

Nel 1949 la diocesi si ampliò con i comuni di Craco e di Montalbano Jonico, in precedenza appartenuti alla diocesi di Tricarico.[17]

Il 2 luglio 1954 la diocesi entrò a far parte della nuova provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Matera;[18] il 21 agosto 1976 divenne invece suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza.[19]

Con decreto della Congregazione per i Vescovi dell'8 settembre 1976[20], a seguito della creazione della Regione ecclesiastica Basilicata[21] e per far coincidere i confini ecclesiastici con quelli delle regioni civili, Anglona-Tursi ha ceduto alla diocesi di Cassano all'Ionio i comuni dell'Alto Ionio Cosentino di Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, ottenendo dalla medesima diocesi le parrocchie lucane dei comuni di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Rotonda, Viggianello e le parrocchie di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo nel comune di Latronico; sul lato tirrenico della Basilicata sono stati annessi alla diocesi di Anglona-Tursi i comuni di Lagonegro, Latronico, Lauria, Maratea, Nemoli, Rivello e Trecchina appartenuti alla diocesi di Policastro. Con lo stesso decreto, Anglona-Tursi ha ceduto all'arcidiocesi di Matera i comuni di Craco, Montalbano Jonico e Scanzano Jonico, acquisendo i territori di Moliterno e Sarconi, appartenuti all'arcidiocesi di Potenza e Marsico Nuovo.

Lo stesso giorno, con il decreto Ex historicis, la Congregazione per i Vescovi mutava il nome della diocesi in Tursi-Lagonegro; e contestualmente Anglona è divenuta una sede titolare della Chiesa cattolica.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Tursi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Anglona[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro † (menzionato nel 1110)[7]
  • Giovanni I † (menzionato nel 1121)[26]
  • Giovanni II † (prima del 1144 - dopo il 1146)[26]
  • Guglielmo I † (prima del 1167 - dopo il 1168)[27]
  • Riccardo I † (menzionato nel 1172)[28]
  • Roboano † (prima del 1179 - dopo il 1181)[29]
  • Anonimo † (menzionato come electus nel 1203)[29]
  • Anonimo † (menzionato nel 1215)[29]
  • Anonimo † (menzionato come electus nel 1216)[29]
  • Anonimo † (menzionato nel 1217 e nel 1218)[29]
    • Nicola † (prima del 9 marzo 1219) (vescovo eletto)[29]
  • Pietro di Pisticci † (9 marzo 1219 - 20 dicembre 1221 deposto)[29][30]
  • Anonimo † (20 dicembre 1221 - ?)[31]
  • Roberto, O.Cist. † (prima del 1241 - prima del 14 maggio 1252 deceduto)[32]
    • Deodato di Squillace, O.F.M. † (19 dicembre 1253 - dopo il 9 dicembre 1255 deceduto) (vescovo eletto)[33]
  • Giovanni Montefuscolo ? † (1254 - 1259 nominato vescovo di Nola)[34]
  • Leonardo, O.Cist. † (prima del 1269 - dopo il 1274)[35]
  • Gualtiero † (prima del 1295[36] - 22 giugno 1299 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Marco † (prima del 1302 - dopo il 1320)
  • Silvestro da Matera † (1322 - ?)
  • Angiolo ? † (1324 - ?)
  • Francesco della Marra † (circa 1325 - 25 maggio 1330 nominato arcivescovo di Cosenza)
  • Guglielmo II † (25 maggio 1330 - ? deceduto)
  • Giovanni di Tricarico † (16 dicembre 1332 - ?)
  • Riccardo II † (29 maggio 1344 - ? deceduto)
  • Filippo I † (11 agosto 1363 - 1364 deceduto)
  • Filippo II † (16 dicembre 1364 - dopo il 1395 deceduto)
  • Giacomo † (17 maggio 1399 - 28 aprile 1400 nominato vescovo di Strongoli)
  • Ruggiero de Marescolis † (28 aprile 1400 - ? deceduto)[37]
  • Giovanni Caracciolo † (19 marzo 1418 - 1439 deceduto)
  • Giacomo Casciano † (2 ottobre 1439 - ? deceduto)
  • Ludovico Fenollet † (5 novembre 1466 - 13 febbraio 1467 nominato arcivescovo di Cagliari)
  • Louis Fenollet † (27 gennaio 1468 - 14 settembre 1471 nominato arcivescovo di Nicosia) (per la seconda volta)
  • Giacomo Fiascone † (24 aprile 1472 - 1500 deceduto)
  • Giacomo di Capua † (1500 - 12 novembre 1507 dimesso)[38]
  • Fabrizio di Capua † (12 novembre 1507 - circa 1510 dimesso)
  • Giovanni Antonio Scozio † (24 aprile 1510 - 1528 deceduto)
  • Oliviero Carafa † (6 settembre 1536 - 1542 dimesso)

Vescovi di Anglona-Tursi[modifica | modifica wikitesto]

  • Berardino Elvino † (20 dicembre 1542 - 11 luglio 1548 deceduto)
  • Giulio De Grandis † (27 luglio 1548 - 1560 dimesso)
  • Giovanni Paolo Amanio † (5 aprile 1560 - 1580 deceduto)
  • Nicolò Grana † (1580 succeduto - 1595 deceduto)
  • Ascanio Giacobazio † (10 aprile 1595 - 1609 dimesso)
  • Bernardo Giustiniano † (15 giugno 1609 - circa 1616 deceduto)
  • InnicoSiscara † (19 dicembre 1616 - 1619 deceduto)
  • Alfonso Gigliolo † (17 giugno 1619 - 24 marzo 1630 decaduto)
  • Giovanni Battista Deto † (9 settembre 1630 - agosto 1631 deceduto)
  • Alessandro Deto † (26 aprile 1632 - gennaio 1637 deceduto)
  • Marco Antonio Coccini † (15 gennaio 1638 - 19 febbraio 1646 nominato vescovo di Imola)
  • Flavio Galletti, O.S.B.Vall. † (16 luglio 1646 - 26 novembre 1653 deceduto)
  • Francesco Antonio De Luca † (1º giugno 1654 - 7 febbraio 1667 nominato arcivescovo titolare di Nazareth)
  • Matteo Cosentino † (3 ottobre 1667 - 8 aprile 1702 deceduto)
  • Domenico Sabbatino † (20 novembre 1702 - settembre 1721 deceduto)
  • Ettore Quarti † (1º dicembre 1721 - 17 novembre 1734 nominato vescovo di Caserta)
    • Sede vacante (1734-1737)
  • Giulio Capece Scondito † (26 gennaio 1737 - 30 ottobre 1762 deceduto)
  • Giovanni Pignatelli † (24 gennaio 1763 - 24 luglio 1778 dimesso)
  • Salvatore Vecchioni, C.O. † (14 dicembre 1778 - 28 ottobre 1818 deceduto)
  • Arcangelo Gabriele Cela † (17 dicembre 1819 - 25 settembre 1822 deceduto)
  • Giuseppe Saverio Poli † (20 dicembre 1824 - 29 giugno 1836 dimesso)
  • Antonio Cinque † (19 maggio 1837 - 28 novembre 1841 deceduto)
  • Gaetano Tigani † (22 luglio 1842 - 2 settembre 1847 deceduto)
  • Gennaro Acciardi † (20 aprile 1849 - 14 marzo 1883 deceduto)
  • Rocco Leonasi † (14 marzo 1883 succeduto - 30 aprile 1893 deceduto)
  • Serafino Angelini † (12 giugno 1893 - 30 novembre 1896 nominato vescovo di Avellino)
  • Carmelo Pujia † (9 gennaio 1898 - 30 ottobre 1905 nominato arcivescovo di Santa Severina)
    • Sede vacante (1905-1908)
  • Ildefonso Vincenzo Pisani, C.R.L. † (10 febbraio 1908 - 3 gennaio 1912 dimesso[40])
  • Giovanni Pulvirenti † (27 novembre 1911 - 19 agosto 1922 nominato vescovo di Cefalù)
  • Ludovico Cattaneo, O.M.I. † (15 settembre 1923 - 6 luglio 1928 nominato vescovo di Ascoli Piceno)
  • Domenico Petroni † (29 luglio 1930 - 1º aprile 1935 nominato vescovo di Melfi-Rapolla)
  • Lorenzo Giacomo Inglese, O.F.M.Cap. † (5 maggio 1935 - 12 settembre 1945 dimesso[41])
  • Pasquale Quaremba † (10 marzo 1947 - 20 giugno 1956 nominato vescovo di Gallipoli)
  • Secondo Tagliabue † (25 gennaio 1957 - 22 agosto 1970 dimesso[42])
  • Dino Tomassini † (23 agosto 1970 - 12 dicembre 1974 nominato vescovo di Assisi)
  • Vincenzo Franco † (12 dicembre 1974 - 8 settembre 1976 nominato vescovo di Tursi-Lagonegro)

Vescovi di Tursi-Lagonegro[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 128.200 persone contava 127.100 battezzati, corrispondenti al 99,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1959 118.000 118.800 99,3 76 71 5 1.552 5 84 59
1969 115.148 117.498 98,0 56 56 2.056 88 54
1980 127.900 137.000 93,4 89 72 17 1.437 17 110 65
1988 133.116 134.099 99,3 97 73 24 1.372 1 25 136 71
1999 131.665 132.565 99,3 89 69 20 1.479 21 100 71
2000 131.500 132.500 99,2 92 72 20 1.429 21 95 71
2001 131.500 132.500 99,2 89 70 19 1.477 3 21 90 71
2002 131.500 132.500 99,2 88 72 16 1.494 3 18 90 71
2003 131.500 132.500 99,2 80 66 14 1.643 3 16 88 71
2004 131.500 132.500 99,2 79 67 12 1.664 5 14 87 72
2010 124.942 125.942 99,2 80 67 13 1.561 7 14 64 81
2014 127.100 128.200 99,1 82 74 8 1.550 6 9 64 82

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tip. R. Miranda, Napoli 1851, pag.90.
  2. ^ Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Parigi 1981, Notitia 10, p. 333, nº 675; e Notitia 13, p. 370, nº 797 (Toursikon).
  3. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 7. Visentin, La Basilicata nell'alto Medioevo…, p. 9.
  4. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  5. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 456, nº 6.
  6. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 13 e 35. Visentin, La Basilicata nell'alto Medioevo…, p. 11.
  7. ^ a b Kehr, Italia pontificia, IX, p. 468. Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 14. Peters-Custot, Les Grecs de l'Italie méridionale post-byzantine, p. 258.
  8. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 469.
  9. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 15.
  10. ^ Peters-Custot, Les Grecs de l'Italie méridionale post-byzantine, p. 259.
  11. ^ Luisa Derosa, Diocesi e cattedrali di Basilicata, «Basilicata Regione Notizie» 1999, p. 38.
  12. ^ Eubel, Hierarchia catholica, III, p. 110, nota 8. Gams riporta come data quella dell'8 agosto 1546.
  13. ^ Secondo quanto riporta Eubel (Hierarchia catholica, IV, p. 84, nota 1), ancora nel 1606 i vescovi avevano residenza abituale a Chiaromonte, pur essendo la cattedrale a Tursi.
  14. ^ Nei documenti pontifici si trova anche il titolo Anglonensis et Tursiensis come, per esempio, nella bolla De utiliori del 1818, in alcuni Annuari Pontifici dell'Ottocento, e in alcune nomine vescovili negli Acta Apostolicae Sedis.
  15. ^ D'Avino, Cenni storici…, p. 726.
  16. ^ AAS 11 (1919), p. 224.
  17. ^ AAS 41 (1949), pp. 428-429.
  18. ^ AAS 46 (1954), pp. 522-524.
  19. ^ AAS 68 (1976), pp. 593-594.
  20. ^ AAS 68 (1976), pp. 675-677.
  21. ^ AAS 68 (1976), pp. 678-680.
  22. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 468. Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 8.
  23. ^ Engelbertus è documentato nel 1065, mentre Ingilbertus nel 1067 e nel 1068. Secondo Kamp (Italia pontificia, IX, pp. 468 e 470) e Andenna (Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 8) si tratta della stessa persona. Alcuni autori (Schwartz e Signorelli) hanno attribuito Ingilbertus alla sede di Blera o di Tuscania nella Tuscia laziale.
  24. ^ Kehr (Italia pontificia, IX, p. 468) lo indica come vescovo greco predecessore di Simeone, ma non riporta alcun anno di riferimento.
  25. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 14. Peters-Custot, Les Grecs de l'Italie méridionale post-byzantine, p. 258. Kehr (Italia pontificia, IX, p. 468) gli attribuisce 70 anni di episcopato, dal 1074 al 1144, forse per un refuso tipografico.
  26. ^ a b I vescovi Giovanni I e Giovanni II potrebbero essere la stessa persona. Nel 1121 è documentato come vescovo di Tursi, nel 1144 e nel 1146 come vescovo di Anglona. Kehr, Italia pontificia, IX, p. 468. Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 14-15.
  27. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 15-16. In una bolla pontificia del 1192 si accenna a Guglielmo come quondam episcopus Anglonensis, ad indicare che già da tempo era deceduto; alcuni autori erroneamente ne hanno fatto un vescovo nuovo (Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 16, nota 47).
  28. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 469. Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 16.
  29. ^ a b c d e f g Kamp, Kirche und Monarchie…, II, pp. 780–786.
  30. ^ Per la controversa storia di questo periodo (1200-1221) della diocesi: Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 23-26.
  31. ^ Kamp, Kirche und Monarchie…, II, p. 783. Secondo Kamp, la tradizione locale, non comprovata dai documenti coevi, da a questo vescovo il nome di Guglielmo.
  32. ^ Kamp, Kirche und Monarchie…, II, pp. 783–784. Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 27-28. Roberto è storicamente documentato solo in un'occasione, nel febbraio 1241; è tradizione locale non documentata che fosse un cistercense. Il 14 maggio 1252 la sede risulta essere vacante.
  33. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 30-31. Kamp, Kirche und Monarchie…, II, pp. 784–785. Non sembra abbia mai preso possesso della diocesi.
  34. ^ Secondo Kamp (Kirche und Monarchie…, II, p. 785, nota 48), questo vescovo è frutto di una errata interpretazione dei documenti e di un equivoco che ha la sua origine in Ughelli, il cui errore si è tramandato negli autori successivi. Un Giovanni Angelensis, documentato come vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi (e non di Anglona) nel 1259 (Kamp, Kirche und Monarchie…, II, pp. 766-767) e come vescovo di Nola nel 1261 (Kamp, Kirche und Monarchie…, I, pp. 368-370), è stato confuso con Giovanni di Montefusco, laico e conte di Anglona, a cui papa Innocenzo IV aveva dato nel maggio 1252 il compito, assieme al cardinale vescovo di Albano Pietro da Collemezzo, di trovare una persona adatta per reggere la diocesi di Anglona, al tempo vacante (Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, p. 30 e nota 115). Secondo Kamp, Giovanni Montefuscolo (sic) è da eliminare dalle cronotassi di Anglona e di Nola.
  35. ^ Andenna, Anglona dalle origini sino ai primi anni del Trecento, pp. 33-34. Kamp, Kirche und Monarchie…, II, pp. 785–786.
  36. ^ Kamp, Kirche und Monarchie…, II, p. 786, nota 53.
  37. ^ Avendo aderito all'obbedienza avignonese, fu nominato vescovo di Anglona dall'antipapa Clemente VII già il 16 agosto 1392, succedendo a Zotta Girardini, della medesima obbedienza. Entrambi questi vescovi non poterono prendere possesso della sede. In seguito Ruggiero de Marescolis aderì all'obbedienza romana.
  38. ^ Secondo Eubel, Giacomo Fiascone e Giacomo di Capua sarebbero lo stesso vescovo.
  39. ^ In questo punto Gams inserisce il vescovo Pier Paolo Parisio (1528-1538, nominato vescovo di Nusco), escluso da Eubel, il quale fa notare che quando fu nominato alla sede di Nusco, i documenti dell'Archivio vaticano lo indicano come chierico di Cosenza e uditore della camera apostolica, senza alcun accenno ad un suo precedente incarico sulla sede di Anglona.
  40. ^ Nominato vescovo titolare di Tebe di Tebaide.
  41. ^ Nominato vescovo titolare di Nilopoli.
  42. ^ Nominato vescovo titolare di Bure.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altriprogetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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