Sant'Agata di Esaro

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Sant'Agata di Esaro
comune
Sant'Agata di Esaro – Stemma Sant'Agata di Esaro – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoAntonella Vecchio (commissario prefettizio)
Territorio
Coordinate39°37′N 15°59′E / 39.616667°N 15.983333°E39.616667; 15.983333 (Sant'Agata di Esaro)Coordinate: 39°37′N 15°59′E / 39.616667°N 15.983333°E39.616667; 15.983333 (Sant'Agata di Esaro)
Altitudine454 m s.l.m.
Superficie47,63 km²
Abitanti1 786 (31-12-2019)
Densità37,5 ab./km²
FrazioniAlvani, Fosso del Lupo, Oliveta, Pancali, Pascalia, Piano Menta, Pipirato, Vitizzano
Comuni confinantiBelvedere Marittimo, Bonifati, Buonvicino, Cetraro, Malvito, Mottafollone, Sangineto
Altre informazioni
Cod. postale87010
Prefisso0981
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078131
Cod. catastaleI192
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisantagatesi
PatronoSant'Agata e San Francesco di Paola
Giorno festivo5 febbraio e seconda domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Agata di Esaro
Sant'Agata di Esaro
Sant'Agata di Esaro – Mappa
Posizione del comune di Sant'Agata di Esaro all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Sant'Agata di Esaro (Santachita nell'antico dialetto) è un comune italiano di 1 786 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria. Il paese è attraversato dalla SP 263.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge su una rupe, a picco sul fiume Esaro, a 454 metri s.l.m., a 75 km da Cosenza, a 23 km dal Mar Tirreno, tutta circondata da catene montuose dell'Appennino Calabrese, che si estendono a forma di diadema, solcate da torrenti, affluenti dell'Esaro. Il secondo fiume per importanza e lunghezza è il Forge, maggior tributario dell'Esaro. La sua cima più alta, Montea (1830 m.) si incassa ad ovest in una forra pittoresca, dove scorre l'Esaro, che nasce dagli estremi contrafforti occidentali del massiccio del Monte Petricelle (1785 m.) e sfocia nel Coscile.

Altra cima elevata è il Monte La Caccia (1744 m.). Inoltre forma un lago artificiale ad Altomonte dove è sia immisario che emissario. Percorrendo la SP 263 si arriva al centro urbano di Belvedere Marittimo passando per il Passo dello Scalone dove per convenzione si dice finisca l'Appennino calabro. È posto a 740 m s.l.m. e si trova a metà tra i due centri urbani. Si estende su una superficie di 47,21 km². La sua origine risale al periodo greco quando,gli ateniesi,trovarono questo luogo strategico e vi iniziò la costruzione di uno dei borghi più belli del Parco Nazionale del Pollino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1075 fu teatro degli eventi bellici di Roberto il Guiscardo e nel secolo successivo divenne feudo del Monastero del Sagittario di Chiaromonte, con ratifica dell'Imperatore Federico II.

Ebbe un ruolo importante nell'assetto socio-economico, proprio dei possedimenti ricadenti sotto la giurisdizione monastica, come pure diede splendore alle attività di studio, ingegno e arte, che si esplicavano nei monasteri basiliani della Mula con la presenza prestigiosa di figure di studiosi santagatesi, come l'abate P. Girolamo De Mele.

Il piccolo centro ebbe nel passato una vita intensa di modeste industrie, lavorazione del legno, filati, baco da seta, ecc. La denominazione di S. Agata al nascente agglomerato urbano, fu il frutto della devozione alla santa catanese recata dagli eremiti e monaci bizantini sfuggiti alle persecuzioni e all'invasione musulmana della Sicilia. L'appellativo di “Esaro” (dal fiume che l'attraversa), fu aggiunto dal Consiglio Comunale nel 1862, per distinguerlo da paesi omonimi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[1]

Sant'Agata negli ultimi anni ha avuto una diminuzione della popolazione. Ha avuto due picchi:uno fine 1800 inizi 1900 e un altro,la più corposa,tra il 1950 e il 1960.Poco dopo subirà una decrescita che stiamo vivendo anche adesso. Al momento a Sant'Agata di Esaro ci sono 1.786 abitanti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è conosciuto ed amato per la proverbiale ospitalità degli abitanti e per l'intensa vita sociale, noto per l'ottima cucina e le sue antiche ricette gastronomiche: fritture tipiche, maccheroni ai ferri, polpette con pane di mais, salumi.. Molto caratteristica la festa patronale (seconda domenica di agosto), la Sagra delle Castagne - la più antica della Calabria- (II domenica di novembre). Da visitare, durante tutto il periodo in cui si svolge, il caratteristico ed unico carnevale. Ogni anno, nel mese di agosto, vi si svolge l'Arthemisia Classica Festival per Emilio Martorelli, rassegna di musica classica che vede la partecipazione di musicisti di fama internazionale esibirsi all'interno di contesti unici come il chiostro dell'antico convento di S. Francesco (1593), aperto al pubblico in tutte le ore del giorno e della notte. Da visitare anche la chiesa madre e del Purgatorio. Molti i luoghi caratteristici, fra i quali spicca "Grotta della Monica", una cavità preistorica sita a poco meno di 2 km dal centro abitato.

Una campagna di esplorazioni e scavi archeologici iniziati a metà degli anni Novanta dal Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” e dall'Università degli Studi di Bari ha permesso di inserire il sito fra i più importanti e ben conservati d’Europa. L’uomo inizia a frequentare la grotta fin dal Paleolitico superiore sino all’età post-medievale, con momenti di intensa attività dalla tarda età neolitica, quando si da' luogo a estrazione intensiva di ferro e rame. Le attività estrattive ci hanno lasciato preziose testimonianze (utensili da lavoro, impronte di scavo, muretti a secco). Successivamente, nel corso dell’età del Bronzo, gli ambienti più profondi della cavità hanno accolto un vasto sepolcreto, costituito da almeno un centinaio di inumazioni. Fino al tardo medioevo continuò, comunque, l’attività estrattiva. Sito suggestivo e da visitare unitamente al museo che si trova in v.le Elena. Da visitare anche l'interessante Museo del gusto e delle tradizioni ospitato in un interessante palazzo del centro storico.

Il territorio è anche celebre per l'abbondanza di acqua, derivante dal fiume Esaro, e per la presenza di una diga incompiuta, la Diga dell'Esaro.

Patrimonio architettonico[modifica | modifica wikitesto]

  • Convento di S. Francesco di Paola e chiostro. La fondazione risale al 1593 quando venne donato un terreno per la costruzione di un convento in onore di S. Francesco di Paola.
  • Chiesa Madre dell'Annunziata, di cui non si conosce l'anno di costruzione.
  • L'arco del "Tunno",porta del centro storico.
  • Cappella di Santa Lucia nel pieno del centro storico.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1947 Pasquale Spinelli Democrazia Cristiana Sindaco
1947 1952 Carmine Antonio Arcuri Democrazia Cristiana Sindaco
1952 1952 Raffaele Polillo Democrazia Cristiana Sindaco
1953 1956 Giovanni Nocito Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1962 Raoul Pisani Democrazia Cristiana Sindaco
1962 1965 Luigi Ambrosio Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1975 Pompeo Mario Gallo Partito Socialista Italiano Sindaco
1975 1995 Eduardo Fasano Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2004 Domenico Tolve Partito Democratico della Sinistra/Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Carmine Arcuri Unione di Centro Sindaco
2009 2011 Antonio Bisignani Indipendente Sindaco
2011 2011 Domenico Giordano Commissario prefettizio
2011 2019 Luca Branda Partito Democratico Sindaco
2019 - Antonella Vecchio Commissario prefettizio

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese sono anche presenti due squadre di calcio, il Real Sant'Agata - che attualmente gioca nel campionato di Promozione- e l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sant'Agata di Esaro, che si occupa soprattutto di promuovere lo sport fra gli adolescenti, con una scuola calcio di ottimo livello. È inoltre presente un impianto denominato "Stadio comunale di Sant'Agata di Esaro".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Montalto, S.Agata - Una pieve sull'Esaro- Rubbettino Editore, 1988

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.