Longobardi (Italia)

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Longobardi
comune
Longobardi – Stemma Longobardi – Bandiera
Longobardi – Veduta
Chiesa di Santa Domenica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoGiacinto Mannarino (lista civica Longobardi oltre il 2000) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate39°12′N 16°05′E / 39.2°N 16.083333°E39.2; 16.083333 (Longobardi)
Altitudine325 m s.l.m.
Superficie18,24 km²
Abitanti2 326[1] (31-5-2021)
Densità127,52 ab./km²
Comuni confinantiBelmonte Calabro, Fiumefreddo Bruzio, Mendicino
Altre informazioni
Cod. postale87030
Prefisso0982
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078067
Cod. catastaleE677
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantilongobardesi
PatronoSan Nicola da Longobardi
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Longobardi
Longobardi
Longobardi – Mappa
Posizione del comune di Longobardi all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Longobardi è un comune italiano di 2 326 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Longobardi si estende tra il mare e la montagna, il centro storico è situato a circa 300 metri sul livello del mare e sovrastato dai 1541 metri del Monte Cocuzzo, la massima cima della Catena Costiera calabrese, conosciuto anche per la notevole pineta. Fra le numerose frazioni, meritano una citazione la popolosa Marina, la Taureana con l'omonima chiesa, e Tarifi, probabile insediamento arabo che segna il confine col territorio del comune di Belmonte Calabro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Longobardi" deriva dal fatto che nella zona c'era il confine tra il Ducato di Benevento e i possedimenti bizantini della Calabria meridionale, e il paesino venne fondato a quanto si dice dal re longobardo Liutprando. Poco più a valle di Longobardi, sul mare, verso Belmonte, esiste una località denominata Tarifi: lì forse vi era, a quanto farebbe pensare il toponimo, una dogana di confine.

L'abitato passò alterne vicende nel Regno di Napoli, per poi divenire un Comune del regno d'Italia dal 1861 e passare alla Repubblica nel 1946.

Dallo studio etimologico di vocaboli e toponimi longobardesi, e da altri fatti, si desume che il paese sia stato fondato da profughi da Thourioi nel 204 a.C., minacciata e poi distrutta da Annibale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune è stato concesso con Decreto del presidente della Repubblica del 10 maggio 2019.

«Di cielo, all'effige di san Nicola Saggio da Longobardi in maestà, con lo sguardo rivolto al cielo, il viso e le mani di carnagione, barbuto al naturale, vestito con il saio di nero, il capo coperto dal cappuccio dello stesso, nimbato d'oro, nascente dalla banda diminuita e abbassata di rosso, caricata di tre stelle a sei raggi d'oro, il Santo con il braccio destro flesso, attraversante su detta banda, con la mano verso l'alto, indicante la trinità, il braccio sinistro lungo il fianco e la mano abbassata, detta banda accompagnata inferiormente da tre montagne verdeggianti confinanti, sostenute dal mare d'azzurro ombrato d'argento, a loro volta sostenenti, tra la prima e la seconda, la torre dei Santi Quaranta d'argento, attraversante parzialmente sulla banda; lo scudo finito da una filiera d'argento. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'azzurro, il motto in lettere maiuscole di nero: CIVITAS SANCTI NICOLAI SAGGIO. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. 10.05.2019[3])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Da notare la chiesa di San Francesco, la Collegiata, e alcuni palazzi nelle vie centrali, fra questi spiccano Palazzo Pellegrini con il suo magnifico scalone e lo stemma nobiliare affrescato che sovrasta la corte e Palazzo Preste donato da tale famiglia al Comune per utilizzo civico. Il centro storico è decorato da numerosi murales realizzati da svariati artisti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Longobardi è servita dalla stazione omonima sulla linea Salerno-Reggio Calabria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1937 1938 Battista Pellegrini commissario prefettizio
1938 1943 Armando Coscarella podestà
1943 1944 Domenico Miceli podestà
1945 Domenico Miceli commissario prefettizio
1945 1946 Giuseppe Dalia Sindaco
1946 1947 Nicola Pellegrini Sindaco
1947 1950 Luigi Osso Sindaco
1950 1955 Giuseppe Dalia Sindaco
1955 1960 Giuseppe Dalia Sindaco
1960 1963 Antonio Garritano Partito Socialista Italiano Sindaco
1963 1968 Renato Mazzarone Sindaco
1968 1973 Antonio Garritano Partito Socialista Italiano sindaco
1973 1978 Antonio Garritano Partito Socialista Italiano Sindaco
1978 1983 Ottavio De Micheli Democrazia Cristiana Sindaco
1983 1988 Antonio Garritano Partito Socialista Italiano Sindaco
1988 1990 Antonio Garritano Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1992 Francesco Sesti Sindaco
1992 1993 Franco Acace Sindaco
1993 1998 Franco Gaudio Sindaco
1999 2004 Aurelio Garritano Longobardi oltre il 2000 Sindaco
2004 2009 Aurelio Garritano Longobardi oltre il 2000 Sindaco
2009 2014 Giacinto Mannarino Longobardi oltre il 2000 Sindaco
2014 2019 Giacinto Mannarino Longobardi oltre il 2000 Sindaco
2019 in carica Giacinto Mannarino Longobardi oltre il 2000 Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Emblema di Longobardi (Cosenza), su presidenza.governo.it, Governo Italiano, Ufficio Onorificenze e Araldica. URL consultato il 19 novembre 2020.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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