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Bianchi (Italia)

Coordinate: 39°06′N 16°25′E
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Bianchi
comune
Bianchi – Stemma
Bianchi – Bandiera
Bianchi – Veduta
Bianchi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Calabria
Provincia Cosenza
Amministrazione
SindacoPasquale Taverna (lista civica Insieme per ricominciare) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate39°06′N 16°25′E
Altitudine825 m s.l.m.
Superficie33,32[1] km²
Abitanti1 185[2] (31-3-2022)
Densità35,56 ab./km²
FrazioniCenso, Murachi, Palinudo, Paragolio, Ronchi, Serradipiro
Comuni confinantiCarlopoli (CZ), Colosimi, Panettieri, Parenti, Sorbo San Basile (CZ), Soveria Mannelli (CZ)
Altre informazioni
Cod. postale87050
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078016
Cod. catastaleA842
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Nome abitantibiancari
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bianchi
Bianchi
Bianchi – Mappa
Bianchi – Mappa
Posizione del comune di Bianchi all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Bianchi (I Biànchi in calabrese[4]) è un comune italiano di 1 185 abitanti situato nella provincia di Cosenza in Calabria. Il territorio comunale si estende per 32,96 km², ed è posto al confine tra le province di Cosenza e Catanzaro.

Geografia fisica e Clima

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Bianchi è un comune montano della provincia di Cosenza situato ai piedi dell’altopiano della Sila, nel cuore della Valle del Corace, in una posizione geografica che risulta determinante per la definizione del suo microclima. Il territorio si sviluppa in un contesto tipicamente appenninico, caratterizzato da rilievi montuosi, ampie superfici boscate e da una valle interna ben delimitata, attraversata dal fiume Corace, che rappresenta uno degli elementi fisici più importanti dell’area. La presenza di montagne come il monte Sant’Antonio, il monte Chirico e il monte Comunelli contribuisce a creare una sorta di conca naturale che isola parzialmente il paese dalle influenze marine, favorendo condizioni microclimatiche di tipo prettamente continentale. L’agglomerato urbano si articola nelle frazioni di Ronchi, Murachi, Censo, Paragogli, Palinudo e Serra di Piro, distribuite lungo un territorio collinare-montano che accentua ulteriormente la variabilità microclimatica locale.

Dal punto di vista climatico, Bianchi si distingue nettamente dal resto della Calabria per un regime termico e pluviometrico che richiama più da vicino le aree interne dell’Appennino che non il clima mediterraneo costiero. Le temperature medie risultano contenute durante tutto l’anno, con estati generalmente miti e inverni freddi, talvolta rigidi. Nei mesi estivi il clima si mantiene gradevole, con temperature medie che difficilmente raggiungono valori elevati, grazie alla quota, alla copertura boschiva e alla ventilazione locale, mentre le notti restano spesso fresche e umide. In inverno, al contrario, il raffreddamento notturno può essere molto intenso, soprattutto nelle notti serene, quando la valle favorisce la formazione di forti inversioni termiche e l’aria fredda ristagna nei bassi strati. In queste condizioni la temperatura può scendere sensibilmente, con episodi di gelo marcato che testimoniano la spiccata continentalità del microclima.

L’umidità rappresenta un tratto distintivo dell’area. La combinazione tra valle chiusa, scarsa ventilazione, presenza del fiume Corace e vaste superfici forestali determina una saturazione frequente dei bassi strati atmosferici, soprattutto durante la notte. L’umidità relativa tende spesso a raggiungere valori prossimi al cento per cento, favorendo la formazione di rugiada, brina e talvolta nebbie di irraggiamento. Questa condizione persiste non solo in presenza di cieli sereni, ma anche durante le fasi di maltempo, quando la colonna d’aria risulta già satura prima dell’arrivo delle precipitazioni.

Le precipitazioni sono abbondanti e ben distribuite nel corso dell’anno, con un marcato massimo tra l’autunno e l’inverno. Le correnti umide occidentali e sud-occidentali, interagendo con l’orografia della Sila e dei rilievi circostanti, favoriscono precipitazioni persistenti e talvolta intense. La neve, sebbene meno frequente rispetto al passato, continua a rappresentare un elemento significativo del clima invernale. In particolari configurazioni atmosferiche, soprattutto durante i peggioramenti di origine occidentale, la valle del Corace può trovarsi in condizioni di sopravento che favoriscono la stabilizzazione della colonna d’aria in regime di omotermia. In tali situazioni, anche con temperature in quota relativamente elevate, la combinazione tra aria fredda preesistente nei bassi strati e raffreddamento per evaporazione consente la caduta di neve fino al suolo.

Durante la stagione estiva, il riscaldamento diurno e la vicinanza dell’altopiano silano favoriscono lo sviluppo di temporali pomeridiani, spesso generati proprio sulla Sila e successivamente in grado di interessare la Valle del Corace. Questi fenomeni possono risultare localmente intensi, accompagnati da rovesci abbondanti, colpi di vento e talvolta grandinate, a conferma di un’atmosfera instabile e ancora fortemente influenzata dall’orografia. Nonostante ciò, l’estate mantiene caratteristiche complessivamente fresche e vivibili, prive dell’afa tipica delle aree costiere.

Origini del nome

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L'ipotesi più accreditata fa risalire la denominazione del comune alla famiglia Bianco, una delle prime stanziatesi a Bianchi, proveniente dal vicino centro di Scigliano a seguito della repressione degli ordini eretici, all'epoca della Controriforma.

Riguardo ai nomi delle frazioni, Murachi deriverebbe dalla famiglia omonima ivi stabilitasi. Censo dovrebbe essere stata zona di riscossione dei dazi o “cenzi” (tributi). Serra di Piro deve il suo nome a un grande albero di pero con il quale è stata realizzata la statua del santo patrono Sant’Antonio da Padova, ancora oggi presente nella chiesa di Serra di Piro e festeggiato il 13 giugno. Palinudo sarebbe stato in tempi antichi un terreno recintato da pali privi di corteccia, ossia "pali nudi". La frazione Ronchi prende il nome dall'attrezzo agricolo utilizzato nei molti campi presenti nella zona, la falce, in dialetto biancaro "runca". Non si hanno ipotesi in merito all'origine del nome della frazione Paragolio.

La città ha avuto probabilmente origine a metà del XVII secolo, quando alcune famiglie provenienti dalla vicina Scigliano abbandonarono il loro paese in seguito alle devastazioni del terremoto del 1638. A costoro si aggiunsero altre famiglie di contadini e pastori che si stabilirono intorno ai palazzi delle famiglie benestanti, tra le quali i Folino, i Bianco, i Muraca e gli Accattatis, creando così nuovi villaggi.

Nel 1820 la città si scorporò da Scigliano per diventare comune a sé stante.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Bianchi fu uno dei 14 comuni della Calabria designati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento libero.[5] Vi fu confinata una coppia di profughi ebrei polacchi: il marito (Enrico Brochis) morì per cause naturali il 19 novembre 1942; la moglie (Olga Mizrah Brochis) fu liberata con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.[6]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 dicembre 1957.[7]

«D’argento, alla fascia ondata di azzurro, accompagnata sopra da sette stelle (6) dello stesso, di cui cinque disposte in scaglione, la superiore più grande, e due poste negli angoli del capo; sotto da tre monti di verde al naturale, il mediano più alto, fondati in punta. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e d'azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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In ogni frazione del comune di Bianchi è presente una chiesa con un santo patrono per volere delle famiglie influenti dei diversi villaggi del tempo. La chiesa parrocchiale di san Giacomo Apostolo fu eretta a parrocchia nel 1792 da Mons. Grillo, vescovo della diocesi di Martirano. Di notevole pregio artistico sono l’organo a mantice situato nella chiesa di sant'Anna a Murachi e l'altare ligneo del 1609 all'interno della chiesa di Serra di Piro. Questa chiesa, la più antica del comune di Bianchi, fatta costruire dalla famiglia Folino, unita al palazzo baronale, fu donata nel 2007 dagli eredi Serravalle al comune di Bianchi e nel 2018 alla parrocchia di San Giacomo apostolo. Altre chiese degne di rilievo sono quelle della Madonna del Carmine nella frazione Palinudo e quella della Madonna Addolorata nella frazione Censo.

Architetture civili

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A pochi chilometri da Bianchi sorgono i ruderi dell’abbazia di Santa Maria di Corazzo, ove dimorò l’abate Gioacchino da Fiore, famosa per le ricchezze dei cistercensi che vi abitarono.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

Nel 2019 la città contava poco più di 1 000 abitanti. Il calo demografico degli ultimi decenni è dovuto all'emigrazione per cause economiche.

Bianchi dispone di una biblioteca comunale, istituita nel 2010 e situata nel palazzo comunale[9]. Al suo interno è fruibile al pubblico la mostra permanente di pergamene antiche risalenti al XVI secolo. Alcune di esse sono a firma di Carlo V d'Asburgo, mentre altre attribuite a Federico II e Federico IV degli Aragonesi; sono presenti anche bolle papali di Papa Benedetto XII e atti notarili dell'imperatrice Costanza d'Altavilla, atti che elencano i privilegi concessi all'abbazia di Corazzo.

L'economia sfrutta l'agricoltura, l'industria boschiva, i castagneti e i funghi.

Infrastrutture e trasporti

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Il comune di Bianchi è collegato con l'Autostrada del Mediterraneo grazie alla strada statale 616 che porta fino allo svincolo dell’A2 di Altilia - Grimaldi, da dove si possono poi raggiungere le città di Cosenza, Lamezia Terme, Catanzaro, e le vicine località balneari, come Falerna, Amantea e Pizzo. Attraverso la strada provinciale si raggiunge invece la Sila piccola.

Il comune è attraversato dalle seguenti direttrici stradali:

Amministrazione

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  1. prevalentemente montuosa
  2. Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 77, ISBN 88-11-30500-4.
  5. Ebrei stranieri internati in Calabria. I comuni, tutti nella provincia di Cosenza, sono: Acri, Bianchi, Campana, Carpanzano, Castrovillari, Celico, Cerisano, Laino Bruzio, Lungro, Mormanno, Rogliano, San Marco Argentano, Santa Sofia d'Epiro e Spezzano della Sila, oltre al Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia.
  6. Ebrei stranieri internati in Calabria.
  7. Bianchi, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 23 novembre 2023.
  8. Dati tratti da:
  9. Bibliobianchi - La Storia, su bibliobianchi.it. URL consultato il 24 settembre 2022.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 131714160 · LCCN (EN) no2005116483
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