Canna (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Canna
comune
Canna – Stemma
Canna – Veduta
Veduta notturna del paese
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoPaolo Stigliano (lista civica Viva Canna Canna Viva) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°06′N 16°30′E / 40.1°N 16.5°E40.1; 16.5 (Canna)Coordinate: 40°06′N 16°30′E / 40.1°N 16.5°E40.1; 16.5 (Canna)
Altitudine417 m s.l.m.
Superficie20,37 km²
Abitanti676[1] (29-02-2020)
Densità33,19 ab./km²
Comuni confinantiMontegiordano, Nocara, Nova Siri (MT), Oriolo, Rocca Imperiale
Altre informazioni
Cod. postale87070
Prefisso0981
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078024
Cod. catastaleB607
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticannesi
PatronoMadonna Immacolata
Giorno festivo8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Canna
Canna
Canna – Mappa
Posizione del comune di Canna all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Canna è un comune italiano di 676 abitanti della provincia di Cosenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XV secolo sorgeva, in corrispondenza dell'attuale centro abitato, un piccolo nucleo di case. I loro abitanti erano originari di Nocara, dalla quale dipendevano anche burocraticamente. Da quel piccolo gruppo di persone si sviluppò negli anni il paese di Canna, il quale fu feudo della famiglia Sanseverino, conti di Lauria, e successivamente (1498) di quella dei Loffredo, duchi di Nocara e marchesi di Canna.

Circa la nascita di Canna è stata tramandata nei secoli una leggenda secondo la quale Ulisse e la sua ciurma sarebbero passati dal paese per recarsi alla grotta di Polifemo, il quale, una volta accecato da Ulisse ed i suoi compagni, staccò, secondo la leggenda, un pezzo di Nocara e lo gettò vicino la nave di Ulisse nel tentativo di distruggerla, secondo la leggenda.

Nei circa trecento anni successivi Nocara e Canna passarono di mano in mano dalla famiglia Merlini, ai Calà, ai Pignatelli, ai Villanova, ai Virgallito. Soltanto nel 1788 Canna ottenne l'autonomia amministrativa, distaccandosi definitivamente da Nocara, in seguito al pagamento di una tassa che di fatto era il valore dell'intero paese. La famiglia Melazzi abitò a Canna fino alla prima metà dell''800, quando l'ultimo erede dei Melazzi vendette i possedimenti e gli averi di famiglia ai Pitrelli e ai Failla, e si trasferirono ad Amendolara, dove si imparentarono con i Blefari (provenienti, a loro volta da Cropalati [CS]), dando vita al doppio cognome Blefari-Melazzi.

Canna ha conservato la facies di borgo medioevale, circondato da ulivi secolari e dal bosco Commaroso. Ha una struttura urbanistica tipicamente seicentesca, con elementi rinascimentali, barocchi e neoclassici, come i palazzi Toscani, Pitrelli, Ielpo, i cui portali in marmo testimoniano la grande maestria degli artigiani locali.[non chiaro]

Canna raggiunse il massimo della popolazione (circa 1.800 abitanti) e il maggiore sviluppo economico agli inizi del secolo scorso. Oggi conta circa 800 abitanti e ha un'economia basata principalmente sull'agricoltura.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa madre

La chiesa di Canna fu costruita lungo la cinta muraria che circondava il paese e, come si può leggere su una lapide posta al suo interno, fu "restaurata a devozione del popolo nel 1864 e nel 1964". Al suo interno si possono ammirare un fonte battesimale in pietra recentemente restaurata, un pulpito rinascimentale e diverse effigie di santi per lo più in cartapesta fra cui San Francesco di Paola, San Biagio, la Madonna del Carmine, San Pietro, Sant'Antonio e l'effigie dell'Immacolata concezione, patrona della città.

La facciata settecentesca con un portale in pietra eseguito da abili artigiani locali, è divisa in due sezioni: una parte inferiore comprendente le entrate e due pinnacoli in pietra in corrispondenza delle lesene più esterne; una parte superiore che occupa interamente la sezione della navata centrale, nella quale sono presenti una vetrata policroma, due pinnacoli in pietra e sulla sommità una croce provvista di illuminazione.

Volta decorata

All'interno della chiesa troviamo le tre navate già distinguibili dall'esterno. La navata centrale è separata da ogni navata laterale da tre colonne con archi a tutto sesto, che formano nelle navate laterali volte a botte in parte decorate con affreschi seicenteschi.

La stessa navata centrale presenta una volta a botte, decorata con elementi floreali barocchi. Prima dell'abside, un arco trionfale a tutto sesto forma con due lesene una cupola affrescata, non visibile dall'esterno.

Il transetto della chiesa, di lunghezza pari alla metà della navata centrale, è occupato da due nicchie: la nicchia dell'Immacolata concezione e la nicchia di San Francesco di Paola.

L'abside presenta una volta a botte che precede una semicupola, e due finestre policrome. Infine dietro la mensa osserviamo l'altare in marmo policromo decorato con fantasie geometriche.[2]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Canna appartiene all'area Lausberg, una zona dialettale arcaica situata al confine tra Basilicata e Calabria.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

A Canna è molto viva la devozione per la Madonna del Soccorso, venerata molto probabilmente già a partire dalla seconda metà del XVII secolo.

La statua della Madonna viene portata in processione dai devoti l'ultima domenica del mese di maggio, il giorno dopo la processione di San Francesco di Paola e il 17 agosto, dopo la processione di San Rocco.

Canna è un paese molto legato al culto mariano, ed era proprio dedicato alla Madonna il convento dei frati minori osservanti che qui si insediarono nel XV secolo. Di questo convento ormai non rimangono che pochi resti di mura.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci del Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Truncelliti (1860)
  • Filippo Morano (1881)
  • Giuseppe Toscani (1883)
  • Alessandro Pitrelli (1886)
  • Giuseppe Toscani (1895)
  • Filippo Morano (1898)
  • Angelo Cosentino (1900)
  • Luigi Giannattasio (1905)
  • Nicola Tarsia (1915)

Podestà dell'èra fascista[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Failla (1923)
  • Felice Santoro (1927)
  • Domenico Miceli (1930)
  • Antonio Stigliano (1931)
  • Francesco Candio (1939, commissario)
  • Antonio Gradilone (1942, commissario)
  • Mario Cosentino (1943, commissario)

Sindaci del dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Morrone (1946, commissario)
  • Filippo Ielpo (1947)
  • Italo Campolongo (1952)
  • Francesco Campolongo (1956)
  • Vincenso Tarsia (1960, commissario)
  • Mario Cosentino (1961)
  • Vincenzo Silvestri (1965)
  • Domenicantonio Catapano (1975)
  • Benito Lecce (1977)
  • Domenicantonio Catapano (1980)
  • Antonio Baffa (1994, commissario)
  • Pietro Antonio Groia (1994)
  • Alberto Cosentino (2003)
  • Giovanna Panarace (2013)
  • Paolo Stigliano (2018)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 29 febbraio 2020.
  2. ^ S.G., De Cannae historia.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Calabria