Nova Siri
| Nova Siri comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Antonello Mele (lista civica di centro-destra Nova Siri Futura) dal 10-6-2024 |
| Data di istituzione | 21-3-1872 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°09′N 16°32′E |
| Altitudine | 355 m s.l.m. |
| Superficie | 52,75 km² |
| Abitanti | 6 828[1] (31-5-2026) |
| Densità | 129,44 ab./km² |
| Frazioni | Cardinale, Centomola, Cerrolongo, Chiarantana, Cugno dei Vanni, Foresta, Funno del Pastore, Laccata, Lucido, Monticello, Ospedale, Piana delle Vigne, Pantanello, Sant'Alessio, San Basile, San Megale, Santa Maria, Taverna |
| Comuni confinanti | Canna (CS), Rotondella, Valsinni, Nocara (CS), Rocca Imperiale (CS) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 75020 |
| Prefisso | 0835 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 077018 |
| Cod. catastale | A942 |
| Targa | MT |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 542 GG[3] |
| Nome abitanti | novasiresi |
| Patrono | san Giuseppe[4] |
| Giorno festivo | 19 marzo[4] |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Nova Siri (già Bollita fino al 1872[5]) è un comune italiano di 6 828 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.
Situato sulla costa jonica, si divide nella parte centrale (in dialetto ‘u paìs), e nella marina, o dello scalo (in dialetto ‘a staziòn). Confina con i comuni di Rotondella, Nocara, Rocca Imperiale, Canna e Valsinni.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di Nova Siri sorge a 355 m s.l.m. nell'estrema parte sud-orientale della provincia di Matera, al confine con la parte sud-orientale della provincia di Potenza e la parte nord-orientale della provincia di Cosenza. Si estende su una fascia mare-montagna, con direttrice sud-nord; pertanto si hanno notevoli differenze geo-ambientali, in cui si distinguono tre distinti settori: marittimo, collinare e basso-montano.
Il territorio marittimo comprende una fascia costiera estesa per circa tre chilometri, che si affaccia sul golfo di Taranto, facente parte del mar Ionio, nel territorio comunale si ha la presenza delle foce di alcuni brevi torrenti (San Nicola, Toccacielo). Tali corsi d'acqua, attraversando il territorio comunale da nord a sud,ne diventano confine e comunale e regionale: mentre il torrente Toccacielo con la sua foce (riserva faunistica del WWF, in cui trovano rifugio alcuni trampolieri comuni nel bacino mediterraneo, tra i quali l'airone cenerino, insieme ad altri uccelli marini come la gabbianella) viene a trovarsi a pochi centinaia di metri dal confine comunale, che non ha sviluppo reale essendo continuativo con il prospiciente comune di Rotondella; di contro, il torrente San Nicola, con il suo carattere torrentizio puro, maggiormente similare a una fiumara, si è sviluppato con un percorso serpentino divenendo de facto confine regionale tra Basilicata e Calabria; il torrente è confine occidentale del territorio comunale, con la cittadina calabrese di Rocca Imperiale provinciale con la provincia di Cosenza.
La contrada comunale sud-orientale, che la toponomastica locale definisce Laccata, è riconosciuta come strada provinciale della Laccata, che viene ad essere la conclusione naturale del vecchio tracciato che un tempo era il percorso della ex strada statale 104 di Sapri, la quale congiunge la frazione Marina, innestandosi con la strada statale 106 Jonica, con il centro storico.
La costa sabbiosa è ricca di dune naturali, su cui l'avena marina cresce e prospera, in unione ad altre piante marittime, (asfodelo, salsola, calcatrèppola marina); la sabbiosità sia interna che marittima rappresenta un notevole distacco con il fondale e la costa ghiaiosa della vicina Rocca Imperiale, tuttavia questo aspetto avvicina la costa lucana allo Ionio alla costa della vicina Puglia.
Altra caratteristica arborea della zona marittima sono le pinete e gli eucalipteti, questi ultimi piantumati in tempi recenti (prima metà del secolo XX) non solo per bloccare il degrado delle spiagge e la desertificazione, ma anche per impedire il proliferare, in zone bonificate, della malaria, utilizzante come veicolo di contagio le zanzare palustri; tali impianti prosperano poiché gli eucalipti, assorbendo le acque reflue, ne impediscono la stagnazione permettendo così alla flora mediterranea di riprendere a svilupparsi (grazie all'aiuto sia dell'uomo sia della natura) evitando che marcisca per la presenza di troppa acqua. Lungo i viali e all'interno delle zone arboricole inselvatichite prosperano il rosmarino, l'oleandro e numerose piantagioni fruttifere (soprattutto impianti di alberi del genere prunus — pescheti, albicoccheti, pruneti — ma anche agrumeti) annuali.
Risalendo verso nord, lungo l'ex strada provinciale 104, e superata la demarcazione della SS 106, la fascia costiera, occupata in parte da Nova Siri Marina, lascia posto a zone agricole in cui si coltivano ulivi, limoni, aranci, campi di susini (prunus domestica).
In spazi abbandonati si possono notare la presenza di alberi tipicamente rustici e fortemente legati al territorio come il pero selvatico (Piràinu) o le querce, indice della boscosità antica del territorio, sostituite in tempi immemori dagli ulivi, che, tuttavia, dimostrano sia l'antichità degli impianti con la loro maestosità sia la forte antropicizzazione dei luoghi. Altre specie floreali del territorio sono il finocchio selvatico o finocchietto, la cicoria selvatica, il tarassaco, il cardo selvatico o carciofo selvatico mentre alcune zone sono colonizzate dalla calendula.
Superato il centro storico di Nova Siri, il territorio diviene basso-montano sia come temperature sia come flora.
In esso si riscoprono sia gli arbusti della flora mediterranea sia gli alberi tipicamente montani in quantità tali da far ricordare le foreste di territori geograficamente vicini, come il monte Pollino, il quale è il cuore del parco nazionale omonimo, pertanto si incontrano zone con querceti, con pinete non impiantate e ricche zone di crescita di peri selvatici su cui il vischio prospera.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +9,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +26,7 °C.
| Nova Siri | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 13,4 | 14,3 | 16,4 | 19,5 | 24,2 | 29,7 | 32,9 | 32,8 | 29,1 | 23,6 | 18,8 | 15,6 | 14,4 | 20,0 | 31,8 | 23,8 | 22,5 |
| T. min. media (°C) | 5,5 | 5,6 | 7,3 | 9,5 | 13,1 | 17,7 | 20,4 | 20,5 | 17,7 | 13,6 | 10,2 | 7,4 | 6,2 | 10,0 | 19,5 | 13,8 | 12,4 |
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La posizione del centro antico evidenzia una precedente funzione di avamposto militare e civile forse di origine romana o, più probabilmente, bizantina, a presidio delle coste ioniche, durante l'età delle scorrerie dei saraceni.
L'antico nome Bollita (la cui origine è discussa poiché potrebbe derivare o dall'antico Boletum presumibilmente per la forma ovoidale della collina che richiamerebbe alla mente il cappello del fungo porcino (boletus edulis) o dalla presenza di polle d'acqua sorgive (richiamando l'antico senso di acqua che bolle) venne abbandonato nel 1872 in favore della denominazione attuale per la presenza in questo territorio, attestata da Strabone nella sua opera Geografia, della città di origine greca Siris.
Successivamente, fra il XIV e il XVI secolo fu feudo della famiglia spagnola Sandoval de Castro, il cui più famoso esponente fu don Diego Sandoval de Castro, amante della contessa Isabella Morra, figlia del conte Morra signore di Favale (antica denominazione di Valsinni).
Fu culla della famiglia Settembrini (il cui palazzo gentilizio si trova nella zona Porticella, antica denominazione del quartiere orientale della cittadina) che, trasferitasi a Napoli agli inizi del XIX secolo, diede i natali al patriota e scrittore Luigi Settembrini.

La cittadina nella seconda metà dell'Ottocento fu centro di un gruppo risorgimentale affiliato alla Giovine Italia[6] di cui un esponente fu Pietro Antonio Battifarano, che partecipò all'impresa garibaldina arruolandosi, presso Capua a un reggimento di camicie rosse.
Sotto il profilo urbanistico l'abitato iniziò a svilupparsi nella seconda metà del XX secolo, prima sulla collina orientale in cui era posto il cimitero antico (attualmente posizionato in contrada San Megale), poi, dagli anni settanta del Novecento, soprattutto lungo l'asse viario che collegava il centro, mediante la allora SS 104 con la stazione ferroviaria e la frazione Marina, a ridosso della SS 106 Reggio Calabria-Taranto. Nova Siri Marina ha conosciuto da allora un certo sviluppo demografico, divenendo una nota stazione balneare.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 22 luglio 1991.[7]
Giuseppe Gattini nel 1910 lo decriveva: D'azzurro, ad una vasca sormontata da un vaso, donde fumante, come se bollisse, un polla d'acqua vi si riversa, il tutto al naturale.[8] Il gonfalone è un drappo rettangolare di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]- Palazzo Orioli
- Palazzo Settembrini
- Palazzo Costa
- Monumento ai caduti
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]Castello
[modifica | modifica wikitesto]Situato nel punto più alto del centro storico (Rione Castello), il Castello di Nova Siri costituisce il nucleo originario attorno al quale sorse l'antico abitato di Bollita. L'edificio, di fondazione medievale, nacque come struttura prettamente difensiva e di avvistamento, strategicamente posizionato per il controllo della Costa jonica e delle vie di comunicazione che risalivano verso l'interno della Lucania.
L'imponente struttura conserva i tratti tipici della fortificazione militare, pur avendo subito rimaneggiamenti nel corso dei secoli, in particolare tra il XVII e il XVIII secolo, quando le esigenze difensive lasciarono il passo a funzioni di rappresentanza e controllo del feudo. Caratterizzato da una mole massiccia che domina l'intero borgo antico, il castello è stato per secoli la sede del potere feudale locale, ospitando le diverse famiglie che si sono succedute nel dominio del territorio.
Insieme alla vicina Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, il castello definisce il profilo architettonico di Nova Siri, offrendo una vista panoramica che spazia dalla piana metapontina fino al golfo di Taranto. Oggi l'edificio rimane la principale testimonianza storica del passato militare e politico del comune.
Torre Bollita
[modifica | modifica wikitesto]Situata a breve distanza dalla costa ionica lucana, la Torre Bollita è una torre di avvistamento e difesa risalente al XVI secolo. Fu edificata nell'ambito del massiccio progetto di fortificazione costiera promosso dal viceré Don Pedro de Toledo per proteggere il territorio dalle frequenti incursioni dei pirati saraceni e turchi.
La struttura presenta una pianta quadrata e una forma troncopiramidale, tipica delle torri vicereali del periodo. Costruita con materiali locali e pietrame di fiume, la torre svolgeva una funzione di avamposto strategico: in caso di avvistamento di navi nemiche, i guardiani (i cosiddetti cavallari) lanciavano segnali di fumo durante il giorno o segnali di fuoco durante la notte per allertare la popolazione del borgo collinare e il presidio del Castello.
Nonostante i segni del tempo, la Torre Bollita rimane una delle testimonianze architettoniche più significative della zona marina, rappresentando il legame storico tra il centro abitato e lo Jonio, nonché un importante punto di riferimento per l'identità del litorale novasirese.
Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa di Santa Maria Assunta
[modifica | modifica wikitesto]La Chiesa madre, sede della parrocchia di Santa Maria Assunta, rappresenta il principale edificio di culto del centro storico. L'edificio presenta una pianta rettangolare con un'abside semicircolare orientata a est. L'interno è ripartito in tre navate da due file di arcate a tutto sesto che richiamano lo stile tardo-rinascimentale; la navata centrale si distingue per una maggiore ampiezza rispetto alle laterali.
L'area del Presbiterio è delimitata da una balaustra esagonale del XVIII secolo, realizzata in pietra grigia locale, che racchiude l'altare maggiore in marmi policromi. All'interno dell'abside è collocato il coro ligneo del 1775. Sopra il coro è conservata una tela attribuita al pittore Giovan Battista Oliva.
La struttura ha subito diversi interventi di restauro nel corso dei secoli, il più significativo dei quali risale al 1585. La vita religiosa della comunità legata alla parrocchia si esprime in particolare durante le celebrazioni del patrono San Giuseppe, della Madonna del Carmine e della Madonna della Sulla.
Chiesa dell'Annunziata (o della Madonna degli Infermi)
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa dell'Annunziata, nota anche come chiesa della Madonna degli Infermi, è un edificio di culto di modeste dimensioni la cui edificazione risale a un periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo. Al suo interno sono custodite le statue della Madonna dell'Annunziata e dell'Arcangelo Gabriele, protagoniste della rappresentazione iconografica dell'Annunciazione.
L'edificio è legato a una particolare consuetudine liturgica e processionale che coinvolge la Madonna della Sulla. Secondo la tradizione, nel periodo successivo alla Pasqua, la statua della Madonna della Sulla viene traslata dal suo santuario rurale alla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, dove rimane fino alla seconda domenica di maggio. Contemporaneamente, la statua della Madonna dell'Annunziata viene trasferita presso il santuario della Sulla; lo scambio si conclude la seconda domenica di maggio, quando entrambe le effigi vengono riportate nelle rispettive sedi originarie.

Santuario di Maria Santissima della Sulla
[modifica | modifica wikitesto]Situato a circa un chilometro dal centro abitato, in un'area anticamente considerata extra moenia, sorge il Santuario di Maria Santissima della Sulla. L'edificio, che prende il nome dalla contrada circostante, fu costruito verso la fine del XVII secolo.
Storicamente, il santuario era legato al feudo di Bollita (antico nome di Nova Siri) e veniva utilizzato come oratorio estivo da una confraternita locale di sacerdoti e diaconi. L'interno si presenta a navata unica e conserva un altare realizzato in pietra locale. Sopra la porta d'ingresso è collocata una cantoria lignea, mentre l'area principale custodisce la statua della Vergine, raffigurata in posizione inginocchiata.
Il santuario è un importante centro di devozione popolare e meta di pellegrinaggi, in particolare durante il periodo compreso tra la fine di aprile e la seconda domenica di maggio. In queste settimane si svolge il rito religioso che vede il simulacro della Vergine protagonista di una solenne processione verso la Chiesa Madre del paese, rito che si conclude con il ritorno al santuario nella seconda domenica di maggio.
Chiesa di Sant’Antonio di Padova
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa di Sant'Antonio di Padova è il principale edificio di culto di Nova Siri Marina. L'attuale struttura, sede dell'omonima parrocchia, è stata inaugurata il 12 giugno 2020 per rispondere alle mutate esigenze demografiche della frazione, in sostituzione del precedente edificio parrocchiale divenuto insufficiente a ospitare la comunità locale.
Il complesso parrocchiale si distingue per un'architettura contemporanea e ampi spazi dedicati alle attività pastorali. La festa in onore di Sant'Antonio di Padova, patrono della frazione, viene celebrata annualmente durante il fine settimana successivo al 13 giugno (giorno della ricorrenza liturgica del Santo), rappresentando il principale evento religioso e sociale della zona marina.
Siti di interesse archeologico
[modifica | modifica wikitesto]Acquedotto romano
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio di Nova Siri sono conservate le tracce di un antico acquedotto di epoca romana, che costituiva l'asse portante dell'approvvigionamento idrico della zona in età imperiale. L'opera, realizzata in gran parte con la tecnica dell'opera cementizia rivestita in mattoni o pietra locale, serviva ad incanalare le acque delle sorgenti collinari verso gli insediamenti della valle e, in particolare, verso il complesso monumentale di Cugno dei Vagni.
Il sistema idraulico è noto per l'utilizzo di condotte sotterranee e, dove necessario, di strutture a pressione che sfruttavano il principio dei vasi comunicanti (sifoni). Alcuni tratti del condotto sono ancora visibili lungo il versante che degrada verso il torrente Toccacielo. La presenza di questo acquedotto, insieme alle Vasche di Sant'Alessio, testimonia l'alto livello di specializzazione raggiunto dai romani nella gestione delle risorse idriche della Siritide, finalizzata sia all'uso termale e residenziale sia all'irrigazione delle vaste tenute agricole circostanti.
Vasche di Sant'Alessio
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In prossimità del torrente Toccacielo si trova un complesso idraulico noto come Vasche di Sant'Alessio. La struttura è composta da cinque vasche alimentate in modo continuo da un sistema di sifoni che sfrutta le sorgenti locali. Storicamente, la costruzione viene fatta risalire all'epoca romana, nel periodo successivo alla conquista della Siritide e alla fine dell'egemonia di Taranto sull'area.
Le vasche hanno svolto per secoli una funzione sociale ed economica fondamentale per la comunità di Nova Siri: la vasca centrale, caratterizzata da acqua particolarmente limpida, veniva utilizzata come lavatoio pubblico, mentre alle sue acque erano popolarmente attribuite proprietà depurative e curative.
Sotto il profilo storico-religioso, si ipotizza che nell'alto Medioevo il sito abbia ospitato una laura di monaci basiliani. Al complesso è legata anche un'antica leggenda popolare riguardante un incontro tra un monaco e una suora; secondo la tradizione orale, ancora tramandata dagli anziani del luogo, la recitazione ritmica dell'espressione dialettale "U Monac e a Monac" provocherebbe un aumento visibile del getto d'acqua della sorgente.[9]
Area archeologica di Cugno dei Vagni
[modifica | modifica wikitesto]Situata su un'altura panoramica che domina la valle del torrente Toccacielo, l'area di Cugno dei Vagni costituisce uno dei più rilevanti siti archeologici del territorio novasirese. Il complesso consiste nei resti di una vasta villa rustica di epoca romana, risalente a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il II-III secolo d.C., che testimonia il consolidamento della presenza romana nella Siritide dopo il declino delle colonie magnogreche.
Il toponimo "Vagni" deriva con probabilità dalla presenza di un impianto termale privato, di cui sono ancora visibili le tracce architettoniche. Gli scavi hanno evidenziato la suddivisione tipica delle grandi tenute romane: una pars urbana, destinata alla residenza dei proprietari e decorata con pavimentazioni curate, e una pars rustica, dedicata alle attività produttive e allo stoccaggio dei prodotti agricoli. Di particolare interesse ingegneristico sono i resti del sistema di riscaldamento delle acque e degli ambienti, che suggeriscono l'alto status sociale dei residenti e una sofisticata gestione delle risorse idriche, in sintonia con altri siti coevi della zona come le vicine Vasche di Sant'Alessio.

Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[10]

La storia demografica di Nova Siri è caratterizzata da una dinamica peculiare, comune a molti centri della costa jonica lucana: il progressivo spostamento della popolazione dal centro storico collinare verso la frazione Nova Siri Scalo (Marina).
La Bonifica del metapontino: A partire dagli Anni 20 e Anni 30, il Regime Fascista promosse massicci lavori di canalizzazione delle acque e di prosciugamento delle paludi lungo tutta la Costa jonica lucana. Questi interventi miravano a rendere coltivabili le terre della pianura, considerate potenzialmente fertili ma inutilizzabili. Da qui nacque il primo centro residenziale di Nova Siri Marina nei pressi della Stazione di Nova Siri-Rotondella
- Dopoguerra e la Riforma fondiaria: Fino agli Anni 50, la popolazione risiedeva quasi esclusivamente nel borgo antico. Con l'attuazione della Riforma Fondiaria e la bonifica del metapontino, si è assistito a una ridistribuzione degli abitanti verso la pianura, attratti dalle nuove opportunità agricole e, successivamente, dallo sviluppo turistico e infrastrutturale (Strada statale 106 Jonica e Ferrovia Jonica).
- Andamento attuale: A differenza di molti comuni dell'entroterra lucano che soffrono di un forte spopolamento, Nova Siri ha mantenuto una relativa stabilità demografica, con una popolazione che si aggira intorno ai 7000 abitanti.
- Distribuzione: Attualmente, la frazione Marina rappresenta il nucleo più popoloso e vitale dal punto di vista economico e dei servizi, mentre il centro storico conserva la funzione di polo culturale e di memoria storica del comune.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Biblioteca
[modifica | modifica wikitesto]Situata nel centro abitato, la biblioteca custodisce un patrimonio librario composto da diverse migliaia di volumi, con sezioni dedicate alla narrativa, alla saggistica e alla storia locale della Basilicata e della Magna Grecia. Oltre alla funzione di pubblica lettura e consultazione, la struttura ospita periodicamente laboratori didattici, presentazioni di libri e incontri culturali volti a promuovere l'alfabetizzazione digitale e l'inclusione sociale, ponendosi come punto di riferimento per le attività scolastiche del territorio.
Musei
[modifica | modifica wikitesto]Il Museo Multimodale di Nova Siri, situato nel cuore del centro storico nel Rione San Rocco, è uno spazio espositivo tecnologico dedicato alla narrazione della storia del territorio, dall'epoca magnogreca e romana fino all'Età moderna.
L'allestimento si discosta dai musei archeologici tradizionali per l'ampio uso di strumenti multimediali, proiezioni immersive e pannelli interattivi, che permettono di approfondire le vicende dell'antica colonia di Siris e i successivi sviluppi del feudo di Bollita. Il percorso museale è pensato per valorizzare il patrimonio immateriale e i reperti rinvenuti nelle aree di Cugno dei Vagni e delle Vasche di Sant'Alessio, offrendo ricostruzioni virtuali che illustrano l'evoluzione del paesaggio agrario e dei sistemi idraulici romani. Il museo funge inoltre da centro di documentazione e punto di accoglienza per i visitatori interessati agli itinerari culturali del borgo.[11]
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio di Nova Siri è stato scelto come set cinematografico per opere di rilievo nazionale e internazionale, che hanno valorizzato sia il nucleo storico collinare sia il litorale jonico:
- Tre fratelli (film 1981): Il celebre regista Francesco Rosi scelse le spiagge di Nova Siri per ambientare alcune sequenze oniriche e riflessive del film. La pellicola, candidata all'Oscar come miglior film straniero, immortala il paesaggio costiero novasirese in una fase precedente al grande sviluppo turistico della Marina.
- Basilicata coast to coast (film 2010): Il film di Rocco Papaleo ha dato grande visibilità al centro storico e alla frazione Marina. Mentre i vicoli del borgo antico fanno da sfondo a diverse scene del viaggio, la spiaggia di Nova Siri è la location della sequenza finale, dove i protagonisti raggiungono lo Jonio per partecipare al festival teatrale della canzone, chiudendo simbolicamente l'attraversamento della regione.
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La tradizione gastronomica di Nova Siri si inserisce nel solco della cucina lucana, caratterizzata dall'uso di ingredienti semplici legati all'agricoltura e alla pastorizia locale.
- Pasta fresca: Tra i piatti più rappresentativi figurano i frizzuli (pasta lunga lavorata con un ferretto) conditi spesso con mollica di pane fritta, e le classiche orecchiette.
- Gastronomia tipica: Molto diffusa è la produzione di prodotti da forno e dolciari, che raggiungono il culmine durante le festività natalizie e pasquali.
- Il Pastizzotto (u' pastzzott): È il prodotto più iconico di Nova Siri. Si tratta di un fagottino di sfoglia fritto, tradizionalmente farcito con un impasto a base di ceci o mandorle e rifinito con una spolverata di zucchero.
- Riconoscimento ufficiale: Con decreto del 14 luglio 2017, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha inserito u' pastzzott nell'elenco nazionale dei Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), classificandolo tra i prodotti della panetteria e della pasticceria.[12]
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]L'economia di Nova Siri è storicamente legata al Settore primario, che ha subito una profonda trasformazione nel corso del XX secolo grazie alle opere di bonifica e alla Riforma fondiaria. Il territorio, caratterizzato da un microclima favorevole e dalla disponibilità di risorse idriche, è specializzato in diverse colture di pregio:
- Frutticoltura: Nova Siri è uno dei centri d'eccellenza per la produzione della Fragola della Basilicata (in particolare la varietà Candonga), che trova nei terreni sabbiosi e soleggiati della costa le condizioni ideali. Notevole è anche la produzione di agrumi (arance e clementine) e di pesche e nettarine.
- Olivicoltura e Viticoltura: Nelle zone collinari che circondano il borgo antico, la coltivazione dell'olivo e della vite vanta tradizioni millenarie, risalenti all'epoca magnogreca. Si producono oli extravergine di oliva di alta qualità e vini legati ai vitigni autoctoni della regione. La città inoltre ha il riconoscimento del Vino di Denominazione origine controllata (DOC)
- Orticoltura: La piana è intensamente coltivata con ortaggi di stagione destinati sia al mercato nazionale che all'esportazione, grazie alla presenza di moderne cooperative agricole e strutture di stoccaggio e distribuzione.
Turismo
[modifica | modifica wikitesto]Nova Siri rappresenta uno dei principali poli turistici della Basilicata posizionandosi stabilmente ai vertici regionali per numero di presenze complessive, in particolare per quanto riguarda il comparto balneare. Lo sviluppo turistico si concentra prevalentemente nella frazione di Nova Siri Marina, caratterizzata da un ampio litorale sabbioso e da una fitta cintura di pinete che la separano dalle infrastrutture ricettive.
La località ospita numerosi villaggi turistici e strutture alberghiere di grandi dimensioni, che ne fanno uno dei centri con la maggiore capacità ricettiva della costa jonica lucana. La qualità delle acque e dei servizi offerti è stata più volte confermata dal riconoscimento della Bandiera blu da parte della Foundation for Environmental Education (FEE). Oltre al turismo balneare, la città riveste un interesse culturale legato al centro storico collinare, di origine medievale, e alla vicinanza con le aree archeologiche della Magna Grecia, elementi che favoriscono flussi turistici integrati tra costa ed entroterra.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]- Svincoli Nova Siri Lido, Nova Siri Scalo e Nova Siri Sud sulla strada statale 106
- Svincolo di fine a Nova Siri Scalo della Strada statale 104 di Sapri
- Svincolo Rotondella della Strada statale 653 della Valle del Sinni
- Stazione di Nova Siri-Rotondella della Ferrovia Jonica
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1980 | 1990 | Cosimo Latronico | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1990 | 1995 | Giovanni Stigliano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Rocco Bruno | Coalizione di centro | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Giuseppe Battafarano | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 26 maggio 2014 | Giuseppe Santarcangelo | lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 10 giugno 2024 | Eugenio Lucio Stigliano | lista civica | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Antonello Mele | Nova Siri Futura (centro-destra) | Sindaco | |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Nova Siri ha consolidato nel tempo un legame significativo con lo sport di rilevanza nazionale, ospitando competizioni di prestigio sia nel ciclismo che nelle manifestazioni multidisciplinari giovanili.
- Trofeo CONI 2023: Nel settembre 2023, Nova Siri Marina è stata la sede principale dell'ottava edizione del Trofeo CONI, la più importante competizione multisportiva giovanile in Italia. La cerimonia di apertura si è tenuta in Piazza Prova d'Orchestra alla presenza dei vertici del CONI e di oltre 4.000 atleti provenienti da tutta Italia. La città ha funto da "villaggio olimpico", ospitando gran parte delle delegazioni e diverse gare sulla propria spiaggia.
- Ciclismo: Sebbene non sia stata ancora sede di partenza o arrivo del Giro d'Italia, il territorio comunale è stato più volte interessato dal passaggio della "corsa rosa" lungo la exStrada statale 106 Jonica. Inoltre, Nova Siri Marina è una tappa storica del cammino "Basilicata coast to coast", percorso cicloturistico e pedonale che attraversa la regione dal Tirreno allo Jonio
Calcio
[modifica | modifica wikitesto]Il calcio a Nova Siri è rappresentato da due realtà principali che coprono sia l'attività agonistica senior sia il settore giovanile:
- A.S.D. Nova Siri Calcio 2024: Nata nel 2024 per rilanciare il calcio a 11 nel comune, la società ha ottenuto un successo immediato vincendo il campionato di Seconda Categoria (Girone C) nella stagione d'esordio 2024-2025. Attualmente milita nel campionato di Prima Categoria (Girone B) della Basilicata. I colori sociali sono il rosso e il giallo.
- A.S.D. Academy Nova Siri: È la principale realtà dedicata al settore giovanile e alla scuola calcio, attiva anche nel calcio a 5 e in altre discipline come tennis e atletica. Fondata per promuovere i valori sociali dello sport, conta oltre 150 iscritti e partecipa ai campionati regionali giovanili (Under 15 e Under 17).
Le attività di entrambe le associazioni si concentrano presso lo Stadio Comunale "Vincenzo Favale" a Nova Siri Scalo, intitolato allo storico presidente del calcio novasirese.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- 1 2 Nova Siri, su Comuni Italiani. URL consultato il 17 maggio 2023.
- ↑ Consultazione Archivio Comuni e Stati Esteri, su sister.agenziaentrate.gov.it. URL consultato l'8 aprile 2019.
- ↑ regione.basilicata.it, http://www.regione.basilicata.it/giunta/files/docs/DOCUMENT_FILE_324272.pdf.
- ↑ Nova Siri, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ C.G. Gattini, Delle armi dei comuni della provincia di Basilicata, Matera, Tip. B. Conti, 1910, ristampa a cura del Rotary Club di Potenza, 1988.
- ↑ Vasche di Sant'Alessio, su fondoambiente.it.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Il Museo, su mumbanovasiri.it.
- ↑ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 7 aprile 2023.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.novasiri.mt.it.

