Etrog

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Diagramma che rappresenta le proprietà di un etrog

Etrog (ebraico: אֶתְרוֹג) è il nome ebraico con cui è conosciuto anche il cedro (Citrus medica) che nella religione ebraica rappresenta una delle piante usate per celebrare i giorni di Sukkot ed Hoshannah Rabbah.

Questo nome originariamente indicava ogni varietà di cedro, ma in molte lingue è adottato come neologismo e il suo significato si è ristretto a specifiche varietà di agrumi usate nei riti giudaici. Ad ogni modo con questo nome non si indica scientificamente nessuna specifica varietà di pianta. La parola attuale, a volte traslitterata in Ethrog, secondo l'uso yemenita, è il risultato della romanizzazione degli ebrei, e segue la pronuncia sefardita, oggi ampiamente usata nell'ebraico contemporaneo di Israele. Esiste invece la forma esrog o esrig nella lingua aschenazita e nello yiddish.[1]

Tradizione letteraria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albero della conoscenza del bene e del male.

La pianta compare nella Bibbia come pri eitz hadar (פְּרִי עֵץ הָדָר), cioè "un frutto dal bell'albero". In ebraico moderno la parola hadar è ancora utilizzata per indicare il genere Citrus. Il filosofo Nahmanides (1194 – c. 1270) sostiene che la parola era il nome originario ebraico per indicare il cedro, che poi fu sostituita dalla forma aramaica etrog. Questa seconda forma inoltre è anche diffusa nella lingua araba, per cui con itranj (اترنج), citato nella letteratura hadith, si indica il frutto del cedro, probabilmente seguendo l'uso ebraico.

Aspetto fisico[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è maturo per essere raccolto quando raggiunge circa 15 centimetri di larghezza. Secondo l'Halakhah è sufficiente che il frutto comunque raggiunga la grandezza di un uovo di gallina per gli usi rituali, o almeno stare tutto dentro il palmo di una mano. Se supera queste dimensioni non è consigliato farne uso per funzioni religiose.

Un etrog marocchino

Gli etrog variano nella forma, a seconda della varietà di cedro che viene usata per i riti sacri, tanto che diverse piante spesso generano diverse forme, o persino uno stesso albero può generale frutti di aspetto variegato. Un etrog che sia completamente rotondo e comunque uniforme è considerato improprio per gli usi religiosi e nemmeno i frutti dalla punta eccessivamente ricurva sono consigliati. Le nervature devono essere tutte rivolte verso il basso, così come avviene nei frutti che nascono e si sviluppano in posizione verticale. Spesso infatti le rughe sui frutti vengono distorte dal peso del frutto che per il peso tende a piegarsi verso il basso, benché la gemma originariamente fosse diversamente disposta.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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