Adelasia del Vasto

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Ripudio di Adelaide Del Vasto da parte di Baldovino, Maestro del Roman de Fauvel (1337)

Adelasia del Vasto, nota anche come Adelaide, Azalaïs o Adelasia Incisa del Vasto (Piemonte, 1074Patti, 16 aprile 1118), fu la terza moglie di Ruggero I di Sicilia e la madre di Ruggero II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Tomba della Regina Adelasia nella Basilica cattedrale di San Bartolomeo di Patti.
Dettaglio del sarcofago della Regina Adelasia nella Basilica cattedrale di San Bartolomeo di Patti.

Adelasia del Vasto (o Adelaide del Vasto) era figlia dell'aleramico Manfredi (o Manfredo), fratello di Bonifacio del Vasto, marchese di Savona e della Liguria Occidentale.

Nel 1087 Adelasia sposò a Mileto, in Calabria, il gran conte normanno Ruggero I di Sicilia, suggellando così un'alleanza tra aleramici e normanni.[1]

Adelasia giunse al porto di Messina in pompa magna su navi da cui sbarcarono dote, scorta e un nutrito seguito di suoi conterranei piemontesi che l'avevano seguita per insediarsi nella parte centro-orientale dell'isola. Fu una prima avanguardia di un flusso migratorio poi massicciamente favorito per decenni fino al XIII secolo, ancora oggi testimoniato dall'esistenza di alcune isole linguistiche alloglotte nel cuore della Sicilia, chiamate colonie lombarde, dove si parla un antico dialetto Gallo-Italico.

La reggenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del marito nel 1101, Adelasia divenne reggente della Contea di Sicilia, prima in nome del figlio Simone di Sicilia (morto nel 1105) e poi, fino alla maggiore età del figlio, Ruggero II (sino al 1112). Nel periodo di reggenza si circondò di consiglieri conterranei, tra cui il fratello Enrico del Vasto (che aveva sposato Flandina, figlia del marito), e di altra origine, fra cui soprattutto Cristobulo.

Il Mandato di Adelasia[modifica | modifica wikitesto]

Fu durante il periodo di reggenza che redasse ciò che oggi è conosciuto come il documento cartaceo più antico d'Europa. È il cosiddetto "Mandato di Adelasia", scritto nel 1109. Si tratta di un documento bilingue, in greco nella sezione superiore e in arabo in quella inferiore, con cui si ordinava ai vicecomitali della terra di Castrogiovanni di proteggere il monastero di San Filippo di Demenna, sito nella valle di San Marco. Adelasia adottò la carta perché non si trattava di un diploma o di un privilegio ufficiale, per i quali veniva adoperata la più solenne pergamena, ma piuttosto di un atto di natura transitoria. L'uso della carta era già stato mediato dal mondo arabo. Il documento, prima conservato presso l'abbazia di San Filippo di Fragalà, venne poi acquistato dall'Archivio di Stato di Palermo, dove si trova tuttora[2].

Regina di Gerusalemme[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1113 sposò in seconde nozze Baldovino I di Gerusalemme, divenendo Regina di Gerusalemme. Le speranze di Adelaide che suo figlio Ruggero II potesse ereditare il regno di Gerusalemme si rivelarono mal riposte, perché il nuovo matrimonio correva il grave rischio di essere annullato, visto che Baldovino risultava ancora marito della sua seconda moglie (un'armena che aveva ripudiato); inoltre il re aveva già speso tutta la dote di Adelaide per pagare il soldo arretrato delle sue truppe e non aveva quindi grandi speranze di incamerare granché d'altro. A tutto ciò si aggiunga la noia della vita di corte per Adelaide, abituata ai fasti della corte normanna siciliana, per cui, approfittando di una grave malattia di Baldovino, il Legato pontificio Arnolfo strappò al re il consenso per l'annullamento del matrimonio con Adelaide, malgrado Baldovino non fosse favorevole a rinunciare alla preziosa alleanza con i Normanni di Sicilia.

Nel 1117 Adelaide tornò in Sicilia portando con sé per la prima volta in suolo italiano i religiosi che seguivano la regola dell'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, i cosiddetti Carmelitani - ordine religioso sorto in Terra Santa - ai quali si era legata ancora di più in seguito alle sofferenze derivate dalla separazione matrimoniale. Subito dopo l'arrivo in Sicilia, i Carmelitani fondarono chiese e monasteri a Trapani, a Palermo e a Messina, e da lì in tutta Italia e poi in tutto il mondo. Questo atto religioso che diede risalto e universalità ai Carmelitani, non fu l'unico segno della sua spiritualità cristiana. Finì la propria vita, non a caso, ritirandosi nella cittadina di Patti presso un convento religioso pur non prendendo mai i voti, dove morì il 16 aprile dell'anno seguente.

Le spoglie di Adelasia vennero tumulate nella cattedrale di Patti, dove ancora oggi si ammira la tomba in stile rinascimentale.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Adelasia del Vasto sposò nel 1087 Ruggero I di Sicilia, del quale fu la terza e ultima moglie e al quale diede quattro figli:

Da Baldovino I di Gerusalemme, sposato nel 1113, non ebbe figli (il matrimonio fu annullato).

La disputa sulle origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini familiari sono state oggetto di molte controversie fra gli studiosi di genealogie. Già il normanno Orderico Vitale la diceva erroneamente filia Bonefacii Liguris. Gli storici danno però credito a Goffredo Malaterra, biografo ufficiale del conte Ruggero d'Altavilla, che la indica come: nepotem Bonifacii, famosissimi Italorum marchionis, filiam videlicet fratris eius. Secondo le cronache siciliane Adelasia sarebbe stata spogliata dei suoi beni dallo zio e sarebbe fuggita in Sicilia. La vicenda del re, che sposa una povera orfanella, potrebbe però essere leggendaria. Sembra più verosimile che dopo la morte nel (1079) di Manfredi del Vasto, padre di Adelasia, e di Anselmo, fratello di Manfredi, Bonifacio sia diventato tutore di Adelasia e ne abbia combinato il matrimonio nel 1089 (e per questo Orderico lo indica come padre). Per il matrimonio sarà stata versata una congrua dote in quanto esso era parte di ampi rapporti diplomatici, commerciali e militari fra gli Aleramici e i Normanni.

Tuttavia, secondo la legge salica, seguita dagli aleramici Del Vasto, la terra era proprietà (spesso indivisa) dei soli figli maschi; Adelasia non poté quindi portare in dote feudi piemontesi e ciò spiegherebbe la leggenda della sua spoliazione. Il fratello di Adelasia, Enrico del Vasto compare nel 1097 assieme a Bonifacio in una donazione alla canonica di Ferrania nel retroterra savonese, dimostrando, così che i propri diritti ereditari erano ancora in vigore. Una sua sorella sposò Giordano, figlio illegittimo di Ruggero I, suo marito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Alla conclusione di tali matrimoni non furono estranei moventi di ordine politico: Ruggero I veniva insediando gli immigrati in una zona della Sicilia gravitante intorno all'Etna, zona che stava a cavaliere tra l'area occidentale abitata da Arabi e quella orientale popolata da Greco-Bizantini. Era suo interesse legare alla dinastia e ai conquistatori franco-normanni l'affine elemento italico, in cui primeggiavano i del Vasto, e fare di questi elementi etnici di origine latino-germanica un contrappeso agli altri due elementi, l'arabo e il greco, esistenti nell'isola». E. Pontieri da Adelasia del Vasto, ad vocem, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
  2. ^ Musei e Archivi, leviedeitesori.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Bordone, Il «Famosissimo marchese Bonifacio». Spunti per una storia degli Aleramici detti del Vasto, "Bollettino storico-bibliografico subalpino", LXXXI (1983), pp. 586–602.
  • Vera von Falkenhausen, Zur Regentschaft der Gräfin Adelasia del Vasto in Kalabrien und Sizilien (1101-1112), in Studies in honour of Cyril Mango presented to him on April 14, 1998, edited by Ihor Shevchenko and Irmgard Hutter, Stuttgart-Leipzig 1998, pp. 87–115.
  • Carlo Alberto Garufi, Gli Aleramici e i Normanni in Sicilia e nelle Puglie, in Centenario della nascita di Michele Amari, I, Palermo 1910
  • Pasquale Hamel, Adelaide del Vasto, Regina di Gerusalemme, Sellerio, Palermo, 1997.
  • Hubert Houben, Adelaide «del Vasto» nella storia del regno di Sicilia in "Itinerari di ricerca storica. Pubblicazione annuale del Dipartimento di Studi Storici dal Medioevo all‘Età Contemporanea dell‘Università di Lecce", 4, 1990 [= 1991], pp. 9–40.
  • Ernesto Pontieri, Adelaide del Vasto, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume I (1960) Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  • Ernesto Pontieri, La madre di re Ruggero: Adelasia del Vasto, contessa di Sicilia, regina di Gerusalemme, in Atti del Convegno internazionale di Studi Ruggeriani, I, Palermo 1955, pp. 327–432.
  • Vincenzo Fallica, Adelasia del Vasto, Paternò 2013 - [1]

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