Marca di Savona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marca di Savona
Dati amministrativi
Lingue parlate Ligure, Piemontese
Capitale Savona
Altre capitali Noli, Cairo Montenotte
Politica
Forma di governo Marchesato
Nascita 1085
Fine 1191
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti Cattolica

La marca di Savona fu un antico stato marchionale dell'Italia medioevale, sorto dopo il 1085 dalla ripartizione della marca aleramica fra i marchesi di Monferrato e i marchesi Del Vasto, entrambi di discendenza aleramica. Nel 1162 La marca di Savona fu infeudata al quinto figlio di Bonifacio del Vasto, Enrico, i cui discendenti adottarono tutti il cognome Del Carretto e portarono il titolo di "marchesi di Savona" per molti secoli, anche se la marca non esisteva più, perché Savona era diventata un libero comune e il territorio era stato smembrato in una miriade di stati carretteschi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1130, alla morte di Bonifacio del Vasto, marchese della Liguria Occidentale e di Savona, esponente del ramo dei Del Vasto della dinastia degli Aleramici, i suoi enormi possedimenti passarono ai figli maschi. Solo nel 1145 furono divisi e i territori di Savona, Noli, Finale Ligure, Cairo Montenotte, alcuni castelli e borghi minori (Altare, Bardineto, Carcare, Calizzano, Dego, Sassello, Spigno Monferrato) e vasti territori nella zona subalpina in prossimità delle Langhe[1], toccarono al figlio Enrico detto il Guercio o il valoroso, uno dei principali collaboratori di Federico Barbarossa, che confermò a Enrico il feudo savonese con un diploma del luglio 1162 dove si può leggere fidelem nostrum Henricum Guercium Savone marchionem[2].

Enrico ebbe due figli, Ottone ed Enrico, che dopo la sua morte (circa 1185) si divisero i suoi domini. Ottone ebbe Savona e i feudi paterni a est della linea ideale che congiunge Carcare con Alba e principalmente il territorio fra le due Bormide.

Ottone del Vasto assunse il cognome di Del Carretto dal nome del castello Carretto", presso Cairo[3], ma rinunciò rapidamente alla propria autonomia politica.

Il 10 aprile 1191 vendette per 1500 lire tutti i residui beni e diritti feudali, che deteneva a Savona e nei territori circostanti, al Comune di Savona[4], spostando i suoi interessi nella valle Bormida e nelle Langhe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]