Adalberto II d'Ivrea

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Adalberto II d'Ivrea
Adalbert, King of Italy.PNG
Re d'Italia
Stemma
In carica 950961 (con il padre Berengario II); 964-969 come anti-re (eletto dai grandi del Regno a Verona nel 961 in contrasto col padre).
Predecessore Lotario II
Successore Ottone I
Nascita 931-936
Morte Autun, 20 aprile 972-975
Casa reale Anscarici
Padre Berengario II d'Ivrea
Consorte Gerberga di Châlon
Figli Ottone Guglielmo
Gisella
Religione Chiesa cattolica
Marca d'Ivrea-
Dinastia degli Anscarici
Figli
Figli
Figli
Figli
Figli

Adalberto II d'Ivrea o Adalberto d'Italia (931Autun, 20-30 aprile 972/975[1]) è stato re d'Italia, con il padre Berengario II, dal 950 al 962 (dal 951 in contrapposizione al re dei Franchi Orientali, Ottone I).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del marchese d'Ivrea Berengario II e di Willa III d'Arles (912-970), figlia del conte di Provenza e marchese di Toscana, Bosone d'Arles e di Willa II di Borgogna, figlia del re di Borgogna Rodolfo I e di Willa di Provenza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 950, il 15 dicembre, Adalberto, assieme al padre, Berengario II, fu eletto re d'Italia dai grandi del Regno, mentre l'opposizione alla loro elezione si coagulò attorno alla vedova di re Lotario, morto nel novembre dello stesso anno, Adelaide. Questa, secondo i cronista oppositori degli Anscarici, fu maltrattata e imprigionata[2], per ordine di Berengario, ed inoltre le fu confiscata la sua ricca dote.

Adelaide, nel 951, riuscì a scappare e, in agosto, con l'aiuto del vescovo di Reggio Emilia, a rifugiarsi nell'inespugnabile castello di Canossa, presso il conte Adalberto Atto, vassallo del vescovo di Reggio.

Nel settembre dello stesso anno, Ottone I di Sassonia scese in Italia per sostenere i diritti di Adelaide, e giunse a Pavia senza incontrare alcuna resistenza.
Mentre Adalberto e Berengario II si rifugiavano in uno dei loro castelli, Ottone, a Milano, assunse il titolo di rex Francorum et Longobardorum, dopo aver sposato Adelaide, vedova del re d'Italia e chiese a papa Agapito II di incoronarlo imperatore.
A seguito del rifiuto del papa, dopo aver conquistato solo una parte del regno d'Italia, Ottone, nel febbraio del 952, tornò in Germania, lasciando il proprio genero, il duca di Lorena, Corrado, a continuare la guerra contro Adalberto e Berengario, che ben presto vennero a patti con Corrado.
Alla dieta di Augusta (agosto 952), Adalberto e suo padre Berengario II vennero confermati nell'investitura regia, come vassalli di Ottone, dovendo però cedere al fratello di Ottone, il duca di Baviera, Enrico I, le marche di Verona, del Friuli e dell'Istria.

Rientrati in Italia, Adalberto e il padre misero sotto assedio, ma senza risultato, il conte Adalberto-Atto e Berengario e la moglie Willa III si vendicarono dei nobili e soprattutto degli ecclesiastici che li avevano traditi.

Nel 955, dopo la morte di Enrico I di Baviera, mentre Ottone era impegnato a combattere gli Ungari, Adalberto e il padre recuperarono la marca di Verona.
E, nel 957, Ottone organizzò la sua seconda spedizione in Italia, affidandone il comando al figlio primogenito, l'ex duca di Svevia, Liudolfo, che sconfisse Adalberto (mentre Berengario era fuggito) e conquistò tutta la Lombardia, ma che morì improvvisamente a Pombia, sul lago Maggiore, per una febbre maligna[3]. Approfittando della morte di Liudolfo, Adalberto e il padre rioccuparono tutti i feudi che avevano perso e presto iniziarono le vendette.

Tra il 958 ed il 959 sposò Gerberga di Châlon (?-986), figlia del conte di Châlon e d'Autun Lamberto.

Nel 959, constatato che il Ducato di Spoleto non era più un sostenitore leale, Berengario attaccò Spoleto e ne scacciò il duca, Teobaldo II di Spoleto, mentre Adalberto metteva a sacco il territorio romano, riducendo a mal partito papa Giovanni XII, che nel 960, inviò una delegazione in Germania per sollecitare l'aiuto di Ottone.
Nell'agosto del 961, chiamato da papa Giovanni XII, Ottone scese nuovamente in Italia e, mentre Adalberto cercava di organizzare una resistenza a nord di Verona, Berengario, dopo aver incendiato il palazzo reale di Pavia, fuggì e si asserragliò nella fortezza di San Leo.
Adalberto tradito dalla quasi totalità di conti e vescovi, dovette fuggire di fronte all'avanzata di Ottone, che entrò in Pavia, dove, dopo aver deposto formalmente dal titolo regale Adalberto e Berengario, fu incoronato re d'Italia, mentre il figlioletto, Ottone (rimasto in Germania), fu acclamato coreggente.
Ottone proseguì per Roma, passando da Ravenna, perché il marchesato di Toscana era rimasto fedele a Adalberto e Berengario, e, il 2 febbraio 962, fu incoronato Imperatore da Giovanni XII.

Ritornando verso nord attaccò il marchese di Toscana, Uberto, lo sconfisse e lo esiliò, poi attaccò Adalberto, asserragliato coi fratelli, Guido d'Ivrea e Corrado d'Ivrea e la madre, Willa III, nella regione dei laghi. Adalberto fuggì a Fraxinetum nel sud della Francia che a quel tempo era sotto il dominio saraceno e da lì raggiunse la Corsica.
La madre invece fu costretta ad arrendersi, nel castello di San Giulio nel lago d'Orta e le fu permesso di raggiungere il marito, Berengario II a San Leo.
Caduta San Leo nel 963 Berengario fu arrestato ed esiliato a Bamberga assieme alla moglie Willa.

Adalberto rientrò in Italia nel 965, dopo la partenza di Ottone I e cercò di fomentare una ribellione, ma venne sconfitto dal duca di Svevia, Burcardo III, inviatogli contro dall'imperatore Ottone I e non gli riuscì di reimpossessarsi della marca d'Ivrea[4].

Nel 968, Adalberto si alleò con l'imperatore d'oriente, Niceforo Foca, nella guerra che lo contrappose a Ottone I per il possesso della Puglia, e l'anno dopo, alla fine delle ostilità fra i due imperatori, Adalberto fu costretto a rifugiarsi in Borgogna, dove morì il nell'aprile di un anno compreso fra il 972 e il 975.

«Hai senza sudare quello per cui altri hanno sudato, quello per cui hanno spesso e molto combattuto. Oh, quante volte il primo Ottone ha combattuto con il re Berengario, dove molti baroni sono morti da entrambi gli alveari! Alla fine fu battuto sul campo di battaglia, e suo figlio Guido ucciso. Ottone uscì vittorioso; e alla fine gli impedì di regnare, come un ostaggio in prigione. In seguito suo figlio, il re Adalberto, il quale fu sempre tra i primi nei vari eventi di guerra, si ribellò allo stesso, e fu due volte stremato dal conflitto [965, 969 ndr]. Il quale, Ottone il Grande sterminò dall'Italia, ma i mari lo accolsero quando la terra gli venne meno. Lì, dopo essere stato sballottato dalle onde per tre anni [969-972? ndr], evase come un prigioniero, e arrivato ad Autun morì esule [972-975 ndr]»

(Benzo d'Alba, Ad Heiricum 4. imperatorem, p. 828.)


Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Adalberto da Gerberga, figlia di Lamberto conte di Chalon, ebbe almeno due figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Anscario I Amedeo di Langres ?  
 
 
Adalberto I d'Ivrea  
 
 
 
Berengario II d'Ivrea  
Berengario del Friuli Eberardo del Friuli  
 
Gisella  
Gisla del Friuli  
Bertila di Spoleto Suppone II  
 
Berta  
Adalberto II d'Ivrea  
Tebaldo d'Arles Uberto del Vallese  
 
 
Bosone d'Arles  
Berta di Lotaringia Lotario II di Lotaringia  
 
Waldrada di Wormsgau  
Willa III d'Arles  
Rodolfo I di Borgogna Corrado II di Borgogna  
 
Waldrada  
Willa II di Borgogna  
Willa di Provenza Bosone I di Provenza  
 
 
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regum et imperatorum catalogi, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, 3., p. 217: "E il ventiquattresimo giorno, che era domenica 15 dicembre, in mezzo alla basilica di S. Michele, detta Maggiore, furono eletti e incoronati re Berengario e suo figlio Adalberto, e regnarono in pace per 12 anni. E vissero, dopo aver ricevuto la corona, 24 anni e 4 mesi e 5 giorni". Con riferimento al figlio visto che il padre morì dopo sedici anni.
  2. ^ Pare che durante la prigionia Adelaide fosse pressata per sposare re Adalberto.
  3. ^ Secondo Arnolfo, circolò anche la diceria che Liudolfo fosse stato avvelenato per volere di Adalberto. Egli è tuttavia l'unico cronista a citare questo sospetto.
  4. ^ La marca d'Ivrea, vacante, in quello stesso 965, per la morte del fratello Guido invece finì, a cinque anni di distanza, a suo fratello Corrado che si era sottomesso ad Ottone I.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnolfo, Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium.
  • AA.VV., Enciclopedia biografica universale. Treccani edizione 2006.
  • AA.VV., I diplomi dei re d'Italia. Ricerche storico-diplomatiche, I.I diplomi di Berengario I, in “Bollettino dell'Istituto storico italiano” 23 (1902), pp. 1-167.
  • AA.VV., I diplomi di Ugo e di Lotario, di Berengario II e di Adalberto, Roma 1924.
  • AA.VV.,La corona ferrea nell'Europa degli imperi, Ed. Giorgio Mondadori 1995.
  • M.A.Levi, Contributi alla storia dei re d'Italia nel sec. X. , Torino.
  • C. W. Previté-Orton, "L'Italia nel X secolo", cap. XXI, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 662-701.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re d'Italia Successore
Lotario II 950963
(titolo nominale dal 953 in compartecipazione con Berengario II)
Ottone I
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