Bosone I di Provenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bosone I
King Boson of Provence.JPG
Ritratto di re Bosone I (a sinistra) con Santo Stefano
Re di Provenza
In carica 870-887
Predecessore Luigi II il Balbo
Successore Ludovico il Cieco
Altri titoli vice-Re d'Italia, governatore e conte di Provenza
Nascita ca. 844
Morte Vienne, 11 gennaio 887
Luogo di sepoltura cattedrale di san Maurizio (Vienne)
Dinastia bosonidi
Padre Bivin di Vienne
Madre Richilde
Coniugi nome sconosciuto[1]
Ermengarda d'Italia
Figli Willa, di primo letto
Engelberga
Ludovico III e
Ermengarda, di secondo letto

Bosone[2] V di Vienne o di Arles (844 circa – 11 gennaio 887) è stato conte di Vienne, dall'870, duca d'Italia, dall'876 all'877, governatore e conte di Provenza, nell'877 e infine re di Provenza, dall'879 alla morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del conte Bivin di Vienne (822-877)[3], (a sua volta figlio di Riccardo II, conte di Amiens, e della moglie di cui non si conoscono, né il nome, né gli ascendenti[4]) e di Richilde, figlia di Bosone il Vecchio (?-855), conte del Valais, conte di Arles e anche conte in Italia, considerato il capostipite della dinastia Bosonide.[5]. Era il fratello di Riccardo detto il Giustiziere e di Richilde di Provenza ed erano suoi zii (o da parte di padre oppure di madre), Teutberga (?-876), moglie del re di Lotaringia, Lotario II[6] e Uberto del Valais (?-864), abate dell'abbazia di Saint Maurice-in-Valais[7].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Già nell'860, Bosone, nell'Anuntiatio domni Karoli viene citato tra i conti fedeli a Carlo il Calvo[8], il re dei Franchi occidentali.

Nell'862, secondo la Chronica Albrici Monachi, Bosone[9] fu tra coloro che appoggiarono il re di Lotaringia, Lotario II,nell'atto di ripudiare la propria moglie, Teoberga, e sposare Waldrada[10].

In gioventù Bosone sposò una nobile di cui non si conoscono né generalità né ascendenti (l'esistenza di questa moglie è confermata dagli Annales Fuldenses, che affermano che il conte di Provenza, Bosone, avvelenò la (prima) moglie).[senza fonte]

Secondo gli Hincmari Annales, e secondo gli Annales Bertiniani, nell'869 fu nominato abate laico dell'abbazia di San Maurizio d'Agauno[3], e, dopo aver presenziato ai funerali di Ermentrude d'Orléans[3], la moglie del re dei Franchi occidentali e futuro imperatore, Carlo il Calvo, convinse, anche con l'aiuto della zia, la regina di Lotaringia, Teoberga, la propria sorella, Richilde delle Ardenne (845-910), a raggiungere subito Carlo il Calvo, per diventarne la concubina[3].
L'anno seguente (870 ), Carlo il Calvo sposò la sua concubina, Richilde[11] e Bosone, divenuto cognato del re, da quel momento fu ricolmato di onori e benefici.
Infatti, nell'870, Carlo gli concesse la contea di Vienne[12].

Nell'875 Bosone accompagnò in Italia il re di Francia[13], Carlo il Calvo che ricevette sia la corona d'Italia sia la corona imperiale. Il nuovo imperatore, nel febbraio 876, nominò Bosone governatore d'Italia[12] (viceré in assenza dell'imperatore) e, all'inizio dell'anno successivo, lasciato in Italia il proprio fratello, Riccardo il Giustiziere[12], ricevette il titolo di governatore e conte di Provenza[14], incarichi che tenne sino alla morte dell'imperatore, Carlo il Calvo, avvenuta in quello stesso anno. Bosone si era rifiutato di partecipare alla campagna d'Italia intrapresa da Carlo per contrastare l'erede del re dei Franchi orientali, Ludovico II il Germanico, Carlomanno di Baviera, che era sceso in Italia con un poderoso esercito, di fronte al quale, Carlo il Calvo, decise di far rientro in Gallia[15]; ma durante il ritorno, arrivato in Moriana Carlo morì e gli succedette il figlio Luigi il Balbo, che, non rispettando il capitolare di Quierzy, non ricevette il giuramento di fedeltà da gran parte della nobiltà tra cui Bosone e l'imperatrice vedova, la sorella di Bosone, Richilde di Provenza, matrigna di Luigi.

Con l'intermediazione del vescovo di Reims, Incmaro, Luigi riuscì a raggiungere un compromesso con la nobiltà, capeggiata da Bosone e con Richilde e l'8 dicembre, dopo che i maggiorenti gli avevano giurato fedeltà, Luigi, fu incoronato, da Incmaro, re dei Franchi occidentali, a Compiègne.

Nell'877, secondo il cronista, Reginone, con grande magnificenza, Bosone aveva sposato Ermengarda, la figlia del defunto re d'Italia, Imperatore del Sacro Romano Impero dall'855 e re di Provenza, Ludovico II il Giovane[16] e di Engelberga d'Alsazia, di cui non si conoscono gli ascendenti[17], ma quasi certamente, da parte di padre, erano della famiglia dei Supponidi; secondo gli Annales Fuldenses, invece il conte di Provenza, Bosone, dopo aver avvelenato la propria (prima) moglie, rapì, con la forza, Ermengarda, per poterla sposare e poter avere pretese sul regno d'Italia.[senza fonte]

Secondo gli Annales Bertiniani, molto probabilmente per sancire la riconciliazione col re Luigi II il Balbo, Bosone, nell'878, fidanzò la figlia, Engelberga, ancora in fasce, col figlio di Luigi II il Balbo, Carlomanno[18] (866 - 884), figlio del re dei Franchi occidentali, Luigi II il Balbo. Il fidanzamento non andò a buon fine sia per la nuova ribellione di Bosone contro il nuovo re dei Franchi occidentali, Luigi III il Giovane, sia per la prematura morte di Carlomanno.

Il papa Giovanni VIII, per incontrare Luigi il Balbo, si imbarcò su una nave napoletana e sbarcò ad Arles, dove incontrò Bosone che l'accompagnò, poi navigando il Rodano sino a Lione, dove ebbe luogo la trattativa che condusse al concilio di Troyes, del settembre 878, dove il papa, in cambio della corona imperiale, sperava di ottenere, da Luigi, l'aiuto a combattere i conti ribelli e i saraceni. Ma Luigi, malato, non potendo recarsi in Italia, rifiutò la corona imperiale.
Allora il papa si rivolse a Bosone, che era stato duca d'Italia, per conto di Carlo il Calvo e conosceva la situazione. Bosone, alla fine di quell'anno, attraversò le Alpi col papa e raggiunta Pavia, dove fu convocata una grande riunione di vescovi e nobili dell'Italia settentrionale, dove il papa sperava di poter consegnare a Bosone la corona d'Italia e forse anche quella imperiale[19]. Bosone però non fece nulla per assecondare il volere del papa e con vari pretesti abbandonò Giovanni VIII e rientrò in Provenza, anche perché Luigi il Balbo stava morendo.

Nell'aprile dell'879 a Luigi succedettero i figli, Luigi III il Giovane e Carlomanno II. Bosone e altri magnati provenzali, secondo l'Historia Regum Francorum inviarono ambasciatori al re re dei Franchi orientali, Ludovico II il Germanico, per consegnargli la parte di regno di Lotaringia, che era stata aggregata alla Provenza[20] mentre i nobili e l'alto clero del regno di Provenza, il 15 ottobre 879 si riunirono nel castello di Mantaille, vicino a Vienne e nominarono Bosone re di Burgundia (Provenza e parte della Borgogna)[14], che, nell'autunno dello stesso anno, a Lione, fu solennemente incoronato[14] dall'arcivescovo Aureliano.

La Cattedrale di San Maurizio a Vienne

La coalizione tra Carlomanno, il fratello, re Luigi III di Francia e il nuovo re d'Italia[21], Carlo il Grosso[14], prima sconfisse il figlio di Lotario II di Lotaringia, Ugo (855 - 895), che si era ribellato e voleva rientrare in possesso dei feudi che erano stati di suo padre, o almeno del ducato d'Alsazia (di cui era stato duca dall'867 all'869), poi attaccarono Bosone e lo costrinse sulla difensiva (secondo gli Annales Fuldenses, Carlo il Grosso, nell'880, sconfisse Bosone, costringendo a ritirarsi a Vienne[22]), assediando la sua capitale, Vienne, sino a che Carlo il Grosso fu chiamato in Italia dal papa per incoronarlo, nel febbraio dell'881, imperatore. Anche Luigi e Carlomanno rientrarono nei loro possedimenti e lasciarono a proseguire l'assedio il fratello di Bosone, Riccardo il Giustiziere, che, nel settembre dell'882, obbligò alla resa la regina Ermengarda, che era rimasta a Vienne per organizzare la difesa. Ermengarda con la figlioletta, Engelberga, fu condotta nella contea di Autun, presso Riccardo il Giustiziere[23].
Comunque Bosone non si arrese e continuò a difendere il suo regno[14], con successo anche perché dopo la morte di Luigi III, nell'881, Carlomanno, che gli succedette sul trono dei Franchi occidentali, dovette affrontare numerosi attacchi dei Vichinghi e dopo la morte di Carlomanno, nell'884, Carlo il Grosso, divenuto anche re di Francia[24], di fatto, riconobbe Bosone, re di Provenza.

Bosone, secondo gli Annales Fuldenses, morì nell'887[25], a Vienne, dove fu inumato, nella cattedrale di san Maurizio[14].
Morendo, Bovone lasciò erede il figlio Ludovico, con la reggenza della madre, Ermengarda[25], che ottenne la protezione dell'imperatore e del cognato, conte di Autun, Riccardo il Giustiziere in procinto di essere riconosciuto duca di Borgogna.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Bosone ebbe una figlia dalla prima moglie[14]:

Bosone ed Ermengarda ebbero tre figli[14]:

  • Engelberga (ca. 878-?), fidanzata, nell'878, con Carlomanno[18], figlio del re dei Franchi occidentali, Luigi II il Balbo, poi sposò, nel 900 circa, il duca d'Aquitania Guglielmo I il Pio (875-918).
  • Ludovico III (880-928), re di Provenza, re d'Italia e imperatore.
  • Ermengarda (dopo 882[23]-dopo giugno 924), che viene citata un documento, datato 11 agosto 887, in cui Carlo il Grosso, senza farne il nome, la conferma nelle sue proprietà assieme al fratello e alla sorella[26]. Sposò il conte di Digione Manasse II di Châlon, figlio di Manasse I.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Annalium Fuldensium Pars Tertia, Pag 392
  2. ^ Il nome Bosone è una forma alterata di Ambrogio, che deriva dal greco ambrosios e significa "immortale".
  3. ^ a b c d (LA) Annales de Saint-Bertin III , Pag 200
  4. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà della provenza - BUVINUS
  5. ^ Per alcuni storici Bivin di Vienne non fu il genero ma il figlio di Bosone il Vecchio e di Richilde, di cui non si conosce la casata
  6. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, pag. 572
  7. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, pag. 577
  8. ^ (LA) Monumenta germanica Historica, Capitularia Regum Francorum, tomus I; Anuntiatio domni Karoli, Pag 469
  9. ^ Non vi è la certezza che sia Bosone I di Provenza, in quanto il cronista non specifica; potrebbe essere stato suo zio, Bosone (820/5-874/8), figlio di Bosone il Vecchio, che, nell'855, era divenuto conte del Valais
  10. ^ (LA) Monumenta germanica Historica, tomus XXIII; Chronica Albrici Monachi , Pagg 737/8
  11. ^ (LA) Annales de Saint-Bertin III , Pag 202
  12. ^ a b c (EN) Foundation for Medieval Genealogy :BURGUNDY - BOSON
  13. ^ (LA) Monumenta germanica Historica, Capitularia Regum Francorum, tomus I; Karoli II Conventus Ticinensis, Pagg 528-532
  14. ^ a b c d e f g h (EN) Foundation for Medieval Genealogy :Re di Provenza - BOSON
  15. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus V: Annales S. Benigni Divisionensis, Pag 39, anno 877
  16. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon , Pag 589
  17. ^ (EN) Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà dell'Italia centrale - Engelberga
  18. ^ a b (LA) Annales Bertiniani, anno 878, Pag 272
  19. ^ Il papa Giovanni VIII sostenne questa teoria in una lettera alla suocera di Bosone, l'ex imperatrice, Engelberga d'Alsazia, prospettando un avvenire brillante per il marito di sua figlia, Ermengarda d'Italia.
  20. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Historia Regum Francorum, anno 879, Pag 41
  21. ^ Carlo il Grosso aveva appena ricevuto la corona da un'assemblea di nobili riunita a Ravenna.
  22. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Annalium Fuldensium Pars Tertia , Pag 394
  23. ^ a b (LA) Annales Bertiniani, anno 882, Pag 288
  24. ^ Carlo il Grosso fu l'ultimo sovrano a riunire sotto il suo scettro tutto l'impero dei Franchi.
  25. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Annalium Fuldensium Pars Tertia , Pag 404
  26. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Regum Germaniae ex Stirpe Karolinorum, tomus II, Pag 268

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 583–635
  • Allen Mayer, I vichinghi, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 734–769
  • Louis Halphen, Il regno di Borgogna, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 807–821

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Provenza Successore Bosonides.png
Luigi il Balbo 879–887 Ludovico il Cieco
Controllo di autorità VIAF: (EN69723264 · GND: (DE118662104 · CERL: cnp00583072