Francia medievale

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Regno di Francia
Regno di Francia – Bandiera Regno di Francia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Montjoye Sant Denis
Regno di Francia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno dei Franchi,
Regno di Francia
Nome ufficiale Regnum Francorum,
Royaume de France
Lingue ufficiali latino, de facto francese
Lingue parlate antico francese, occitano, bretone, basco, olandese
Capitale Parigi  (275.000 ab. / 1365)
Dipendenze Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg Ducato d'Aquitania,
Blason Languedoc.svg Contea di Tolosa,
Armoiries Bretagne - Arms of Brittany.svg Ducato di Bretagna,
Arms of William the Conqueror (1066-1087).svg Ducato di Normandia,
Royal Arms of England (1340-1367).svg Regno d'Inghilterra,
CoA Pontifical States 01.svg Stato pontificio
Politica
Forma di Stato Monarchia
Forma di governo Monarchia feudale
Rex Francorum, Rex Franciae, Roi de France Elenco
Organi deliberativi Limitati al ruolo legislativo: Stati Generali, Parlamenti provinciali
Nascita 4 luglio 987 con Ugo Capeto
Causa Ascesa al potere della dinastia dei Capetingi
Fine 29 agosto 1475 con Luigi XI di Francia
Causa Trattato di Picquigny
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa
Territorio originale Francia
Massima estensione 400.000 km² nel 1453
Popolazione 7.000.000 nel 987, 16.000.000 nel 1226, 12.000.000 nel 1348
Economia
Valuta Lira, scudo, franco
Risorse grano, cereali, uva, pastorizia
Produzioni grano, vino, tessuti, gioielli
Commerci con Repubblica di Venezia, Impero bizantino, Impero latino, Regno d'Inghilterra, Sacro Romano Impero
Esportazioni vino, drappi, gioielli, beni di lusso
Importazioni tessuti, beni di lusso, prodotti finiti
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali nobiltà, clero, Terzo Stato, contadini
Evoluzione storica
Preceduto da Arms of the Kingdom of France (Moderne).svg Regno dei Franchi Occidentali
Succeduto da Royal Standard of the King of France.svg Regno di Francia

La Francia medievale (dal IX al XIII secolo) era un'entità geo-politica diversa dalla Francia odierna. Con tale termini si è soliti indicare lo stato francese in formazione a partire dall'ascesa dei Capetingi con Ugo Capeto e sino al 1475 quando la firma del Trattato di Picquigny tra Luigi XI di Francia ed il re d'Inghilterra non pose fine alla Guerra dei Cent'anni, inaugurando un periodo di pacificazione ed unità nazionale per la Francia.

Il termine Francia venne usato dapprima per indicare la terra dei Franchi, in sostituzione di Gallia, a partire dall'epoca di Carlo Magno, il quale riunì nell'Impero carolingio una vastissimo territorio abitato da popolazioni germaniche, tale territorio si estendeva dall'Oceano Atlantico all'Elba. Si parlava allora di Francia occidentale (più o meno la Francia odierna) e di Francia orientale (più o meno l'odierna Germania), a riprova di come i due paesi facessero parte di una cultura medesima. Fu solo a partire dalla spartizione dell'Impero, con gli eredi di Ludovico il Pio, che si iniziarono a manifestare differenze più marcate tra i due territori: l'occidente, un tempo provincia romana fortemente latinizzata, maturava una lingua neolatina, mentre l'oriente, mai romanizzato, manteneva i costumi germanici. Nel Giuramento di Strasburgo dell'842 si trovano le prime tracce scritte della lingua francese e di quella tedesca.

La Francia occidentale di allora non comprendeva il vasto territorio della Borgogna, della Provenza e della Lorena; inoltre acquistò indipendenza la Bretagna e, più tardi, la Normandia; comprendeva d'altro canto, almeno fino al X secolo, la Marca di Spagna, conquistata da Carlo Magno stesso, ovvero la fascia della Spagna più vicina ai Pirenei, tra le odierne Catalogna, Aragona e Asturie (ciascuna di queste regioni si staccò poi come regno indipendente), e, nel nord, parte delle odierne Fiandre.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Trattato di Verdun: Il regno di Carlo il Calvo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trattato di Verdun, Carlo il Calvo e Regno dei Franchi Occidentali.

Nell'agosto dell'843, dopo tre anni di guerre civili a seguito della morte di Ludovico il Pio, il Trattato di Verdun venne firmato tra i suoi tre figli ed eredi. Il più giovane, Carlo il Calvo, ricevette la Francia occidentale.

Sin dalla morte di Pipino I d'Aquitania nel dicembre dell'838, suo figlio era stato riconosciuto dalla nobiltà aquitana come re Pipino II d'Aquitania, anche se la successione non era stata riconosciuta dall'imperatore. Carlo il Calvo era in guerra con Pipino II dall'inizio del suo regno nell'840, ed il Trattato di Verdun ignorò tali pretese ed assegnò l'Aquitania a Carlo. Pertanto, nel giugno dell'845, dopo diverse sconfitte militari, Carlo siglò il Trattato di Benoît-sur-Loire e riconobbe il governo di suo nipote. Questo accordo perdurò sino al 25 marzo 848, quando i baroni aquitani riconobbero Carlo come loro sovrano.

Avanzata dei Normanni[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli ultimi anni di dominio dell'ormai vecchio Carlo Magno, i Normanni avanzarono lungo il perimetro settentrionale e occidentale del suo regno. Dopo la morte di Carlo Magno, nell'814 i suoi eredi furono incapaci di mantenere qualsiasi tipo di unità politica e l'Impero iniziò a sgretolarsi. Alle avanzate normanne fu permesso di aumentare, le loro temute navi veleggiavano risalendo la Loira, la Senna e le altre acque interne, portando distruzione e seminando il terrore. Nell'843 gli invasori normanni uccisero il vescovo di Nantes e pochi anni dopo, diedero fuoco alla chiesa di San Martino a Tours. Incoraggiati dai loro successi, nell'845 assediarono Parigi.

Durante il regno di Carlo III il Semplice (898-922) i cui territori comprendevano gran parte della Francia odierna (esclusa la fascia più orientale), egli fu costretto a concedere ai Normanni una vasta area su entrambi i lati della Senna, a valle di Parigi, che sarebbe divenuta la Normandia.

I Saraceni in Provenza[modifica | modifica wikitesto]

Verso l'890, i musulmani sbarcarono in Provenza. Dalle loro basi fortificate a Frassineto, nei pressi dell'attuale La Garde-Freinet, le bande di Saraceni compivano scorrerie lungo le coste e le zone adiacenti, fino a Marsiglia, Tolone e Nizza, e verso l'entroterra, spingendosi fino alle Alpi e alla pianura piemontese, dove assalivano le carovane di pellegrini e di mercanti che transitavano.

A Frassineto accorsero presto tutti i banditi che non avevano altrove sicurezza alcuna e per circa un secolo i Saraceni (fra le cui file v'erano quindi non pochi cristiani) effettuarono saccheggi e devastazioni. I Saraceni godevano anche del sostegno talora dei signori locali, come dimostrano gli accordi con Ugo di Provenza.

Nel 906 saccheggiarono e distrussero l'Abbazia della Novalesa. Tra il 934 e il 935 pirati dell'Ifriqiya arrivarono a saccheggiare Genova.

Il rapimento a scopo di estorsione di un monaco, tra il 972 e il 973, che si rivelò essere Maiolo, il potente abate di Cluny, indusse la mobilitazione dell'aristocrazia provenzale contro Frassineto. Un forte esercito riunito nel 972 da Guglielmo I di Provenza ebbe quindi ragione dei Saraceni che furono così cacciati.

La diffusione del feudalesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Feudalesimo.

In Francia, almeno nella fascia nord-occidentale, si parla di feudalesimo già all'inizio del IX secolo. Anche se la cosiddetta piramide feudale fu un modello che si manifestò molto più tardi, con una formalizzazione scritta solo nel XII secolo per i possedimenti latini in Terrasanta, esistevano già sia una rete vassallatico-beneficiaria nata dal basso, sia la divisione amministrativa dell'Impero carolingio in ducati, marche, contee, margraviati, eccetera.

Alla disgregazione del potere centrale ed al pericolo delle incursioni esterne la società europea rispose colmando "spontaneamente" i vuoti di potere tramite la rete vassallatico-beneficiaria, che consisteva nella sottomissione di individui (i vassalli) ad altri (i signori), in un rapporto privato che prevedeva reciproci vantaggi: in cambio della fedeltà e del servizio del vassallo il signore concedeva infatti un "feudo", cioè spesso un terreno, ma anche un beneficio monetario o materiale di altro tipo. Nel caso di terreni più ampi il vassallo riceveva anche diritti giuridici consistenti nell'immunità e nella delega ad amministrare la giustizia ed a goderne dei proventi pecuniari.

Il feudo però restava di proprietà del signore, concesso in possesso al vassallo che quindi non poteva né trasmetterlo in eredità, né alienarlo: alla morte del vassallo esso tornava nelle mani del suo signore. A questa situazione si oppose la società feudale ottenendo nell'877 da Carlo il Calvo il Capitolare di Quierzy che sanciva la possibilità di trasmettere i grandi feudi in eredità. Per i feudi minori si dovette aspettare fino al 1037, con la Constitutio de feudis dell'imperatore Corrado II. Da allora in poi si parla di signoria feudale, che sopravvisse tra alterne vicende fino almeno al XVIII secolo.

I Capetingi[modifica | modifica wikitesto]

I Carolingi finirono per condividere la sorte dei predecessori Merovingi: l'ascesa (987) di Ugo Capeto, duca di Francia e conte di Parigi, mise sul trono la dinastia dei Capetingi che avrebbe finito per restare sul trono per diversi secoli, considerando che le dinastie successive, Valois e Borboni, erano in qualche modo legittimamente eredi del trono dei Capetingi.

Il nuovo regno di Francia si estese verso ovest (Britannia), verso sud (Occitania) e verso est (Renania) sopravvivendo tra alterne vicende fino al 1792. Fino all'inizio dell'XI secolo i Capetingi erano stati in grado di controllare solo la Francia centro settentrionale, con il resto del regno diviso in potenti ducati (Bretagna, Normandia ed Aquitania) e le contee di Fiandra, Lorena, Champagne, Borgogna e Tolosa.

Il nuovo ordinamento feudale lasciò la dinastia capetingia con il controllo diretto di poco più della zona della media Senna e dei territori adiacenti, mentre altri potenti signori, come i Conti di Blois, nel X e XI secolo accumulavano grossi domini attraverso il matrimonio e gli accordi privati di protezione e supporto con i nobili minori.

La rivalità con l'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia e quindi vassallo del re di Francia, era nel frattempo diventato re d'Inghilterra, creando la situazione paradossale di essere vassallo e parigrado del re rispettivamente al di qua e al di là della Manica. Papa Alessandro II legittimò la conquista di Guglielmo, però questa legittimazione sottintendeva la concessione in feudo al re e ai suoi eredi da parte del pontefice.

La situazione divenne ancora più complicata quando nel 1154 Inghilterra e Normandia passarono a Enrico II dei Plantageneti, conti d'Angiò: con il matrimonio con la duchessa d'Aquitania Eleonora, personaggio di straordinaria personalità e cultura, divorziata da Luigi VII di Francia, entrava nella sfera inglese anche l'Aquitania, per la quale scaturirono una serie di guerre che tra battute di arresto e riprese si conclusero solo nel XV secolo e che furono alla base della rivalità secolare tra Francia e Inghilterra. Nonostante le difficoltà (alle quali va aggiunta la sconfitta durante la seconda crociata), Luigi VII ebbe il merito di riuscire a riorganizzare la burocrazia regia, con una rete di preposti e balivi, che riscuotevano le imposte ed amministravano la giustizia. Inoltre il re, per indebolire la grande aristocrazia feudale, si avvicinò alla piccola aristocrazia ed ai nascenti ceti medi delle città, in cerca di protezione contro i soprusi e di una maggiore libertà che favorisse i commerci.

Un secolo di guerre intermittenti portò la Normandia ancora una volta sotto controllo francese (1204), che fu sancito dalla vittoria francese a Bouvines (1214).

La lotta alle eresie[modifica | modifica wikitesto]

Il XIII secolo portò la corona a importanti guadagni anche a sud, dove una crociata monarchico-papale contro i Catari (detti anche Albigesi) della regione (1209), portò all'incorporazione nei domini reali della Linguadoca inferiore (1229) e superiore (1271). La presa delle Fiandre da parte di Filippo IV (1300) ebbe minor successo, finendo due anni dopo con la rotta dei propri cavalieri da parte delle forze delle città fiamminghe alla "battaglia degli speroni" vicino a Courtrai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Chris Wickham. The Inheritance of Rome: Illuminating the Dark Ages, 400–1000. Penguin: 2009. ISBN 978-0-14-311742-1
  • Dominique Barthélemy. (FR) L'ordre seigneurial: XIe-XIIe siècle. Series: Nouvelle histoire de la France médiévale, tome 3. Editions du Seuil. ISBN 2-02-011554-9
  • Marc Bloch. Feudal Society. 2nd edition: Routledge, 1989. ISBN 978-0226059785
  • Constance Brittain Bouchard. Strong of Body, Brave and Noble": Chivalry and Society in Medieval France. ISBN 978-0801485480
  • Norman F. Cantor. The Civilization of the Middle Ages. New York: HarperPerennial, 1993. ISBN 0-06-092553-1
  • Alain Demurger. (FR) Temps de crises, temps d'espoirs: XIVe-XVe siècle. Series: Nouvelle histoire de la France médiévale, tome 5. Editions du Seuil. ISBN 2-02-012221-9
  • Monique Bourin-Derruau. (FR) Temps d'équilibres, temps de ruptures: XIIIe siècle. Series: Nouvelle histoire de la France médiévale, tome 4. Editions du Seuil. ISBN 2-02-012220-0
  • Georges Duby. France in the Middle Ages 987–1460: From Hugh Capet to Joan of Arc. Wiley-Blackwell. 1993. ISBN 978-0631189459
  • Elizabeth M. Hallam & Judith Everard. Capetian France 987–1328. Editions Longman. 2nd edition: Pearson, 2001. ISBN 978-0582404281
  • William Kibler. Medieval France: An Encyclopedia Series: Routledge Encyclopedias of the Middle Ages. Routledge, 1995. ISBN 978-0824044442

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