Luigi Bonaparte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luigi I
LouisBonaparte Holland.jpg
Re d'Olanda
Stemma
In carica 5 giugno 1806 - 1º luglio 1810
Predecessore Rutger Jan Schimmelpenninck(Gran Pensionario della Repubblica Batava)
Erede Luigi II
Successore Luigi II
Nascita Ajaccio, 5 settembre 1778
Morte Livorno, 25 luglio 1846
Luogo di sepoltura Chiesa di Saint-Leu-la-Forêt
Casa reale Bonaparte
Padre Carlo Maria Bonaparte
Madre Letizia Ramolino
Consorte Ortensia di Beauharnais
Figli Napoleone Carlo
Napoleone Luigi
Carlo Luigi Napoleone

Luigi Bonaparte, dopo la salita al trono noto anche col nome di Luigi Napoleone, o in olandese Lodewijk Napoleon (Ajaccio, 5 settembre 1778Livorno, 25 luglio 1846), fu re d'Olanda, fratello dell'imperatore Napoleone Bonaparte e padre di Napoleone III, ultimo monarca di Francia.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni e la scalata militare al seguito di Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Bonaparte in uniforme da colonnello del 5º reggimento di dragoni

Figlio di Carlo Maria Bonaparte e di Letizia Ramolino, era fratello minore di Napoleone I, Giuseppe Bonaparte, Luciano Bonaparte ed Elisa Bonaparte, mentre era fratello maggiore di Paolina Bonaparte, Carolina Bonaparte e Girolamo Bonaparte.

La precoce carriera di Luigi nell'esercito francese venne decisa dalle favorevoli sorti del fratello Napoleone che gli chiese di prestare servizio con lui in Egitto, venendo promosso poco dopo tenente del 4º reggimento di artiglieria, divenendo quindi aiutante di campo dello staff del generale Bonaparte. Napoleone, durante la sua campagna in Italia, raccomandò Luigi al generale Carnot, e poco dopo questi venne nominato capitano. All'età di soli 25 anni divenne generale.

Al suo ritorno in Francia, Luigi venne coinvolto dal fratello nel suo tentativo di rovesciare il Direttorio. Quando Napoleone venne nominato primo console di Francia, nel 1802, dietro pressioni del fratello, Luigi sposò Ortensia di Beauharnais, figlia di primo letto della cognata Giuseppina Tascher de La Pagerie e di Alexandre de Beauharnais[1] Tale matrimonio non fu tra i più felici anche perché la stesso Hortense, oppostasi in un primo tempo al matrimonio con il fratello del suo patrigno, venne in seguito persuasa dalla madre ad agire in tal senso per il bene della famiglia e per fortificare l'unione coi Bonaparte.

Il governo dell'Olanda (1806-1810)[modifica | modifica wikitesto]

Il regno d'Olanda e degli olandesi[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Luigi Bonaparte, re d'Olanda.

Sentendo che la Repubblica batava si era dimostrata troppo indipendente dalle direttive dettate a lei dalla Francia dopo la Rivoluzione, Napoleone la rimpiazzò con il Regno d'Olanda il 5 giugno 1806 e pose suo fratello Luigi sul trono. Napoleone aveva inteso tale posizione ricoperta dal fratello equiparabile a quella di un prefetto del governo francese in Olanda, ma Luigi non si fece scappare invece l'occasione per governare saldamente il territorio ora che aveva la possibilità di ricoprire una carica di prestigio e che gli consentiva di poter agire con una buona dose di autonomia rispetto al governo del fratello imperatore. Nel tentativo di farsi compiacere dal popolo, iniziò a studiare olandese col poeta di corte e scrittore Willem Bilderdijk e venne proclamato sovrano col nome di Lodewijk I (adottando quindi la forma olandese del suo nome). Questi fatti gli attirarono la simpatia di molti dei suoi sudditi, ancor più quando impose a tutti i funzionari della sua corte (molti dei quali gli erano stati inviati direttamente dal fratello Napoleone dalla Francia) di parlare unicamente l'olandese e di rinunciare alla loro cittadinanza francese.

Luigi I d'Olanda col figlio primogenito

Luigi pensò anche di spostare la capitale, dapprima ad Amsterdam, poi a Le Hague, poi Rotterdam ed in altri luoghi. Questi continui cambiamenti però irritavano non solo i cortigiani costretti a seguire il sovrano ovunque si trovasse, ma fecero si che numerosi corpi diplomatici europei inviassero missive a Napoleone Bonaparte perché chiedesse al fratello di prendere infine una residenza definitiva dove poter intrattenere rapporti continuativi con lo stato olandese. Questa sua reticenza a rimanere in un posto per più di un certo periodo è stata da molti vista come un chiaro sintomo dei problemi mentali che dall'inizio del secolo affollavano la mente di Luigi, mentre da altri questo fatto è stato visto come un tentativo di mascherare pubblicamente la sua omosessualità o bisessualità.[2]

La moglie Hortense decise di crescere i due figli avuto col marito a Parigi mentre Luigi si trovava in Olanda. Nel 1806 fu però Luigi a chiedere che i suoi figli venissero ad abitare con lui in Olanda come principi di quel paese, ma Hortense si oppose credendo che cedendo a questa richiesta non avrebbe più rivisto i figli in Francia. Quando Luigi si appellò all'aiuto del fratello Napoleone, questi si schierò con Hortense. Napoleone allevò i ragazzi alla sua corte e giunse a nominarli suoi eredi prima della nascita del proprio figlio.

Durante il regno di Luigi in Olanda si verificarono due tragedie di rilievo: l'esplosione di una nave cargo riempita di polvere da sparo nel cuore della città di Leida nel 1807 e l'allagamento dell'Olanda nel 1809. In entrambi i casi, Luigi personalmente si recò sul posto e cercò con ogni mezzo di rendersi utile, facendogli guadagnare l'appellativo di Luigi il Buono.

Comandò l'armata che costituiva, insieme alle truppe del generale Motier, la copertura occidentale della Grande Armée nella campagna del 1806 contro la Prussia.

Un sovrano senza oppositori[modifica | modifica wikitesto]

Luigi I d'Olanda in una litografia d'epoca

Al suo arrivo in Olanda, Luigi avrebbe potuto sperimentare come i suoi fratelli Napoleone e Giuseppe una strenua opposizione ad un governo fondamentalmente imposto, ma così non fu. L'Olanda, che pure proveniva da una tradizione repubblicana, era stata improvvisamente trasformata in una monarchia e più volte i patrioti si erano schierati a favore della repubblica quando anche gli stdtholder avevano cercato in passato a più riprese di ergersi a sovrani. All'ingresso di Luigi a L'Aia la folla fu invece entusiasta o curiosa ma non ostile e circolarono solo pochi volantini che incitavano alla protesta ed alla rivolta. Le ragioni di questa mancanza di opposizione possono essere differenti:

  • Fino alla Rivoluzione batava, le Province Unite erano state una repubblica per così dire "ereditaria" dal momento che gli stadtholder detenevano il potere nelle loro mani con l'approvazione degli Stati Generali, chiamando di volta in volta i figli primogeniti a succedergli come "protettori della repubblica". L'ultimo statolder, Guglielmo V, aveva inoltre governato praticamente come un monarca;
  • Gli olandesi vedevano in Luigi la possibilità di acquietare i turbolenti animi rivoluzionari portando da un lato la fine della guerra e dell'altro il ritorno della prosperità;
  • Pur sotto l'egida di Napoleone, il paese continuò a rimanere nominalmente indipendente, mantenendo le proprie leggi e la propria religione. La presenza di Luigi inoltre avrebbe mantenuto l'unità del paese ed impedito quindi che l'Olanda venisse annessa dalla Francia.
  • Il re da subito dimostrò grande interesse nel suo nuovo regno, voleva sapere tutto sulla sua nuova patria ed ordinò molte riforme per lo sviluppo delle scienze, delle arti, dell'agricoltura, della religione, del commercio, della finanza, proponendo il merito e la moralità delle persone come metro di giudizio per il loro operato.

Quello che Luigi temeva sopra ogni altra cosa è di essere percepito come un sovrano imposto dall'esterno ed è per questo che al suo discorso d'incoronazione disse "Anche se sono nato in Francia, ho promesso di proteggere gli interessi dei miei sudditi", idea che egli condivideva col fratello Napoleone e che lo legittimò col suo popolo. Questa nuova idea di sovranità era chiaramente derivata dall'esperienza della Rivoluzione Francese dove il consenso popolare era stato fondamentale per lo sviluppo degli eventi ed aveva a sua volta decretato la fine del governo di stile ancien régime di Luigi XVI.

L'abdicazione e l'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Luigi Bonaparte nella chiesa francese di Saint-Leu-la-Forêt dove venne trasportato dal figlio Napoleone III nel 1862.

Nel 1810 abdicò in favore del figlio Napoleone Luigi, essendo venuto in forte contrasto con il fratello Napoleone I, che non tollerava il suo atteggiamento di indipendenza. Due furono i motivi principali del dissidio con il fratello Imperatore: la ritrosia di Luigi ad adottare anche per l'Olanda la coscrizione obbligatoria ed il rifiuto di aderire al Blocco Continentale proclamato da Napoleone contro l’Inghilterra. Questo rifiuto è più che comprensibile se si pensa che l'economia della piccola Olanda si basava principalmente sui traffici marini ed il paese non poteva perciò permettersi di inimicarsi la più potente marina del mondo di allora, né rinunciare al commercio marittimo.

Dopo l'abdicazione, Luigi fuggì in Austria dove l'imperatore Francesco I gli aveva offerto asilo. Subito dopo l'Olanda fu, però, invasa da Napoleone ed annessa all'Impero francese. Dal 1811 al 1813, soggiornò a Graz dove si dedicò all'attività di scrittore e poeta. Luigi scrisse al fratello Napoleone dopo la sconfitta di quest'ultimo in Russia per chiedergli di essere reintegrato al trono olandese, ma Napoleone ad ogni modo rifiutò. Del resto anche le richieste che inviò di poter visitare i Paesi Bassi gli vennero negate numerose volte anche dal nuovo sovrano Guglielmo I, mentre il successore di questi Guglielmo II si dimostrò maggiormente accondiscendente e consentì al Bonaparte di tornare nella sua ex patria nel 1840. Pur viaggiando in Olanda sotto falso nome, molte furono le persone che lo riconobbero e gli dimostrarono ancora affetto e venerazione per il buon governo mantenuto nei suoi seppur pochi anni di reggenza.

Dopo la morte del fratello maggiore Giuseppe nel 1844, Luigi venne visto dai bonapartisti come il legittimo successore alla pretesa per la carica di imperatore dei francesi.

Morì a Livorno, dove soggiornava in un albergo nel quartiere San Marco; le esequie si tennero nella vicina chiesa di Santa Caterina e quindi il corpo fu trasportato in Francia, a Saint-Leu-la-Forêt dove aveva una proprietà.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Hortense de Beauharnais, moglie e nipote acquisita di Luigi Bonaparte

Luigi Bonaparte sposò nel 1802 Ortensia di Beauharnais (1783 - 1837), figlia di Alexandre de Beauharnais e di Joséphine, futura moglie di Napoleone. Quando il marito venne proclamato sovrano d'Olanda, Hortense decise che non sarebbe rimasta a lungo con il marito e tornò in Francia per conto proprio, iniziando una separazione de facto dal marito. La coppia ebbe comunque tre figli:

Luigi ebbe anche un figlio naturale dal suo matrimonio morganatico con l'amante Jeanne Bliss Roland:

  • Luigi, conte di Castelvecchio (1826-1869), sposò nel 1847, Elise Etreillis Pasteur (1826-1894) ed ebbe discendenza.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

LouisBonaparte Holland.jpg
Luigi Bonaparte
(1778 - 1846)
Padre:
Carlo Maria Bonaparte.jpg
Carlo Maria Buonaparte
(1746 - 1785)
Nonno paterno:
Giuseppe Maria Buonaparte
(1713 - 1763)
Bisnonno paterno:
Sebastiano Nicola Buonaparte
(1683 -1703)
Trisavolo paterno:
Giuseppe Buonaparte
(1663 – 1703)
Trisavola paterna:
Maria Bozzi
(1668 c. – 1704)
Bisnonna paterna:
Maria Anna Tusoli di Bocagnano
Trisavolo paterno:
Carlo Tusoli di Bocagnano
Trisnonna paterna:
Isabella
Nonna paterna:
Maria Saveria Paravicini
(1715 - prima del 1750)
Bisnonno paterno:
Giuseppe Maria Paravicini
Trisavolo paterno:
?
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
Maria Angela Salineri
Trisavolo paterno:
Angelo Agostino Salineri
Trisavola paterna:
Francetta Merezano
Madre:
Robert Lefèvre 001.jpg
Letizia Ramolino
(1750 - 1836)
Nonno materno:
Giovanni Geronimo Ramolino
(1723 - 1755)
Bisnonno materno:
Giovanni Agostino Ramolino
Trisavolo materno:
Giovanni Girolamo Ramolino
Trisavola materna:
Maria Letizia Boggiani
Bisnonna materna:
Angela Maria Peri
Trisavolo materno:
Andrea Peri
Trisavola materna:
Maria Maddalena Colonna d'Istria
Nonna materna:
Angela Maria Pietrasanta
(1725 - 1790)
Bisnonno materno:
Giuseppe Maria Pietrasanta
Trisavolo materno:
Giovanni Antonio Pietrasanta
Trisavola materna:
Paola Brigida Sorba
Bisnonna materna:
Maria Giuseppa Malerba
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro (e fondatore) dell'Ordine dell'Unione - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro (e fondatore) dell'Ordine dell'Unione
— 24 agosto 1806
Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore ( benemerenza non statuaria ) - nastrino per uniforme ordinaria Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore ( benemerenza non statuaria )
Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore
— promozione del 13 piovoso dell'anno XIII
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine delle Due Sicilie - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine delle Due Sicilie
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna)
— [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il generale Alexandre de Beauharnais, primo marito di Giuseppina Tascher de La Pagerie, fu ghigliottinato nel 1794 con l’accusa di tradimento. Napoleone fu sempre molto affezionato ai due figli di Giuseppina e del suo primo marito e da loro fu sempre ricambiato.
  2. ^ McMillan, James (1991). "Napoleon III", p.7. Longman Group United Kingdom Limited, Essex. ISBN 978-0582494831
  3. ^ Geneall

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Max Gallo, Napoléon, Paris, Edition Robert Laffont, 2002, ISBN 2-221-09796-3
  • J.Tulard-J.F.Fayard-A.Fierro, Histoire e Dictionnaire de la Révolution Française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998 ISBN 2-221-08850-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re d'Olanda Successore Flag of the Netherlands.svg
Rutger Jan Schimmelpenninck
Gran Pensionario d'Olanda
1806-1810 Luigi II
Predecessore Pretendente alla corona imperiale di Francia Successore Flag of France.svg
Giuseppe Bonaparte Luigi I
28 luglio 1844 – 25 luglio 1846
Luigi Napoleone Bonaparte
Controllo di autorità VIAF: (EN19800061 · LCCN: (ENn84078645 · ISNI: (EN0000 0001 2123 1607 · GND: (DE118896156 · BNF: (FRcb12653242q (data) · BAV: ADV10905533