Carlo Maria Buonaparte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Carlo Maria Buonaparte
Carlo Maria Bonaparte.jpg
Il nobile patrizio di Toscana Carlo Maria Bonaparte,
padre di Napoleone Bonaparte
NascitaAjaccio, 29 marzo 1746
MorteMontpellier, 24 febbraio 1785
Luogo di sepolturaCappella Imperiale di Ajaccio
Dati militari
Paese servitoFlag of Corsica.svg Repubblica Corsa
Forza armataEsercito Còrso
GradoGenerale
ComandantiPasquale Paoli
BattaglieBattaglia di Borgo
Battaglia di Ponte Nuovo
Frase celebreVincere o morire
Altre carichepolitico
voci di militari presenti su Wikipedia

Carlo Maria Buonaparte (Ajaccio, 29 marzo 1746Montpellier, 24 febbraio 1785) è stato un avvocato e diplomatico italiano, padre di Napoleone Bonaparte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad Ajaccio, in Corsica, da Giuseppe Maria Buonaparte (1713-1763) e Maria Saveria Paravicini (Ajaccio, 7 settembre 1715- ante 1750). Il padre Giuseppe fu eletto "Anziano" (sorta di "senatore" della città) di Ajaccio nel 1750 e nel 1760. Fu Nobile Patrizio della Toscana.

I suoi nonni paterni furono Sebastiano Nicola Buonaparte (1683-1760) e Maria-Anna Tusilo di Bocagnano (1690-1760).

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Quando la fidanzata Letizia Ramolino aveva appena compiuto tredici anni, rimase incinta del primo bambino, che nacque cinque o sei mesi dopo le nozze, a fine anno 1764. Al bimbo venne posto il nome di Napoleone, ma morì a nove mesi, il 17 agosto 1765.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Maria lasciò la Corsica poco dopo il matrimonio per seguire studi di Diritto all'Università di Pisa e all'Università di Roma, quando regnava papa Clemente XIII. Non appena ebbe la notizia della morte del loro primo bambino, Napoleone, Carlo lasciò Roma in tutta fretta il 31 agosto 1765 e, rientrato in patria, nel dicembre dello stesso anno si iscrisse al corso di Etica dell'Università della Corsica, appena fondata da Pasquale Paoli. Prima di laurearsi, fu impiegato come segretario personale di Pasquale Paoli, a partire dal 1767.

Nel 1768 l'isola corsa passò sotto il controllo francese a causa dell'occupazione da parte di questi ultimi a discapito di Genova, che aveva chiamato i francesi solo per reprimere le rivolte. A seguito del trattato tra la Repubblica di Genova e il re di Francia, stipulato a Versailles il 15 maggio, le truppe francesi passarono all'offensiva con l'intento di prendere pieno possesso dell'isola. Molti corsi si sentirono oltraggiati dal trattato e Carlo si mise in evidenza per un suo fervente discorso contro l'invasione francese nel maggio 1768, quando chiamò i giovani a giurare di "Vincere o morire".

Nell'ottobre successivo partecipò alla vittoriosa battaglia di Borgo contro i francesi e nell'aprile 1769, forse accompagnato anche dalla moglie, fu presente alla battaglia di Ponte Nuovo, ove le milizie nazionali corse subirono una decisiva sconfitta da parte delle forze di Luigi XV. Poco dopo, a maggio, parte di una delegazione di famiglie corse, incontrò il conte di Vaux a Corte per negoziare la loro sottomissione. Quindi si spostò nella Pieve di Vico, ove tentò di riorganizzare la resistenza indipendentista. Tuttavia, a grande maggioranza, i capi-popolo della zona ivi convenuti si rifiutarono di continuare la lotta e decisero di sottomettersi alla Francia, contribuendo così ad ingrandire il partito pro-francese in Corsica.

Dopo il 13 giugno 1769, quando lo stesso eroe dell'indipendenza corsa, Pasquale Paoli, prese la via dell'esilio ed i francesi completarono la conquista dell'isola, Carlo cambiò partito e abbracciò con decisione la causa francese. Il 20 settembre 1769 fu nominato assessore della corte reale di Ajaccio e del suo distretto. Poco dopo ottenne il dottorato in Legge presso l'Università di Pisa tra il 27 ed il 30 novembre 1769. La nuova amministrazione francese creò un Ordine Corso della nobiltà nell'aprile del 1770. Carlo s'era già procurato, assieme ad altri membri della sua famiglia, il titolo di "Nobile Patrizio di Toscana" facendo effettuare ricerche araldiche presso i propri lontani parenti di San Miniato (Pisa). Su tale base fu accettato come membro della nuova nobiltà corsa il 13 settembre 1771, anche grazie al sostegno del conte di Marbeuf.

Ottenne diversi incarichi politici e nel 1778 fu nominato rappresentante della Corsica presso la corte di Luigi XVI a Versailles e mantenne tale incarico per diversi anni. Dopo essere stato sospettato di alcune speculazioni nel 1784, morì a Montpellier nel febbraio del 1785, a causa di un tumore allo stomaco. Gli sopravvissero la moglie e otto dei suoi figli.

Dopo la morte venne sepolto nella Cappella Imperiale di Ajaccio.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta che giovanissimo fosse stato fidanzato con una ragazza della famiglia Forcioli. Lo zio paterno, l'arcidiacono Luciano Buonaparte (8 gennaio 1718 - 16 ottobre 1791) lo convinse invece a sposare Maria Letizia Ramolino che recava una dote pari a 7.000 lire genovesi. Lei era molto bella, e rimase incinta ad appena tredici anni compiuti, all'insaputa dei genitori, che dovettero unire i ragazzi in un matrimonio riparatore quando lei non aveva ancora quattordici anni e lui non ancora diciotto. Questo bambino nacque cinque o sei mesi dopo le nozze, a fine anno 1764 e gli fu posto il nome di Napoleone, ma morì a nove mesi, il 17 agosto 1765.

Il matrimonio fu celebrato il 2 giugno 1764, e i coniugi ebbero 12 figli:

La famiglia di Carlo Maria Buonaparte[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN56606237 · ISNI (EN0000 0000 8074 7817 · LCCN (ENno2003009983 · GND (DE123287162 · BNF (FRcb118927092 (data) · BNE (ESXX5393992 (data) · CERL cnp01151127 · WorldCat Identities (ENlccn-no2003009983