Giuseppina di Beauharnais

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Giuseppina di Beauharnais
Baron François Gérard - Joséphine in coronation costume - Google Art Project.jpg
Giuseppina imperatrice dei francesi.
Ritratto di François Gérard (1808).
Imperatrice consorte dei Francesi
Stemma
In carica 2 dicembre 1804 – 10 gennaio 1810
Predecessore Maria Antonietta d'Austria come Regina di Francia e di Navarra
Successore Maria Luisa d'Austria
Regina consorte d'Italia
In carica 26 maggio 1805 –
10 gennaio 1810
Predecessore titolo inesistente
Successore Maria Luisa d'Austria
Nome completo Marie-Josèphe-Rose de Tascher de La Pagerie
Altri titoli Viscontessa di Beauharnais
Duchessa di Navarra
Nascita Les Trois-Îlets, Martinica, 23 giugno 1763
Morte Parigi, Francia, 29 maggio 1814
Luogo di sepoltura Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Rueil-Malmaison
Casa reale Bonaparte
Padre Joseph-Gaspard de Tascher
Madre Rose-Claire des Vergers de Sanois
Consorte Alessandro di Beauharnais (1779-1794)
Napoleone Bonaparte (1796-1810)
Figli Eugenio
Ortensia

Marie Josèphe Rose de Tascher de la Pagerie, meglio nota come Giuseppina di Beauharnais (Les Trois-Îlets, 23 giugno 1763Parigi, 29 maggio 1814), fu la prima moglie di Napoleone Bonaparte.

Il suo matrimonio con Napoleone I era il secondo; il suo primo marito fu Alexandre de Beauharnais che venne ghigliottinato durante il Terrore ed ella stessa venne imprigionata nella prigione di Carmes ove rimase sino a cinque giorno dopo l'esecuzione del marito. I suoi due figli imparentarono la sua progenie con casate reali europee: attraverso sua figlia Ortensia, Giuseppina fu la nonna di Napoleone III. Attraverso suo figlio, Eugenio, fu bisnonna dei re di Svezia e di Danimarca. L'attuale casata regnante del Belgio, di Norvegia e di Lussemburgo discende da lei. Non avendo dato alcun figlio a Napoleone, i due divorziarono nel 1810 concedendo al Bonaparte di sposare l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria. Giuseppina fu la destinataria di moltissime lettere d'amore che Napoleone le scrisse e che ancora oggi sono conservate. Il suo castello della Malmaison era noto in Francia per la magnifica collezione di rose ospitata.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Marie-Josèphe-Rose de Tascher de La Pagerie nacque a Les Trois-Îlets, nel territorio francese della Martinica, da Joseph-Gaspard di Tascher, signore della Pagerie e tenente di fanteria nella marina, e Rose-Claire des Vergers de Sanois. I Tascher erano una famiglia di proprietari terrieri creoli e possedevano piantagioni di canna da zucchero.

Nel 1766, in seguito alle devastazioni delle loro proprietà provocate da violenti uragani, la famiglia si trovò improvvisamente in difficoltà finanziarie. Edmée, zia paterna di Giuseppina e amante del visconte di Beauharnais, stava preparando il matrimonio di sua nipote Catherine-Désirée con il figlio del visconte, Alessandro; unione che avrebbe portato evidenti benefici economici alla famiglia Tascher, mettendo i soldi dei Beauharnais nelle loro mani. Quando la dodicenne Catherine morì, il 16 ottobre 1777, nei disegni di Edmée essa fu sostituita dalla sorella maggiore Giuseppina.

Nell'ottobre del 1779, Giuseppina andò in Europa con suo padre e sposò Alexandre de Beauharnais (17601794) il 13 dicembre dello stesso anno a Noisy-le-Grand. Nonostante la loro unione non fosse felice ebbero due figli.

Il 2 marzo 1794, durante il periodo del Terrore, il Comitato di Salute Pubblica ordinò l'arresto di Alessandro, che fu rinchiuso nella prigione di Carmes. Considerando Giuseppina troppo vicina ai circoli finanziari contro-rivoluzionari, il Comitato ordinò il suo arresto il 19 aprile 1794. L'ordine di arresto fu pubblicato il 2 Fiorile, anno II (21 aprile 1794), e Giuseppina fu arrestata e detenuta nella prigione di Carmes fino al 10 Termidoro, anno II (28 luglio 1794). Suo marito Alessandro, accusato di non aver difeso Magonza nel 1793 e considerato un aristocratico "sospetto", fu condannato a morte e ghigliottinato il 23 luglio 1794, insieme al fratello Augustin, in Piazza della Rivoluzione (oggi Place de la Concorde) a Parigi.

Il 27 luglio 1794 (9 Termidoro), Tallien organizzò la liberazione di Thérèse Cabarrus, e poco dopo quella di Giuseppina. Nel giugno del 1795, grazie a una nuova legge, le fu concesso di recuperare le proprietà del marito Alessandro.

L'incontro con Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

Napoleone ritratto da Marie-Victoire Jaquotot

Dopo la morte del marito, e prima di conoscere Napoleone, allora ancora Buonaparte (17691821), a Giuseppina vennero attribuite relazioni sentimentali con diverse figure politiche importanti, fra le quali Paul François Jean Nicolas Barras.

Incontrò il generale Napoleone Buonaparte, più giovane di lei di sei anni, nel 1795.[1]

Nel gennaio 1796, Napoleone chiese la sua mano e i due si sposarono il 9 marzo 1796.[2] Fino all'incontro con Napoleone, aveva sempre usato il nome Rose, ma Napoleone iniziò a chiamarla Giuseppina,[senza fonte] che da quel momento rimase il suo nome. Subito dopo le nozze Napoleone partì per guidare l'esercito in Italia, ma non mancò di mandarle lettere d'amore per tutto il tempo della sua assenza.[senza fonte] Lei, meno romantica, rispose più raramente.[senza fonte] Molte delle lettere di Napoleone a Giuseppina sono giunte sino ai nostri giorni.

Giuseppina, inizialmente meno innamorata di Napoleone,[senza fonte] cominciò nel 1796 una relazione con Hippolyte Charles, un aristocratico, noto dongiovanni.[senza fonte] Napoleone ricambiò prendendo come amante Pauline Bellisle Foures, moglie di un giovane ufficiale, che divenne nota come la "Cleopatra di Napoleone" (la relazione ebbe luogo durante la campagna d'Egitto del 1798). A dispetto delle numerose relazioni extraconiugali, del divorzio e del nuovo matrimonio, le ultime parole dell'Imperatore sull'isola di Sant'Elena furono: «Francia, l'esercito, il comando dell'esercito, Giuseppina.»[senza fonte][3]

Imperatrice dei Francesi[modifica | modifica wikitesto]

L'incoronazione di Giuseppina.

Napoleone e Giuseppina furono incoronati imperatore e imperatrice dei Francesi nel 1804 nella cattedrale di Notre-Dame.

Quando apparve chiaro che per questioni anagrafiche non potesse dare un erede a Napoleone, l'imperatore decise di accogliere l'invito dei suoi consiglieri e avviare le pratiche per la dichiarazione di nullità del matrimonio riconosciuta dall'ufficiale dell'arcidiocesi parigina l'11 gennaio 1810[4].

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la dichiarazione di nullità del matrimonio, Giuseppina visse gli ultimi anni della sua vita nel castello di Malmaison, vicino a Parigi. Rimase in buoni rapporti con Napoleone (che una volta le disse che la sola cosa che li accomunava erano i debiti).[senza fonte]

Nella sua dimora di campagna Giuseppina continuò la sua opera di restauro e di abbellimento sia dell'edificio sia del parco. Insoddisfatta delle rose che a quel tempo erano disponibili, le quali erano piccole e fiorivano solo per pochi giorni, fece piantare nei giardini della tenuta oltre duecento varietà di rose provenienti dalla Persia. Da queste rose venne in seguito isolata prima la Rosa tea e, successivamente, la Ibrida perenne, dai fiori doppi e rifiorenti e dalla quale discendono molte delle rose che attualmente sono in commercio[5].

Alla sua morte, avvenuta nel 1814, fu seppellita non lontano da Malmaison, nella chiesa dei Ss. Pietro e Paolo a Rueil. Accanto a lei fu in seguito sepolta la figlia Ortensia.

Giuseppina fece parte della Massoneria come membro di una loggia di adozione[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Da Alessandro di Beauharnais Giuseppina ebbe:

Nome Nascita Morte Note
Eugenio di Beauharnais 3 settembre 1781 21 febbraio 1824 Viceré del Regno Italico; sposò Augusta di Baviera (1788-1851). Sua figlia Giuseppina sposò il re Oscar I di Svezia.
Ortensia di Beauharnais 10 aprile 1783 5 ottobre 1837 Sposò Luigi Bonaparte (fratello di Napoleone) nel 1802, divenendo in seguito regina d'Olanda. Il figlio di Ortensia divenne imperatore dei francesi con il nome di Napoleone III.

Attraverso loro, Giuseppina è diretta antenata delle attuali case reali di Belgio, Svezia, Danimarca, Grecia, Norvegia, Lussemburgo, Liechtenstein, e Portogallo. Un'altra nipote, Amélie Auguste Eugénie Napoléone, figlia di Eugenio, divenne imperatrice del Brasile.

Il figlio di Ortensia divenne Napoleone III, imperatore dei Francesi, mentre il figlio di Eugenio fu Maximilian de Beauharnais, III duca di Leuchtenberg, mentre sua figlia Joséphine sposò re Oscar I di Svezia, figlio della fidanzata di un tempo di Napoleone, Désirée Clary. Attraverso di lei, Giuseppina è diretta antenata dei monarchi del Belgio, di Danimarca, di Grecia, di Lussemburgo, della Norvegia, della Svezia e del Baden.

Un gran numero di gioielli oggi indossati dalle famiglie reali si dicono appartenenti a Giuseppina, anche se al momento l'unico documentato ed accertato è una parure di smeraldi e diamanti appartenente alla famiglia reale norvegese.[7][8]

Un'altra delle figlie di Eugenio, Amélie de Beauharnais von Leuchtenberg, sposò l'imperatore Pietro I del Brasile (già Pietro IV del Portogallo) a Rio de Janeiro, e divenne imperatrice del Brasile.

La giornalista del Time Nathalie Alexandria Kotchoubey de Beauharnais, era una diretta discendente di Giuseppina attraverso suo figlio Eugenio ed il nipote Maximilian de Beauharnais, III duca di Leuchtenberg.[9]

Patrona delle rose[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1799, mentre Napoleone si trovava in Egitto, Giuseppina acquistò il castello di Malmaison.[10] Ella diede ordine di rifare il parco in stile inglese, chiamando appositamente paesaggisti e orticultori dall'Inghilterra. Tra questi vi era Thomas Blaikie, esperto orticultore scozzese, oltre ad Alexander Howatson, al botanico Ventenat, ed al francese Andre Dupont. Fu quest'ultimo nello specifico a suggerire a Giuseppina di istituire un giardino delle rose, al punto che ella si appassionò alle specie più rare e provenienti da tutto il mondo. Napoleone, venuto a conoscenza di questa passione, incrementò il giardino facendo portare in Francia appositamente diverse piante dai luoghi ove si trovò a guerreggiare. Pierre-Joseph Redouté venne incaricato di ripiantare i fiori nel giardino. Les Roses fu la prima pubblicazione realizzata negli anni 1817–20 sul giardino delle rose della Malmaison, con 168 tavole illustrate delle specie presenti al castello. La passione di Giuseppina per le rose vinse anche il blocco commerciale imposto da Napoleone nei confronti dell'Inghilterra al punto che alcune specie provenienti dalla Cina poterono essere acquistate proprio grazie a permessi speciali di commercio.[11] Sir Joseph Banks, direttore dei giardini botanici reali di Kew, collaborò al progetto. Le rose non vennero catalogate nella realizzazione del giardino, ma si ha ragione di credere che alla morte di Giuseppina nel 1814 vi fossero 197 specie diverse di rose, secondo i calcoli di Jules Gravereaux del Roseraie de l’Haye.

Il giardino è importante anche perché Andre Dupont iniziò i primi esperimenti di impollinazione artificiale sulle rose, creando nuove varietà ancora oggi apprezzate.[10] Dupont, mentre era al servizio di Giuseppina, ne creò 25 nuove tipologie, ma i suoi collaboratori ne crearono altre 1000 nel giardino istituito da Giuseppina nei 30 anni successivi alla sua morte.

Dopo la morte di Giuseppina la casa rimase vuota a lungo e ciò che rimaneva dello splendido giardino venne distrutto in una battaglia nel 1870. Nel 1844, in occasione del 30° anniversario della morte dell'ex imperatrice, venne creata per lei la 'Souvenir de la Malmaison'. Petersburg.[12]

Giuseppina nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiati televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • La cantante Tori Amos ha scritto una canzone intitolata Joséphine, basata sulla figura dell'Imperatrice, inclusa nell'album To Venus and Back.

Manga e Anime[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel gennaio 1796, in una appassionata lettera, lui le scrisse: «Mi sveglio pieno di te. Il tuo ritratto e la serata inebriante di ieri non hanno dato tregua ai miei sensi: dolce e incomparabile Giuseppina, quale strano effetto fate sul mio cuore!» (Max Gallo, Napoléon, Paris, Edition Robert Laffont, 1997, ISBN 2-221-09796-3 nella traduzione èdita da Arnoldo Mondadori per la Biblioteca Storica del quotidiano Il Giornale, pag. 137)
  2. ^ Giuseppina Bonaparte aveva un carlino chiamato Fortuna, che veniva da lei usato per mandare a Napoleone messaggi privati. Si dice che nella prima notte di nozze Napoleone si fosse rifiutato di permettere a Fortuna di dormire nel letto con loro e Fortuna lo avesse morso. Giuseppina avrebbe detto: "se il carlino non dorme nel nostro letto, neanch'io!". Da allora Napoleone condivise il suo letto con Giuseppina e il suo carlino. (Max Gallo, op. cit., pag. 158)
  3. ^ A. Battaglia, Napoleone e Joséphine, mai sposi, in G. Motta (a cura di), L'imperatore dei francesi e l'Europa napoleonica, Nuova Cultura, Roma, 2014, p. 56.
  4. ^ A. Battaglia, Napoleone e Josephine, mai sposi, in G. Motta (a cura di), L'imperatore dei francesi e l'Europa napoleonica, Nuova Cultura, Roma, 2014, p. 54
  5. ^ Christine Sutherland. L'amante di Napoleone, Oscar Storia Mondadori, Cles (TN), 2002 ISBN 88-04-50093-X
  6. ^ Andrea Cuccia, Dieci Tavole Architettoniche sulla Massoneria, Rubbettino, Catanzaro, 2005, cap. 9 "Il movimento massonico femminile", p. 318: " Durante la rivoluzione, come tutti i gruppi massonici, le logge di adozione scomparvero per riapparire durante l'Impero. La moglie di Napoleone, Giuseppina, ricoprì le più alte cariche fra le sorelle adottate pur sempre in logge maschili."
  7. ^ Ella Kay, Tiara Timeline: The Norwegian Emerald Parure Tiara su The Court Jeweller. URL consultato il 30 maggio 2015.
  8. ^ Empress Joséphine's Emerald Tiara, Order of Splendor.
  9. ^ Person Page 6746 in thePeerage.com, 22 settembre 2004. URL consultato il 14 aprile 2010.
  10. ^ a b Bechtel, Edwin de Turk. 1949, reprinted 2010. "Our Rose Varieties and their Malmaison Heritage". The OGR and Shrub Journal, The American Rose Society. 7(3)
  11. ^ Thomas, Graham Stuart (2004). The Graham Stuart Thomas Rose Book. London, England: Frances Lincoln Limited. ISBN 0-7112-2397-1.
  12. ^ Brenner, Douglas, and Scanniello, Stephen (2009). A Rose by Any Name. Chapel Hill, North Carolina: Algonquin Books.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Theo Aronson, Napoleone e Giuseppina. Una storia d'amore, Milano, Mursia, 1993, ISBN 88-425-1564-7.
  • Antonello Battaglia, Napoleone e Joséphine, mai sposi, in G. Motta (a cura di), L'imperatore dei francesi e l'Europa napoleonica, Nuova Cultura, Roma, 2014.
  • Giancarlo Buzzi, Giuseppina Bonaparte. La creola dell'imperatore, Milano, Rusconi, 1983. ISBN non esistente
  • André Castelot, La diplomazia del cinismo: la vita e l'opera di Talleyrand l'inventore della politica degli equilibri dalla Rivoluzione Francese alla Restaurazione, Milano, Rizzoli, 1982.ISBN non esistente
  • Carolly Erickson, L'imperatrice creola. Amori e destino di Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51270-9.
  • Antonia Fraser, Maria Antonietta. La solitudine di una regina, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-50677-6.
  • Flora Fraser, Paolina Bonaparte. La Venere dell'impero, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59476-5.
  • Guido Gerosa, Napoleone, un rivoluzionario alla conquista di un impero, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-33936-5.
  • Ernest John Knapton, Joséphine. Dalla Martinica al trono di Francia la donna che sposò Napoleone, Milano, Mondadori, 1992, ISBN 88-04-36201-4.
  • Antonio Spinosa, Napoleone. Il flagello d'Italia: le invasioni, i saccheggi, gli inganni, Mondadori, Milano, 2003, ISBN 88-04-51916-9.
  • Christine Sutherland. L'amante di Napoleone, Mondadori, Cles, 2002 ISBN 88-04-50093-X

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