Gilbert du Motier de La Fayette

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Gilbert du Motier, marquis de La Fayette
Ritratto del Marchese di La Fayette nel 1791
Ritratto del Marchese di La Fayette nel 1791
6 settembre 1757 - 20 maggio 1834
Soprannome La Fayette
Nato a Chavaniac-Lafayette
Morto a Parigi
Cause della morte malattia
Luogo di sepoltura cimitero di Picpus
Dati militari
Paese servito Royal Standard of the King of France.svg Regno di Francia
Stati Uniti Stati Uniti
Flag of France (1790-1794).svg Monarchia costituzionale
Forza armata Forze armate francesi
Corpo Cavalleria
Guardia nazionale francese
Anni di servizio 1775 – 1830
Grado Major-général
Lieutenant général
Général de division
Guerre Guerra d'indipendenza americana
Guerre rivoluzionarie francesi
Battaglie Battaglia di Brandywine
Battaglia di Barren Hill
Battaglia di Gloucester
Battaglia di Monmouth
Battaglia di Rhode Island
Battaglia di Yorktown
Comandante di Troupes américaines, dont la division des Virginiens,
Dragons du roi, puis brigade d'infanterie,
Garde nationale,
Armée du Nord
Garde nationale (1831)
Decorazioni Society of the Cincinnati
Ordre royal et militaire de Saint-Louis

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Marie, Joseph, Paul, Yves, Roch, Gilbert DU MOTIER DE LAFAYETTE
Lafayette nel 1824

Lafayette nel 1824


Deputato all'Assemblée nationale o alla Chambre des députés
Durata mandato 25/03/1789 –
19/05/1834

Dati generali
Firma Firma di Marie, Joseph, Paul, Yves, Roch, Gilbert DU MOTIER DE LAFAYETTE
Il marchese de La Fayette

Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier, Marchese de La Fayette (Château de Chavaniac, 6 settembre 1757Parigi, 20 maggio 1834), è stato un militare, generale e politico francese con cittadinanza statunitense, fu protagonista prima sia della rivoluzione americana che della rivoluzione francese dopo.

Gilbert du Motier de La Fayette
Aiuto
Anonima compositrice (info file)
«Lafayette's Welcome To Philadelphia» per pianoforte

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una famiglia nobile dell'Alvernia; fu scelto dalle autorità francesi nel 1777 per attraversare l'Atlantico e offrire i suoi servizi al Congresso Continentale di Filadelfia.

Fu un amico di George Washington, che divenne il suo modello e combatté insieme a lui nelle battaglie del Brandywine e di Valley Forge. Nel 1779 andò in Francia per accelerare la spedizione di un esercito francese, e tornò per distinguersi ancora nella Battaglia di Yorktown nel 1781.

Partecipò, dapprima alla testa di un esercito personale e poi guidando le armate francesi, alla Guerra di indipendenza americana, segnalandosi per la sua abilità militare. Coraggioso in battaglia e incrollabile nelle avversità, La Fayette divenne popolare in America e la sua fama contribuì a rendere accettabili gli ideali liberali in Europa. In suo onore fu dato il nome La Fayette (o Lafayette) a diverse città e contee degli Stati Uniti d'America.

Tornato in patria, partecipò agli Stati generali del 1789, in seno ai quali assunse una posizione di apertura verso le istanze del terzo Stato. Durante la Rivoluzione francese, quindi, ebbe un ruolo di primo piano, almeno per quanto riguarda la prima fase. All'indomani della presa della Bastiglia, infatti, fu nominato per acclamazione comandante della Guardia Nazionale mentre Jean-Sylvain Bailly veniva eletto sindaco di Parigi. Nei seguenti tre anni, da liberale ed aristocratico qual era, esercitò la sua influenza nel tentativo di orientare la rivoluzione in senso monarchico-costituzionale, ovvero secondo un indirizzo moderato che riformasse le istituzioni salvando la monarchia. Sembra, fra l'altro, che siano stati lui e Bailly a chiedere che alle coccarde blu e rosse (gli antichi colori di Parigi) della Guardia Nazionale, venisse unito anche il bianco, colore della casa reale, formando così il tricolore che diventerà la bandiera francese[1].

Nel luglio 1791 La Fayette, nominato capo della Guardia nazionale francese parigina, una nuova forza dell'ordine che però Luigi XVI vedeva con molto sospetto; su suggerimento di La Fayette, per farsi compiacere dal popolo parigino, il re accettò di farsi apporre sul suo cappello la neonata coccarda tricolore. In seguito il re la disconobbe, i nobili suoi seguaci la gettarono a terra calpestandola ed il popolo si adirò come giunse tale notizia; La Fayette ordinò di aprire il fuoco sulla folla che chiedeva l'abolizione della monarchia presente al Campo di Marte. Nel tumulto morirono circa 50 persone e l'episodio, ricordato come il massacro del Campo di Marte, provocò una insanabile frattura fra la componente moderata e quella giacobina della rivoluzione. Nello stesso anno fu inviato a capo di tre armate dell'esercito francese nella guerra contro l'Austria, sul fronte belga, ma tentò di incoraggiare un armistizio, temendo che le truppe francesi sarebbero state duramente sconfitte in uno scontro con gli austriaci.

Si ritirò a vita privata due mesi dopo. L'anno dopo, con il sopravvento dei Giacobini, fu considerato un traditore e dovette espatriare in Belgio. Qui, a Rochefort, fu arrestato dalle autorità militari austriache che lo cedettero ai prussiani, i quali lo trasferirono a Magdeburgo, ove patì una prigionia molto dura. Trasferito ancora a Neisse in Slesia, fu restituito agli austriaci nel maggio del 1795 dopo l'accordo di pace fra Prussia e Francia rivoluzionaria. Fu quindi condotto nella fortezza di Olmütz in Moravia ove subì altri due anni di dura prigionia.[2] Dopo la sconfitta austriaca nella prima campagna d'Italia da parte di Napoleone Bonaparte e gli accordi di Leoben (18 aprile 1797), Napoleone pose come condizione preliminare alle trattative che si sarebbero tenute a Campoformio, la liberazione del marchese di La Fayette e di suoi due compagni di prigionia; cinque mesi dopo La Fayette fu liberato con il divieto di rientrare nel territorio francese.

Tornò alla vita pubblica in Francia nel periodo della Restaurazione come deputato. Fu di nuovo a capo della Guardia Nazionale nell'agosto 1830, svolgendo un ruolo attivo nella Monarchia di Luglio di Luigi Filippo di Francia. Fu poi destituito nel dicembre dello stesso anno dal nuovo governo Laffitte, ritirandosi quindi a vita privata.

Morì nel 1834 e fu sepolto nel Cimitero di Picpus. Viene considerato il primo "eroe dei due mondi"

Utilizzi del nome La Fayette[modifica | modifica wikitesto]

La grande popolarità di La Fayette, acquisita per la sua storia sia in America che in Europa, ha fatto sì che il suo nome (nella forma La Fayette o Lafayette) sia stato dato a molti centri abitati e luoghi geografici, a diverse unità militari, principalmente negli Stati Uniti d'America e in Francia, oltre che essere citato in film, serie televisive, videogiochi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Le drapeau français, elysee.fr. URL consultato il 10/12/2015.
  2. ^ Alla moglie, arrestata ed imprigionata per breve tempo due volte in Francia, dopo aver visto ghigliottinare la madre, duchessa d'Ayen, la sorella, viscontessa di Noailles, e la nonna, marescialla di Noailles, fu consentito l'espatrio. Recatasi in Austria ottenne di rimanere con i due figli ad Olmütz per poter assistere il marito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marie Joseph Paul Yves Roch Gilbert Du Motier Lafayette, marquis de, Memorie carteggio e manoscritti del Generale Lafayette compendiati e liberamente tradotti, Milano, Tipografia e Libreria Pirotta, 1840, OCLC 890629941.

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