Hubert Robert

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Hubert Robert

Hubert Robert (Parigi, 22 maggio 1733Parigi, 15 aprile 1808) è stato un pittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una prima educazione artistica ricevuta in patria, nel 1754, al seguito del conte di Stainville, si recò a Roma, ove fu ammesso a frequentare i corsi dell'Accademia di Francia.[1]

Importanza determinante nella sua formazione ebbero però gli esempi del vedutismo di Giovan Battista Piranesi e Giovanni Paolo Pannini, che egli interpretò con una più sbrigliata sensibilità pittorica di gusto rococò, grazie anche ai suggerimenti venutigli dal giovane Jean-Honoré Fragonard, che egli conobbe appunto a Roma nel 1756 e col quale resterà poi in rapporti di amicizia.

Con Fragonard e col comune mecenate, l'abate di Saint-Non, visitò i dintorni di Roma e, dopo il 1761, Napoli e i luoghi archeologici della Campania, traendone un imponente numero di vedute pittoresche ed ariose, alcune delle quali vennero poi riprodotte nel famoso Voyage pittoresque dello stesso Saint-Non.

Robert fu a Firenze nel 1763, quindi di nuovo a Napoli ed a Paestum: dagli appunti di questi viaggi ricavò poi le incisioni della serie Les soirées de Rome. Dopo un breve soggiorno a Venezia nel 1764, tornò definitivamente in Francia l'anno dopo e qui continuò ancora a dipingere e a disegnare vedute nelle quali il dato realistico è trasfigurato in una visione fantastica e spesso idillica.[2]

Nel 1783 si recò in Linguadoca, per visitare le rovine romane che di nuovo ritrasse ma già con un sentimento pre-romantico.

Primo conservatore del Musée Royal, fece poi parte del comitato rivoluzionario incaricato della costituzione del Museo Nazionale.[1]

Robert morì nel 1808 e venne sepolto nel Cimitero d'Auteuil.

Dopo l'ultima mostra monografica del 1933, nel 2016 il Louvre - in collaborazione con la National Gallery di Washington - celebra l'artista con la rassegna Hubert Robert, 1733-1808. Un peintre visionnaire, esponendo oltre 140 tra i suoi dipinti, disegni e stampe[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Hubert Robert, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Dubin, pp. 17ss
  3. ^ Chiara Pagani, «.Louvre. Il barocco con rovine di Hubert Robert», La Lettura n.224 p.35, Corriere della Sera, domenica 13 marzo 2016

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Paula Rea Radisich, Hubert Robert: Painted Spaces of the Enlightenment, Cambridge University Press, 1998, ISBN 978-0-521-59351-9.
  • (EN) Nina L. Dubin, Futures & Ruins: Eighteenth-century Paris and the Art of Hubert Robert, Getty, 2010, ISBN 978-1-60606-023-0.

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