Paesi Bassi austriaci

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Paesi Bassi austriaci
Paesi Bassi austriaci – BandieraPaesi Bassi austriaci - Stemma
(dettagli)(dettagli)
Austrian Netherlands 1789.svg
Dati amministrativi
Nome ufficialeÖsterreichische Niederlande
Oostenrijkse Nederlanden
Belgium Austriacum
Lingue ufficialitedesco, olandese e latino
Lingue parlateolandese e francese
CapitaleBrussel
Dipendente daAustria Arciducato d'Austria
Politica
Forma di governoGovernatorato
Nascita7 marzo 1714 con Eugenio di Savoia
CausaTrattato di Rastatt
Fine1797 con Carlo d'Asburgo-Teschen
CausaTrattato di Campoformio
Territorio e popolazione
Bacino geograficoBelgio e Lussemburgo
Economia
ValutaKronenthaler
Religione e società
Religioni preminenticattolicesimo
Religioni minoritarieprotestantesimo, ebraismo
Austrian Netherlands map-fr.svg
Evoluzione storica
Preceduto daBandera cruz de Borgoña 2.svg Paesi Bassi spagnoli
Succeduto daFlag of France (1794–1815, 1830–1958).svg Repubblica Francese
Ora parte diBelgio Belgio
Germania Germania
Lussemburgo Lussemburgo

I Paesi Bassi austriaci (in tedesco: Österreichische Niederlande; in olandese: Oostenrijkse Nederlanden; in latino: Belgium Austriacum) furono lo Stato dei Paesi Bassi meridionali dal 1714 al 1797. Lo Stato ebbe inizio con l'acquisizione del territorio da parte della Monarchia asburgica sulla base del Trattato di Rastatt nel 1714 e perdurò sino alla sua annessione dopo la battaglia di Sprimont nel 1794 e la pace di Basilea nel 1795. L'Austria, ad ogni modo, non rinunciò alle proprie pretese sulla provincia sino al Trattato di Campoformio del 1797. I Paesi Bassi austriaci erano un territorio discontinuo che comprendeva l'area dell'attuale Belgio occidentale e gran parte del Lussemburgo, divisi dal Principato vescovile di Liegi. I linguaggi dominanti erano il tedesco (tra cui il lussemburghese), l'olandese, il fiammingo e il francese, assieme a minoranze piccarde e vallone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base del Trattato di Rastatt (1714) che seguì la guerra di successione spagnola, le porzioni sopravvissute dei Paesi Bassi spagnoli vennero cedute all'Austria.

Gli Austriaci mantennero le loro fortezze sul confine (le Fortezze della Barriera) dove, sulla base del trattato stesso, erano alloggiate truppe olandesi. L'area, infatti, era stata ceduta all'Austria in gran parte per l'insistenza di inglesi e olandesi dal momento che queste due potenze insieme temevano un potenziale dominio francese sull'area.

Mappa dei Paesi Bassi austriaci, divisi dal Principato vescovile di Liegi.

Carlo VI tra le prime azioni del suo nuovo governo nell'area, tentò di utilizzare i Paesi Bassi austriaci per competere coi commercianti inglesi ed olandesi in un'impresa nota col nome di Compagnia di Ostenda, ma senza il successo sperato.

Governato tramite patenti imperiali, la politica estera degli Asburgo era quella di scambiare i Paesi Bassi austriaci con la Baviera, fatto che avrebbe consentito all'Austria di fortificare la propria posizione a sud. Nel Trattato di Versailles del 1757, l'Austria si accordò per la creazione di un vero e proprio stato indipendente amministrato dal duca Filippo I di Parma in cambio dell'aiuto della Francia nel recupero della preziosa regione mineraria della Slesia in una guerra contro i prussiani. Ad ogni modo, l'accordo venne revocato con il Trattato di Versailles del 1758 ed il governo austriaco nell'area proseguì per altri decenni.

Nel 1784, l'imperatore Giuseppe II fu il primo sovrano ad occuparsi attivamente della politica dei Paesi Bassi austriaci, raccogliendo l'astio dei mercanti di Anversa le cui azioni commerciali erano state compromesse dalla chiusura dello Scheldt, e pertanto chiese alla Repubblica delle Sette Province Unite di riaprire la navigazione del corso d'acqua. Le istanze dell'imperatore, ad ogni modo, apparvero da subito tutt'altro che solo indirizzate al benessere dei suoi sudditi nell'area, ma piuttosto ad un espansionismo militare oltre i confini dei Paesi Bassi austriaci e ne derivò la cosiddetta "Guerra della marmitta". Anche se Giuseppe II si assicurò col Trattato di Fontainebleau del 1785 che i Paesi Bassi del sud avrebbero ottenuto dall'Olanda la riapertura dello Scheldt, questo scontro abbassò ulteriormente la sua popolarità e quella del governo austriaco nell'area, aprendo nuovi scenari di politica interna.

La Rivoluzione del Brabante[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione del Brabante.

Negli anni '80 del Settecento, iniziò ad inasprirsi la locale opposizione alle riforme liberali volute da Giuseppe II, percepite localmente come un attacco alla chiesa cattolica ed alle istituzioni tradizionali dei Paesi Bassi austriaci. La resistenza, focalizzata nei ricchi e semi-autonomi stati del Brabante e delle Fiandre, crebbe sempre più. Nelle successive rivolte, note come Piccola Rivoluzione, nel 1787, molti oppositori al regime austriaco si rifugiarono nella vicina Repubblica delle Sette Province Unite dove formarono un esercito. Poco dopo lo scoppio delle rivoluzioni in Francia ed a Liegi, gli émigré attraversarono con la loro armata i Paesi Bassi austriaci e sconfissero gli austriaci nella Battaglia di Turnhout nell'ottobre del 1789. I ribelli, supportati dalla popolazione, presero ben presto il controllo dell'area e ne proclamarono l'indipendenza. Malgrado il supporto tattico del Regno di Prussia e degli Stati Belgi Uniti (fondati nel 1790), la repubblica non ottenne il riconoscimento internazionale voluto. I Vonckisti, guidati da Jan Frans Vonck, avvocato progressista, e gli Statisti, guidati da Hendrik Van der Noot, più conservatore e supportato dalla chiesa, iniziarono a confrontarsi sul piano della politica interna, dividendo il paese. Gli Statisti, che godevano di maggior sostegno, riuscirono ad esiliare i loro avversari.

Dalla metà del 1790, l'Austria asburgica pose fine alla sua guerra con l'Impero ottomano e si preparò a reprimere i ribelli. Il nuovo imperatore Leopoldo II, anch'egli liberale, propose un'amnistia per tutti i ribelli in cambio della loro resa. Dopo aver sconfitto l'esercito degli Statisti nella Battaglia di Falmagne, il territorio dei rivoluzionari venne recuperato dalle autorità austriache nel dicembre di quello stesso anno. Gli austriaci ristabilirono il governo dei Paesi Bassi austriaci per breve tempo in quanto poi il territorio sarà conquistato dalla Francia durante le Guerre rivoluzionarie francesi.

Governo francese[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Sprimont.

Nel 1794, le armate rivoluzionarie francesi annessero i Paesi Bassi austriaci e li integrarono alla Prima Repubblica francese. Gli austriaci rinunciarono ufficialmente alle loro pretese sull'area solo col Trattato di Campoformio del 1797. Il successivo impero napoleonico occupò l'area sino al 1815. Al Congresso di Vienna, i Paesi Bassi austriaci vennero riuniti in unione personale ai domini della Casa di Orange-Nassau.

Elenco dei governatori dei Paesi Bassi austriaci (1716-1794)[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei ministri plenipotenziari dei Paesi Bassi austriaci (1743-1789)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


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