Louis-Léopold Boilly

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La vaccinazione

Louis-Léopold Boilly (La Bassée, 5 luglio 1761Parigi, 4 gennaio 1845) è stato un pittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non c'è accordo[1]

Louis-Léopold Boilly, figlio di un modesto scultore del legno nella piccola città di La Basséè , nelle Fiandre francesi, fin dagli anni della fanciullezza dimostrò la sua predisposizione al disegno. Soggiornò dal 1775 al 1779 a Douai dove fu allievo di Charles-Alexandre-Joseph Caullet pittore e insegnante nella locale Accademia, poi si trasferì ad Arras dove vi rimase per cinque anni, dove si impadronì della tecnica del trompe-l’oeil sotto la guida di Dominique Doncre. Dal 1785 si stabilì a Parigi.

Le sue opere denunciano chiaramente, sia nello stile, sia nella scelta dei contenuti, l’influsso delle scene di genere olandesi del Seicento; rifiutandosi di aderire al ritorno alla semplicità antica, propugnato dai neoclassicsti, questo artista, si distingue per un’esecuzione raffinata e preziosa. Usando colori puri riesce a dare alle opere un’aspetto simile alla porcellana; evocando su un tono intimista scene di vita quotidiana, queste, costituiscono una testimonianza a volte pittoresca, a volte veridica, sulla società francese uscita dalla rivoluzione. [2]

Dal 1789 al 1791 eseguì una serie di commissioni ricevute dal collezionista avignonese Esprit-Claude-Francois Calvet. In questo periodo, la sua maniera ricorda lo stile sentimentale di Greuze e di Fragonard, genere che integra poco a poco con la precisione (come già detto), dei maestri olandesi del Seicento, dei quali possiede una discreta collezione. Nel 1791, espose per la prima volta al Salon i suoi ritratti, i suoi trompes-l’oeil e i temi galanti e anche erotici.

Dipinto in una vena apertamente erotica l’Uccello sfuggito (1794) Parigi, Museo de Louvre, attirò su Boilly l’accusa di oscenità da parte del pittore Jean-Baptiste Wicar e la Società Républicaines des Arts, minacciò di farlo incriminare davanti al Comitato di Salute Pubblica; per discolparsi, dipinse allora un Trionfo di Marat (1794) Lille, Museo di Belle Arti, che ostenta un entusiasmo rivoluzionario non del tutto convincente. [3]

Le opere di Boilly degli anni Novanta, sono costituite per la maggior parte, da scene galanti o sentimentali, si veda: La visita, Il concerto improvvisato, La fine di un amore, La gelosia del vecchio (1790) Londra, Wallace Collection; Consigli materni (!791) Parigi, collezione privata; La giarrettiera (1791) Lucca, Collezione Lorenzo Pacini. Queste, come altre opere, uniscono la ricerca dell’aneddoto cara a Greuze a una marcata insistenza sulla raffigurazione sensuale degli abiti e degli interni, dipinti con una tecnica che deve molto ad artisti come Metsu e Terborch.

Nel periodo immediatamente successivo, si dedicò alla realizzazione di alcuni ritratti collettivi, dedicati prevalentemente alle riunioni di pittori e scultori, come: l’Atelier d’Isabey (1798) Parigi, Museo de Louvre, o l’Atelier di un giovane artista (1800) Mosca, Museo Puskin, nei quali l’accumularsi dei dettagli aneddotici o curiosi produce una visione senza dubbio alquanto idealizzata della vita artistica dell’epoca.

Dopo il 1800, le composizioni di Boilly divengono ancora più complesse e animate, e riguardano per lo più la vita di strada, colta con spontaneità, humour e raffinatezza, si veda per esempio: Arrivo di una diligenza nel cortile della messaggerie (1803) Parigi, Museo de Louvre. Ottenne la Medaglia d’Oro al Salon del 1804, fu nominato Cavaliere della Legion d’Onore e nel 1833 divenne membro dell’Istitut de France.


Più che allo studio dei sentimenti, il pittore appare interessato all’osservazione meticolosa della vita quotidiana e alla cronaca fedele dei suoi piccoli avvenimenti. Nelle sue descrizioni degli episodi storici, si spinge raramente oltre l’aneddoto stimolante; così, nessun soffio eroico anima la: Partenza dei volontari (1807) Parigi, Museo Carnavalet.

Sempre alla ricerca di nuovi effetti virtuosistici, Boilly si specializzò nella tecnica della grisaille, con la quale produsse alcune opere divertenti , tra cui: La Galleria del Palazzo Reale (1809) Parigi, Museo Carnavalet.

Le sue ricerche nel campo del trompe-l’oeil culminarono nell’impressionante Cristo (1812) Oxford, Magdalen College. Uno spirito più satirico caratterizza invece opere come: l’Ingresso dell’Ambigu-Comique (1819) Parigi, Museo de Louvre e le Trentacinque espressioni facciali (1819) Turcoing, Museo di Belle Arti, dove si avverte una conoscenza quantomeno superficiale delle teorie fisiognomiche di Lavater. Anche i suoi figli: Julien Léopold Boilly (1796-1874), Edouard Boilly (1799-1854), e Alphonse Léopold Boilly (1801-1867), furono pittori, benché di minor successo del padre.


La Giarrettiera[modifica | modifica wikitesto]

Louis Léopold Boilly Olio su tela cm.51xcm.41, Firmato in rosso su fondo scuro "L. Boilly 179." al centro a sinistra

Il dipinto di Louis-Léopold Boilly, ritrae una scena intima e galante, del tipo molto amato in Francia alla fine del XVIII secolo. In una camera, vicino ad un letto ricoperto con un drappo verde, un giovane uomo insidia una fanciulla, aiutandola a togliersi la giarrettiera, preludio allusivo dell’atto amoroso che da lì a poco si consumerà.

La rappresentazione conserva tutte le caratteristiche della più estrema indecenza (considerando la morale del periodo post rivoluzionario), il giovane, con indosso la vestaglia da camera, mentre è intento ad operare lo svestimento della compagna, pone lo sguardo sul seno turgido di lei, maliziosamente esposto.

La fanciulla con le gote appena arrossate, tradisce il lieve tentativo di resistenza mostrando in modo compiaciuto il ginocchio scoperto dalla calza ormai liberata. Le scarpette rosse col tacco, il nastro azzurro intorno alla fronte con i capelli morbidamente scompigliati, aggiungono femminilità e galante trasporto alla scena.

La ricerca del particolare, dal panneggio estremamente curato, al dettaglio dello sgabello (in perfetto stile Luigi XVI), intagliato e dorato tappezzato in rosso cardinale; la valigia sul lato destro con la cromia simile alla parte in ombra del vestito di lei, il cappello di lui abbandonato sul pavimento, tutto contribuisce a rendere l’insieme prezioso e ricercato.

La giarrettiera (Lucca, Collezione Lorenzo Pacini), è un raro esempio della prima produzione di Boilly a Parigi, da lui realizzata dopo la rivoluzione francese. Questa opera è da considerare come facente parte del meglio della sua produzione, come rivelato a suo tempo, dal figlio dell’artista Julien Boilly. L’interno rappresentato, nella sua indubbia eleganza, ha un carattere dichiaratamente parigino.

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Il musicista Boieldieu
  • Ritratto di Robespierre, 1791, Musée des Beaux-Arts di Lille
  • Il cantante Chénard, 1792
  • Non c'è accordo, 1797
  • Ritratto di François Adrien Boieldieu, 1800, Musée de Rouen
  • Gioco di signore, 1803
  • L'atelier di Houdon, 1804
  • La vaccinazione, 1807
  • Sadi Carnot en uniforme de polytechnicien, 1813
  • Ingresso al teatro dell'Ambigu-Comique, 1819
  • Ritratto del compositore Francois-Adrien-Boieldieu
  • Riunione di artisti nell’atelier di Isabey

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una prostituta rifiuta il denaro di un ricco borghese, perché questi si sta facendo lustrare gli stivali.
  2. ^ R. Temperini, Il Neoclassicismo (1999) p. 635, Electa
  3. ^ R. Temperini, Verso il Romanticismo (1999) p. 633, Electa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Marmottan; Le peintre Louis-Léopol Boilly (1913), Parigi
  • A. Mabille de Poncheville; Boilly (1931), Parigi
  • S. Siegfried, F. Worth; The Art of Louis-Léopold Boilly: Modern Life in Napoleonic France (1995)
  • Washington, National Gallery of Art
  • E. Breton e P. Zuber; Louis- Léopold Boilly (1998)
  • R. Temperini; Il Neoclassicismo (1999)


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