Assemblea legislativa (Rivoluzione francese)

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L'assemblea legislativa (1º ottobre 1791 - 21 settembre 1792) fu creata dalla costituzione del 1791 e succedette all'Assemblea Nazionale Costituente.

Formata da uomini nuovi, avendo deciso che nessuno dei membri della costituente potesse essere eleggibile, rappresentava per lo più la borghesia media (suffragio censitario).

L'Assemblea legislativa si divideva in tre grandi tendenze:

  • I più moderati formarono la destra, circa 260 monarchici di tendenza costituzionale iscritti al Club dei foglianti, difensori della monarchia contro l'agitazione popolare. All'interno dell'assemblea non contavano alcun rappresentante eminente: i loro veri capi, Gilbert du Motier de La Fayette e Antoine Barnave, si trovavano al di fuori essa.
  • I restanti 345 deputati stavano al centro dei due schieramenti e formavano "la Palude" (la Plaine o le Marais in francese). Essi erano determinati a difendere gli ideali della rivoluzione e votavano generalmente a sinistra; non avendo però una forte caratterizzazione politica poteva capitare che sostenessero anche proposte provenienti da destra.

L'assemblea legislativa dovette far fronte alle difficoltà economiche, finanziarie, all'agitazione religiosa e contro-rivoluzionaria animata dal clero reazionario. I suoi principali atti sono:

  • 8 novembre 1791: gli emigrati vengono dichiarati colpevoli di cospirazione, proseguiti come tali, e puniti con la morte se rientrassero in patria prima del 1º gennaio 1792.
  • 20 aprile 1792: dichiarazione di guerra all'imperatore Francesco II. La dichiarazione di guerra all'Austria, voluta anche dalla corte (Luigi XVI spera di riprendere il potere e il controllo del paese sfruttando gli eventuali fallimenti militari), viene votata all'unanimità meno sette voti (tra cui quello di Maximilien de Robespierre), e inaugura, sotto l'assemblea legislativa, un conflitto che deve durare, con brevi dilazioni, 23 anni, fino alla battaglia finale di Waterloo (18 giugno 1815).
  • 11 luglio: la patria viene dichiarata in pericolo. Di conseguenza, le sedute dell'assemblea devono essere permanenti, tutti i municipi e tutti i consigli di distretto e di dipartimento devono riunirsi senza interruzione, tutte le guardie nazionali devono essere allertate.
  • 10 agosto: il re è sospeso delle sue funzioni, ed una nuova assemblea, eletta a suffragio universale, è convocata sotto il nome di Convenzione Nazionale. Questa risoluzione viene votata dopo i giorni rivoluzionari del 20 giugno del 1792 e soprattutto del 10 agosto 1792.