Assemblea legislativa (Rivoluzione francese)

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Assemblea nazionale legislativa
Assemblée nationale législative
LegislativeAssemblyMedal.jpg
Salle du Manège 1.jpg
La Salle du Manège nel Palazzo delle Tuileries, dove si riuniva l'assemblea
Stato Flag of France (1790-1794).svg Regno di Francia
Tipo Camera unica
Istituito 3 settembre 1791
Predecessore Assemblea nazionale costituente
Operativo dal 1º ottobre 1791
Soppresso 21 settembre 1792
Successore Convenzione nazionale
Numero di membri 745
French Legislative Assembly, 1791.svg
Gruppi politici   Foglianti (264)

  Giacobini, Cordiglieri (136)

  Palude (345)
Sede Palazzo delle Tuileries
Indirizzo Avenue du general Émile Lemonnier, Parigi

L'Assemblea nazionale legislativa (in francese: Assemblée nationale législative), costituita il 3 settembre 1791 e dissolta il 21 settembre 1792, fu creata dalla costituzione del 1791 e succedette all'Assemblea nazionale costituente.

Era formata da uomini nuovi, avendo deciso che nessuno dei membri della costituente potesse essere rieleggibile, a causa del suffragio censitario rappresentava per lo più la media borghesia.

Schieramenti politici[modifica | modifica wikitesto]

L'Assemblea legislativa si divideva in tre grandi orientamenti:

  • I restanti 345 deputati stavano al centro dei due schieramenti e formavano "la Palude" (la Plaine o le Marais in francese). Essi erano determinati a difendere gli ideali della rivoluzione e votavano generalmente a sinistra; non avendo però una forte caratterizzazione politica poteva capitare che sostenessero anche proposte provenienti da destra.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

L'assemblea legislativa dovette far fronte alle difficoltà economiche, finanziarie, all'agitazione religiosa e contro-rivoluzionaria animata dal clero reazionario. I suoi principali atti sono:

  • 8 novembre 1791: gli emigrati vengono dichiarati colpevoli di cospirazione, proseguiti come tali, e puniti con la morte se rientrassero in patria prima del 1º gennaio 1792.
  • 20 aprile 1792: dichiarazione di guerra all'imperatore Francesco II. La dichiarazione di guerra all'Austria, voluta anche dalla corte (Luigi XVI spera di riprendere il potere e il controllo del paese sfruttando gli eventuali fallimenti militari), viene votata all'unanimità meno sette voti (tra cui quello di Maximilien de Robespierre), e inaugura, sotto l'assemblea legislativa, un conflitto che deve durare, con brevi dilazioni, 23 anni, fino alla battaglia finale di Waterloo (18 giugno 1815).
  • 11 luglio: la patria viene dichiarata in pericolo. Di conseguenza, le sedute dell'assemblea devono essere permanenti, tutti i municipi e tutti i consigli di distretto e di dipartimento devono riunirsi senza interruzione, tutte le guardie nazionali devono essere allertate.
  • 10 agosto: il re è sospeso delle sue funzioni, ed una nuova assemblea, eletta a suffragio universale, è convocata sotto il nome di Convenzione Nazionale. Questa risoluzione viene votata dopo i giorni rivoluzionari del 20 giugno del 1792 e soprattutto del 10 agosto 1792.

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