Guardia nazionale francese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Guardia Nazionale Francese
Esempio di fuciliere della Guardia Nazionale
Esempio di fuciliere della Guardia Nazionale
Descrizione generale
Nazione Francia
Servizio Francia rivoluzionaria
Tipo milizia volontaria
Ruolo difesa cittadina
Battaglie/guerre Insurrezione del 13 vendemmiaio, anno IV
Comandanti
Degni di nota Gilbert du Motier de La Fayette

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La Guardia nazionale francese è il nome dato nel 1791, in occasione della Rivoluzione francese, alla milizie di cittadini di tutta la nazione per difendere lo Stato. La Guardia nazionale con alcuni intervalli rimase operativa sino al 1870. [1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1791 al Direttorio[modifica | modifica wikitesto]

L'8 luglio 1789, Mirabeau presentò all'Assemblea Nazionale un progetto per la formazione di una milizia composta da borghesi parigini che intervenisse a difendere l'assemblea dai tentativi di un colpo di stato monarchico. Solo con la legge del 4 ottobre 1791 fu creata con il nome di Guardia nazionale con a capo La Fayette un'organizzazione che requisisse i cittadini francesi per difendere armati la nazione.

Dopo l'abolizione della sovranità regale il 21 settembre 1792, la Guardia nazionale prese parte alla rivoluzione ricoprendo quella stanziata a Parigi un ruolo importante per rinforzare la preminenza della capitale sull'Assemblea nazionale, che fu obbligata a confrontarsi con le baionette "patriottiche".

Dopo il colpo di Stato del 9 termidoro (27 luglio 1794) la guardia nazionale , fino allora sottoposta alle autorità cittadine, epurata dai rivoluzionari radicali, fu assegnata ai militari. Quando cercò di sovvertire il Direttorio in occasione della Insurrezione del 13 vendemmiaio, anno IV (5 ottobre 1795), venne sconfitta da Napoleone Bonaparte e fu disarmata.

L'età napoleonica, la restaurazione[modifica | modifica wikitesto]

Napoleone Bonaparte tenente colonnello del Primo battaglione delle Guardie nazionali corse nel 1792

Napoleone diffidava di questa forza borghese, tanto capace di mantenere l'ordine e reprimere le sommosse che di sovvertire il potere costituito. È per questo che creò il 4 ottobre 1812 la Guardia municipale di Parigi, fortemente militarizzata. [2]
Tuttavia, non eliminò del tutto la Guardia nazionale ma si limitò a disarmarla, per riarmarla in caso di necessità utilizzandola come riserva e mobilitandola per la difesa del territorio, cosa che avvenne in due occasioni: nel 1809 e nel 1814.

Dopo la Restaurazione, la Guardia nazionale venne mantenuta da Luigi XVIII. Ma i borghesi che la componevano manifestavano una certa ostilità verso la monarchia, e Carlo X di Francia la sciolse nel 1827. Commise però l'errore di non disarmarla e se la trovò nemica durante la cosiddetta Rivoluzione di Luglio del 1830.

Il Secondo Impero[modifica | modifica wikitesto]

L'assemblea legislativa con la legge del 26 giugno 1851 riorganizzò su nuove basi la Guardia nazionale francese che poteva essere sciolta dal presidente della repubblica Luigi Napoleone come fece, divenuto imperatore, con decreto dell'11 gennaio 1855. La Guardia nazionale fu ricostituita in seguito agli avvenimenti della Comune parigina del 1871 che aboliva l'esercito permanente e stabiliva l'armamento di tutto il popolo: « non possono essere costituite a Parigi o esservi introdotte altre forze armate oltre alla guardia nazionale [...] tutti i cittadini validi fanno parte della guardia nazionale » e ai primi di ottobre il Comitato centrale lanciava un appello alla cittadinanza:

« Nelle vostre assemblee pubbliche, nei vostri comitati rionali, nei battaglioni della guardia nazionale eleggete immediatamente le persone che ritenete più degne di essere vostre rappresentanti all'Hôtel de Ville [...] Il popolo parigino ha il dovere e l'obbligo di dirigere da sé, con la massima attenzione, la liberazione della patria dall'aggressione straniera e la liberazione della repubblica contro ogni pericolo da parte della reazione ».[3] »

Dopo questo periodo la Guardia nazionale sopravvisse ancora brevemente sino a quando andò del tutto in disuso. La legge del 27 luglio 1872 stabilì che «ogni corpo organizzato in armi e soggetto alle leggi militari, faccia parte dell'esercito e sia sottoposto al ministero della guerra» (Art. 6).

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Essa era costituita sulla base di una coscrizione obbligatoria: infatti la relativa legge emanata il 14 ottobre 1791 obbligava tutti i cittadini attivi e i loro figli di almeno diciotto anni d'età ad arruolarsi nella guardia nazionale. Il loro ruolo era il mantenimento dell'ordine pubblico e la difesa del territorio.
I cittadini conservavano le loro armi insieme alla loro uniforme nella loro casa e le indossavano in caso di necessità. All'inizio della rivoluzione le guardie nazionali furono chiamate "i blu", dall'uniforme blu che indossavano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ove non indicato diversamente, le informazioni contenute nei paragrafi seguenti hanno come fonte la voce "Nazionale, Guardia" a cura di Mario Menghini e Cesare Cesari in Enciclopedia Italiana (1934).
  2. ^ Francesco Predari, Supplemento cronologico a tutte le vite di Napoleone, G. Reina, 1853 p.37.
  3. ^ Le Combat, 5 ottobre 1870.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]