Ordine pubblico

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L'ordine pubblico è quell'insieme di norme fondamentali dell'ordinamento giuridico riguardante i principi etici e politici nonché di leggi la cui osservanza ed attuazione è ritenuta indispensabile per l'esistenza di tale ordinamento[1].

Viene frequentemente condensato con lo stesso termine il concetto di mantenimento dell'ordine pubblico e le norme che lo regolamentano.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Manifestazione, Rivolta e Sommossa.

Tale porzione del diritto, costituita sia dai principi generali e fondamentali dell'ordinamento che da concrete norme giuridiche, riguarda le norme costituzionali dello Stato, la posizione dei suoi organi supremi, la personalità e la libertà dei cittadini, l'ordinamento del matrimonio e della famiglia, la capacità delle persone fisiche e giuridiche, i rapporti tra le classi sociali.

L'ordine pubblico può essere anche inteso come garanzia di pace, di tranquillità e sicurezza collettiva. In tal senso assume un valore di ordine sociale in quanto con esso si difende lo svolgimento dei rapporti della vita sociale. Nell'accezione maggiormente diffusa, ordine pubblico è quindi inteso come pace sociale, e il suo mantenimento e tutela anche a mezzo di azioni concrete da parte delle forze di polizia.[2], nello stato di diritto viene normato dalle specifiche leggi.

Sotto il profilo dei compiti istituzionali degli addetti alle funzioni di polizia, con la locuzione ordine pubblico s'intende genericamente un complesso di servizi, tecniche, addestramento ecc., inerenti al mantenimento di condizioni di ordine (e pertanto, fondamentalmente di prevenzione e/o repressione di tumulti) in circostanze in cui si prevede un intenso afflusso di persone (tipicamente: manifestazioni politiche o sindacali, partite di calcio, spettacoli pubblici e simili).

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

In dottrina, a seconda dell'ambito di operatività, si distinguono vari tipi di ordine pubblico: politico, economico, internazionale tecnologico.

Ordine pubblico politico[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine pubblico politico è un settore molto fluido, dominato dai cambiamenti, e riguarda il funzionamento dello Stato e le libertà fondamentali dei cittadini, ed entra in gioco ad esempio nelle ipotesi di accordi per rinunciare ad una carica pubblica, nei patti di voto, nei patti discriminatori in base alla razza, al sesso o alla religione.

Ordine pubblico tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine pubblico tecnologico è un concetto elaborato dal giurista francese Daniel Ivanier e riguarda l'uso delle tecnologie che non possono essere usate in forme tali da pregiudicare la sicurezza ed il funzionamento dei mercati, anche in assenza di singole norme.

Ordine pubblico economico[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine pubblico economico non ha tradizioni romanistiche: nasce infatti nell'età della Rivoluzione francese, quando Napoleone -con il suo Codice- volle restituire in chiave economica quella libertà che toglieva ai cittadini sul piano politico.

I valori tradizionali che l'Ordine pubblico economico preservava erano proprietà e libertà: l'autonomia privata doveva realizzarsi nel rispetto dei principi che lo Stato considerava essenziali, ma era fortemente limitato (se non addirittura escluso) ogni intervento dello Stato stesso in materia economica.[3] Le prime applicazioni del principio di ordine pubblico economico furono appunto fatte in materia di coalizioni industriali che compromettevano la libertà dei mercati, e svolgeva un ruolo conservatore nei confronti dell'autonomia privata.
Doveva essere un limite all'autonomia negoziale, facendo in modo che quest'ultima si realizzi nel rispetto di valori e principi che lo Stato considera essenziali in un determinato momento storico.

Ma l'ordine pubblico economico in Italia deve fare i conti anche con i principi espressi dalla sopravvenuta Costituzione del 1948, che esprime ideali di libertà e democrazia e dove tutti gli interessi (individuali e sociali) trovano accoglimento e tutela giuridica. Di conseguenza, si è affermato in dottrina che l'ordine pubblico economico è affermazione delle libertà economiche allo stesso modo che la tutela della persona umana è affermazione della libertà religiosa, di pensiero, ecc.

L'attuale codice civile italiano menziona molte volte il concetto di ordine pubblico economico senza però definirlo, e in contesti diversi, principalmente come criterio di valutazione della illiceità della causa del contratto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ v.il fondamentale scritto di Livio Paladin, "Ordine Pubblico, in N.ssimo Dig., XII, Utet, Torino, 1965
  2. ^ Condizione di quiete, rispetto delle leggi e delle istituzioni, controllo delle tensioni sociali e politiche, tutelate dall'insieme delle attività di corpi militari e civili dello stato o di enti pubblici territoriali (riguardo) agli interessi legittimi dei singoli, (che) mirano alla conservazione dell’ordine pubblico Enciclopedia Treccani, voci Ordine Pubblico e Polizia (1)
  3. ^ Sull'ordine pubblico economico v.la diversa ed approfondita ricostruzione di Giovanni Bianco Ordine pubblico economico, Digesto IV, discipline pubblicistiche, II vol.di agg.,Utet, 2005, che sostiene che l'o.p.e. trovi la sua prima e più compiuta elaborazione negli studi della dottrina francese degli anni '50 e '60, in particolare nelle tesi del Farjat.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Bianco, Ordine pubblico economico, Digesto IV, disc.pubbl.Utet , II agg., Utet, Torino, 2005.
  • Augusto Cerri, Ordine pubblico, Enc.giur.Treccani, XXII, 1990.
  • Guido Corso, Ordine pubblico e ordine democratico, Palermo, 1973.
  • Guido Corso, L'ordine pubblico, Il Mulino, Bologna, 1979.
  • G.B.Ferri, L'ordine pubblico, il buon costume e la teoria del contratto, Giuffrè, Milano, 1970.
  • G.B.Ferri, Ordine pubblico (dir.priv.), Enc.dir., Giuffrè, Milano, 1980,XXX, 1038 sgg.
  • Livio Paladin, Ordine pubblico, iN.ssimo Dig., XII, Utet, Torino, 1965.


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