Armée de terre

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Armée de terre
Esercito di terra
Logo of the French Army (Armee de Terre).svg
Descrizione generale
Attiva26 maggio 1445 – oggi
NazioneFrancia Francia
Tipoforza armata terrestre
Dimensione112.502 soldati (2017)
Guarnigione/QGParigi
SoprannomeLa grande muette
MottoHonneur et Patrie
(Onore e patria)
ColoriBlu, bianco e rosso
Battaglie/guerre
Sito internethttp://www.defense.gouv.fr/terre
Parte di
Reparti dipendenti
Le Quartier général de corps de réaction rapide - France
États-majors de force
Brigades
Arme blindée cavalerie
Artillerie
Aviation légère de l'armée de terre (ALAT)
Génie
Infanterie
Légion étrangère
Matériel
Train
Transmissions
Troupes de marine
Commissariat de l'armée de Terre
Service de santé de l'armée de Terre
Groupe de spécialité état-major
Musiques militaires
Centre de préparation des forces
Comandanti
Chef d'État-major de l'Armée de terreGénéral d'armée Jean-Pierre Bosser
Simboli
Bandiera di combattimentoFlag of France.svg
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'Armée de terre ("Esercito di terra") è una delle quattro componenti delle forze armate francesi. Come le altre tre forze (Marine nationale, Armée de l'air e Gendarmerie nationale), è posta sotto responsabilità del governo francese.

Operativamente, le unità dell'esercito sono sotto l'autorità del Capo di stato maggiore delle forze armate (chef d'état-major des armées CEMA). Il Capo di stato maggiore dell'esercito (Chef d'état-major de l'armée de terre) è responsabile davanti al CEMA e al Ministro della Difesa, dell'organizzazione, della preparazione, dell'uso delle sue forze, nonché della pianificazione e programmazione dei suoi mezzi, delle apparecchiature e delle attrezzature future.

Tutti i soldati sono considerati professionisti in seguito alla sospensione della coscrizione, votata in parlamento nel 1997 e resa effettiva nel 2001.

A partire dal 2017, l'esercito francese impiega 117.000 persone (tra cui la legione straniera francese e i vigili del fuoco di Parigi). Inoltre, l'elemento di riserva dell'esercito francese è costituito da 15.453 membri del personale della Riserva operativa.[2]

Nel 1999, l'esercito ha emesso il Codice del soldato francese, che comprende le ingiunzioni:

(FR)

«Maître de sa force, il respecte l'adversaire et veille à épargner les populations. Il obéit aux ordres, dans le respect des lois, des coutumes de la guerre et des conventions internationales. (...) Il est ouvert sur le monde et la société, et en respecte les différences.»

(IT)

«Padroneggiando le proprie forze, rispetta il suo avversario ed è attento a risparmiare i civili. Obbedisce agli ordini nel rispetto delle leggi, dei costumi di guerra e delle convenzioni internazionali. (...) È consapevole delle società globali e rispetta le loro differenze.»

(Le code du soldat)

[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armée royale française, Armée révolutionnaire française, Grande Armata ed Esercito del Secondo Impero francese.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esercito permanente, pagato con salari regolari, invece degli arruolamenti feudali, venne istituito sotto Carlo VII tra il 1420 e il 1430. I re di Francia avevano bisogno di truppe affidabili durante e dopo la guerra dei cent'anni. Le unità di soldati vennero arruolate emettendo ordinanze per regolarne la durata del servizio, la composizione e il pagamento. Le Compagnie d'ordonnance formarono il nucleo della cavalleria gendarme nel XVI secolo. Erano di stanza in tutta la Francia e convocate in armate più grandi, se necessario. C'erano anche disposizioni per unità di "arcieri franchi" e fanti arruolati dalle classi non nobili, ma le unità venivano sciolte al termine della guerra.[4]

La maggior parte della fanteria per la guerra era ancora fornita da milizie urbane o provinciali, arruolate da un'area o da una città per combattere a livello locale e nominate secondo il loro territorio di reclutamento. A poco a poco, le unità divennero più permanenti e, nel 1480, vennero reclutati istruttori svizzeri e alcune delle "Bande" (Milizia) vennero unite per formare "Legioni" temporanee di un massimo di 9000 uomini. Gli uomini sarebbero stati pagati, avrebbero ricevuto un contratto ed un addestramento.

Enrico II regolarizzò ulteriormente l'esercito francese formando reggimenti di fanteria permanenti per sostituire la struttura della Milizia. I primi di essi (Régiments de Picardie, Piémont, Navarre e Champagne) vennero denominati Les Vieux Corps (I Vecchi Corpi). Era prassi normale sciogliere i reggimenti dopo la fine della guerra come misura di risparmio dei costi con il Vieux Corps e le truppe personali del re, ma la Maison du Roi fu l'unica sopravvissuta.

I reggimenti potevano essere reclutati direttamente dal re e così chiamati dalla regione in cui erano stati arruolati o dalla nobiltà e così chiamati dal nobile o dal suo colonnello nominato. Quando Luigi XIII salì al trono, sciolse la maggior parte dei reggimenti esistenti, lasciando solo i Vieux e una manciata di altri, che divennero noti come Petite Vieux e ottennero anche il privilegio di non essere sciolti dopo una guerra.

Nel 1684, vi fu un'importante riorganizzazione della fanteria francese e un'altra nel 1701 per adeguarsi ai piani di Luigi XIV e alla guerra di successione spagnola. Il rimpasto creò molti degli attuali reggimenti dell'esercito francese e standardizzò il loro equipaggiamento e le loro tattiche. L'esercito del Re Sole tendeva a indossare giacche grigio-bianche con fodere colorate. Ci furono eccezioni e le truppe straniere, reclutate dall'esterno della Francia, indossavano giacche rosse (svizzeri, irlandesi, ecc.) o blu (tedeschi, scozzesi ecc.) mentre le guardie francesi indossavano giacche blu. Oltre ai reggimenti di linea, la Maison du Roi fornì diverse unità d'élite, le guardie svizzere, le guardie francesi e i reggimenti dei moschettieri erano le più famose. La fanteria francese di linea Les Blancs, rivestita di bianco/grigio, con i suoi moschetti Charleville era un temuto nemico sui campi di battaglia del XVII e XVIII secolo, combattendo nella guerra dei nove anni, nelle guerre di successione spagnola e austriaca, nella guerra dei sette anni e nella rivoluzione americana.[5]

La rivoluzione divise l'esercito, con la massa principale che perse la maggior parte dei suoi ufficiali a causa della fuga aristocratica o della ghigliottina e divenne demoralizzata e inefficace. La guardia francese si unì alla rivolta e le guardie svizzere vennero massacrate durante l'assalto al palazzo delle Tuileries. I resti dell'esercito reale vennero poi uniti alle milizie rivoluzionarie conosciute come sans-culottes e alla "Guardia nazionale", una milizia più borghese e forza di polizia, per formare l'esercito rivoluzionario francese.

Dal 1792, l'esercito rivoluzionario francese combatté contro varie combinazioni di potenze europee: facendo inizialmente affidamento su grandi numeri e tattiche di base, venne sconfitto sanguinosamente ma sopravvisse e prima respinse i suoi avversari dal suolo francese, poi conquistò diversi paesi creando stati clienti. Sotto Napoleone I, l'esercito francese conquistò gran parte dell'Europa durante le guerre napoleoniche. Professionalizzando di nuovo le forze rivoluzionarie e usando colonne di attacco con supporto di artiglieria pesante e sciami di cavalleria da inseguimento, l'esercito francese sotto Napoleone e i suoi marescialli fu in grado di reprimere e distruggere ripetutamente gli eserciti alleati fino al 1812. Napoleone introdusse il concetto dei corpi d'armata, ognuno un'armata tradizionale "in miniatura" che consentiva alla forza da campagna di essere suddivisa su diverse linee di marcia e di ricongiungersi o di operare in modo indipendente. La Grande Armée operava cercando una battaglia decisiva con ogni esercito nemico e poi distruggendoli in dettaglio prima di occupare rapidamente il territorio e forzare una pace.

Nel 1812 Napoleone marciò su Mosca, cercando di rimuovere l'influenza russa dall'Europa orientale e proteggere le frontiere del suo impero e dei suoi stati clienti. Inizialmente la campagna andò bene, ma le vaste distanze della steppa russa e il freddo inverno costrinsero il suo esercito in una caotica ritirata, preda d'incursioni ed inseguimenti russi. La Grande Armata della campagna del 1812 non poteva essere sostituita e con l'"ulcera" della guerra d'indipendenza spagnola contro la Gran Bretagna ed il Portogallo in Spagna, l'esercito francese era a corto di truppe addestrate ed il personale francese era quasi esaurito. Dopo l'abdicazione e il ritorno di Napoleone, interrotto da un'alleanza anglo-olandese e prussiana a Waterloo, l'esercito francese venne riportato sotto la restaurata monarchia borbonica. La struttura rimase sostanzialmente invariata e molti ufficiali dell'Impero mantennero le loro posizioni.[6]

Il lungo XIX secolo ed il secondo impero[modifica | modifica wikitesto]

La restaurazione borbonica è stat un periodo d'instabilità politica con il paese costantemente sull'orlo della violenza politica.[5]

La conquista dell'Algeria

L'esercito s'impegnò nella restaurazione dell'assolutismo monarchico spagnolo nel 1824. Raggiunse i suoi obiettivi in sei mesi, ma non si ritirò completamente fino al 1828. Rispetto alla precedente invasione napoleonica, questa spedizione ebbe successo e fu rapida.

Approfittando della debolezza del bey di Algeri, la Francia l'invase nel 1830 e superò di nuovo rapidamente la resistenza iniziale. Il governo francese annesse formalmente l'Algeria ma ci vollero quasi 45 anni per pacificare completamente il paese. Questo periodo della storia francese vide la creazione dell'Armée d'Afrique, che includeva la Legione straniera francese. L'esercito indossava ora giacche blu scuro e pantaloni rossi, che avrebbe conservato fino alla prima guerra mondiale.

La notizia della caduta di Algeri aveva appena raggiunto Parigi nel 1830, quando la monarchia borbonica venne rovesciata e sostituita dalla monarchia costituzionale d'Orleans. Durante la rivoluzione di luglio del 1830, la folla parigina si dimostrò troppo forte per le truppe della Maison du Roi e il corpo principale dell'esercito francese, solidale con la folla, non venne coinvolto pesantemente.

Nel 1848 un'ondata di rivoluzioni spazzò l'Europa e pose fine alla monarchia francese. L'esercito fu in gran parte non coinvolto nei combattimenti di strada a Parigi che rovesciarono il re, ma più tardi nel corso dell'anno le truppe vennero usate nella soppressione degli elementi più radicali della nuova Repubblica che portarono all'elezione del nipote di Napoleone come presidente.

Il papa era stato costretto a lasciare Roma come parte delle rivoluzioni del 1848, e Luigi Napoleone inviò una forza di spedizione di 14.000 uomini nello Stato Pontificio sotto il generale Nicolas Charles Victor Oudinot per restaurarlo. Alla fine di aprile del 1849 venne sconfitto e respinto da Roma dal corpo di volontari di Giuseppe Garibaldi, ma poi recuperò e riconquistò Roma.

L'esercito francese fu tra i primi al mondo ad essere fornito con fucili Minié, giusto in tempo per la guerra di Crimea contro la Russia, alleata della Gran Bretagna. Questa invenzione diede alla fanteria di linea un'arma con un raggio molto più lungo e una maggiore precisione e avrebbe portato a nuove tattiche flessibili. L'esercito francese era più esperto nelle manovre di massa e nei combattimenti di guerra rispetto agli inglesi e la reputazione dell'esercito francese venne notevolmente migliorata.

Seguirono una serie di spedizioni coloniali e nel 1856 la Francia si unì alla seconda guerra dell'oppio dalla parte britannica contro la Cina, ottenendo concessioni. Le truppe francesi vennero schierate in Italia contro gli austriaci, il primo uso delle ferrovie per il movimento di massa.

L'esercito francese era ora considerato un esempio per gli altri e le missioni militari in Giappone e l'emulazione degli Zuavi francesi in altre forze armate aumentarono questo prestigio. Tuttavia, una spedizione in Messico non riuscì a creare un regime fantoccio stabile.

La Francia venne umiliata dalla sconfitta nella guerra franco-prussiana nel 1870-1871. L'esercito aveva armi di fanteria di gran lunga superiori sotto forma dello Chassepot e un primo tipo di mitragliatrice, ma la sua tattica e l'artiglieria erano inferiori e, consentendo alla forza tedesca d'invasione l'iniziativa, venne rapidamente trattenuta nelle sue città e sconfitta. La perdita di prestigio all'interno dell'esercito portò ad una grande enfasi sull'aggressione e sulle tattiche ravvicinate.

Inizi del XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Poilus francesi in posa con la loro bandiera devastata dalla guerra nel 1917, durante la prima guerra mondiale

Nell'agosto 1914, le forze armate francesi contavano 1.300.000 soldati. Durante la Grande guerra, l'esercito francese avrebbe richiamato 8.817.000 uomini, tra cui 900.000 soldati coloniali. Durante la guerra circa 1.397.000 soldati francesi vennero uccisi in azione, principalmente sul fronte occidentale. Sarebbe stato il conflitto più mortale nella storia francese. I generali principali erano: Joseph Joffre, Ferdinand Foch, Charles Mangin, Philippe Pétain, Robert Nivelle, Franchet d'Esperey e Maurice Sarrail (vedi esercito francese nella prima guerra mondiale). All'inizio della guerra, i soldati francesi indossavano ancora l'uniforme della guerra franco-prussiana del 1870, ma l'uniforme non era adatta alle trincee e così nel 1915 l'esercito francese sostituì l'uniforme, con l'elmetto Adrian che sostituiva il képi. Venne adottata un'uniforme con una capote, di colore blu orizzonte applicata alle trincee e un'uniforme per soldati coloniali color cachi.[7]

All'inizio della campagna di Francia l'esercito francese dispiegò 2.240.000 combattenti raggruppati in 94 divisioni (di cui 20 attive e 74 riserviste) dal confine svizzero al Mare del Nord. Questi numeri non includevano l'Armata delle Alpi di fronte all'Italia e i 600.000 uomini dispersi nell'impero coloniale francese. Dopo la sconfitta nel 1940, al regime francese di Vichy venne concesso di trattenere 100-120.000 soldati nella Francia non occupata e forze più grandi nell'impero francese: più di 220.000 in Africa (di cui 140.000 nel Nord Africa francese) e forze nel Mandato della Siria e nell'Indocina francese.[8]

Dopo il 1945, nonostante gli enormi sforzi compiuti nella prima guerra d'Indocina del 1945-1954 e nella guerra d'Algeria del 1954-1962, entrambe le terre alla fine abbandonarono il controllo francese. Le unità francesi rimasero in Germania dopo il 1945, formando le forze francesi in Germania. La 5ª Divisione corazzata rimase in Germania dopo il 1945, mentre la e la 3ª Divisione corazzata vennero stanziate in Germania nel 1951. Tuttavia le formazioni assegnate alla NATO vennero ritirate per combattere in Algeria; La 5ª Divisione corazzata venne ritirata nel 1956. Dal 1948 al 1966, molte unità dell'esercito francese caddero sotto la struttura di comando militare integrata della NATO.[9] Il comandante in capo dell'Allied Forces Central Europe era un ufficiale dell'esercito francese e molti francesi occupavano posizioni chiave nello staff della NATO. Mentre il Trattato di Parigi aveva fissato un limite superiore di 14 divisioni francesi impegnate nella NATO, il totale non superò le sei divisioni durante la guerra dell'Indocina e durante la guerra algerina il totale è sceso a due divisioni.

L'esercito creò due divisioni di paracadutisti nel 1956, la 10ª Divisione paracadutisti sotto il comando del generale Jacques Massu e la 25ª Divisione paracadutisti sotto il comando del generale Sauvagnac.[10] Dopo il putsch d'Algeri, le due divisioni, con l'11ª Divisione fanteria, vennero fuse in una nuova divisione leggera d'intervento, l'11ª Divisione leggera d'intervento, il 1º maggio 1961.[11]

La decolonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Soldati del 4º reggimento zuavi durante la guerra d'Algeria

Alla fine della seconda guerra mondiale la Francia si trovò immediatamente di fronte agli inizi del movimento di decolonizzazione. L'esercito francese, che dal 1830 impiegava spahis e tirailleurs indigeni nordafricani in quasi tutte le sue campagne, era la forza principale in opposizione alla decolonizzazione, che veniva percepita come un'umiliazione.[12] In Algeria l'esercito represse una forte rivolta dentro e intorno a Sétif nel maggio del 1945 con un forte incendio: le cifre delle morti algerine variano tra i 45.000 morti, come dichiarato all'epoca da Radio Cairo[13] e la cifra ufficiale francese di 1.020 morti.[14]

L'esercito considerava il mantenimento del controllo dell'Algeria come una priorità assoluta. In quel momento si erano stabiliti un milione di coloni francesi, insieme a una popolazione indigena di nove milioni. Quando decise che i politici stavano per venderlo e dare l'indipendenza all'Algeria, l'esercito progettò un colpo di Stato militare che avrebbe rovesciato il governo civile e riportato il generale de Gaulle al potere nella crisi di maggio del 1958. De Gaulle, tuttavia, riconobbe che l'Algeria era un peso morto e doveva essere liberata. Quattro generali in pensione lanciarono quindi il putsch d'Algeri del 1961 contro lo stesso De Gaulle, ma fallirono. Dopo 400.000 morti, l'Algeria divenne finalmente indipendente. Centinaia di migliaia di harkis, musulmani fedeli a Parigi, andarono in esilio in Francia, dove loro, i loro figli e i loro nipoti rimangono nei scarsamente assimilati sobborghi delle banlieue.[15]

L'esercito represse la rivolta malgascia in Madagascar nel 1947. Ufficiali francesi stimarono il numero di malgasci uccisi da un minimo di 11.000 a una stima dell'esercito francese di 89.000 morti.[16]

La guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

Allineamento di carri armati AMX-30 durante la guerra fredda. Nel 1989 erano in servizio 1.258 carri armati.

Durante la guerra fredda, l'esercito francese, sebbene non facesse parte della struttura di comando militare della NATO, progettò la difesa dell'Europa occidentale.[17] Nel 1977 l'esercito francese passò da divisioni multi-brigata a divisioni più piccole di circa quattro-cinque battaglioni/reggimenti ciascuna. Dall'inizio degli anni '70, il II Corpo d'armata era di stanza nella Germania meridionale e costituì effettivamente una riserva per il Gruppo d'Armate Centrale della NATO. Negli anni '80, il quartier generale del III Corpo d'armata venne trasferito a Lilla e la pianificazione iniziò a essere utilizzata a sostegno del Gruppo d'Armate Settentrionale della NATO. La Forza d'Azione Rapida di cinque divisioni leggere, incluse la nuova 4ª Divisione Aeromobile e la 6ª Divisione corazzata leggera, era anche intesa come una forza di rinforzo della NATO. Inoltre, la 152ª Divisione fanteria venne mantenuta a guardia della base missilistica balistica intercontinentale S3 sul Plateau d'Albion.

Negli anni '70-'80, vennero pianificate due divisioni corazzate leggere da parte dell'accademia di stato maggiore (la 12ª e la 14ª). La 12ª Divisione corazzata leggera (12 DLB) doveva avere il suo quartier generale formato sulla base dello stato maggiore della Scuola d'Addestramento dell'Arma corazzata e dell'Arma di cavalleria (acronimo francese EAABC) a Saumur.[18]

Alla fine degli anni '70 venne fatto un tentativo di formare 14 divisioni di fanteria leggera di riserva, ma questo piano, che includeva la ricreazione della 109ª Divisione fanteria, era troppo ambizioso. Le divisioni pianificate includevano la 102ª, 104e, 107e, 108e, 109e, 110e, 111e, 112e, 114e, 115ª e 127ª Divisione fanteria. Dal giugno 1984, la riserva dell'esercito francese era composta da 22 divisioni militari, che amministravano tutte le unità di riserva in una determinata area, sette brigate di zona di difesa, 22 reggimenti interarmees divisionnaires e la 152ª divisione di fanteria, che difendeva i siti di lancio ICBM. Il piano venne attuato a partire dal 1985 e vennero create brigades de zone, come la 107ª Brigata di zona. Ma con la messa in atto del piano "Réserves 2000", le brigate di zona vennero finalmente sciolte a metà del 1993.[19]

Dopo la guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

Un soldato francese in Afghanistan

Il I Corpo d'armata venne sciolto il 1º luglio 1990.

Nel febbraio 1996 il Presidente della Repubblica decise di passare a una forza di servizio professionale e, come parte delle modifiche che ne derivarono, nel 1997 vennero sciolti dieci reggimenti.[20] Le brigate di supporto specializzate vennero trasferite il 1º luglio 1997 a Lunéville per le comunicazioni, Haguenau (la brigata di artiglieria) e Strasburgo (Genio). La 2ª Divisione corazzata lasciò Versailles il 1º settembre 1997 e venne installata a Châlons-en-Champagne al posto della sciolta 10ª Divisione corazzata. Il 5 marzo 1998, in vista delle adozioni strutturali in corso dell'esercito francese, il ministro della Difesa decise di sciogliere il III Corpo d'armata e lo scioglimento divenne effettivo il 1º luglio 1998. Il quartier generale passò alla sede centrale del Commandement de la force d'action terrestre (CFAT) (il Comando della forza d'azione terrestre).

Alla fine degli anni '90, durante il processo di professionalizzazione, i numeri scesero dai 236.000 (132.000 coscritti) del 1996 a circa 140.000 soldati.[21] Nel giugno 1999, la forza dell'esercito era scesa a 186.000 soldati, tra cui circa 70.000 coscritti. 38 del 129 reggimenti erano previsti per essere ritirati a partire dal 1997-99. Le nove "piccole" divisioni della struttura precedente e le varie brigate separate di supporto di combattimento e di combattimento vennero sostituite da nove brigate di combattimento e quattro di supporto. Anche la Forza d'Azione Rapida, un corpo d'armata di cinque piccole divisioni d'intervento rapido formate nel 1983, venne sciolta, sebbene molte delle sue divisioni fossero sotto-subordinate.

Struttura ed organizzazione dell'armée de terre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Struttura dell'Armée de Terre.

L'organizzazione dell'esercito è fissata dal Capitolo II del Titolo II del Libro II della terza parte del Codice di difesa, che ha comportato in particolare la codificazione del decreto 2000-559 del 21 giugno 2000.[22]

Ai sensi dell'articolo R.3222-3 del Codice di difesa,[23] l'esercito comprende:

  • Il Capo di Stato Maggiore dell'esercito (Chef d'état-major de l'armée de terre (CEMAT)).
  • Lo stato maggiore (l'état-major de l'Armée de terre or EMAT), che fornisce la direzione generale e la gestione di tutti i componenti;
  • L'Ispettorato dell'esercitp (l'inspection de l'Armée de terre);
  • La Direzione Risorse Umane dell'esercito (la direction des ressources humaines de l'Armée de terre or DRHAT);
  • Le forze;
  • Un'organizzazione territoriale (sette regioni, vedi sotto)
  • I servizi;
  • L'addestramento del personale e gli organismi militari di addestramento superiore.

L'esercito francese è stato riorganizzato nel 2016. La nuova organizzazione è composta da due divisioni combinate (che trasportano l'eredità della e della 3ª Divisione corazzata) e ciascuna di esse ha dato tre brigate di combattimento da gestire. C'è anche la Brigata franco-tedesca. La 4ª Brigata Aeromobile è stata riformata per dirigere i tre reggimenti di elicotteri da combattimento. Esistono anche diversi comandi specializzati a livello di divisione (niveau divisionnaire) tra cui Intelligence, Sistemi d'informazione e comunicazione, Manutenzione, Logistica, Forze speciali, Aviazione leggera dell'esercito, Legione straniera, Territorio nazionale, Addestramento.

Armi dell'esercito francese[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito è diviso in armi (armes). Includono le Troupes de Marine, l'Arma di Cavalleria Corazzata (Arme Blindée Cavalerie), l'Artiglieria, l'Arma del Genio (l'arme du génie); la Fanteria, che comprende i Chasseurs Alpins, la fanteria di montagna specializzata, l'Equipaggiamento (Matériel); la Logistica (Train); le Comunicazioni (Trasmissions). Le unità paracadutiste sono gestite da diverse armi.

La Légion étrangère (Legione straniera francese) venne istituita nel 1831 per i cittadini stranieri disposti a prestare servizio nelle forze armate francesi. La Legione è comandata da ufficiali francesi. È un'unità militare d'élite che conta circa 7.000 soldati. La Legione ha ottenuto il riconoscimento mondiale per il suo servizio, più recentemente nell'Operazione Enduring Freedom in Afghanistan sin dal 2001. Non è rigorosamente un Arme ma un particulier di comando, i cui reggimenti appartengono a diverse armi, in particolare alla fanteria e all'arma del Genio.

Le Troupes de marine sono le ex truppe coloniali dell'Armee de terre. Sono le unità di prima scelta per l'impiego all'estero e reclutano su questa base. Sono composti da Fanteria di Marina (Infanterie de Marine) (che comprende reggimenti paracadutisti come il 1er RPIMa e un'unità di carri armati, il RICM) e dall'Artiglieria di Marina (Artillerie de Marine).

L'Aviation légère de l'Armée de terre (ALAT, che si traduce in Aviazione Leggera dell'esercito), venne istituita il 22 novembre 1954 per l'osservazione, la ricognizione, gli assalti ed il rifornimento. Gestisce numerosi elicotteri a supporto dell'esercito francese, il suo elicottero d'attacco principale è l'Eurocopter Tiger, di cui sono stati ordinati 80 esemplari. È un Arme con un commandement particulier.

Servizi amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

Dal lato amministrativo, ora non ci sono più di una direzione e due servizi.

La Direzione Risorse Umane dell'esercito (DRHAT) gestisce le risorse umane (militari e civili) dell'esercito e l'addestramento.

I due servizi sono il servizio di equipaggiamento terrestre e la struttura integrata di manutenzione operativa dei materiali terrestri (SIMMT, ex DCMAT). Questo servizio orientato congiuntamente è responsabile del supporto della gestione del progetto per tutte le attrezzature terrestri dell'esercito francese. L'equipaggiamento operativo tenuto dall'esercito è controllato dal Service de maintenance industrielle terrestre (SMITer).

Storicamente c'erano altri servizi dell'esercito che erano tutti raggruppati insieme alle loro controparti in altri componenti per formare agenzie congiunte al servizio di tutte le forze armate francesi.

Dopo il servizio sanitario e il servizio delle specie, sostituiti rispettivamente dal servizio sanitario di difesa francese e dal servizio di alimentazione militare, negli ultimi anni sono scomparsi altri servizi:

Il Commissariato dell'Esercito venne sciolto il 31 dicembre 2009 ed integrato nel servizio congiunto del Service du commissariat des armées.

C'è l'Ordinariato militare che fornisce assistenza pastorale ai membri cattolici dell'esercito. È diretto da Luc Ravel e ha sede a Les Invalides.

Regioni militari[modifica | modifica wikitesto]

Per molti anni furono attive fino a 19 regioni militari (vedi Région militaire). La 10ª regione militare supervisionò l'Algeria francese durante la guerra d'Algeria.[24] Tuttavia, negli anni '80 il numero era stato ridotto a sei: la 1ª regione militare con sede a Parigi, la 2ª regione militare a Lille, la 3ª regione militare a Rennes, la 4ª regione militare a Bordeaux, la 5ª a Lione e la 6ª a Metz.[25] Ciascuna gestiva fino a cinque division militaire territoriale - sottodivisioni amministrative militari, nel 1984 gestendo a volte fino a tre reggimenti di riserva ciascuna. Oggi, nell'ultima profonda riforma del settore della sicurezza e della difesa francese, vi sono sette Zone de défense et de sécurité, ciascuna con una regione dell'esercito territoriale: Parigi (o Île-de-France, quartier generale a Parigi), Nord (quartier generale a Lille), Ouest (quartier generale a Rennes), Sud-Ouest (quartier generale a Bordeaux), Sud (quartier generale a Marsiglia), Sud-Est (quartier generale a Lione), Est (quartier generale a Strasburgo).[26]

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Forza del personale dell'Armée de Terre (2015)
Categoria Forza
Ufficiali 13,800
Sottufficiali 37.600
EVAT 57.300
VDAT 671
Impiegati civili 8.100
Fonte:[27]

Soldati[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due tipi di arruolamento per i soldati dell'esercito francese:

  • Volontaire de l’armée de terre (VDAT) (Volontario dell'esercito), un anno di ferma, rinnovabile.
  • Engagé volontaire de l’armée de terre (EVAT) (Volontario delle forze armate), tre o cinque anni di ferma, rinnovabile.

Sottufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Gli NCO prestano servizio con ferme permanenti o eccezionalmente con ferme rinnovabili di cinque anni. I candidati NCO sono o EVAT o civili ad ingresso diretto. È richiesto un diploma di scuola superiore che dia accesso all'università. L'École Nationale des Sous-Officiers d´Active (ENSOA), scuola elementare NCO di 8 mesi, è seguita dalla scuola di combattimento da 4 a 36 settimane a seconda della specialità professionale. Un numero limitato di candidati NCO viene addestrato presso l'Ecole Militaire de Haute Montagne (EMHM) (Scuola Militare d'Alta Montagna). Gli NCO con il certificato Advanced Technician Technician (BSTAT) possono servire come comandanti di plotone.

Ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiali di carriera

Gli ufficiali di carriera prestano servizio a tempo indeterminato.

Ufficiali a contratto

Gli ufficiali a contratto prestano servizio con ferme rinnovabili per un massimo di 20 anni di servizio. È richiesto un diploma di laurea. Esistono due diversi programmi, ufficiali da combattimento e ufficiali specializzati. Gli ufficiali di entrambi i programmi si diplomano come sottotenenti e possono raggiungere il grado di tenente colonnello. Gli ufficiali da combattimento trascorrono otto mesi presso l'ESM, seguiti da un anno in una scuola di combattimento. Gli ufficiali specializzati trascorrono tre mesi presso l'ESM, seguiti da un anno di formazione professionale in un'area di specializzazione determinata dal tipo di laurea posseduto.

Donne

Le donne civili vennero assunte dall'esercito francese durante la prima guerra mondiale, aprendole così nuove opportunità, forzando una ridefinizione dell'identità militare e rivelando la forza dell'anti-repubblicanesimo all'interno dell'esercito. Gli ufficiali degli anni '20 accettarono le donne come parte della loro istituzione.[28]

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

La versione FELIN del FAMAS
La mitragliatrice Browning M2 da 12.7mm sul suo treppiedi M3
Il VBCI che rimpiazzerà l'AMX-10P
L'elicottero Caracal dell'ALAT

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Veicoli da combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Carri armati Leclerc alla parata del 14 luglio.
  • AMX 56 Leclerc - carro armato (254)
  • AMX 10 RC - veicolo da combattimento ad armamento pesante (256)
  • ERC-90 Sagaie - veicolo da combattimento ad armamento pesante (192)
  • AMX 10 P - veicolo corazzato da combattimento di fanteria (1050)
  • VAB - veicolo corazzato da trasporto truppa (4000)
  • VBL - veicolo blindato leggero (1100)
  • VBCI - veicolo corazzato da combattimento di fanteria (630)
  • Petit Véhicule protégé - piccolo veicolo protetto (933)
  • Bandvagn 206 - veicolo corazzato da trasporto truppa (129)
  • Buffalo (MPCV) - veicolo protetto per sminamento (5)[30]
  • Aravis - veicolo corazzato da trasporto truppa (15)
  • Sherpa 3 - veicolo tattico leggero (33)

Artiglieria[modifica | modifica wikitesto]

Aeromobili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aviation légère de l'armée de terre.
Elicotteri e aerei[31][32]

Altri veicoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Forza di peacekeeping sulla Linea Blu
  2. ^ (EN) Key defence figures (PDF), Defense.gouv.fr, 3 settembre 2015.
  3. ^ Le code du soldat, su cndp.fr. URL consultato il 13 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2004).
  4. ^ Trevor N. Dupuy, Harper Encyclopedia of Military History (1993)
  5. ^ a b Paul Marie de la Gorce, The French Army: A Military-Political History (1963).
  6. ^ Christy Pichichero, The Military Enlightenment: War and Culture in the French Empire from Louis XIV to Napoleon (2018)
  7. ^ de la Gorce, The French Army: A Military-Political History (1963).
  8. ^ Jacques Marseille, " L'Empire ", dans La France des années noires, tome 1, Éd. du Seuil, rééd coll. " Points-Histoire ", 2000, p.282.
  9. ^ Isby e Kamps, 1985, 106.
  10. ^ Clayton, 'France, Soldiers, and Africa', Brassey's Defence Publishers, 1988, p.190
  11. ^ Collectif, Histoire des parachutistes français, Société de Production Littéraire, 1975, 544.
  12. ^ Alistair Horne, The French Army and Politics, 1870–1970 (1984).
  13. ^ J.F.V. Keiger, France and the World since 1870 (Arnold, 2001) p 207.
  14. ^ Alistair Horne, A Savage War of Peace: Algeria 1954–1962, New York, The Viking Press, 1977, p. 26.
  15. ^ Martin Evans, "From colonialism to post-colonialism: the French empire since Napoleon." in Martin S. Alexander, ed., French History since Napoleon (1999) pp 410–11
  16. ^ Anthony Clayton, The Wars of French Decolonization (1994) pag. 85
  17. ^ David Isby e Charles Kamps, Armies of NATO's Central Front, Jane's Publishing Company, 1985
  18. ^ Colonel Lamontagne G, CD Archiviato il 12 giugno 2010 in Internet Archive., accessibile nel giugno 2013.
  19. ^ Nel 1986, la 109ª divisione di fanteria venne ristrutturata nella 109ª Brigade de Zone. Nel 1992, nell'ambito del piano "Armée 2000", la brigata divenne la 109e brigade régionale de défense (109ª Brigata di difesa regionale).
  20. ^ French Army Terre magazine, 1998, vedi la voce 3e Corps d'armée per i riferimenti.
  21. ^ Jane's Defence Weekly 31 luglio 1996 e 13 marzo 1996, International Defence Review luglio 1998
  22. ^ (FR) Version du décret avant abrogation, Legifrance.gouv.fr. URL consultato il 25 gennaio 2013.
  23. ^ CDEF(R), no. R3222-3 Code de la défense, art. R.3222-3
  24. ^ Charles R. Shrader, The First Helicopter War: Logistics and Mobility in Algeria, 1954–1962, Greenwood Publishing Group, 1999, 28–31.
  25. ^ Isby e Kamps, Armies of NATO's Central Front, 131–133.
  26. ^ Code de la défense - Article R1211-4 legifrance.gouv.fr
  27. ^ Chiffres clés de la Défense - 2016 Retrieved 2017-03-06.
  28. ^ Andrew Orr, "'Trop nombreuses à surveiller': Les femmes, le professionnalisme et l'antirépublicanisme dans l'armée française, 1914-1928" French Historical Studies (2016) 39#2 pp 287-313.
  29. ^ si tratta di un modello specifico costruito su licenza della Beretta 92.
  30. ^ «La Task Force 700 se prépare au théâtre afghan» Archiviato il 15 settembre 2008 in Internet Archive., TTU, 28 juin 2008, sur le site ttu.fr, consulté le 19 mai 2009.
  31. ^ Hélicoptères et avions, defense.gouv.fr/terre, 11 luglio 2010. URL consultato l'8 agosto 2011.
  32. ^ Rapport "Préparation de l'avenir, Loi de finances 2013, assemblee-nationale.fr, 10 ottobre 2012. URL consultato il 27 dicembre 2012.

Ulteriori letture[modifica | modifica wikitesto]

  • Clayton, Anthony. France, Soldiers, and Africa (Brassey's Defence Publishers, 1988)
  • Clayton, Anthony. Paths of Glory: The French Army 1914 (2013)
  • Dupuy, Trevor N. Harper Encyclopedia of Military History (1993).
  • Elting, John R. Swords Around a Throne: Napoleon's Grande Armée (1988).
  • Horne, Alistair. The French Army and Politics: 1870-1970 (1984)
  • Lewis, J. A. C. 'Going Pro: Special Report French Army,' Jane's Defence Weekly, 19 June 2002, 54–59
  • Lynn, John A. Giant of the Grand Siècle: The French Army, 1610–1715. (1997).
  • Lynn, John A. The Wars of Louis XIV. (1999).
  • Nolan, Cathal. Wars of the Age of Louis XIV, 1650-1715: An Encyclopedia of Global Warfare and Civilization (2008)
  • Nolan, Cathal. The Age of Wars of Religion, 1000-1650 (2 vol. 2006)
  • Pengelley, Rupert. 'French Army transforms to meet challenges of multirole future,' Jane's International Defence Review, June 2006, 44–53
  • Pichichero, Christy. The Military Enlightenment: War and Culture in the French Empire from Louis XIV to Napoleon (2018) online review
  • Porch, Douglas. The March to the Marne: The French Army 1871-1914 (2003)
  • Vernet, Jacques. Le réarmement et la réorganisation de l'Armée de terre française, 1943–1946 (Service historique de l'armée de terre, 1980).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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