Legge marziale

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La legge marziale (letteralmente "legge del dio Marte"[1]) è un sistema di governo in cui le consuete leggi in vigore in uno Stato vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia. Questo avviene principalmente in caso di stato di guerra della nazione interessata, o di eccezionali esigenze di ordine pubblico. Di solito, la legge marziale riduce alcuni dei diritti personali normalmente garantiti ai cittadini: viene limitata la durata dei processi e si prescrivono sanzioni più severe rispetto alla legge ordinaria. In alcuni Stati la legge marziale prescrive la pena di morte per alcuni crimini, anche se le leggi ordinarie non riconoscono quella pena nel proprio sistema.

La legge marziale è comune in quei Paesi in cui, dopo un Colpo di Stato, viene instaurata una dittatura militare, come avvenuto, ad esempio in Thailandia il 20 maggio 2014[2].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'aggettivo marziale deriva dal latino Martialis, der. di Mars Martis «Marte»,[1] e si riferisce a Marte, antico dio italico e romano venerato soprattutto come divinità guerresca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marziale dal vocabolario Treccani.it
  2. ^ In Thailandia l'esercito proclama la legge marziale in il Sole 24 Ore, 20 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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