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Ortensia di Beauharnais

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Ortensia de Beauharnais
Hortense de Beauharnais ritratta da Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson nel 1805 circa, Rijksmuseum, Amsterdam
Regina consorte d'Olanda
Stemma
Stemma
In carica5 giugno 1806 –
1º luglio 1810
PredecessoreTitolo creato
SuccessoreGuglielmina di Prussia
come Regina consorte dei Paesi Bassi
Nome completofrancese: Hortense Eugénie Cécile de Beauharnais
italiano: Ortensia Eugenia Cecilia di Beauharnais
Altri titoliContessa di Saint-Leu
Duchessa di Saint-Leu
NascitaParigi, 10 aprile 1783
MorteAhrenberg, 5 ottobre 1837
SepolturaChiesa dei Santi Pietro e Paolo, Rueil-Malmaison
Casa realeBeauharnais per nascita
Bonaparte per matrimonio
PadreAlessandro di Beauharnais
MadreGiuseppina di Beauharnais
Consorte diLuigi Bonaparte
FigliNapoleone Luigi Carlo
Napoleone Luigi
Napoleone III
Charles Auguste ill.
ReligioneCattolicesimo

Ortensia Eugenia Cecilia di Beauharnais (Parigi, 10 aprile 1783 – Salenstein, 5 ottobre 1837) è stata una nobildonna francese, figliastra dell'imperatore Napoleone I, essendo figlia di primo letto della moglie Giuseppina di Beauharnais. Sposò il fratello minore di Napoleone, Luigi Bonaparte e pertanto regina consorte d'Olanda, oltre che la madre di Napoleone III, imperatore dei Francesi.

Marie-Josèphe-Rose Tascher de la Pagerie, Alexandre de Beauharnais e i due figli nel 1794

Ortensia nacque a Parigi il 10 aprile 1783, figlia di Alessandro, visconte de Beauharnais e di Maria Giuseppina Tascher de la Pagerie, e sorella minore di Eugenio de Beauharnais. I suoi genitori si separarono subito dopo la sua nascita. Sebbene mai molto uniti, la nascita di Ortensia ne fu probabilmente la causa definitiva: quando Giuseppina scrisse al marito per comunicargli la gravidanza, questi le rispose che avrebbe riconosciuto il nascituro, ma che sapeva per certo che il bambino, appunto Ortensia, non poteva essere suo[1]. Alessandro fu giustiziato il 23 luglio 1794, durante la Rivoluzione francese, un paio di giorni prima della fine del Regime del Terrore. Sua madre Giuseppina fu imprigionata nella prigione di Carmes, da cui fu rilasciata il 6 agosto 1794 grazie all'intervento della sua migliore amica, Thérèse Tallien. Due anni dopo Giuseppina sposò Napoleone Bonaparte.

Ortensia fu educata alla scuola di Madame Jeanne Campan, a Saint-Germain-en-Laye, insieme con la sorella minore di Napoleone, Carolina Bonaparte, che in seguito sposerà Gioacchino Murat. Era alta, snella, aveva capelli biondi e grandi occhi azzurri, un viso a forma di cuore e lineamenti delicati. Ortensia era una compositrice dilettante e fornì all'esercito del suo patrigno delle marce entusiasmanti.[2]

Luigi Bonaparte ritratto da Charles Howard Hodges

Nel 1802, per volere di Napoleone, Ortensia ne sposò il fratello Luigi Bonaparte. La coppia ebbe tre figli, fra cui il futuro Napoleone III.

Regina d'Olanda

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François Gérard, Ritratto della regina Ortensia d'Olanda, 1809

Nel 1806 Napoleone nominò re d'Olanda suo fratello Luigi e Ortensia accompagnò il marito a L'Aia. Il disappunto di Ortensia per la nomina a regina d'Olanda era duplice: in primo luogo, le fu necessario trasferirsi là con Luigi, con il quale non andava d'accordo, e, in secondo luogo, dovette abbandonare la sua vita come membro della celebre società parigina. Aveva sperato di essere "una regina d'Olanda a Parigi", ma Napoleone non era d'accordo. Fu quindi costretta a partire con Luigi per i Paesi Bassi, dove arrivò il 18 giugno 1806.

La regina Ortensia fu piacevolmente sorpresa[3] dalla calorosa accoglienza dei sudditi. Si adattò rapidamente alla vita nei Paesi Bassi ed il paese cominciò a piacerle. Era presente alle celebrazioni ufficiali e alle cerimonie, visitò i luoghi di mercato, dove fece grandi acquisti, ed era molto apprezzata dal popolo, che invece infastidiva il marito. Imparò l'acquerello e fece viaggi in giro per la campagna. Tuttavia, odiava soggiornare in Olanda a causa del suo cattivo rapporto con Luigi: la coppia visse in parti separate del palazzo e si evitarono l'un l'altro in ogni occasione. Ortensia descrisse se stessa come una prigioniera.[3] Nel 1807, quando suo figlio morì, le fu permesso di ritornare in Francia, poiché il clima era ritenuto migliore per l'altro suo figlio Luigi Napoleone. Rimase in Francia, ancora una volta compiaciuta dal suo status di regina alla corte francese, fino al 1810, quando Napoleone la costrinse a tornare nei Paesi Bassi, non ritenendo opportuno avere la figlia della sua ex moglie a corte dopo il suo nuovo matrimonio con Maria Luisa d'Austria. Ortensia tornò temporaneamente nei Paesi Bassi, ma il 1º giugno 1810 le fu permesso di partire ancora una volta, con il pretesto della sua salute.

Relazione con Charles Joseph de Flahaut

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Il generale Charles Joseph, conte de Flahaut

Ortensia era ora libera di rispondere agli approcci romantici dell'uomo che aveva a lungo ammirato, il colonnello Charles Joseph, conte de Flahaut, un uomo prestante e raffinato che si vociferava fosse il figlio illegittimo di Talleyrand.[4] Divennero presto amanti. Nel 1811, in una locanda imprecisata in Svizzera, vicino al lago di Ginevra, Ortensia diede segretamente alla luce un figlio di de Flahaut, Charles de Morny.

Solo suo fratello Eugenio, Adélaïde Filleul de Souza, madre di de Flahaut, e gli amici più intimi erano a conoscenza della sua gravidanza e della successiva nascita. Aveva usato le cattive condizioni di salute per spiegare la sua visita prolungata in Svizzera e il viaggio era stato organizzato da Adélaïde. Ortensia dissimulò abilmente la sua gravidanza (era allora al sesto mese) durante il battesimo del figlio di Napoleone, Napoleone II, quando fu scelta per essere una delle madrine del bambino, un onore che condivise con Letizia Ramolino, madre dell'imperatore.

Ultimi anni e morte

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L'Arenenberg

In seguito alla Restaurazione, nel 1814 Ortensia ricevette la protezione di Alessandro I, zar di Russia; su sua perorazione fu creata duchessa de Saint-Leu da re Luigi XVIII. Durante i Cento giorni Ortensia, tuttavia, sostenne il suo patrigno e cognato Napoleone. Per questo, dopo la sconfitta finale di Napoleone a Waterloo, fu condannata all'esilio dalla Francia. Viaggiò in Germania ed Italia, prima di acquistare il castello di Arenenberg in Svizzera, nel Canton Turgovia, nel 1817. Lì visse fino alla morte, che la colse il 5 ottobre 1837, all'età di 54 anni.

Monumento sepolcrale ad Ortensia nella cappella dell'Arenenberg

Fu sepolta accanto a sua madre Giuseppina nella chiesa dei santi Pietro e Paolo a Rueil-Malmaison. Nel 1822 Ortensia aveva acquistato dal fratello Eugenio de Beauharnais una notevole quantità di beni - che l'ex viceré d'Italia aveva acquisito come "appannaggio" nel 1810 - ubicati a Monte San Vito e Montemarciano, nelle Marche. Durante uno dei suoi frequenti soggiorni in questa regione era riuscita a portare in salvo da Ancona, occupata dagli austriaci, il figlio Luigi Napoleone (futuro Napoleone III), che aveva partecipato ai moti rivoluzionari del 1831.

Un ritratto di Ortensia è appeso a Ash Lawn–Highland, la casa piantagione in Virginia di James Monroe, 5º Presidente degli Stati Uniti d'America. Era uno dei tre ritratti dati da Ortensia alla figlia di Monroe, Eliza, che aveva frequentato la scuola con Ortensia in Francia (gli altri due ritratti sono del fratello di Ortensia, Eugenio, e di Madame Campan, la direttrice della scuola frequentata da Hortense ed Eliza). La figlia di Eliza, Hortense Monroe Hay, è stata così chiamata in onore di Ortensia.

Prende il suo nome il famoso diamante Hortensia, dal rarissimo colore rosa pesca, appartenuto a Luigi XIV e ora esposto al Louvre.

Ortensia di Beauharnais ritratta con i due figli da François Gérard

Ortensia e Luigi Bonaparte ebbero tre figli:

Dalla sua relazione adulterina con Charles Joseph, conte de Flahaut ebbe un figlio:

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Claude de Beauharnais François IV de Beauharnais  
 
Marguerite Françoise de Pyvart de Chastillé  
François V de Beauharnais  
Renée Hardouineau de Laudanière Pierre Hardouineau de La Laudanière  
 
Renée Le Pays de Beauville  
Alessandro di Beauharnais  
François-Louis de Pyvart de Chastullé Jacques Pyvart de Chastullé  
 
Madeleine de Beauchesne  
Marguerite Françoise de Pyvart de Chastillé  
Jeanne Hardouineau de Laudanière Pierre Hardouineau de La Laudanière  
 
Renée Le Pays de Beauville  
Ortensia di Beauharnais  
Gaspard Joseph Tascher de la Pagerie Gaspard de Tascher de la Pagerie  
 
Edmée Henriette Madeleine du Plessis de Savonnières  
Giuseppe-Gaspard Tascher de la Pagerie  
Françoise Bourreau de la Chevalerie François Bourreau de la Chevalerie  
 
Marie Thérèse Jaham des Prés  
Maria Giuseppina Rosa de Tascher de la Pagerie  
Joseph François des Vergers de Sanois Joseph des Vergers de Sablons  
 
Élisabeth de Maigne du Plat  
Rose-Claire des Vergers de Sanois  
Catherine Marie Brown Anthony Brown  
 
Catherine des Vergers de Sannois  
 
  1. ↑ Érick Noël, Les Beauharnais: une fortune antillaise, 1756-1796, collana V--Hautes études médiévales et modernes, Librairie Droz, 2003, p. 422, ISBN 978-2-600-00892-1.
  2. ↑ Partant pour la Syrie
  3. 1 2 Hortense Eugénie de Beauharnais (1783-1837), su inghist.nl.
  4. ↑ (EN) Frances Mossiker, Napoleon and Josephine: The Biography of a Marriage, Simon & Schuster, New York, 1964, p. 347, ISBN 1-199-38078-4 ISBN 978-1-199-38078-4
  • Carolly Erickson, L'imperatrice creola. Amori e destino di Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone, Milano, Mondadori, 2003.
  • Frederic Masson, Napoleon: Lover and Husband, traduzione dal francese di J.M. Howell, Kessinger Publishing's Rare Reprints, ISBN 1-4179-5144-3
  • Nina Epton, Josephine: The Empress and her Children, London, Norton, 1976, ISBN 0-393-07500-1.
  • Mario Fratesi, Il Principe e il Papa. L'Appannaggio Beauharnais e lo Stato Pontificio, Camerata Picena 2004 e Jesi 2011.

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 315678692 · ISNI (EN) 0000 0001 0911 7123 · SBN LO1V144948 · BAV 495/53594 · CERL cnp01261390 · ULAN (EN) 500115687 · LCCN (EN) n84078646 · GND (DE) 118553720 · BNE (ES) XX1046215 (data) · BNF (FR) cb12564000h (data) · J9U (EN, HE) 987007277947905171