Comitato di sicurezza generale

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Il Comitato di sicurezza generale (in francese, Comité de sûreté générale) fu un'istituzione della Prima Repubblica francese incaricata di dirigere la polizia e la giustizia rivoluzionaria.

Nacque dal Comitato di sorveglianza dell'Assemblea nazionale legislativa che fu creato il 25 novembre 1791, e prese il nome di Comitato di sicurezza generale dopo la giornata del 10 agosto 1792. Continuò le sue funzioni sotto la Convenzione, dapprima provvisoriamente, poi ufficializzate con decreto del 2 ottobre 1792.

Il numero dei suoi membri variò da un massimo di trenta a un minimo di nove. Si riuniva nei locali dell'hôtel de Brionne, ormai scomparso. Il Comitato aveva a sua disposizione dodici agenti della polizia parigina, nominati dalla Comune. Incaricato di applicare le misure di polizia contro i sospetti, li arrestava e li deferiva al tribunale rivoluzionario.

Il Comitato agiva avendo diviso la Francia in quattro regioni di competenza, una delle quali costituita dalla sola Parigi. Ogni regione era seguita da tre membri e da una dozzina d'impiegati. Un ufficio centrale di sette impiegati era incaricato di ricevere e distribuire i dispacci ricevuti. Vi era una segreteria con sette impiegati, un ufficio esecutivo con due capi servizio e diciotto impiegati, e venti agenti per le missioni speciali. Non si può quantificare il numero di arresti eseguiti complessivamente: nelle prigioni di Parigi era rinchiusi nel luglio 1794 più di 8.000 detenuti.[1]

Dalla primavera del 1794 la maggioranza dei suoi membri entrò in conflitto con Robespierre, al quale non perdonavano la liquidazione degli hébertisti e l'istituzione del culto dell'Essere supremo. Essi non accettarono nemmeno di essere stati messi da parte nella riorganizzazione del tribunale rivoluzionario, affidata a Couthon, e nella creazione nel Comitato di salute pubblica di un ufficio di polizia generale diretto da Robespierre, Couthon e Saint-Just che svuotava le competenze del Comitato. Amar, Jagot, Vadier e Voulland parteciparono così al complotto del 9 termidoro (27 luglio 1794) che rovesciò Robespierre.

Il Comitato di sicurezza generale fu riorganizzato e poi sciolto dal Direttorio che con legge del 2 gennaio 1796 creò al suo posto il Ministero di Polizia generale.

Membri del Comitato[modifica | modifica wikitesto]

Dal marzo al luglio 1794 il comitato fu composto da dodici membri:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. Tulard, La Révolution, 1989.

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