Valentina Cortese

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Valentina Cortese al Premio Chiara nel 2012

Valentina Elena Cortese (Milano, 1º gennaio 1923Milano, 10 luglio 2019) è stata un'attrice italiana, considerata una delle ultime dive del cinema e del teatro italiano[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Milano da famiglia originaria di Stresa, trascorre l'infanzia nei territori Cremonesi, tra Agnadello e Rivolta; assieme ad Alida Valli ed Anna Magnani è stata una delle attrici di punta del cinema italiano degli anni quaranta. Dopo il debutto nel film L'orizzonte dipinto (1940), il primo ruolo importante fu quello di Lisabetta nel film La cena delle beffe (1942) di Alessandro Blasetti.

Valentina Cortese nel film La cena delle beffe di Alessandro Blasetti (1942)

Dopo film come La regina di Navarra (1942), Orizzonte di sangue (1943) e Quartetto pazzo (1945), diviene una diva e partecipa a film come I miserabili (1948) in cui compare un giovane Marcello Mastroianni. Insieme lavoreranno anche in Lulù (1953).

Nel 1948 è sotto contratto con la 20th Century Fox. Lavora con James Stewart e Spencer Tracy in Malesia (1949), e viene diretta da Jules Dassin in I corsari della strada (1949). Lavora nel film La contessa scalza (1954) accanto ad Ava Gardner, Humphrey Bogart e Rossano Brazzi, in Italia con Michelangelo Antonioni in Le amiche (1955), film grazie al quale vince il Nastro d'argento come migliore attrice non protagonista, e in Spagna con Luis García Berlanga in Calabuig (1957).

Nel 1958 si ritira temporaneamente dalle scene in seguito a un matrimonio sfortunato con Richard Basehart, che aveva sposato il 24 marzo 1951 e da cui divorzia nel 1960. Dall'unione è nato Jackie, anche lui attore, deceduto nel 2015. L'unico rimpianto è quello di avere dovuto rinunciare, a causa della gravidanza, alla proposta giunta direttamente da Charlie Chaplin per il ruolo di protagonista femminile nel suo film Luci della ribalta nel 1952, poi assegnato a Claire Bloom[2].

Valentina Cortese in una scena del film La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava (1963)

L'attrice milanese torna alla ribalta anche in Italia con il film Barabba (1961) diretto da Richard Fleischer e interpretato accanto ad Anthony Quinn, Silvana Mangano, Vittorio Gassman ed Ernest Borgnine. Nel 1964 viene diretta anche da Federico Fellini in Giulietta degli spiriti e nello stesso anno duetta con Ingrid Bergman in La vendetta della signora. Negli Stati Uniti viene richiamata dopo vari anni, insieme a Rossella Falk, per interpretare il ruolo di una sofisticata contessa italiana nel film Quando muore una stella (1968) di Robert Aldrich, accanto ai protagonisti Kim Novak e Peter Finch.

Dopo alcune partecipazioni televisive italiane (I Buddenbrook, dove fu diretta da Edmo Fenoglio), l'incontro con Giorgio Strehler e il teatro mettono in mostra le sue qualità di attrice drammatica. Due ruoli secondari riportano Valentina Cortese alla ribalta internazionale all'inizio degli anni settanta. In La barca sull'erba (1970) di Gérard Brach, con Claude Jade e Jean-Pierre Cassel, interpreta la madre esaltata di John McEnery. Recita quindi con Richard Burton, Alain Delon e Romy Schneider in L'assassinio di Trotsky (1972), in cui interpreta la moglie di Leon Trotsky. Dopo questi due film ottiene uno dei sui ruoli più famosi in Effetto notte (1973) di François Truffaut, in cui impersona la matura e fragile diva del cinema Severine, al fianco di Jean-Pierre Léaud, Jean-Pierre Aumont e Jacqueline Bisset. La pellicola viene premiata con l'Oscar al miglior film straniero e la Cortese ottiene una nomination all'Oscar alla miglior attrice non protagonista. La vincitrice di quell'anno per quella categoria, Ingrid Bergman, durante la cerimonia di consegna del premio si scusò pubblicamente con la collega e amica Cortese, affermando che secondo il suo parere era proprio l'attrice italiana a meritarlo pienamente.

Importante e lodato è il sodalizio con Franco Zeffirelli, iniziato con il film Fratello sole, sorella luna (1971) e continuato con lo sceneggiato televisivo Gesù di Nazareth (1976), nel ruolo di Erodiade, e in Storia di una capinera (1993). Nonostante l'intensa attività teatrale e i ruoli in produzioni internazionali, la Cortese in Italia continua a partecipare a numerosi e talora trascurabili film: commedie, polizieschi, horror. Nel suo ultimo film americano, del 1980, Ormai non c'è più scampo, lavora con William Holden, Jacqueline Bisset e Paul Newman.

Nel 1987 partecipa al film di Carlo Vanzina Via Montenapoleone, tratteggiando con la consueta intensità una madre dell'alta borghesia incapace di accettare l'omosessualità del figlio. Nel 1988 prende parte a Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam in cui interpreta il doppio ruolo di Daisy/Regina della Luna al fianco di Robin Williams. Negli anni duemila porta in scena il Magnificat di Alda Merini, regia di Fabio Battistini. La sua ultima apparizione televisiva è nel 2012 a Che tempo che fa per presentare l'autobiografia Quanti sono i domani passati a cura di Enrico Rotelli.

Malata da tempo, si è spenta il 10 luglio 2019 nella sua casa di Milano all'età di 96 anni.[3] Dopo la camera ardente al Piccolo Teatro Grassi e il funerale nella chiesa di San Marco nella mattinata del 12 luglio, è stata tumulata accanto al secondo marito nell'edicola di famiglia, al Riparto VI del Cimitero Monumentale del capoluogo lombardo.[4][5]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 si sposò con l'attore statunitense Richard Basehart, da cui divorziò nel 1960 e dal quale ha avuto il suo unico figlio, Jackie, anch'egli attore, scomparso nel 2015 a causa di una malattia.

Dopo il divorzio da Basehart ha avuto due importanti relazioni sentimentali, prima quella con il direttore d'orchestra Victor de Sabata ed in seguito quella con l'attore e regista teatrale Giorgio Strehler.

Si risposò in seguito con l'industriale farmaceutico Carlo Ernesto De Angeli, rimanendone vedova nel 1998.

Dei molteplici aspetti della sua vita mondana ha narrato nel libro autobiografico Quanti sono i domani passati, edito dalla Mondadori nel 2012.

Teatrografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1976 - Se ti parlo così

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Valentina Cortese, Quanti sono i domani passati, a cura di Enrico Rotelli, Mondadori, 2012.

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

  • Lydia Simoneschi in Soltanto un bacio, Il Passatore, I corsari della strada, Ho paura di lui, La contessa scalza
  • Rina Morelli ne I miserabili (episodio Caccia all'uomo), L'ebreo errante, La montagna di cristallo, Donne proibite
  • Rosetta Calavetta in I miserabili (episodio Tempesta su Parigi), Malesia, Cagliostro, Barabba
  • Renata Marini ne Il bravo di Venezia, La vendetta della signora
  • Rita Savagnone ne L'angelica avventuriera (Sole nero)
  • Fiorella Betti in Quando muore una stella
  • Liù Bosisio in Il Cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valentina Cortese, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003-2004. URL consultato il 12 luglio 2019.
  2. ^ In una intervista rilasciata a Pino Strabioli nel programma Colpo di scena ha confessato di ricordare l'esperienza americana come interessante, avendo potuto lavorare con i grandi attori e registi che ammirava sugli schermi, ma non certo entusiasmante visto il suo desiderio di ritornare in Italia.
  3. ^ Anna Bandettini, È morta Valentina Cortese, la signora delle scene, in La Repubblica, 10 luglio 2019. URL consultato il 10 luglio 2019.
  4. ^ Comune di Milano, app di ricerca defunti "Not 2 4get".
  5. ^ Valentina Cortese, a Milano la camera ardente. La nuora Tatiana: "è stata una donna serena fino alla fine", su Repubblica.it, 11 luglio 2019. URL consultato il 22 luglio 2019.

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