Il bravo di Venezia

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Il bravo di Venezia
Il Bravo di Venezia.jpg
Gustav Diessl in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata85 minuti
Dati tecnicibianco e nero
Generedrammatico, storico
RegiaCarlo Campogalliani
SoggettoCarlo Campogalliani, Alberto Spaini
SceneggiaturaCarlo Campogalliani, Alberto Spaini
Casa di produzioneScalera Film
Distribuzione (Italia)Scalera Film
FotografiaOtello Martelli
MontaggioEraldo Da Roma
MusicheUmberto Mancini
ScenografiaGustavo Abel, Amleto Bonetti
CostumiRosi Gori, Domenico Gaido
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il bravo di Venezia è un film di genere drammatico del 1941, diretto da Carlo Campogalliani.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella Repubblica di Venezia del Cinquecento, Marco Fuser torna in incognito per vedere il figlio Guido che ignora la sua vita da bandito dovuta a un delitto passionale avvenuto anni prima.

Il ragazzo, impiegato nello studio del pittore Veronese, è innamorato di Alina, figlia dell'usuraio Zaccaria alla quale è interessato anche Alvise Guoro, legato alla nobile Leonora, inutilmente corteggiata da Gualtiero.

Tradito da uno dei suo uomini, Marco viene arrestato e dopo poco anche il figlio finisce in carcere; scoperta la verità sul padre, lo rinnega. Su consiglio di Alvise Guoro il doge propone a Marco di diventare il loro "bravo", ovvero di uccidere su commissione i nemici della Repubblica. In questo modo l'uomo avrà salva la vita anche se dovrà vivere in incognito in quanto dichiarato morto.

Un giorno l'uomo si trova di fronte suo figlio, accusato ingiustamente di omicidio, in realtà vittima inconsapevole degli intrighi di alcuni aspiranti dogi. Grazie al sacrificio paterno, il giovane viene riconosciuto innocente e potrà così sposare la sua fidanzata.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, girato negli studi della Scalera Film di Roma, venne presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica il 9 settembre 1941 ed ottenne il visto di censura n. 31.392 del 23 settembre 1941, con una lunghezza della pellicola di 3.136 metri. Nel dopoguerra ebbe un nuovo visto di censura, il n. 1.240 del 14 settembre 1946. Ebbe la prima proiezione pubblica il 17 settembre 1941.[senza fonte] È stato pubblicato in DVD dalla Cristaldi Film, distribuito dalla Cecchi Gori Home Video.

Altri tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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