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Tori Amos

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Tori Amos
Tori Amos nel 2017
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenereRock alternativo[1]
Piano rock
Pop barocco
Musica elettronica
Musica classica
Periodo di attività musicale1988  in attività
Album pubblicati23
Studio16
Live5 (+ 33 bootlegs ufficiali)
Raccolte3
Sito ufficiale

Myra Ellen Amos, detta Tori (Newton, 22 agosto 1963), è una cantautrice e pianista statunitense, considerata una figura di rilievo della musica degli anni Novanta.[2][3][4]

Mezzo-soprano e pianista,[5][6][7] è artista musicalmente multiforme, sui generis, e con strutture dissimili da quelle tipiche della musica popolare.[8] Candidata nove volte ai Grammy e vincitrice di un premio Echo Klassik per il suo album Night of Hunters, nel 1999 è stata inserita al 71º posto nella lista delle «100 migliori donne del rock and roll» stilata da VH1.[9]

È impegnata socialmente in quanto prima portavoce dell'organizzazione RAINN.[10]

Figlia di un reverendo metodista e di un'insegnante di origini indiane cherokee, inizia a suonare il pianoforte a soli due anni e a cinque vince una borsa di studio in uno dei conservatori più prestigiosi d'America, il Peabody Conservatory di Baltimora. Tuttavia, il conflitto con l'impostazione classica del conservatorio e con le tendenze conservatrici della famiglia nasce dopo aver fatto ingresso nella scuola, quando preferiva improvvisare al pianoforte le canzoni dei suoi miti (Led Zeppelin, The Doors, Elton John, Jimi Hendrix per citarne alcuni) piuttosto che eseguire a memoria le sonate di Beethoven, come richiesto dagli studi. In seguito Tori Amos (il soprannome Tori le verrà dato da un amico – in giapponese Tori significa uccello) inizia a esibirsi in vari pub e a inseguire il successo trasferendosi a Los Angeles. È proprio qui che dopo un suo concerto subisce una violenza sessuale, avvenimento che la segna profondamente.

Gli esordi e il successo negli anni 1990

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Nella metà degli anni Ottanta è la frontwoman del gruppo pop rock Y Kant Tori Read, un quartetto che vedeva tra gli altri anche la presenza di Matt Sorum, futuro batterista dei Guns N' Roses.[11] Durante quegli anni la Atlantic Records la nota e nel 1988 le fa incidere con il suo gruppo l'omonimo album. Il disco, caratterizzato da sonorità hard rock, si dimostra però un flop e spinge la casa discografica a "esiliare" l'artista temporaneamente nel Regno Unito in piccole collaborazioni.

Sebbene non in patria, Amos torna all'amore per la canzone d'autore. Dà vita a Little Earthquakes, inizialmente respinto dalla sua casa discografica, ma poi pubblicato nel 1992. Il risultato è soddisfacente, con due milioni di copie vendute negli Stati Uniti e cinque milioni in tutto il mondo. In quest'album ricorrono tutti i temi principali della crescita di Amos: il difficile rapporto con la religione e con il padre reverendo, il suo femminismo, la vicenda dello stupro, la guerra agli stereotipi.

Tori Amos nel 1996

Nel 1992 viene pubblicato l'EP di Crucify, che contiene cinque brani: la versione remix di Crucify, il brano Winter estratto dal precedente disco e tre cover (Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, Thank You dei Led Zeppelin e Angie dei Rolling Stones).

Il 1994 è l'anno della rivelazione, poiché il suo secondo album Under the Pink la consacra come una delle figure femminili principali della musica rock degli anni novanta. Il disco, lanciato dal singolo Cornflake Girl, vende oltre tre milioni di copie solo negli Stati Uniti e otto milioni in tutto il mondo. L'anno dopo, nel 1995, collabora alla colonna sonora di Higher Learning con una nuova canzone, Butterfly, e la cover di Losing my religion dei R.E.M.

Nel 1996 incide in Irlanda Boys for Pele, chiamato così in onore di Pele, dea hawaiana del fuoco. Nelle diciotto tracce che costituiscono l'album, l'artista suona, oltre che il pianoforte Bösendorfer, il clavicembalo. Il disco replica il successo del precedente con sei milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Due anni più tardi la cantautrice pubblica From the Choirgirl Hotel, un album concepito dopo un aborto naturale e che vende oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo. In questo album Amos affronta sonorità completamente differenti dalle sue opere precedenti.

Nel 1999 avviene la pubblicazione di To Venus and Back, un doppio album comprendente anche un'esibizione dal vivo. Il progetto non ottiene lo stesso successo dei precedenti lavori, ma riesce comunque a vendere tre milioni di copie.

Nel 2001 pubblica Strange Little Girls, un album composto di sole cover, dodici in totale. Le canzoni originali erano tutte cantate da uomini e trattano tutte lo stesso argomento, ovvero le donne. Tuttavia, l'opera non raggiunge il successo sperato: nonostante un buon inizio (debutta al quarto posto negli Stati Uniti), non riesce a replicare il successo dei precedenti lavori. I due milioni di copie vendute non sono considerati un risultato soddisfacente dalla Atlantic, che decide di licenziare Amos, la quale passa alla casa discografica Epic.

Per la Atlantic pubblicherà nel 2003 Tales of a Librarian, una raccolta "autobiografica" dei suoi successi rimixati per l'occasione.[12]

Dopo un matrimonio con il suo tecnico del suono Mark Hawley e l'inizio di una gravidanza, Amos compone nel 2002 Scarlet's Walk, un album romanzato che narra le vicende Scarlet (Rossella, in onore di Rossella O'Hara del romanzo Via col vento). Nelle classifiche il disco riscuote un discreto successo, vendendo due milioni di copie.

Tori Amos nel 2008

Tre anni dopo, in seguito alla nascita della figlia Natashya, pubblica The Beekeeper, nel quale vengono affrontati molteplici argomenti che l'artista racchiude in piccoli nuclei tematici, appunti simili alle celle di un favo. In quest'album è presente anche un duetto con il cantautore irlandese Damien Rice. Il progetto frutta oltre due milioni di copie. Nel 2005 è impegnata nel suo settimo tour mondiale Original Sinsuality. Tra l'agosto e l'autunno 2005 sono stati pubblicati sei bootleg live.

Il 1º maggio 2007 viene pubblicato l'album American Doll Posse, registrato in Cornovaglia come il precedente. Il disco vende un milione e mezzo di copie in tutto il mondo.

Nel maggio del 2008 l'artista abbandona la Epic Records per comporre musica in totale autonomia. Come previsto, il 19 maggio 2009, la cantautrice statunitense torna sulle scene della musica internazionale con la pubblicazione del suo decimo lavoro, intitolato Abnormally Attracted to Sin. L'album, registrato nello studio del marito Mark Hawley in Cornovaglia, esplora nuove tematiche, e viene pubblicato anche in una versione deluxe a tiratura limitata. Il primo singolo estratto è Welcome to England.

Il 10 novembre 2009 pubbluca l'album Midwinter Graces, la prima raccolta di canzoni natalizie e canti popolari che la cantautrice ha registrato nel suo studio domestico, per un totale di dodici canzoni tra inediti e cover.[13]

Ad agosto 2011 esce Carry, brano che anticipa l'album Night of Hunters uscito il 20 settembre 2011.

Il 1º ottobre 2012 viene pubblicato Gold Dust, una raccolta di quattordici brani registrati con il contributo della Metropole Orchestra diretta da Jules Buckley.

Nel 2012 ha vinto il premio ECHO Klassik (Classical Without Borders) per l'album Night of Hunters.

Nel 2019 le è stato conferito dal più antico conservatorio musicale statunitense, il Peabody Institute, il George Peabody medal for Outstanding Contributions to Music in America ("per gli eccezionali contributi alla musica").

Tori Amos in concerto in Israele nel 2007
Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Tori Amos.
  1. (EN) Tori Amos, su AllMusic, All Media Network.
  2. (EN) uDiscover Team, Tori Amos, su uDiscover Music, 30 aprile 2020. URL consultato il 20 gennaio 2023.
  3. Francesco Prisco, Torna Tori Amos, la signora del pop barocco, su Il Sole 24 ORE, 15 settembre 2017. URL consultato il 9 gennaio 2023.
  4. (EN) Tori Amos Joins Downtown, su publishing.downtownmusicservices.com, 7 gennaio 2019. URL consultato il 22 agosto 2023 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2023).
  5. Tori Amos | The Range Planet, su therangeplanet.proboards.com. URL consultato il 24 luglio 2024.
  6. Piccoli e grandi terremoti per Tori Amos, su il manifesto, 7 maggio 2024. URL consultato il 24 luglio 2024.
  7. (EN) La musica bisestile. Giorno 358. Tori Amos, su Gli Stati Generali, 2 marzo 2019. URL consultato il 9 gennaio 2023.
  8. Rita Ferrauto, Tori Amos in tour, su www.radiomontecarlo.net, 29 maggio 2014. URL consultato il 24 luglio 2024.
  9. (EN) VH1: '100 Greatest Women of Rock & Roll', su VH1, 1999. URL consultato il 28 agosto 2026.
  10. (EN) Chaz Kangas, Tori Amos to Celebrate Two Decades of RAINN, su The Village Voice, 14 agosto 2014. URL consultato il 28 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2016).
  11. (EN) Y Kant Tori Read, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 28 agosto 2026.
  12. (EN) Tales of a Librarian: A Tori Amos Collection, su yessaid.com. URL consultato il 22 agosto 2023 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2007).
  13. Tori Amos – Midwinter Graces (2009), su I Silenti, 25 ottobre 2009. URL consultato il 24 agosto 2024. Ospitato su WordPress.com.

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Collegamenti esterni

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