Madame de Maintenon

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Françoise d'Aubigné Scarron de Maintenon
Pierre Mignard - Françoise d'Aubigné, marquise de Maintenon (1694).jpg
Françoise d'Aubigné, Marchesa de Maintenon.
Consorte morganatica del re di Francia e di Navarra
In carica 1685 - 1º settembre 1715
Predecessore Maria Teresa di Spagna
Successore Maria Leszczyńska
Nome completo Françoise d'Aubigné Scarron
Altri titoli Madame Scarron
Marchesa de Maintenon
Nascita Niort, 27 novembre 1635
Morte Saint-Cyr-l'École, 15 aprile 1719
Padre Constant d'Aubigné
Coniugi Paul Scarron
Luigi XIV di Francia

Madame de Maintenon, nata Françoise d'Aubigné (Niort, 27 novembre 1635Saint-Cyr-l'École, 15 aprile 1719), è stata la sposa morganatica di re Luigi XIV di Francia dal 1684 al 1715.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Françoise d'Aubigné.

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Françoise d'Aubigné era la figlia di Constant d'Aubigné - egli stesso figlio del celebre poeta ed amico di Enrico IV, Agrippa d'Aubigné - e della sua seconda moglie Jeanne de Cardilhac. Nacque il 27 novembre 1635 nella prigione di Niort, nel carcere dove suo padre era rinchiuso per debiti.

Infatti, dopo aver abiurato la sua fede protestante nel 1618, assassinato la sua prima moglie e il suo amante nel 1619, poi rapidamente speso la dote della seconda, era sospettato di avere dei rapporti d'affari con gli Inglesi e per questo chiuso prima nella prigione di Bordeaux e poi in quella di Niort.

Fino a che suo padre uscisse dalla prigione di Niort, la giovane Françoise passò i primi mesi della sua infanzia da Madame de Villette, sua zia ugonotta, al castello di Mursay, a nord di Niort. Passò i sei anni seguenti con i suoi genitori in Martinica, di cui conserverà un ricordo molto forte, trasmesso ai suoi futuri mariti, il poeta burlesco Paul Scarron e il re di Francia Luigi XIV, che decise dal 1674 di intensificare la coltura della canna da zuccherro in Martinica e poi a Santo Domingo.

Il nome di suo padre è citato in un primo viaggio un anno prima, quello del 1635 con Pierre Belain d'Esnambuc, fondatore del villaggio di Saint-Pierre in Martinica nel 1635. La coppia partì nel 1636 per Saint-Cristophe, da dove si arriva in Martinica[1]. Françoise visse con i suoi genitori nel villaggio di Prêcheur, il primo dove arrivò d'Esnambuc, vicino a Saint-Pierre, all'estremità nord-ovest della Martinica, esposto agli attacchi incessanti degli Indiani dell'Isola della Dominica.

Ufficialmente, suo padre era governatore della piccola isola di Marie-Galante. Ma questo titolo non gli era riconosciuto e lui non aveva i mezzi per valorizzarlo. L'isola era una giungla e doveva in principio essere governata dalla Martinica, anche essa coperta da nove decimi di foreste, dove Indiani e bucanieri fanno la legge. La famiglia di Françoise sopravviveva nella povertà, mentre le Barbados inglesi vivevano nella ricchezza. Questo soggiorno di sei anni le darà il soprannome di « bella indiana ». Stava finendo l'epoca in cui i Martinicani tentavano senza successo di introdurre la coltura della canna da zucchero. Al suo ritorno in Francia, nel 1647, Françoise apprese la notizia della morte di suo padre, partito nel 1645 cercando di far riconoscere il suo titolo di governatore.

Françoise perse anche molto velocemente sua madre che viveva nella miseria. Dovette andare dai parenti di suo padre per cercare di recuperare i suoi beni, poi fu di nuovo affidata a sua zia di Niort, Madame de Villette, fervente protestante. La sua madrina, Madame de Neuillant, fervente cattolica, ottenne dalla regina madre Anna d'Austria una lettera per recuperare Françoise e permetterle di praticare il cattolicismo (in effetti alla sua nascita Madame d'Aubigné era stata battezzata nella religione cattolica) e rinnegare la sua fede calvinista. Fu posta contro la sua volontà nel convento delle Orsoline di Niort, poi in quello delle Orsoline di rue Saint-Jacques a Parigi[2] dove, grazie alla dolcezza e all'affetto di una religiosa, suor Celeste, la giovane rinunciò definitivamente al calvinismo, condizione indispensabile per poter accompagnare Madame de Neuillant nei salotti parigini. Fu in una di queste riunioni mondani incontrò il cavaliere di Méré, che prese in simpatia quella che nominò "la bella Indiana" e si offrì di istruirla come conveniva.

Primo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il poeta Paul Scarron, primo marito di Françoise d'Aubigné.

Quattro anni dopo il suo ritorno in Francia, nell'aprile 1652, all'età di sedici anni, Françoise d'aubigné, senza un soldo ma bella e saggia, sposò il poeta burlesco Paul Scarron, di venticinque anni più anziano e gravemente handicappato. Lettero e amante delle feste, amico di numerosi artisti, il suo salone era frequentato dai più prestigiosi nomi della capitale (per esempio il maresciallo d'Abret, il marchese di Villarceaux, l'abate di Choisy), Scarron era parzialmente paralizzato da uno sfortunato bagno nottuno nella Senna in inverno. Propose ad una Françoise orfana, molto povera (non possede assolutamente niente) e fragile, di darle una dote per entrare in convento, o di sposarlo. Il contratto di matrimonio concluso il 4 agosto 1652 le riconobbe circa ventiquattro mila livree di pensione[3].

"la bella Indiana" influenzò la seconda parte della vita di Paul Scarron, che farà molto caso alla necessità di andare nelle Indie e alla Martinica. Il poeta ha seriamente investito 3.000 livree in una società commerciando con la Martinica[4]. Per rendere felice la sua giovane sposa, Scarron accettò anche di inviare di testa propria le repliche troppo sbarazzine[2].

Madame Scarron divenne l'animatrice del salotto aperto da suo marito, molto frequentato dagli scrittori dell'epoca. D'allora tesse una solida risorsa di relazioni con gli belli spiriti del Marais tra cui si trovavano Françoise-Athénaïs de Montespan e Bonne d'Heudicourt, nipote del maresciallo d'Albret, Madame de la Fayette, Madame de Sévigné, Ninon de Lenclos, e molte altre [5].

Nel 1660, quando lei aveva venticinque anni, Paul Scarron che le aveva trasmesso una grande cultura, morì non lasciandole che debiti. Dal suo matrimonio, Françoise aveva vinto l'arte del piacere e ne conservò le relazioni ; così, Anna d'Austria, sollecitata dalle amiche comuni, accordò alla vedova Scarron una pensione di 2.000 livree[6]. Alla morte della regina madre, la sua pensione fu ristabilita grazie all'intervento di madame de Montespan, dama d'onore di Enrichetta, duchessa d'Orléans, cognata del re ; le due donne si erano rincontrate dal maresciallo d'Albret, cugino per alleanze di Madame de Montespan ed amico intimo di Scarron. se Madame de Montespan pensò a lei per farla diventare governante dei bastarsi reali, fu perché la vedova Scarron la divertiva e perché era discreta. Françoise accettò perché lei amava i bambini, ma anche e soprattutto perché sapeva bene che si vinceva sempre a servire il re.

Dopo la morte di suo marito, Françoise divenne l'amante di Louis de Mornay, marchese di Villarceaux, per tre anni, prima di mettere fine a questa relazione con lui di natura brutale, per preservare la sua reputazione : "Non ti voglio più vedere qui o almeno per un anno, e poi ci rivedremo come dei vecchi amici, ma la porta della mia camera ti sarà sempre chiusa". Resterà di questa storia un dipinto realizzato da Mornay stesso, e la rappresenta come dea greca, il seno nudo, lo sguardo fisso verso l'orizzonte, indifferente al suo amante, rappresentanto sotto il tratto di Amore che tiene la sua freccia. Questa tela è conservata nella sala da pranzo del castello di Villarceaux, nella Val-d'Oise[7].

Diede poi un'immagine pia e devota, come attesta la sua corrispondenza con l'abate Gobeli, suo confessore dal 1666[8]

Al servizio dei figli del re[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto presunto di Madame de Montespan e dei suoi figli.

Madame de Montespan la invitò alla corte di Francia nel 1668. Nel 1669, su proposta di Madame d'Heudicourt, accettò l'incarico di governante dei figli illegittimi del re di Madame de Montespan, dopo che ebbe rifiutato di essere la dama di compagnia di Maria Francesca di Savoia-Nemours, regina del Portogallo. Si installò in prossimità della capitale in un grande albergo del villaggio di Vaugirard[9], dove ci visse nella più grande discrezione e dove incontrò per la prima volta il re che la vide con vedere i suoi figli.

Questi, che avevano poco affetto per i suoi figli adulterini, constatò l'attenzione materna di cui la vedova Scarron circondava i suoi piccoli protetti. Dopo la morte del maggiore tra loro, si accorse del suo dolore e delle lacrime della governante dei suoi figli, ed disse ad un confidente : "Come lei sa bene amare, sarebbe un piacere essere amato da lei"[10].

Riapparve alla corte nel 1673 dopo la leggittimazione dei bastardi reali (bambini il cui nome della madre resta ufficialmente sconosciuto). Ma la governante dovette affrontare la gelosia sempre più grande di Madame de Montespan, che la minacciò di licenziarla. Il re le fece dono di una gratificazione straordinaria di 100.000 scudi per quello che le restava[11].

Madame de Maintenon acquistò nel 1674, l'anno della dissoluzione della Compagnia francese delle Indie occidentali la nuova ferme du tabac, un monopolio fiscale su i 2,5 milioni di livree prodotte annualmente a Santo Domingo, che rivendette ad un consortium di finanzieri condotti dal banchiere Antoine Crozat, futuro imprenditore della Louisiana[12].

Madame de Maintenon e due figli di Madame de Montespan.

Il 27 dicembre 1674, acquistò per 150.000 livree, con il denaro della sua rendita, il castello e il titolo di Maintenon a Françoise d'Angennes, sposa di Odet de Riantz marchese di Villeroy, ed ereditiera di Charles François d'Angennes, marchese di Maintenon, che fu governatore di Marie-Galante (il titolo che era stato affidato a suo padre) [13] e che diventò l'anno seguente uno dei capi dei filibustieri delle Antille per due anni, prima di cacciare i suoi stessi filibustieri su ordine del re, per diventare il più ricco piantatore della Martinica, nello stesso villaggio dove abitò Françoise, a nord di Saint-Pierre della Martinica. I figli bastardi del re, all'inizio cresciuti a Vaugirard, crebbero inoltre nel castello di Maintenon. Uno dei due accompagnerà nel 1691 il Cavalier de la Salle in una delle tre spedizioni in Louisiana, ma che terminerà in un fiasco.

Anche se si conoscevano dal 1669, il re non poté apprezzare la Vedova Scarron in un primo momento. Aveva finito per abituarsi a lei e si attaccò immediatamente a lei quando mostro un dolore "più vivo di quello di Madame de Montespan" dopo la morte della figlia maggiore della favorita all'età di tre anni[14].

Da allora in poi, rimase a Barèges per servire il duca di Maine. Da allora, tutto si accelerò, la sua popolarità crebbe, Luigi XIV le conferì il ruolo di seconda «dame d'atours» della delfina Maria Anna di Baviera l'8 gennaio 1680, e formò con il re una vera parentale di bastardi, di cui il maggiore, il duca di Maine, raccontò le cronache.

Il matrimonio con il Re Sole[modifica | modifica wikitesto]

in un ritratto di Louise Elle

Caduta progressivamente in disgrazia Madame de Montespan, morta la regina Maria Teresa nel 1683, il re decise di sancire il fatto che lui e Madame erano la vera coppia parentale dei figli della Montespan, facendo di Madame de Maintenon, sposata con una cerimonia segreta nella notte fra il 9 e il 10 ottobre, la propria moglie morganatica. Il matrimonio restò segreto, ma dopo un po' la corte cominciò a mormorare: Ezechiel Spanheim, ambasciatore del Brandeburgo, scriveva:

« ... questa relazione [tra il re e la marchesa], che per molto tempo è stata attribuita esclusivamente alla stima del re e alla piacevolezza di spirito e di carattere della dama, si rivelò in seguito così grande e particolare che si sparse la voce che il re l'avesse sposata segretamente (...). Questa idea, che all'inizio fu presa come una chiacchiera di corte destinata a ridicolizzare questo specialissimo attaccamento del re, in seguito cominciò a sembrare a molti non infondata, anche se nessuno osa sostenerla esplicitamente. Coloro che ne sono convinti l'attribuiscono a certe inclinazioni devote del re, ad un suo desiderio di mortificazione dei sensi e di penitenza per i suoi amori peccaminosi, ed anche ad un comportamento particolare della dama, che è riuscita prima a conquistare interamente l'amicizia e la confidenza di Sua Maestà, e poi a condurlo - o per timore di ricadere nelle passate debolezze, o anche in considerazione dei danni che gliene erano derivati - a fare di lei non solo la sua confidente, ma addirittura (se le chiacchiere sono vere) la moglie legittima. »

Luigi XIV aveva allora 45 anni, Madame de Maintenon 48.

Le fu attribuita una grande influenza sul re e sulla corte, fatta di rigore e di austerità. A questa influenza si disse dovuta la revoca dell'Editto di Nantes nel 1685, che, provocando l'esodo massiccio dei protestanti e dei loro capitali, ebbe per effetto la rovina delle finanze e dell'economia francesi, e lo scatenamento della Guerra di successione spagnola nel 1701.

Benché sia stata accusata di essere causa di ogni male, ed abbia indubbiamente imposto alla corte un clima di devozione e di rigore, gli storici ancora s'interrogano circa il suo effettivo ruolo e il peso della sua influenza sul Re.

Memore delle proprie sciagure giovanili, nel 1686 fondò a Sant-Cyr (divenuta poi per ciò Saint-Cyr-l'École), la Maison royale de Saint-Louis, un collegio dove fanciulle nobili e povere venivano educate in vista del matrimonio e del loro futuro nel mondo. Con la Rivoluzione il collegio fu brevemente trasformato in scuola per i figli degli ufficiali (1790-1793), poi in ospedale militare (fino al 1808), poi divenne la Scuola speciale militare di Saint-Cyr.

Gli ultimi 30 anni della vita di madame de Maintenon furono consacrati all'istituzione che aveva creato e alla salvezza delle anime, in particolare di quella del re.

Tre giorni prima della morte del re nel 1715 si ritirò a Saint-Cyr, dove restò fino alla propria morte, nel 1719.

Epitaffio[modifica | modifica wikitesto]

Ormai vecchia, dettò lei stessa un geniale epitaffio della propria vita, a mo' di drappo trionfale lanciato su pettegolezzi e invidie sconfitte:

(FR)

« Selon la longue expérience que j'ai accumulée maintenant que j'ai dépassé les 80 printemps, j'ai pu constater que la Vérité n'existe qu'en Dieu et que le reste n'est qu'une question de point de vue. »

(IT)

« Nella lunga esperienza che ho accumulato - giacché ho superato le 80 primavere - ho potuto constatare che la Verità esiste solo in Dio, e il resto non è che questione di punti di vista. »

Madame de Maintenon nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://books.google.fr/books?id=zuwWAAAAYAAJ&pg=PA307&dq=scarron+martinique&ei=kfrfSKrwE5bQzASsqIChAg#PPA306,M1.
  2. ^ a b http://books.google.fr/books?id=Oroj200EhvcC&pg=RA1-PA266&dq=%22fran%C3%A7oise+d%27aubign%C3%A9%22+biographie&ei=qKcVSYzqJ4jcygTl--z3BA#PRA1-PA267,M1.
  3. ^ (FR) Henri Chardon, Scarron inconnu, Champion, 1904, p. 388.
  4. ^ http://books.google.fr/books?id=zuwWAAAAYAAJ&pg=PA307&dq=scarron+martinique&ei=kfrfSKrwE5bQzASsqIChAg#PPA307,M1.
  5. ^ http://www.jesuismort.com/biographie_celebrite_chercher/biographie-madame_de_maintenon-3128.php.
  6. ^ (FR) Constant Venesoen, Madame de Maintenon, sans retouches, Books on Demand, 2012, p. 20.
  7. ^ Edouard Pilastre, Vie et caractère de Madame de Maintenon, Felix Alcan, 1907, p. 27.
  8. ^ Auguste Geffroy, Madame de Maintenon d'après sa correspondance authentique. Choix de ses lettres et entretiens, 2 volumes, 1887 (fr)
  9. ^ Da Françoise Chandernagor, « Maintenon » nel François Bluche (dir.), Dictionnaire du Grand Siècle, Paris, Fayard, 1990, p. 937.
  10. ^ I ricordi di Madame de Caylus (nipote di Madame de Maintenon), Amsterdam, Jean Robert, 1770, p. 32.
  11. ^ (FR) Jean-Christian Petitfils, Louis XIV, Perrin, 2008, p. 147.
  12. ^ http://books.google.fr/books?id=cpd5igMpvzgC&pg=PA284&dq=%22Maintenon%22+tobacco&ei=wK7TSLTYCILoyAT3ounpAw&sig=ACfU3U3v3AEFcjIuSazQtCmaO8_Iwt_SaQ#PPA284,M1.
  13. ^ http://www.gmarchal.net/HTML%20PAGE%20DE%20GILLES/aubignette-2.htm.
  14. ^ (FR) Thierry Sarmant, Louis XIV, homme et roi, Parigi, Tallandier, 2012, p. pp. 313-314..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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