Maria Teresa Carlotta di Borbone-Francia

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Maria Teresa Carlotta di Borbone
Caminade - Duchesse d'Angouleme.jpg
Maria Teresa Carlotta ritratta da Alexandre-François Caminade nel 1827.
Regina di Francia e di Navarra
In carica 2 agosto 1830
Predecessore Maria Luisa d'Asburgo-Lorena (de facto)
Maria Giuseppina di Savoia (de iure)
Successore Maria Amalia di Borbone-Napoli
Nome completo Marie Thérèse Charlotte de Bourbon
Altri titoli Madame Royale
Fille de France
Contessa di Marnes
Duchessa d'Angoulême
Madame La Dauphine
Nascita Castello di Versailles, Versailles, 19 dicembre 1778
Morte Frohsdorf, Austria, 19 ottobre 1851
Luogo di sepoltura Monastero di Castagnevizza, Nova Gorica
Casa reale Borbone
Padre Luigi XVI di Francia
Madre Maria Antonietta d'Austria
Consorte Luigi XIX di Francia

Maria Teresa Carlotta di Borbone (Versailles, 19 dicembre 1778Frohsdorf, 19 ottobre 1851), duchessa d'Angoulême, delfina di Francia (ed anche, per alcuni minuti nel 1830, "Regina di Francia"), quindi in esilio contessa di Marnes, nota anche come Madame Royale, era la figlia primogenita di Luigi XVI di Francia e di Maria Antonietta d'Austria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Mousseline la seria », a 4 anni, di Alexandre Kucharski, 1782.

Maria Teresa Carlotta di Francia fu chiamata Madame o Madame Royale, anche se sua madre la chiamava sempre con il soprannome di Mousseline la Seria[1]. Fu la prima figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta, nata dopo più di otto anni di matrimonio.

La sua nascita fu attesa e salutata dal popolo francese e s'intonarono dei Te Deum in tutte le chiese del regno per celebrarla[2]. La sua nascita parve tuttavia sospetta, la coppia reale non era riuscita a procreare per parecchi anni e ciò fece nascere la voce dell'illegittimità della bambina, la cui paternità venne attribuita al conte d'Artois o al duca di Coigny[3].

Maria Teresa venne battezzata il 19 dicembre 1778, giorno della sua nascita, nella cappella del castello di Versailles dal cardinale-vescovo di Strasburgo Louis de Rohan, grande elemosiniere di Francia, in presenza di Honoré Nicolas Brocqueville, curato della chiesa di Notre Dame de Versailles: il padrino era il cugino del padre, il re Carlo III di Spagna, rappresentato da Luigi Stanislao Xavier di Francia, conte di Provenza, e primo nell'ordine della successione, la madrina era la sua nonna materna, l'imperatrice Maria Teresa, rappresentata dalla contessa di Provenza[4].

La principessa reale Maria Teresa Carlotta, chiamata sempre con il suo terzo nome, conobbe un'infanzia di figlia di Francia unica nel suo genere. Numerosi scritti, soprattutto le memorie della baronessa d'Oberkirch, testimoniano il carattere orgoglioso della giovane principessa, che Maria Antonietta seppe correggere molto bene.

Immagini di Maria Teresa Carlotta[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la rivoluzione: "Gli anni terribili"[modifica | modifica wikitesto]

Assedio e presa del Castello delle Tuileries, il 10 agosto 1792(incisione del XVIII secolo)
7 ottobre 1789, Primo omaggio degli abitanti di Parigi alla famiglia reale "prigioniera" al Palazzo delle Tuileries.

Fu una bambina di dieci anni che si trovò confrontata con le violenze della rivoluzione dopo l'installazione forzata della sua famiglia al palazzo delle Tuileries a Parigi, il 6 ottobre 1789. Ad ogni rumore, Maria Teresa aveva l'impressione che lei e la sua famiglia stavano per essere assassinati.

Il conte di Fersen convinse il re e la regina a fuggire (episodio di Varennes-en-Argonne) il 20 giugno 1791. La famiglia reale (il re, vestito da valletto, la regina, vestita da cameriera, la sorella del re, Madame Elisabetta, il delfino vestito da bambina, Maria Teresa e la marchesa di Tourzel, governante dei bambini) fu presa e riportata, non senza rischi per la strada, al castello e, dopo un'ultima sommossa, il 10 agosto 1792, alla prigione del Tempio.

A causa dei pochi vestiti di cui disponeva, "Teresa Capeto" prese a ricucirli tutte le sere. Aveva appena quattordici anni quando, in seguito al suo processo, il re detenuto fu condannato a morte. Maria Teresa cominciò nel gennaio 1793, poco dopo l'esecuzione di suo padre, a scrivere le sue memorie. Nel settembre dello stesso anno, l'ex-regina sua madre venne trasferita alla prigione della Conciergerie e fu separata dal suo piccolo fratello Luigi XVII, che aveva 8 anni.

Mentre l'attenzione di tutti era fissa sui sovrani decaduti, i bambini rimasero nell'ombra. Dopo l'esecuzione del re, avvenuta il 21 gennaio e quella di sua madre, avvenuta il 16 ottobre 1793, la giovane principessa rimase con la zia paterna, Madame Elisabetta, 28 anni, e di suo fratello Luigi, di 8 anni.

L'"Orfanella del Tempio"[modifica | modifica wikitesto]

Dongione del Tempio verso il 1795.

La situazione cambiò: i sopravvissuti, Maria Teresa, suo fratello e la loro zia, non potevano essere giudicati per crimini politici di cui erano innocenti. Furono informati di ciò che rappresentavano: bisognava separarli[5].

Il 10 maggio 1794, Madame Elisabetta fu a sua volta ghigliottinata e il giovane Delfino morì all'età di 10 anni, in seguito ai cattivi trattamenti e alla tubercolosi, l'8 giugno 1795.

Di tutto ciò Maria Teresa, abbandonata dal mondo, non sapeva niente.

Dopo l'esecuzione di Robespierre, avvenuta nel luglio 1794, e alla fine del Terrore, la principessa ricevette la visita di Barras e le sue condizioni di prigionia migliorarono. Le portarono della biancheria e Laurent - guardiano di Luigi XVII - garantì la sicurezza di Madame Royale, che riconobbe piena di gentilezza[6]. Il re di Spagna chiese di recuperare i suoi cugini, i bambini "Capeto" ma non ottenne niente.

Dalla morte di suo fratello l'8 giugno 1795, la Convenzione trovò la presenza di Maria Teresa piuttosto ingombrante, la sua detenzione impopolare, per cui fu deciso di scambiarla con i prigionieri repubblicani trattenuti in Austria. Fino al termine delle trattative, diedero alla principessa una giovane dama di compagnia, Madame de Chanterenne, che Maria Teresa soprannominò affettuosamente "Rénette".

Parallelamente, il tribunale rivoluzionario permise che Maria Teresa ricevesse la visita quotidiana di una misteriosa "cugina". Si trattava di Stéphanie-Louise de Montcairzin (anagramma di Conti e Mazarino) che si diceva essere nata dall'amore illegittimo del principe di Conti e di Louise-Jeanne de Durfort, duchessa di Mazarino. Le sue visite proseguirono fino al 26 agosto 1795, dopo di che le fu proibito l'accesso alla prigione, nell'incertezza della sua identità rivelata.

Dato che Maria Teresa era l'unica della famiglia reale sopravvissuta, la timida principessa divenne, malgrado tutto, una vera "celebrità". Per tutti era l'"Orfanella del Tempio", nome che non la lascerà mai. I suoi ammiratori la osservavano da degli appartamenti di fronte al Tempio: la scrutavano per rendersi conto dei fatti e dei suoi gesti quotidiani e poi ricostruirli a loro piacimento. Più popolarmente, divenne l'eroina delle canzoni, dei poemi e delle recite di quel tempo (thriller, ballate alla maniera di Ossian) che avevano la sua sofferenza e la sua storia, e non il suo rango, per protagonista principale.

Le trattative andarono per le lunghe ma infine la principessa fu scambiata con sei importanti prigionieri francesi catturati dalle truppe austriache (Pierre Riel de Beurnonville, Jean-Baptiste Drouet, Hugues-Bernard Maret, Armand-Gaston Camus, Nicolas-Marie Quinette e Charles-Louis Huguet de Sémonville). Ella lasciò la prigione del Tempio di notte, il giorno in cui compiva diciassette anni (19 dicembre 1975), e si recò a Basilea ove si affidò all'inviato dell'imperatore Francesco I d'Austria. Fu accompagnata da François Hüe (1757-1819), ufficiale di camera del padre, che aveva seguito la famiglia alla prigione del Tempio e che rimase con lei fino a Vienna.

Qui Maria Teresa Carlotta trovò la famiglia della madre con la quale s'integrò abbastanza in fretta, anche se riteneva l'imperatore Francesco I d'Austria responsabile della morte di sua madre a causa della sua inazione. Ebbe qualche difficoltà con gli émigré francesi che si trovavano alla corte di Vienna: trattandosi generalmente di esponenti dell'alta nobiltà francese, ella li considerava praticamente dei traditori.

Il suo soggiorno a Vienna la rese fredda e imbronciata, mentre suo zio, Luigi XVIII, a quel tempo in esilio a Verona, non si decideva a toglierla dalle mani dell'imperatore.

Da giugno 1799 al 1814: una principessa "francese" in esilio attraverso l'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Jelgava situato in Curlandia (oggi Jelgava in Lettonia).

Durante il suo soggiorno a Vienna Maria Teresa mise in luce le tensioni fra le logiche dinastiche e quelle nazionali tra il XVIII e il XIX secolo. Rifiutandosi di sposare il fratello dell'imperatore d'Austria, l'arciduca Carlo d'Asburgo-Teschen, valoroso ufficiale ma, per lei "nemico della Francia", ella rafforzò la sua reputazione di "principessa francese", fatto che la propaganda realista strumentalizzerà durante la Restaurazione.[7]

Louis-Antoine, duca d'Angoulême. incisione del 1827.

Grazie ai buoni uffizi dello zar di Russia Paolo I, Maria Teresa accettò infine di sposare, all'età di vent'anni, l'erede della corona di Francia decaduta, un altro dei suoi cugini germani, Luigi Antonio di Borbone-Francia, figlio primogenito del futuro Carlo X e duca d'Angoulême. Nel giugno 1799 ella lasciò Vienna per raggiungere lo zio e il suo futuro sposo rifugiati sotto la protezione dello zar al Palazzo Jelgava in Curlandia. Il 9 giugno 1799 Louis-Joseph de Montmorency-Laval, principe-vescovo di Metz e Grande elemosiniere di Francia celebrò il matrimonio, in presenza del futuro Luigi XVIII di Francia e della sua consorte Maria Giuseppina di Savoia. L'abate Henri Edgeworth de Firmont, che aveva accompagnato Luigi XVI di Francia al patibolo ci tenne ugualmente a essere presente alla cerimonia per benedire la coppia principesca. L'atto di matrimonio[8] fu redatto dal conte di Saint Priest. Da questo momento l'esistenza della Madame royale diviene strettamente legata a quella dello zio Luigi XVIII, con il quale condivide l'esilio e che utilizza la sua immagine di "martire della Rivoluzione" per aggregare i realisti e interessare i sovrani europei alla loro causa. In effetti Maria Teresa condivide sia la vita dello zio che quella del suo sposo. Luigi XVIII ha bisogno di assicurare la legittimità del diritto di cui è titolare per la legge salica e per la legittimità del fatto che ne è portatrice sua nipote. Egli fa quindi di lei l'erede delle vistù dei suoi genitori, poi una novella Antigone, fedele al re anche nella mala sorte, come dovrebbero essere tutti i realisti. Madame royal diviene allora colei che indica la via della fedeltà monarchica.[9]. Ella è già la vera regina della piccola corte in esilio, anche se la consorte ci Luigi XVIII, Maria Giuseppina di Savoia, è ancora in vita.

In Francia, giornali, ritratti, "pellegrinaggi" alla prigione del Tempio perpetuano il ricordo dell'"Orfanella", almeno fino al Colpo di Stato del 18 fruttidoro (4 settembre 1797).[9] La principessa diviene ancge un'eroina da romanzo. La sua prigionia, le sue sofferenze sono temi cari al romanzo nero allora in voga. Nel 1799 la baronessa di Méré (Élisabeth Guénard) pubblica Irma ou les malheurs d'une jeune orpheline (Irma, o le sventure di una giovane orfana), che riprende il corso delle sventure della principessa, le trsferisce in India, con nomi in anagramma e le chiavi d'interpretazione alla fine del libro; il successo è così notevole da scoraggiare la censura.[9] Due romanzi di Jean-Baptiste Regnault-Warin: Le cimetière de la Madeleine e, soprattutto Les Prisonniers du Temple, appaiono nel 1800 e nel 1801, proseguendo il fenomeno.[7]

Il matrimonio di Madame Royale, celebrato da tutti i realisti come simbolo di speranza, abortì ben presto poiché fu seguito da anni di esilio, prima in Polonia, poi nuovamente in Curlandia. Nel 1807, avendo perdute tutte le speranze di rientrare in Francia, i Borboni si trasferirono in Inghilterra installandosi nell'Hartwell House: Maria Teresa, ventinovenne, vi ritrovò con gioia il suocero e il cognato, il duca di Berry.

La Prima Restaurazione[modifica | modifica wikitesto]

« La principessadagli occhi arrossati » vista da Jean Baptiste Jacques Augustin.

Maria Teresa Carlotta di Francia è il personaggio più noto e più simpatico al momento della Prima restaurazione nel 1814: l'attenzione si fissa dunque su di lei e sui suoi mitici "occhi arrossati", tanto che Luigi XVIII non smette di indicarla alla folla e si sforza di metterla in vista ogni volta che può. Ella appare come il difensore della Restaurazione presso i francesi, se ne vanta il carattere "tutto francese", si fa di lei la colomba della pace, il garante della prosperità[10].

A 36 anni, dopo venti di esilio, ella è veramente l'emblema della prima Restaurazione e della riconciliazione dei francesi, benché ella sia più vicina alle idee conservatrici del suocero, conte d'Artois, che alle idee più moderate di Luigi XVIII. Le viene assegnato come cappellano Roch-Étienne de Vichy, ex cappellano di sua madre, che si era esiliato in Baviera[11].

Nello stesso tempo proliferano brochure e ritratti destinati a far conoscere la famiglia reale, che riprendono tutti i temi sviluppati su di lei dal 1795: si continuano a pubblicare opere sull'"Orfanella del Tempio" o su "Antigone". Si giunge così ad un fenomeno di traslazione: è questo personaggio letterario che è noto e lodato e non la vera principessa, della quale infine non si sa nulla, ma durante i primi mesi della Restaurazione la cosa pare funzionare.[12].

Intanto cominciano a circolare voci: la trentaseienne che re Luigi XVIII presenta alla Francia nel 1814 non assomiglia né fisicamente né moralmente alla giovane principessa che ha lasciato il Tempio e la Francia a diciassette anni nel 1795.[13] Si mormora di una sostituzione al momento dello scambio con i prigionieri francesi e che la principessa sia nascosta in Germania sotto il nome di contessa delle Tenebre. Quanto alla duchessa d'Angoulême venuta a Parigi con il re, si tratterebbe di Maria Filippina Lambriquet, compagna d'infanzia di Maria Teresa.[14].

I Cento giorni[modifica | modifica wikitesto]

L'eroina di Bordeaux immortalata da Antoine-Jean Gros, 1819, Museo delle Belle Arti di Bordeaux.

I Cento giorni segnano nello stesso tempo l'apogeo dell'immagine della duchessa d'Angoulême e il fallimento definitivo del progetto di Luigi XVIII, che voleva raccogliere la Francia intorno alla nipote. L'annuncio del ritorno di Napoleone sorprende Maria Teresa e il marito a Bordeaux, ov'essi celebrano l'anniversario del passaggio della città ai Borboni. Mentre il re si rifugia in terra straniera, a Gand, e che il duca di Angoulême deve partire per Tolosa, Madame Royale è incaricata dal re di difendere Bordeaux, città a lui devota, ad eccezione della guarnigione. All'avvicinarsi del generale Clauzel, agli ordini dell'Imperatore, e nonostante il coraggio della principessa, che arringa da sola i soldati, questi ultimi tradiscono la causa dei Borboni e passano al nemico. La duchessa d'Angoulême è quindi costretta a partire per l'Inghilterra, ove tratta l'acquisto di armi per la Vandea e si sforza di organizzare i realisti dell'ovest della Francia, sollecitando fino la Spagna a intervenire per sostenerli. Napoleone, ammirato, disse di lei che era «...l'unico uomo della famiglia dei Borboni»[5].

Questo comportamento le vale il raddoppio della venerazione da parte dei realisti: ella diviene "l'eroina di Bordeaux" che riunisce i realisti fedeli intorno al suo pennacchio di fiera ereditiera di Enrico IV. Unica della sua famiglia ad aver resistito all'usurpatore (Napoleone) ella ne è il soldato e il personaggio più importante, in particolare a spese del re. Il suo eroismo è cantato in specie di poemi epici che fanno di lei una dea e guerriera che ha salvato la Francia. Ma, parallelamente, questo recupero di popolarità presso i realisti implica una generale animosità presso i bonapartisti e i liberali. Ella viene trattata come una megera, ritenuta responsabile di tutti gli eccessi della Prima Restaurazione. La sua devozione è particolarmente schernita e trasformata in fanatismo. Ma ciò che le viene soprattutto rimproverato è il suo ruolo innaturale di comandante bellico: questo non è posto per una donna!

Alla fine dei Cento giorni l'immagine della duchessa Angoulême muta a poco a poco. Le c alunnie e le caricature hanno avuto il loro effetto e rimangono impresse nella memoria. Per altro l'immagine dell'"eroina di Bordeaux" pone dei problemi: si tratta dell'eroina di una guerra civile, che non può favorire la riconciliazione, e il suo coraggio contrasta troppo con il lassismo del re che è fuggito da Parigi. Non è dunque il potere reale che s'impadronisce di questa immagine, ma l'ultrarealismo, che ne fa il suo stendardo.

La Seconda restaurazione 1815-1830[modifica | modifica wikitesto]

La corte rinata dal 1814 e dopo i Cento giorni alle Tuileries si trova di fronte un dilemma: Luigi XVIII è rimasto vedovo dal 1810 di Maria Giuseppina di Savoia, non cè più nessuna regina. Vi era sì Zoé Talon, contessa del Caylas, della quale Luigi fu innamorato di un amore profondo tra il 1817 e il 1824 , ma, divenuta la sua amante, la contessa cerca sempre di restare ai margini della vita politica e la sua relazione con Luigi XVIII, pur non clandestina, rimase molto discreta, lasciando il posto ad una possibile "regina in sostituzione".

È la duchessa di Angoulême che prende il posto, come sottolinea la formula impiegata al momento del ricevimento delle mogli degli ambasciatori a corte.

La famiglia reale alle Tuileries (incisione del XIX secolo).

Molti doveri incombono quindi su questa regina priva di titolo. Il primo è quello di perpetuare la dinastia, ma è stato uno scacco: essendo il duca di Angoulême impotente,[15] ella non avrà mai figli. Questo inconveniente pare tanto più grande in quanto ella è l'ultima portatrice del sangue di Luigi XVI. Tuttavia ella deve tenere a corte un comportamento brillante e il successo è mitigato: la corte è prestigiosa, ispirata al XVIII secolo, con certi tratti della corte imperiale, ma la scontrosità di questa principessa quarantenne che ha molto sofferto, ne scoraggia più d'uno.[16] A credere alla contessa di Boigne, ella avrebbe spinto questo rispetto per l'antico protocolle fino a voler imporre il ritorno degli abiti a cesto nei costumi di corte. L'arrivo della duchessa di Berry, feconda principessa ventenne e più socievole, porta una vera ventata d'aria fresca a corte, creando perciò tensioni nel seno della famiglia reale.[17]

Pertanto il posto della duchessa rimane in ombra. All'improvviso ella appare di continuo nei momenti di crisi dinastica, come un ripiego possibile per portare la corona. Tale fu il caso del 1820, quando il suo cognato, il duca di Berry venne assassinato.

Di seguito, nei discorsi ufficiali, sui giornali ultrarealisti in particolare, Madam Royale è incontestabilmente la regina, una regina di Francia del XIX secolo la cui immagine è paragonabile a quella dei suoi antenati del XVII secolo: rgina caritatevole e molto religiosa, ella è in terra ciò che la Vergine Maria è in cielo, intermediaria tra il re e i suoi sudditi, tra Dio e gli uomini. Tramite la duchessa di Angoulême è la monarchia che si cerca di risacralizzare.[16]

Nel 1824 muore Luigi XVIII, lasciando il trono al fratello Carlo, già conte d'Artois, Maria Teresa diviene delfina, come era stato prima di lei per sua madre. Ella sarà l'ultima delfina in linea diretta che la Francia conosca.

Durante la seconda restaurazione, la duchessa d'Angoulême percorre tutto il regno. Ella si trova in viaggio sulle strade quasi ogni anno per qualche settimana al mese e passa l'anno 1823 quasi completamente in provincia, particolarmente a Bordeaux. Ogni due anni segue le cure a Vichy, ma visita anche tutto l'est della Francia, la Bretagna, la Normandia, il Midi, l'Aquitania e la Vandea.

Durante questi viaggi la principessa rappresenta il re: ella deve dare un'immagine prestigiosa e materna della monarchia e s'informa sull'amministrazione dei dipartimenti del regno. Quest'ultimo punto è per altro un'illusione: al prezzo di un'organizzazione che non lascia nulla al caso, le élite locali si sforzano di dare alla duchessa una rappresentazione unanime e del tutto realista delle loro circoscrizioni.

L'immagine che noi abbiamo di questi viaggi è dunque condizionata e noi non sappiamo, o sappiamo poco, delle reazioni della popolazione al suo passaggio, se non per due territori dal realismo ben radicato: la Vandea e Bordeaux[16].

Carlo X, antico conduttore degli ultrarealisti, denominati allora pudicamente les pointus, promette una politica volta a ristabilire la monarchia assoluta, il che porterà alla rivoluzione del luglio 1830.

L'ultimo esilio[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione del 1830 costringe all'esilio la famiglia reale. Carlo X abdica in favore di suo figlio Luigi Antonio, che così diviene per un breve periodo re Luigi XIX. Maria Teresa diveniva, agli occhi dei legittimisti, la nuova regina di Francia e di Navarra, moglie di un virtuale Luigi XIX che però non salì mai su alcun trono, ultima portatrice - sterile - del sangue del Re Sole. Luigi XIX abdicò infatti immediatamente in favore del nipote Enrico, duca di Bordeaux, conte di Chambord, diventato così l'ultimo re di Francia, "Enrico V".

Maria Teresa nel 1799. Dipinto di Heinrich Friedrich Füger.

Cacciata con l'arrivo al potere di Luigi Filippo di Francia il 16 agosto 1830, la duchessa d'Angoulême lascia Cherbourg per l'Inghilterra sul vascello Great Britain. Con lei se ne vanno l'ex re Carlo X, il marito di lei Luigi Antonio di Borbone-Francia, la duchessa di Berry e il duca di Bordeaux, con un numeroso seguito che necessita di una altro vascello, il Charles-Carroll.

Dopo un breve soggiorno in Scozia la famiglia reale s'installa, a partire da ottobre 1832, nel castello di Praga, allora posto nei territori dell'impero austriaco. Nel maggio 1836 si trasferiscono tutti a Goritz (poi parte dell'italiana Gorizia e, dal 1947, controparte slovena di Gorizia), nel palazzo Coronini-Cronberg.

Regnando senza condivisioni sulla corte in esilio, Maria Teresa, che non ha mai avuto figli, si consacra all'educazione dei nipoti: Enrico d'Artois, erede presunto della corona di Francia, e Luisa d'Artois. Si tratta del suo ultimo ruolo politico, passando il resto della sua vita in preghiere e opere di carità.

Il 6 novembre 1836, lei cinquantottenne, muore lo zio e suocero, l'ex re Carlo X.

Nel 1843 il duca di Blacas acquista, per conto della famiglia reale, il castello di Frohsdorf, nel comune di Lanzenkirchen, vicino a Vienna, in Austria, ove la famiglia si trasferisce. Il 3 giugno 1844 muore il marito di Maria Teresa e suo nipote, il giovane Enrico di Borbone-Francia, conte di Chambrod, viene proclamato dai legittimisti re di Francia con il nome di Enrico V.

La cripta del chiostro del monastero di Castagnevizza, oggi in Slovenia)

Nonostante il suo status di esiliata, Madame Royale riesce a far maritare la nipote Luisa d'Artois, allora già ventiseienne, con il cugino Carlo, futuro duca di Parma.

Invano i legittimisti cercano di convincerla a lasciare l'Austria per un altro luogo d'esilio e di far sposare il duca di Bordeaux con una principessa russa piuttosto che con una Asburgo, per togliere il sospetto di antipatriottismo sulla famiglia reale.[7] Donna cocciuta, Maria Teresa fa sposare l'anno successivo il nipote Enrico d'Artois all'arciduchessa Maria Teresa di Modena, per il solo motivo che suo padre è stato l'unico sovrano a non aver riconosciuto la monarchia di Luglio.

Maria Teresa Carlotta di Borbone muore di polmonite il 19 ottobre 1851 nel castello di Frohsdorf. La sua salma viene inumata nel monastero di Castagnevizza ove riposano le salme dello zio e suocero, Carlo X di Francia, del marito Luigi Antonio di Borbone-Francia, duca d'Angoulême, cui si aggiungerà quella del nipote Enrico di Borbone-Francia, conte di Chambrod.

La leggenda della contessa delle tenebre[modifica | modifica wikitesto]

Negli ambienti legittimisti si mise in dubbio che la duchessa di Angoulême fosse la vera Maria Teresa di Francia: Madame Royale fu infatti identificata da alcuni con la misteriosa Comtesse des Ténèbres, che visse in Germania, nel ducato di Saxe-Hildburghausen, fino alla morte avvenuta nel 1837. Nessuna prova storicamente attendibile conferma tuttavia questa voce. Nell'autunno del 2013 si è deciso di chiarire il mistero con la riesumazione dei resti della contessa sepolta in Sassonia, in vista di esami approfonditi e per la comparazione del DNA. I risultati, attesi a partire dalla tarda primavera 2014, sono arrivati alla fine di luglio. Una tv tedesca, fattasi promotrice del progetto, con la realizzazione di un documentario di circa un'ora ha ricostruito le vicende e il contesto storico che vide protagoniste Maria Teresa e la Contessa delle Tenebre (così come ha reso disponibile una ricostruzione del viso sulla base delle ossa riesumate) prima di divulgare l'esito delle analisi genetiche. Il profilo genetico della donna sepolta a Hildburghausen è stato confrontato con quello determinato nel 2000 dal cuoricino pietrificato del delfino Luigi Carlo (figlio di Maria Antonietta e fratello di Maria Teresa Carlotta), e con quello ottenuto dal principe Alessandro di Sassonia (discendente dell'imperatrice Maria Teresa), che si è prestato volentieri alla comparazione genetica. Il risultato è stato negativo: la donna sepolta in Germania non è la figlia di Maria Antonietta, né il suo profilo genetico risulta compatibile, anche solo vagamente, con le famiglie reali austriaca e francese.

Attualmente, quindi, la salma di quella che è ufficialmente la figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta riposa a fianco del marito e dello zio paterno suo suocero.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Maria Teresa di Francia Padre:
Luigi XVI di Francia
Nonno paterno:
Luigi Ferdinando di Borbone-Francia
Bisnonno paterno:
Luigi XV di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi, Delfino di Francia e Duca di Borgogna
Trisnonna paterna:
Maria Adelaide di Savoia
Bisnonna paterna:
Maria Leszczyńska
Trisnonno paterno:
Stanislao Leszczyński
Trisnonna paterna:
Caterina Opalińska
Nonna paterna:
Maria Giuseppina di Sassonia
Bisnonno paterno:
Augusto III di Polonia
Trisnonno paterno:
Augusto II di Polonia
Trisnonna paterna:
Cristiana Eberardina di Brandeburgo-Bayreuth
Bisnonna paterna:
Maria Giuseppa d'Austria
Trisnonno paterno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Amalia Guglielmina di Brunswick e Lüneburg
Madre:
Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena
Nonno materno:
Francesco I di Lorena
Bisnonno materno:
Leopoldo di Lorena
Trisnonno materno:
Carlo V di Lorena
Trisnonna materna:
Eleonora Maria Giuseppina d'Austria
Bisnonna materna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Trisnonno materno:
Filippo I di Borbone-Orléans
Trisnonna materna:
Elisabetta Carlotta del Palatinato
Nonna materna:
Maria Teresa d'Austria
Bisnonno materno:
Carlo VI d'Asburgo
Trisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Bisnonna materna:
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
Trisnonno materno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Cristina Luisa di Öttingen

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) storia per tutti
  2. ^ (fr) Bernard Vincent, Louis XVI, Gallimard Folio Biographies, 2006, pagina 163.
  3. ^ (FR) Hélène Becquet, Marie-Thérèse de France. L'orpheline du temple, Plon, 2012, p. 11.
  4. ^ Registro dei battesimi (1778) della chiesa Notre Dame di Versailles, archivio dipartimentale delle Yvelines.
  5. ^ a b (fr) Philippe Delorme «Madame Royale, survivante de l'Histoire», programma Au cœur de l'histoire su Europe 1, 3 marzo 2012
  6. ^ (FR) Membres de la famille Royale - Marie-Thérèse de France, fille de Louis XVI, su Histoire et Secrets.
  7. ^ a b c (FR) Pauline Lemaigre-Gaffier, Hélène Becquet : Marie-Thérèse de France. L'orpheline du Temple, Parigi, Annales historiques de la Révolution française, 2014.
  8. ^ L'atto di matrimonio, conservato presso gli Archivi nazionali di Francia, a Parigi è digitalizzato e consultabile qui
  9. ^ a b c (FR) Hélène Becquet, Thèse école des Chartes : Marie-Thérèse-Charlotte de France (1778-1851) Représentations, sensibilités et politique., Parigi, la Sorbona, 2004.
  10. ^ (FR) Hélène Becquet, Thèse des Chartes : Marie-Thérèse-Charlotte de France (1778-1851) Représentations, sensibilités et politique., Parigi, la Sorbona, 2004.
  11. ^ (FR) Joseph Sandre, La Maison de Vichy in : Annales de l'Académie de Mâcon, t.XX, 1916-1917 et Jean-Baptiste Pierre Jullien de Courcelles : Généalogie de la Maison de Vichy in Histoire des Pairs de France t. IV, Paris, 1824.
  12. ^ (FR) Hélène Becquet, Thèse des Chartes : Marie-Thérèse-Charlotte de France (1778-1851) Représentations, sensibilités et politique., Parigi, la Sorbona, 2004.
  13. ^ (FR) Noelle Destremeau, Madame Royale et son mystère.., Parigi, Nouvelles Editions Latines, 1991.
  14. ^ (FR) Membres de la famille Royale - Marie-Thérèse de France, fille de Louis XVI, su Le site d'Anaïs Geereart : Ecrivain-Historienne, 19 settembre 2010.
  15. ^ André Castelot, Madame Royale, p.146
  16. ^ a b c (FR) Hélène Becquet, Thèse des Chartes : Marie-Thérèse-Charlotte de France (1778-1851) Représentations, sensibilités et politique., Parigi, la Sorbona, 2004.
  17. ^ (FR) Hélène Becquet, Marie-Thérèse de France. L'orpheline du Temple, Parigi, Perrin, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Madame Campan, La vita segreta di Maria Antonietta (Memorie), Roma, Newton Compton, 2006, ISBN 88-541-0785-9.
  • (FR) André Castelot, Madame Royale, Perrin, Paris, 1962
  • André Castelot, Maria Antonietta: la vera storia di una regina incompresa, Milano, Fabbri Editori, 2000.
  • Paolo Cortesi, Luigi XVII - Il bambino ucciso dal terrore, Forlì, Foschi, 2008, ISBN 88-89325-45-3.
  • Benedetta Craveri, Amanti e Regine - Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2008, ISBN 978-88-459-2302-9.
  • Carolly Erickson, Maria Antonietta, Milano, Mondadori, 1997, ISBN 88-04-43662-X.
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  • Joan Haslip, Maria Antonietta, Milano, Longanesi, 1999, ISBN 88-304-0876-X.
  • Evelyne Lever, Maria Antonietta. L'ultima regina, Milano, BUR Biografie, 2007, ISBN 978-88-17-00940-9.
  • Maria Teresa d'Austria, Maria Antonietta di Francia, Il mestiere di regina (Lettere 1770-1780), Milano, Rossellina Archinto, 1989, ISBN 88-7768-011-3.
  • Antonio Spinosa, Luigi XVI. L'ultimo sole di Versailles, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 978-88-04-58134-5.
  • Élisabeth Vigée-Le Brun, Memorie di una ritrattista, Milano, Abscondita, 2004, ISBN 88-8416-135-5.
  • Stefan Zweig, Maria Antonietta. Una vita involontariamente eroica, Verona, Mondadori, 1948.

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Maria Luisa d'Asburgo-Lorena come Imperatrice dei Francesi 2 agosto 1830

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Maria Amalia di Borbone-Napoli come Regina dei Francesi
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