Filippo I di Borbone-Orléans

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Filippo d'Orléans
Philippe of France, Duke of Orléans and only brother of Louis XIV, bearing the cross of the Order of the Holy Spirit.jpg
Filippo I di Borbone-Orléans nel costume dell'Ordine dello Spirito Santo in un ritratto di Pierre Mignard
Duca d'Orléans
Stemma
In carica 10 maggio 1661 –
9 giugno 1701
Predecessore Gastone
Successore Filippo II
Nome completo Philippe de France
Trattamento Sua Altezza Reale
Nascita Castello di Saint-Germain-en-Laye, Francia, 21 settembre 1640
Morte Castello di Saint-Cloud, Francia, 9 giugno 1701
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis
Dinastia Borbone di Francia
Padre Luigi XIII di Francia
Madre Anna d'Austria
Coniugi Enrichetta d'Inghilterra
Elisabetta Carlotta del Palatinato
Figli Maria Luisa
Filippo Carlo
Alessandro Luigi
Anna Maria
Filippo II
Elisabetta Carlotta
Religione Cattolica
Firma Signature of Philippe of France, Duke of Orléans, brother of Louis XIV.jpg

Filippo di Francia, duca d'Orléans, meglio noto come Filippo d'Orléans (Saint-Germain-en-Laye, 21 settembre 1640Saint-Cloud, 8 giugno 1701), è stato un principe del sangue francese, figlio di Luigi XIII di Francia e Anna d'Austria e fratello minore di Luigi XIV, Le Roi Soleil.

Nato duca d'Angiò, Filippo divenne duca d'Orléans alla morte di suo zio Gastone nel 1660. L'anno successivo ricevette anche il ducato di Valois e di Chartres. Dopo la sua vittoria in battaglia nel 1671, il fratello Luigi XIV gli donò il ducato di Nemours, i marchesati di Coucy e Folembray e le contee di Dourdan e Romorantin. Fu conosciuto semplicemente come Monsieur, il titolo tradizionalmente riservato al fratello minore del re alla corte francese.

Apertamente effeminato e omosessuale, riuscì comunque a compiere il suo dovere dinastico sposandosi due volte. Attraverso i figli dei suoi matrimoni, Filippo divenne un antenato comune di numerosi regnanti in tutta Europa, tanto da guadagnarsi il soprannome di "il nonno d'Europa". Era ascendente diretto di Luigi Filippo I, che governò la Francia dal 1830 fino al 1848 durante la monarchia di Luglio.

Attraverso un'attenta amministrazione familiare, Filippo aumentò notevolmente le sorti della casa di Orléans, un ramo cadetto dei Borbone di Francia, di cui era il fondatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo (a sinistra) e suo fratello, Luigi XIV in trono, dipinto di un pittore anonimo

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo, secondogenito di Luigi XIII di Francia e di sua moglie Anna d'Austria, nacque il 21 settembre 1640 nel Castello di Saint-Germain-en-Laye, a meno di 20 km dal centro di Parigi. Il principe nacque in presenza, oltre che dei suoi genitori, di Carlotta Margherita, principessa di Condé e di Francesca, duchessa di Vendôme, esponenti di spicco della dinastia dei Borboni. Un'ora dopo la sua nascita, venne battezzato con cerimonia privata da Dominique Séguier, vescovo di Meaux.

Dopo il battesimo, si occupò di lui Françoise de Souvré, marchesa di Lansac, già governante del fratello. Al momento della sua nascita era secondo nella linea di successione, subito dietro al fratello Luigi (poi Luigi XIV di Francia), che ereditò il trono prima che Filippo compisse i tre anni di età. Inoltre, è stato l'erede presuntivo dall'incoronazione del fratello avvenuta nel 1654 fino alla nascita di Luigi, il Gran Delfino nel 1661.

Come figlio di un re al potere, Filippo aveva dalla nascita l'appellativo di Fils de France(figlio di Francia) e il trattamento di Altezza Reale. Luigi XIII avrebbe voluto dargli il titolo di conte d'Artois in onore di una recente vittoria francese nella località di Arras, nell'Artois. Tuttavia, era ancora ben radicata la consuetudine di concedere, fin dal XIV secolo, il titolo di duca d'Angiò al figlio minore e Luigi XIII decise di rispettare la tradizione.

Educazione e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Filippo in abito cerimoniale per l'incoronazione del fratello nel 1654

Filippo si dimostrò fin da subito attraente e intelligente, due qualità che unitamente al suo rango di principe lo rendevano una personalità eccezionale per la Francia del XVII secolo. Anna, duchessa di Montpensier lo descrisse come "il bambino più bello del mondo" mentre una confidente di sua madre, Madame de Motteville, affermò: "Filippo dimostra un'intelligenza sempre più viva". Tuttavia fu destinato a crescere all'ombra del fratello al fine di evitare una situazione analoga a quella che aveva contrassegnato, in maniera burrascosa, il rapporto tra Gastone e Luigi XIII, e il successivo difficile periodo della fronda dei principi durante la Régeance.

Fu il cardinale Mazzarino a consigliare alla madre di dare modo al ragazzo di esprimere apertamente la propria personalità in tutte le sue sfaccettature, ostentando per la prima volta apertamente anche le sue tendenze sessuali. Anna lo definiva "la mia bambina" e gli permise di vestirsi con abiti femminili fin da giovane, un'azione che avrebbe perseguito per tutta la vita. In seguito cominciò a frequentare anche balli e feste pubbliche in abbigliamento femminile, con trucchi e gioielli - piuttosto noto è il suo costume da pastorella - destando curiosità e talvolta anche scandalo.

La sua formazione fu affidata al filosofo François de La Mothe Le Vayer (precettore anche di suo fratello), all'abate François-Timoléon de Choisy ed al generale César de Choiseul du Plessis-Praslin, entrambi scelti da Mazzarino, nel frattempo nominato sovrintendente all'educazione. Filippo studiò principalmente lingue (francese, latino, italiano), storia, letteratura, matematica, disegno e danza.

Vita a corte[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia reale all'epoca di Luigi XIV dipinta come divinità romane in un quadro del 1670 di Jean Nocret. Da sinistra a destra: Enrichetta Maria, Filippo I, sua figlia Maria Luisa, sua moglie Enrichetta Anna, sua madre Anna d'Austria, Luigi XIV, suo figlio Luigi, il Gran Delfino, sua moglie Anna Maria e Anna Maria Luisa d'Orléans

Nell'autunno del 1647, all'età di sette anni, Filippo contrasse il vaiolo ma riuscì a recuperare la sua salute dopo un periodo di convalescenza presso il Palais-Royal di Parigi. Appena pochi mesi dopo, l'11 maggio 1648, partecipò alla sua prima cerimonia ufficiale, quando fu battezzato pubblicamente, alle tre di pomeriggio, al Palais-Royal. Il padrino e la madrina furono lo zio Gastone d'Orléans e la zia Enrichetta Maria, moglie di Carlo I d'Inghilterra.

Alla morte di Luigi XIII per infarto avvenuta nel 1643, Anna d'Austria ottenne la reggenza per il figlio Luigi, ancora minorenne. Grazie all'aiuto del cancelliere Pierre Séguier, riuscì a revocare le disposizioni testamentarie del defunto marito, che limitavano i suoi poteri. Benché Anna avesse preso il controllo, ci fu un generale stupore quando affidò il governo all'allora primo ministro (denominato Principal Ministre) il cardinale Mazzarino, pupillo del Richelieu, già presente come figura di rilievo nel consiglio reale. Approfittando della debolezza della corona, l'alta nobiltà parigina si ribellò pretendendo di avere più potere, sostenendo il movimento di opposizione noto come la Fronda, che dal giugno 1648 provocò un'ulteriore instabilità politica. Dopo che i frondeurs fecero irruzione nel palazzo reale, Anna e i due figli decisero di lasciare Parigi e di trasferire altrove l'intera corte, mentre Mazzarino fuggì in esilio. La lotta per il potere si risolse solamente dopo un cruento conflitto durato oltre cinque anni con la vittoria di Anna e del Mazzarino, che tornarono trionfalmente a Parigi.

Nel 1651, Luigi XIV raggiunse l'età legale per regnare, ovvero tredici anni. Come fratello minore del nuovo re, Filippo ricevette l'appellativo di Petit Monsieur per distinguerlo da suo zio Gastone, anch'egli fratello minore di un re, che venne allora chiamato Gran Monsieur. Fu conosciuto semplicemente come Monsieur non prima del 1660 alla morte dello zio, dal quale ereditò anche il titolo di duca d'Orléans.

All'incoronazione di Luigi XIV il 7 giugno 1654, Filippo fu decano della cerimonia, ottenendo l'onore di porre sul capo del fratello la corona di Francia. Per tutta la vita da quel momento fu un amante dell'etichetta di corte, assicurandosi sempre che ogni cerimonia a cui avesse preso parte fosse svolta impeccabilmente.

Alla fine di giugno del 1658 Luigi XIV si ammalò gravemente, presumibilmente di febbre tifoide a causa di un'intossicazione alimentare, tanto da essere dichiarato quasi morto. La malattia pose Filippo al centro dell'attenzione dato che, nel caso di morte del fratello, sarebbe diventato il nuovo sovrano. Per paura di contagio non poté più vedere il re, mentre sua madre cominciò a dimostrare un maggiore affetto standogli più vicino. Dopo il recupero di Luigi XIV, avvenuto a metà luglio, tutto tornò alla normalità e Filippo fu lasciato ancora una volta a se stesso.

Qualche mese più tardi, l'8 ottobre, Barthélemy Hervart, titolare del castello di Saint-Cloud a circa 10 km da Parigi, organizzò una sontuosa festa in onore della famiglia reale. Circa due settimane dopo, il 25 ottobre, Filippo acquistò per 240.000 lire la tenuta di cui era rimasto profondamente colpito, cominciando fin da subito ad apportare migliorie a quella che allora non era altro che una piccola villa.

Duca d'Orléans[modifica | modifica wikitesto]

Quando lo zio Gastone morì nel febbraio 1660 senza eredi maschi, il ducato d'Orléans tornò alla corona, questi è sempre stato uno dei più apprezzati appannaggi ed era tradizionalmente legato al fratello minore di un re, in questo caso Filippo. Così Luigi XIV gli concesse ufficialmente il titolo di duca d'Orléans il 10 maggio 1661 insieme ai titoli sussidiari di duca di Valois, duca di Chartres e signore di Montargis.

Al fine di scoraggiare, o addirittura impedire a Filippo di avere ambizioni che avessero potuto indurre rivalità al re, la madre Anna, sempre su consiglio del cardinale Mazzarino, perseguì una politica familiare volta a limitare notevolmente la sua libertà finanziaria. In seguito, Filippo cercò di aggiungere alla sua già ricca titolatura la contea di Blois - con annesso il castello di Chambord (ora patrimonio UNESCO)- e il governatorato di Linguadoca, ma entrambi i titoli furono rifiutati dal fratello.

Alla morte di Anna Maria Luisa d'Orléans nel 1693, figlia dello zio Gastone, Filippo acquisì i ducati di Montpensier, di Châtellerault, di Saint-Fergeau e di Beaupréau, il principato di Joinville, le contee di Dourdan e Romorantin, di Mortain, di Bar-sur-Seine e le viscontee di Auge e di Domfront.

La battaglia di Cassel e l'allontanamento dal potere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Cassel (1677).
Filippo I di Borbone-Orléans in abiti militari in un dipinto di Pierre Mignard del 1675

Filippo seppe distinguersi sul campo di battaglia, dimostrando un deciso coraggio e sconfiggendo le truppe di Guglielmo d'Orange nel corso della guerra franco-olandese (1672-1678), evento dopo il quale venne promosso tenente generale.

La vittoria più importante, Filippo la ottenne l'11 aprile 1677 con la Battaglia di Cassel contro Guglielmo III, principe d'Orange,[1] poi re d'Inghilterra nonché figlio della prima cugina di Filippo, Maria, principessa d'Orange. Guglielmo decise di intervenire a favore di una serie di villaggi assediati da Filippo; da Ypres marciò con 32.000 uomini verso Poperinge e Oxelaëre nella Valle di Cassel. Filippo, venuto a conoscenza dei piani del nemico, pensò di scontrarsi con gli uomini di Guglielmo a Penebeek tra Noordpeene e Zuytpeene. Luigi XIV gli inviò 25.000 fanti e 9000 cavalieri di supporto da Cambrai al comando del maresciallo de Luxembourg. Col calar della sera in loco erano 60.000 soldati pronti per lo scontro.

"Il popolo di Parigi impazzì di gioia. Amavano veramente Monsieur. Ma a corte si auguravano che avesse perso la battaglia per amore del re..."
Estratto delle memorie di Primi Visconti[2]

Gli olandesi attaccarono le posizioni francesi d'improvviso e senza aver studiato le forze nemiche. Il maresciallo di Luxembourg sorprese a sua volta gli olandesi con un attacco di cavalleria che praticamente distrusse tre battaglioni e disperse l'esercito di Guglielmo. In tutto le perdite di ambo i lati si attestarono a 4200 morti e 7000 feriti. Filippo venne osannato per le sue abilità come comandante militare, con grande disappunto di suo fratello il re che comunque non gli poté negare il successo militare che andava anche a vantaggio della Francia.[3] Luigi XIV era geloso della crescente popolarità di Filippo sia a corte che sul campo di battaglia. In onore della sua vittoria a Cassel, Filippo istituì un Collegio diretto dai Barnabiti a Parigi in adempimento di un voto.[4] La campagna però segnò la fine della sua carriera militare e tornò ben presto alla sua vita di piaceri.[1]

Nonostante le chiare abilità strategiche, Luigi XIV, geloso e preoccupato che il fratello potesse trarre da questa vittoria una certa fama a suo discapito, lo sollevò dal comando, e successivamente lo tenne sempre lontano dal potere. Da allora Filippo si concentrò sulla vita mondana di palazzo, garantendo al contempo il rispetto dell'etichetta reale.

Obbligato a non interessarsi agli affari di corte, Filippo decise di cercare potere altrove. Nel 1700 protestò contro il testamento di Carlo II di Spagna, che dava a Filippo d'Angiò la corona spagnola, a cui egli aveva diritto come figlio di Anna d'Austria, e quindi nipote di re Filippo IV di Spagna. Tuttavia non riuscì nell'intento.

Gli anni della cultura e delle feste[modifica | modifica wikitesto]

Dall'epoca della vittoria a Cassel sino agli anni '90 del Seicento, Filippo concentrò le proprie energie principalmente nell'espansione dei propri possedimenti, della propria fortuna personale, della propria collezione d'arte e nel rinnovamento delle proprie residenze, il Palais Royal ed il Castello di Saint-Cloud. Quest'ultima fu la sua residenza favorita,[5] sede di una corte burrascosa in perenne espansione.[6] Flippo divenne patrono di artisti importanti come Jean Nocret e Pierre Mignard, entrambi impiegati nelle elaborate decorazioni di Saint Cloud e del Palais Royal. All'inizio del 1660, Filippo ordinò inoltre all'architetto Antoine Lepautre di avviare i lavori per l'estensione di Saint Cloud; successivamente questi divenne contrôleur général delle proprietà di Filipo.[1]

A seguito della morte di Lepautre nel 1679, i lavori a Saint Cloud vennero continuati dal suo assistente Jean Girard in collaborazione con Thomas Gobert. Successivamente, Filippo chiamò Mansart a disegnare un grande scalone di rappresentanza per l'ala sinistra del palazzo sullo stile dello Scalone degli Ambasciatori di Versailles. I giardini vennero ridisegnati integralmente da André Le Nôtre, mentre le fontane e i canali interni vennero aggiunti da Mansart nel 1698. Al momento della morte di Filippo nel 1701, la residenza di Saint Cloud copriva un'area di 4,9 km2. Saint Cloud rimase alla famiglia Orléans sino al 1785, quando il pronipote di Filippo, Luigi Filippo lo vendette a Maria Antonietta per la somma di 6.000.000 di livres.[7]

Migliorie minori vennero apportare al Palais Royal dal 1661 all'epoca del matrimonio di Filippo con Enrichetta, ma la proprietà era comunque parte della corona reale di Francia.[8] Filippo venne limitato nei lavori al palazzo sino al 1692 quando il palazzo gli venne assegnato in maniera definitiva.[9] Per le modernizzazioni successive egli si rivolse quindi a Mansart. Le decorazioni interne vennero affidate ad Antoine Coypel, il cui padre Noël Coypel aveva lavorato già in precedenza al palazzo.[10] Nel 1695, Filippo acquistò una piccola isola sulla Senna proprio davanti al castello che rinominò "Île de Monsieur".

Filippo era inoltre appassionato di musica e di danza, eccellendo in particolare in quest'ultima arte per eccezionali abilità. Fu patrono di musicisti come Anglebert, Dumont, Arlaud e Marie Aubry, molti dei quali fecero parte degli inservienti della sua casata sino alla sua morte. Lully fu anch'egli un protégé di Filippo dopo che ebbe lasciato la casata di Madmoiselle. La piccola collezione d'arte di Filippo gettò le basi per la creazione della Collezione Orleans, una delle più importanti collezioni d'arte mai assemblate al mondo.[11]

Col permesso del parlement di Parigi, Filippo sponsorizzò una serie di progetti per migliorare l'immagine della Francia a livello nazionale e internazionale che però portarono anche a lui dei profitti. Dal 1679, gli venne garantito il diritto di costruire il Canale d'Orléans, un grande canale artificiale che collegava la Loira alla città di Orléans tramite il Canal du Loing ed il Canal de Briare nel villaggio di Buges presso Montargis.[12] Era questo il più grande canale d'acqua artificiale della Francia dall'epoca del nonno di Filippo, Enrico IV, il quale aveva eretto il Canale di Briare nel 1604. Il canale, utilizzato per il trasporto di beni da Orléans a Parigi, fu un grandioso successo per l'epoca[12] ed è ancora oggi in uso.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Mademoiselle nel 1693, Filippo acquisì i ducati di Montpensier, Châtellerault, Saint-Fargeau e Beaupréau. Egli divenne inoltre principe di Joinville, conte di Dourdan, Mortain e Bar-sur-Seine e visconte di Auge e Domfront. Negli ultimi suoi anni di vita, Filippo condusse uno stile di vita allegro e gioviale dedicandosi volentieri ai suoi figli e nipoti. Entrambe le sue figlie avute dal primo matrimonio divennero regine e suo figlio il duca di Chartres condusse una brillante carriera militare, combattendo nella Battaglia di Steenkerque nel 1692 e nell'Assedio di Namur con grande soddisfazione del padre.[13] Come aveva fatto con Filippo, Luigi XIV cercò di limitare i poteri del nipote.

Nel 1696, la nipote di Filippo, Maria Adelaide si recò in Francia dalla corte di Savoia per sposare Luigi, duca di Borgogna che era terzo in linea di successione al trono francese.[14] I due si sposarono di 1697 e divennero genitori di Luigi XV.[15]

"Ho conquistato Monsieur negli ultimi tre anni della sua vita. Spesso ridevamo della sua debolezza... Con me aveva confidenza e spesso prendeva le mie difese, ma mi faceva anche soffrire. Stavo iniziando a divertirmi quando l'Altissimo mi portò via Monsieur"
Elisabetta Carlotta del Palatinato in una lettera del 1716 a Carolina, principessa del Galles circa il marito[16]

Nel 1701, al duca di Chartres venne negata una posizione al fronte nel corso della Guerra di Successione spagnola iniziata in quell'anno.[17] Questo fatto venne dovuto all'abilità dimostrata nel campo da suo padre prima e poi da lui, troppa per Luigi XIV. Il pretesto fu il fatto che il duca di Chartres non si era fatto pudore di celare la sua amante, Mademoiselle de Séry, a sua moglie.[18] L'8 giugno 1701 Luigi XIV e Filippo si incontrarono al Castello di Marly per cenare insieme. In un primo momento fu Luigi XIV ad attaccare Filippo per la condotta del duca di Chartres con Mademoiselle de Séry.[19] Filippo rispose tranquillamente rinfacciando a Luigi XIV di aver tenuto una condotta simile con le sue amanti nel corso del suo matrimonio con la regina Maria Teresa,[20] aggiungendo il fatto che il duca di Chartres ancora non aveva ricevuto i favori promessigli per aver sposato la figlia del re, Francesca Maria. L'arrivo della cena smorzò i toni ed i due fratelli si sedettero per mangiare.[21]

Filippo fece ritornò a Saint Cloud quella sera stessa dove si incontrò col figlio, ma collassòa terra per un colpo apoplettico che gli fu fatale e che lo colse[22] a mezzogiorno del 9 giugno 1701 all'età di 60 anni.[21] Luigi XIV, venuto a conoscenza della morte del fratello, lo pianse amaramente e disse "Non posso credere che non vedrò mai più mio fratello!".[23] Il cuore di Filippo venne portato al convento della Val-de-Grâce il 14 giugno successivo,[21] mentre il suo corpo venne sepolto il 21 giugno nella Basilica di Saint-Denis, dove rimase sino alla Rivoluzione francese quando la sua tomba venne distrutta ed i corpi dissacrati.[24]

Elisabetta Carlotta, preoccupata di finire in convento (come del resto era stato stabilito all'epoca della stipula del suo contratto matrimoniale in caso di morte del marito)[25] ottenne rassicurazione dal re che avrebbe potuto rimanere a corte il tempo che avesse desiderato.[23] Ella si preoccupò di bruciare tutte le lettere[26] degli amanti di Filippo che negli anni sarebbero potute cadere "in mani sbagliate",[27] oltre al fatto che tali lettere la nauseavano profondamente.[23] Luigi XIV assicurò al nuovo duca d'Orléans, già duca di Chartres, di poterlo trattare come il proprio padre.[28]

La vedova Elisabetta Carlotta continuò a scrivere frequentemente a sua figlia, alla figliastra ed alla duchessa Carlotta di Brunswick-Luneburg.[29] Ella morì a Saint Cloud nel dicembre del 1722[30] e venne sepolta a Saint Denis. Il Chevalier de Lorraine morì in povertà nel 1702.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio finanziario e la fortuna degli Orléans[modifica | modifica wikitesto]

Filippo è stato uno degli uomini più ricchi del regno di Francia alla sua epoca. Gli introiti della sua ricchezza erano essenzialmente derivanti dai feudi dei ducati di Angiò, Orléans, Valois e Chartres che gli fornirono i mezzi per vivere all'altezza del suo rango. Egli inoltre riceveva periodicamente un vitalizio da parte del re, ed assieme al finanziamento della costruzione ed ai diritti sul canale d'Orléans ottenne di avere entrate sempre più alte, al punto da farlo competere col re in persona. Egli sfruttò però saggiamente i propri ricavi finanziari, innanzitutto con l'intento di aumentare le sorti della casa di Orléans di cui era il fondatore come membro di un ramo cadetto dei Borbone di Francia.

Venne considerato un grande mecenate in Francia e fu, ad esempio, protettore di Molière e della sua compagnia teatrale che da Flippo prese il nome di Troupe de Monsieur. È grazie a lui che il noto artista francese poté esibirsi per la prima volta davanti a Luigi XIV il 24 ottobre 1658, accrescendo la sua fama sino ad occupare stabilmente i teatri dell'Hôtel du Petit-Bourbon e del Palais-Royal.

Filippo trascorse la maggior parte della propria esistenza dedicandosi al cerimoniale di corte, tra ricevimenti e banchetti, soggiornando nella reggia di Versailles dove viveva il fratello e la corte reale. Con assiduità frequentava comunque anche le proprie residenze:

L'omosessualità di Filippo[modifica | modifica wikitesto]

Luigi XIV (a sinistra) con suo fratello, il piccolo Monsieur in abiti femminili, costume che manterrà anche negli anni della maturità.

Durante i suoi primi anni di vita, la stessa regina Anna era solita definire Filippo con soprannomi come "la mia piccola bimba" e lo incoraggiò ad indossare abiti spiccatamente femminili anche da giovane – costume che avrebbe mantenuto per il resto della sua vita.[31] Un contemporaneo lo definì "la più stupida donna mai esistita" in riferimento alla sua effeminatezza.[32] Anche durane la sua gioventù, ai balli di corte ed alle feste, Filippo mostrò sempre una cura del proprio vestiario straordinariamente femminile per l'epoca, contribuendo però nel contempo a dettare alcune variazioni nella moda dell'epoca, diffondendo il costume da pastorella.[32] Queste tendenze di Filippo, per quanto tollerate presso la corte francese, non erano viste di buon occhio perché potevano minare il potenziale di suo fratello maggiore e la credibilità del suo regno e della sua corte.

"Come un avido avvoltoio, questo cadetto del ramo dei Lorena ha, dalla fine degli anni '50 del secolo, arpionato Monsieur come una baleniera. Il giovane principe lo amò con una passione tale da preoccupare Madame Enrichetta ed il vescovo corte, Cosnac..."
Estratto da Madame Palatine, princesse européenne, di Dirk Van der Cruysse[33]

Il 1658 sembra essere stato l'anno in cui la sessualità di Filippo divenne ben definita. Fu il cardinale Mazzarino, intervenendo ancora una volta nella vita privata di corte, a organizzare i suoi primi contatti omosessuali, in particolare con suo nipote Filippo Giulio Mancini, duca di Nevers. L'amante più celebre di Filippo fu Filippo di Lorena, conosciuto come Chevalier de Lorraine e descritto dai contemporanei come "insinuoso, brutale e senza scrupoli"[33]. La passione tra i due, che sarebbe durata per tutta la vita, preoccupò la futura moglie Enrichetta, ma era anche chiaro che, grazie al viso attraente e alla mente acuta, non avrebbe avuto problemi ad avere forti legami con entrambi. Nel gennaio del 1670, la duchessa d'Orleans, stufa dei continui pettegolezzi sul marito, si recò dal re per chiedere che il chevalier venisse imprigionato e così avvenne, dapprima presso Lione, poi presso l'isola del Castello d'If nel Mediterraneo e poi bandito a Roma. Nel febbraio di quello stesso anno, ad ogni modo, il duca d'Orleans protestò e pianse in udienza presso il fratello e riuscì a restaurarlo nel suo entourage. Filippo dimostrò inoltre anche un certo interesse per la nipote di Mazzarino, Laura Mancini, Duchessa di Mercœur.[34]

Anche dopo sposato, Filippo intraprese relazioni romantiche con nobili tedeschi, senza riguardo per le proprie mogli.[35] I favoriti di Filippo di cui la corte francese era popolata ad ondate, giovani ragazzi attraenti, avevano un ruolo a corte simile a quello avuto dai mignons di Enrico III. Filippo si infatuò del famoso ed arrogante Armand de Gramont, conte di Guisa. Altro amore di Filippo fu Antoine Coiffier, marchese d'Effiat, entrato nella sua casata come capitano della sua guardia e rimasto col duca sino alla sua morte.[36]

Il matrimonio con la principessa Enrichetta d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

La prima moglie di Filippo, la principessa Enrichetta d'Inghilterra nel 1661 in un ritratto anonimo. Venne descritta come una "bellezza primaverile"[37]

Dopo il matrimonio di Luigi XIV con Maria Teresa di Spagna il 9 giugno 1660, la regina Anna rivolse la sua attenzione al matrimonio di Filippo. Già in precedenza Filippo era stato incoraggiato a puntare alla sua cugina maggiore duchessa di Montpensier, figlia primogenita di Gastone e della sua prima moglie, Maria di borbone. Nota all'epoca con l'epiteto di Madmoiselle, ella disponeva di un'immensa fortuna personale ed aveva già rifiutato pretendenti di spicco come Carlo II d'Inghilterra.[38] Nata nel 1627, era la sola erede di sua madre che era morta senza aver avuto figli maschi. Mademoiselle ad ogni modo sapeva essere anche una donna decisa e declinò l'offerta del matrimonio, riportando semplicemente che non poteva stare con un uomo come Filippo che era perennemente attaccato alla gonna di sua madre "come un bambino".[39] Mademoiselle rimase nubile.[40] Filippo invece si sposò con un'altra sua cugina di primo grado, la principessa Enrichetta d'Inghilterra, figlia minore di re Carlo I d'Inghilterra e di sua moglie, la regina Enrichetta Maria, zia di Filippo che aveva cercato rifugio presso la corte di Francia dopo la nascita della principessa Enrichetta nel 1644. La famiglia reale inglese in esilio visse al Palais Royal ed al Palais du Louvre. Nel 1660, dopo la Restaurazione della casata degli Stuart al trono d'Inghilterra sotto la guida di suo fratello Carlo II, la principessa Enrihetta fece ritornò in Inghilterra in visita a sua sorella Maria, principessa d'Orange,[41] che poi venne colpita da vaiolo e morì. La corte francese ufficialmente chiese la mano di Enrichetta in nome di Filippo il 22 novembre 1660 mentre lei si trovava in Inghilterra.[42] La coppia siglò il proprio contratto di matrimonio al Palais Royal il 30 marzo 1661.[43] La cerimonia ebbe luogo il giorno successivo nello stesso palazzo di fronte ad un gruppo ristretto di cortigiani.[44] La dote promessa dalla spesa era pari a 840.000 livres.[45] Nota a corte col nome di Henriette d'Angleterre, aveva il soprannome di Minette per gli intimi, ed ufficialmente divenne nota come Madame e seppe essere sempre molto popolare a corte per la sua forte personalità che la fece definire da alcuni "il primo figlio maschio di suo padre". Enrichetta era una personalità molto aperta ed amava flirtare apertamente, motivo per cui Filippo divenne particolarmente geloso di lei, iniziando a vendicarsi di questo fatto manifestando sempre più apertamente la sua sessualità.[46]

Enrichetta iniziò a flirtare anche con il re dall'estate del 1661 mentre col marito si trovava al Castello di Fontainebleau per il periodo estivo. Filippo, trovandosi impotente di fronte al sovrano, pensò di rivolgersi alla madre denunciando il rapporto tra suo fratello e sua moglie e la regina Anna ancora una volta dovette essere chiamata a riprendere sia i due figli (sovrano compreso) che la nuora.[47] Le relazioni tra Enrichetta e Filippo divennero tese anche quando lei tentò di insidiare il conte di Guisa, vecchio amante di Filippo.[48]

La coppia si spostò dalle Tuileries al Palais Royal all'inizio del 1662. Alla fine di marzo di quello stesso anno, Filippo divenne padre di Maria Luisa, futura moglie di Carlo II di Spagna.[49] Enrichetta fu molto dispiaciuta dall'aver messo al mondo una figlia femmina al punto che alcuni riportano che ella avrebbe voluto "buttarla a fiume!"[50] Questo fatto offese molto la regina Anna che adottò la nipote e le rivolse la massima cura.[51] Per parte sua, Filippo considerò sempre Maria Luisa la sua favorita tra i figli. La bambina venne battezzata il 21 maggio 1662.[52] In quello stesso giorno Filippo prese parte al famoso Carrousel du Louvre, dove si travestì in modo stravagante come lo scià di Persia.[52]

La coppia ducale non ebbe un altro figlio sino al 1664, quando Enrichetta diede alla luce a Fontainebleau un figlio che ricevette il titolo di duca di Valois.[53] Filippo scrisse a suo cognato Carlo II d'Inghilterra "la Vostra sorella questa mattina, sana e salva, ha dato alla luce un bambino. Il bambino sembra godere di eccellente salute".[54] Il bambino ad ogni modo morì a causa di convulsioni nel 1666, dopo essere stato battezzato coi nomi di Filippo Carlo alcune ore prima della morte.[55] La perdita del piccolo duca di Valois afflisse oltremodo Enrichetta. Filippo era invece ansioso di mantenere i privilegi concessi dal re alla sua casata.[56] Nel gennaio di quell'anno morì la regina Anna.[57]

Filippo con un medaglione della sua figlia favorita, Maria Luisa, c.1670, Pierre Mignard.

Nel 1665, il conte di Guisa venne esiliato dalla corte e Filippo riportò ancora una volta a suo fratello che Enrichetta aveva incontri segreti con un nobile danese.[58]

Filippo prese parte alla Guerra di Devoluzione nel 1667 mentre Enrichetta rimase a Saint Cloud in stato interessante per la terza volta. Sul campo, Filippo seppe distinguersi per valore anche sotto il fuoco nemico[59], ma divenne presto ironicamente noto per il tempo che spendeva a decorare la sua tenda da campo. Avendo saputo poi che Enrichetta si trovavsa in pericolo a causa del parto imminente, fece ritorno al castello di Saint Cloud, e seguì da vicino la moglie che entro breve si riprese.[60] Filippo tornò sul campo di battaglia poco dopo combattento nell'Assedio di Lilla (1667).[61]

Quando nel 1670 Enrichetta riuscì dapprima a far imprigionare e poi esiliare l'amante del marito, il duca di Orléans minacciò di sciogliere il suo matrimonio con la moglie.[62] Filippo si ritirò per vendetta nella residenza di Villers-Cotterêts ed obbligò la moglie Enrichetta a seguirlo, esiliandola così dalla corte di Versailles.[63] Le proteste di Filippo infine riuscirono a persuadere il re a farlo recedere dal decreto di esilio.

La coppia ebbe il suo ultimo figlio nell'agosto del 1669, una bambina, che venne battezzata Anna Maria nella cappella privata del Palais Royal l'8 arile 1670 dal primo cappellano di Filippo, il vescovo di Vabres.

Enrichetta, impegnata largamente nella politica di unione tra Inghilterra e Francia, compì diversi viaggi all'estero nella sua terra natia. Tornata a Parigi alla fine di giugno del 1670, Enrichetta dovette confrontarsi però ancora una volta col carattere di Filippo[64] che le rimproverò in più occasioni la sua parte nell'esilio del suo favorito e nella missione segreta a Dover. Malgrado queste tensioni, il 24 giugno di quello stesso anno la ritroviamo ancora a Saint Cloud.[65] Mentre si trovava a Saint Cloud il 30 giugno, collassò sulla terrazza del palazzo. Portata all'interno, venne spogliata ed i medici iniziarono a sospettare che fosse stata avvelenata.[64] Morì tra le due e le tre della mattina del 30 giugno 1670 all'età di 26 anni.[66] Il Chevalier de Lorraine ed il marchese d'Effiat vennero accusati del suo avvelenamento,[6] ma l'autopsia eseguita sul corpo mise in luce che la duchessa era in realtà morta a causa di una peritonite causata da un'ulcera perforante.[67]

Alla ricerca di una nuova moglie[modifica | modifica wikitesto]

Enrichetta venne pianta sinceramente dalla corte di Francia, ma ben poco invece da suo marito, a causa della loro travagliata relazione sentimentale. Luigi XIV si impegnò personalmente per trovare una nuova moglie a suo fratello, alla continua ricerca di un erede maschio per perpetuare la casata degli Orléans.[68] Ancora una volta l'attenzione venne rivolta alla duchessa di Montpensier. Luigi le chiese gentilmente se avesse voluto riempire "il posto vacante" a fianco di Filippo,[69] ma ancora una volta la duchessa declinò l'offerta.[70] Luigi rifiutò diverse altre candidate sino infine a scegliere la protestante Elisabetta Carlotta del Palatinato. Nota col soprannome di Liselotte, ela era l'unica figlia del conte palatino Carlo I Luigi del Palatinato e di sua moglie la langravia Carlotta d'Assia-Kassel. La sua candidatura venne proposta a corte da Anna Gonzaga, confidente di Filippo e moglie dello zio della sposa, il conte palatino Edoardo del Palatinato-Simmern. Elisabetta Carlotta era cresciuta allevata da sua zia Sofia di Hannover per il pessimo rapporto dei suoi genitori. Per tutta la sua vita rimarrà legata all'elettrice Sofia, scrivendole circa 50.000 lettere in tutto sulla vita dettagliata alla corte di Francia ed al fianco del marito.[71] La contessa palatina era inoltre cugina di primo grado della defunta principessa Enrichetta in quanto il padre di quest'ultima (Carlo I d'Inghilterra) era fratello della nonna paterna di Elisabetta Carlotta, Elisabetta Stuart, elettrice palatna e regina di Boemia.

Il matrimonio con la principessa Elisabetta Carlotta del Palatinato[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta Carlotta del Palatinato con due dei suoi figli avuti da Filippo, c.1679, Mignard.

Filippo sposò Elisabetta Carlotta, la quale si convertì al cattolicesimo[6] il 16 novembre 1671.[72] Pur non eccellendo in bellezza come invece era stata Enrichetta, quando Filippo la vide per la prima volta di dice che disse "Sarò in grado di dormire accanto a lei?"[73] Madame de Sévigné notò che la nuova Madame divenne piuttosto popolare a corte, rinomata per il candore della sua pelle, per il carattere supponente, per la spiccata vanità. Nelle sue lettere si deduce quando volentieri si accostasse al letto di Filippo, ma nel contempo quanto mal tollerasse la presenza dei suoi favoriti a corte.

La coppia fu particolarmente felice nel primo anno di matrimonio e perlomeno sino alla primavera del 1672 quando dall'Italia fece ritorno il chevalier de Lorraine. Incinta sulla fine dell'anno, Elisabetta Carlotta nel giugno del 1673 diede alla luce un figlio che ebbe il nome di Alessandro Luigi e che ottenne il titolo di duca di Valois, ma che morì nel 1676.[74] Un secondo figlio, Filippo, seguì nel 1674, e poi una figlia, Elisabetta Carlotta, nel 1676, data dopo la quale i due si accordarono per dormire in letti separati.[75] Elisabetta Carlotta era orgogliosa dei suoi figli come madre, ma non mancò di rimanere comunque in contatto coi figli nati dal primo matrimonio del marito.[76]

La discendenza[modifica | modifica wikitesto]

L'obbiettivo di vita principale di Filippo d'Orléans fu quello di garantirsi una discendenza e, nonostante il proprio orientamento omosessuale, si sposò come si è detto per ben due volte.

La prima moglie fu la cugina di primo grado Enrichetta d'Inghilterra, figlia di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria di Borbone, sorella di Luigi XIII; dal matrimonio, fondamentalmente infelice, contraddistinto dalle infedeltà reciproche (si sussurrava che Enrichetta fosse amante dello stesso Re Sole), nacquero quattro figli, di cui solo due femmine raggiunsero la maggiore età:

  • Maria Luisa (1662-1689), futura regina di Spagna;
  • Filippo Carlo, duca di Valois (16 luglio 1664 – 8 dicembre 1666);
  • una figlia nata il 9 luglio 1665 e morta poco dopo;
  • Anna Maria (1669-1728), futura duchessa di Savoia e prima regina di Sardegna. Sarà la madre del re Carlo Emanuele III di Savoia e la nonna materna del futuro re di Francia Luigi XV.

Nel 1671, morta Enrichetta improvvisamente e in circostanze mai completamente chiarite, si risposò con Elisabetta Carlotta del Palatinato, figlia dell'Elettore Palatino, (detta per questo Madame Palatina), dalla quale ebbe:

Tra la discendenza di Filippo (tuttora fiorente) si possono ricordare il già citato Reggente, Filippo II d'Orléans, Luigi Filippo Giuseppe, detto Filippo Égalité, Luigi Filippo, re dei francesi (1830-1848), Luisa, regina dei belgi, e le duchesse d'Aosta Elena e Anna.

Titoli, trattamento e stemma[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo e trattamento completo di Filippo è il seguente: "sua altezza reale il principe Filippo, pari di Francia, monsieur e fils de france, duca d'Angiò, duca d'Orléans, di Valois, di Chartres, di Nemours, di Montpensier, di Châtellerault, di Saint-Fergeau, di Beaupréau, principe di Joinville, marchese di Coucy e Folembray, di Mézierès, conte di Dourdan e Romorantin, di Mortain, di Bar-sur-Seine, visconte d'Auge e di Domfront, barone di Beaujolais, signore di Montargis, cavaliere dell'ordine del Santo Spirito"

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo
— 8 giugno 1654
Cavaliere dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele
— 1701
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo)
— 1701

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Filippo I di Borbone-Orléans Padre:
Luigi XIII di Francia
Nonno paterno:
Enrico IV di Francia
Bisnonno paterno:
Antonio di Borbone-Vendôme
Trisnonno paterno:
Carlo IV di Borbone-Vendôme
Trisnonna paterna:
Francesca di Alençon
Bisnonna paterna:
Giovanna III di Navarra
Trisnonno paterno:
Enrico II di Navarra
Trisnonna paterna:
Margherita d'Angoulême
Nonna paterna:
Maria de' Medici
Bisnonno paterno:
Francesco I de' Medici
Trisnonno paterno:
Cosimo I de' Medici
Trisnonna paterna:
Eleonora di Toledo
Bisnonna paterna:
Giovanna d'Austria
Trisnonno paterno:
Ferdinando I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Anna Jagellone
Madre:
Anna d'Austria
Nonno materno:
Filippo III di Spagna
Bisnonno materno:
Filippo II di Spagna
Trisnonno materno:
Carlo V d'Asburgo
Trisnonna materna:
Isabella del Portogallo
Bisnonna materna:
Anna d'Austria
Trisnonno materno:
Massimiliano II d'Asburgo
Trisnonna materna:
Maria di Spagna
Nonna materna:
Margherita d'Austria-Stiria
Bisnonno materno:
Carlo II d'Austria
Trisnonno materno:
Ferdinando I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Anna Jagellone
Bisnonna materna:
Maria Anna di Baviera
Trisnonno materno:
Alberto V di Baviera
Trisnonna materna:
Anna d'Asburgo

Filippo nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

E' interpretato da Alexander Vlahos nella serie televisiva Versailles (2015).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Pevitt, p 17
  2. ^ Buckley, p 180
  3. ^ Barker, p 166
  4. ^ Williams, p 17
  5. ^ Pevitt, p 11
  6. ^ a b c Mitford, p 56
  7. ^ Saint-Albin, pp 7, 9
  8. ^ Vatout, pp 58-59
  9. ^ Vatout, p 63
  10. ^ Barker, p 168
  11. ^ Watson, Peter; Wisdom and Strength, the Biography of a Renaissance Masterpiece, Hutchinson, 1990. p 202
  12. ^ a b Barker, p 186
  13. ^ Pevitt, p 55
  14. ^ Fraser, p 298
  15. ^ Pevitt, p 111
  16. ^ Crompton, p 345
  17. ^ Lynn, p 16
  18. ^ Pevitt, p 56
  19. ^ Barker, p 220
  20. ^ Fraser, p 319
  21. ^ a b c Barker, p 231
  22. ^ Pevitt, p 57
  23. ^ a b c Fraser, p 320
  24. ^ Barker, p 232
  25. ^ Cooke Taylor, p 161
  26. ^ Gerard, p 111
  27. ^ Buckley, p 338
  28. ^ Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Mitford.2C_p_204
  29. ^ Gerard, p 112
  30. ^ Cooke Taylor, p 170
  31. ^ Crompton, p 342
  32. ^ a b Crompton, p 341
  33. ^ a b (FR) Dirk Van der Cruysse, Madame Palatine, princesse européenne, Fayard, 1988, pp. 165, ISBN 2-213-02200-3.
  34. ^ Barker, p 60
  35. ^ P. Salazar in Who's who in Gay and Lesbian History, Londra, 1990 (Ed Wotherspoon and Aldrich).
  36. ^ Gerard, p 116
  37. ^ Fraser, p 76
  38. ^ Sackville-West, p 106
  39. ^ Sackville-West, p 206
  40. ^ Sackville-West, p 224
  41. ^ Cartwright, p 70
  42. ^ Cartwright, p 69
  43. ^ Barker, p 76
  44. ^ Cartwright, p 84
  45. ^ Barker, p 125
  46. ^ Barker, p 75
  47. ^ Barker, p 78
  48. ^ Barker, p 61
  49. ^ Fraser, p 201
  50. ^ Cartwright, p 115
  51. ^ Cartwright, p 114
  52. ^ a b Cartwright, p 118
  53. ^ Cartwright, p 163
  54. ^ Cartwright, p 164
  55. ^ Cartwright, p 240
  56. ^ Cartwright, p 241
  57. ^ Mitford, p 25
  58. ^ Cartwright, p 116
  59. ^ Cartwright, p 243
  60. ^ Cartwright, p 244
  61. ^ Cartwright, p 245
  62. ^ Cartwright, p 307
  63. ^ Cartwright, p 312
  64. ^ a b Barker, p 114
  65. ^ Fraser, p 154
  66. ^ Fraser, p 155
  67. ^ Robinson, James, The History of Gastric Surgery, chapter 20, p 239
  68. ^ Fraser, p 157
  69. ^ Sackville-West, p 266
  70. ^ Barker, p 123
  71. ^ Fraser, p 163
  72. ^ Barker, p 128
  73. ^ Barker, p 129
  74. ^ Barker, p 156
  75. ^ Fraser, p 166
  76. ^ Barker, p 139

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anthony, Louisa: Footsteps to history, being an epitome of the histories of England and France, from the fifth to the nineteenth century, 1852
  • Barker, Nancy Nichols: Brother to the Sun King; Philippe, Duke of Orléans, Johns Hopkins University Press, Baltimore/London, 1989, ISBN 0-8018-6164-0
  • Buckley, Veronica: Madame de Maintenon; The Secret wife of Louis XIV, Bloomsbury, London, 2008 ISBN 978-0-7475-8098-0
  • Carretier, Christian: Les cinq cent douze quartiers de Louis XIV", Angers-Paris, 1980
  • Cartwright, Julia: Madame: A life of Henrietta, daughter of Charles I and Duchess of Orléans, Seeley and Co.Ltd, London, 1900
  • Cooke Taylor, William: Memoirs of the house of Orléans: Volume 1, R. Bentley, 1849
  • Crompton, Louis:Homosexuality & Civilization, Harvard University Press, 2006, ISBN 0-674-02233-5
  • Dufresne, Claud: Les Orléans, Criterion, Paris, 1991
  • Erlanger, Philippe: Louis XIV, translated from the French by Stephen Cox, Praeger Publishers, New York, 1970
  • Fraser, Antonia: Love and Louis XIV; The Women in the Life of the Sun King, Anchor Books, London, 2006, ISBN 978-0-7538-2293-7
  • Gerard, Kent & Hekman, Gert: The Pursuit of sodomy: male homosexuality in Renaissance and Enlightenment Europe, Routledge, 1989, ISBN 978-0-86656-491-5
  • Hilton, Lisa. : Athénaïs The Real Queen of France, Little Brown, London, 2002 ISBN 0-316-85878-1
  • Lynn, John: The Wars of Louis XIV, 1667–1714, New York, Longman, 1999 ISBN 0-582-05629-2
  • Mitford, Nancy: The Sun King, Penguin Publishing, London, 1966, ISBN 0-14-023967-7
  • Pevitt, Christine: The Man Who Would Be King: The Life of Philippe d'Orléans, Regent of France, Phoenix, London, 1997, ISBN 978-0-7538-0459-9
  • Sackville-West, Vita: Daughter of France: The life of Anne Marie Louise d'Orléans, duchesse de Montpensier 1627–1693, Michael Joseph, London, 1959,
  • Saint-Albin, Philippe de:Palais de Saint-Cloud, résidence impériale, Paris, 1864
  • Vatout, Jean: Histoire du Palais-royal, Paris, 1830
  • Williams, H. Noel: A Rose of Savoy, Marie Adelaide of Savoy, duchesse de Bourgogne, Mother of Louis XV, Charles Scribners Sons, New York, 1909

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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