Vatel (film)

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Vatel
Vatel.jpg
Una scena del film
Titolo originale Vatel
Paese di produzione Francia, Gran Bretagna, Belgio
Anno 2000
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Roland Joffé
Sceneggiatura Jeanne Labrune, Tom Stoppard
Fotografia Robert Fraisse
Montaggio Noëlle Boisson
Effetti speciali Eve Ramboz
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Cecilia Montiel, Jean Rabasse
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Vatel è un film del 2000 diretto da Roland Joffé.

Il film è ispirato alla storia vera di François Vatel, morto suicida per non aver compiuto il suo dovere di cuoco e maestro di cerimonie a causa di un ritardo nella fornitura di pesce, come riportò il duca de Saint Simon nelle sue Mémoires.

Il film fu presentato fuori concorso al 53º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Francia, 1671. Il maestro di cerimonie François Vatel deve preparare per i tre giorni di permanenza del Re Sole alla corte del Principe di Condé (con cui il re deve riappacificarsi perché una probabile guerra contro gli olandesi è imminente, e Condè sarebbe un generale ideale per guidare le truppe francesi) festeggiamenti e pranzi meravigliosi e incredibili. Si innamora però della dama di compagnia della regina, Anne de Montausier, con cui passa una sola notte d'amore e che è contesa come amante del laido marchese di Lauzun, che cerca di neutralizzarlo, e del Re Sole.

Per salvare i canarini della Montausier, Vatel sacrifica due dei suoi amati pappagalli, il cui cuore serve al medico di corte per curare la gotta del principe, e comprende che è schiavo del suo lavoro come lei lo è delle leggi non scritte della corte (come il giacere con il Re).

I festeggiamenti si rivelano meravigliosi e Vatel, grazie al suo talento e alla sua incredibile cucina, salva il suo Principe, che comanderà l'esercito francese. Vatel stesso è desiderato alla corte di Versailles dal Re Sole. Ma proprio per il festeggiamento conclusivo dei tre giorni, il giardino di ghiaccio giocato sui temi della mitologia marina e a base di pesce, i fornitori non riescono a portare il pesce in tempo e Vatel, ormai disilluso su come potrà andare il suo amore con Anne e disgustato dal suo stesso lavoro, si toglie la vita dopo un pasto a base dei pochi crostacei arrivati e dopo aver scritto una lettera ad Anne (in cui spiega che non si suicida per il mancato ricevimento) e liberato il pappagallo superstite. Alla fine, a suicidio avvenuto, l'agognata fornitura di pesce arriva. Il pranzo viene terminato dagli aiutanti di Vatel e si rivela un successo. Le ultime immagini indugiano sul resto delle sculture di ghiaccio, oramai quasi sciolte.

Storicità dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Anne de Montausier è costruito sul personaggio reale di Julie d'Angennes, duchessa di Montausier, la quale fu governante dei figli di Luigi XIV di Francia e della moglie Maria Teresa, nonché una delle presunte amanti del sovrano, dal quale però non ebbe figli. Non è comprovata, come presentata nel film, la relazione tra Vatel e la duchessa di Montausier.

Il personaggio del marchese di Lauzun è costruito sul personaggio reale di Antoine Nompar de Caumont, duca di Lauzun, il quale però si innamorò di Anna Maria Luisa d'Orléans, duchessa di Montpensier, cugina di Luigi XIV.

Anacronismi[modifica | modifica wikitesto]

Nella scena del banchetto coi fuochi di artificio viene suonata dall'orchestra la Musica per i reali fuochi d'artificio di Georg Friedrich Händel, cosa impossibile perché gli eventi hanno luogo nel 1671 ma Händel, nato peraltro nel 1685, compose l'opera soltanto nel 1749.

Un anacronismo simile è stato fatto per il pezzo cantato dal personaggio incarnato da Arielle Dombasle che canta durante i festeggiamenti l'aria Temple sacré, séjour tranquille... estratto dall'opera Hippolyte et Aricie di Jean-Philippe Rameau il quale non solo nacque nel 1683 ma compose quest'opera solo nel 1733.

La duchessa di Longueville, nota per i suoi amori, fu effettivamente uno dei personaggi chiave durante i ricevimenti del periodo, ma suo marito Enrico II di Orléans-Longueville, pure presentato nel film, era in realtà già morto dal 1663. Ella inoltre non era la leggiadra e diafana dama presentata, ma nel 1671 aveva ormai 52 anni.

Nel film viene presentata la creazione quasi casuale della famosa crema chantilly da parte di Vatel per la visita di Luigi XIV al Castello di Chantilly ma in realtà egli aveva già creato la ricetta dieci anni prima quando era al servizio di Nicolas Fouquet al castello di Vaux-le-Vicomte. Quando Vatel passò al servizio del Grand Conde mutò il nome della sua ricetta in onore del ricevimento del re al castello dei principi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Per Gérard Depardieu questo è il terzo film ambientato all'epoca del Re Sole in cui recita; il primo, Tutte le mattine del mondo risale al 1991 ed egli interpreta il musicista da camera di Luigi XIV, Marin Marais, mentre il secondo venne girato nel 1998 col titolo La Maschera di Ferro di Randall Wallace, nel quale interpreta Porthos.

Gran parte delle scene al palazzo dei Conde e nei guardini sono state girate al castello di Vaux-le-Vicomte ma in realtà il luogo dove si svolsero gli eventi oggetto del film fu il Castello di Chantilly, residenza ufficiale dei principi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2000, festival-cannes.fr. URL consultato il 6 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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