Angelica alla corte del re

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Angelica alla corte del re
Titolo originaleMerveilleuse Angélique
Lingua originaleFrancese
Paese di produzioneFrancia, Italia, Germania Ovest
Anno1965
Durata105 min
Rapporto2,35 : 1
Generedrammatico, storico, avventura
RegiaBernard Borderie
SoggettoAnne e Serge Golon
SceneggiaturaClaude Brulé, Bernard Borderie e Francis Cosne
ProduttoreFrancis Cosne e Raymond Borderie (non accreditato)
Casa di produzioneCICC, Films Borderie, Fono Roma, Francos Films, Gloria-Film GmbH e S.N. Prodis
Distribuzione in italianoEuro International Films
FotografiaHenri Persin
MontaggioChristian Gaudin
MusicheMichel Magne
ScenografiaRené Moulaert
CostumiRosine Delamare
TruccoHuguette LaLaurette e Maguy Vernadet
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Angelica alla corte del re (Merveilleuse Angélique) è un film del 1965 diretto da Bernard Borderie[1] e tratto dal romanzo Angelica sulla via di Versailles di Anne e Serge Golon.

È il secondo film della saga di Angelica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con la rocambolesca fuga del monaco Becher inseguito dagli uomini della Corte dei Miracoli. Catturato, il monaco viene condotto al Cimitero dei Santi Innocenti, sede della Corte, dove Calembredaine gli comunica che per aver fatto bruciare al rogo il conte di Peyrac e per aver fatto perseguitare Angelica dalle guardie sarà anch'esso bruciato vivo. Terrorizzato, Becher ha un malore improvviso e muore.

Mentre i membri della Corte dei Miracoli festeggiano la morte di Becher alla torre di Nesle, la Polak, ex compagna di Calembredaine, gelosa di Angelica cerca di convincere i suoi compari a smettere di aiutare la donna nei suoi piani di vendetta spaventandoli con la minaccia che se dovessero essere catturati finirebbero tutti impiccati. Calembredaine zittisce la donna facendole capire che deve obbedire agli ordini di Angelica, poi sale nel suo appartamento sulla sommità della torre dove fa l'amore con Angelica.

La mattina seguente Angelica, Calembredaine e i suoi uomini si recano sul Ponte Nuovo dove il giovane Flipot dove sostenere l'esame per poter essere ammesso alla Corte dei Miracoli: dovrà infatti derubare qualcuno senza essere beccato. Il giovane riesce nell'intento e anche gli altri approfittano della confusione per fare qualche furto. Vedendo la carrozza della Brinvilliers, Angelica, decisa a vendicarsi per la testimonianza della donna al processo del marito, chiede a Nicola che la derubino dei suoi gioielli. Sebbene inizialmente contrario alla fine l'uomo accetta. Mentre passa da un vicolo, la carrozza della marchesa viene assalita e Angelica le strappa di dosso la collana che la donna indossa. Gli uomini di Calembredaine sono poi costretti alla fuga per l'arrivo di un poliziotto con un cane. Il cane, aizzato dal suo padrone, insegue ed assale Barcarolle. Angelica, che ha riconosciuto il cane, trattiene l'animale per permettere al nano di fuggire prima di andarsene via anche lei. Quando giunge il proprietario del cane si scopre essere Desgrez.

Angelica si reca poi da un pollivendolo per dargli dei soldi che l'uomo dovrebbe a sua volta dare a Barbara, la domestica di sua sorella alla quale Angelica ha lasciato i figli. L'uomo informa Angelica che la famiglia Fallot non vive più lì da quando il procuratore è stato cacciato dal suo ufficio per non aver votato a favore della condanna del conte di Peyrac. L'uomo avvisa la donna che solamente Barbare è rimasta in città e che lavora in una locanda chiamata "Au Coq Hardi".

Angelica rattristata torna alla Torre di Nesle, dove Nicola le promette che riuscirà a trovare i suoi figli. Alla Torre giunge poi Rodogone l'Egiziano, rivale di Calembredaine, che rivela all'uomo che Angelica ha salvato la vita a Barcarolle. L'uomo dice anche a Calembredaine che il loro capo, il Grande Coesre, vuole che Angelica vada a trovarlo. Calembredaine, furioso, sfida Rodogone a duello e ha la meglio su di lui. E solo grazie all'intervento di Angelica che Calembredaine non uccide l'Egiziano. Angelica poi spiega ai membri della Corte dei Miracoli di non essere una spia della polizia come sospettato da Rodogone l'Egiziano, ma di conoscere il cane e il suo proprietario perché si tratta dell'avvocato che ha difeso suo marito al processo per stregoneria.

Successivamente Barcarolle conduce Angelica alla locanda "Au Coq Hardi", dove la donna ritrova Barbara che la informa che i suoi figli si trovano presso una nutrice. Angelica corre subito a riprendersi i suoi figli e li porta alla Torre di Nesle.

Rodogone l'Egiziano si reca dal Grande Coesre per avvisarlo del comportamento di Calembredaine. L'uomo nomina l'Egiziano suo luogotenente e gli ordina di approfittare della Grande Fiera del Ponte Nuovo che avrà luogo due giorni dopo per attaccare la banda di Calembredaine. Quella notte Rodogone si allea con Desgrez per far arrestare gli uomini di Calembredaine. Due giorni dopo, alla Fiera, avviene lo scontro tra la banda di Rodogone e quella di Calembredaine. Improvvisamente giunge sul luogo la polizia. Angelica spara a Rodogone prima che egli possa mettersi in salvo e poi fugge insieme a Calembredaine e agli altri. Nella fuga, però, Calembredaine viene ucciso dai poliziotti.

Trovata vicino alla Torre di Nesle, Angelica viene arrestata. Prima che venga frustata viene però salvata dal Capitano, disposto a condonargli venti frustate in cambio di una notte d'amore. Angelica le fa credere che i banditi della Corte dei Miracoli hanno rapito i suoi due figli e che lei li stava cercando alla Torre quando è stata presa nella retata della polizia. Il Capitano le permette di andare a cercare i figli a patto che dopo la donna torni da lui. Angelica accetta. Angelica si reca quindi al Cimitero dei Santi Innocenti, dove gli uomini della Corte dei Miracoli piangono la morte di Rodogone l'Egiziano. Mentre cerca i figli, la donna viene scoperta dal Grande Coesre ed è costretta ad ucciderlo lanciandogli in testa un piede di porco. Rinchiusi in una cella Angelica trova Flipot insieme a Florimond e ad un altro ragazzo di nome Linot. Flipot informa Angelica che Cantor è stato venduto ad una tribù di zingari. Dopo aver condotto il figlio, i due ragazzi ed una ragazza che era la schiava del Grande Coesre alla locanda dove lavora Barbara, Angelica torna dal Capitano e gli chiede aiuto per recuperare Cantor. Una volta salvato anche il secondo figlio Angelica torna dal Capitano. L'uomo tenta di baciarla, ma lei lo respinge facendolo cadere a terra e facendogli battere la testa contro il letto. Inizialmente la donna è spaventata perché teme di averlo ucciso, ma si rende presto conto che è solamente addormentato.

Il mattino seguente, mentre passeggia per il Ponte Nuovo, Angelica viene avvicinata da una fioraia che era stata anch’essa arrestata per sbaglio dai soldati e che aveva cercato di salvarla. La donna, felice di apprendere che Angelica ha ritrovato i figli, le regala un mazzo di fiori. Angelica fa inavvertitamente cadere i fiori su una barca piena di fieno, poi esausta si addormenta. Angelica si sveglia di soprassalto quando sente qualcuno sfiorarle il petto. L'uomo in questione è Claude le Petit, meglio noto come il Poetastro. L'uomo informa la donna che a causa delle sue satire è ricercato dalla polizia che lo vuole impiccare.

Alla locanda "Au Coq Hardi", il proprietario, padron Bourgeaud, si lamenta per la presenza di Angelica e degli altri ragazzi. Ma l'uomo dovrà ricredersi perché grazie all'ingegno di Angelica la locanda diventa ben presto una locanda alla moda frequentata non solo dai membri delle varie corporazioni ma anche da gente ricca. Angelica fa anche cambiare nome alla locanda in "La Maschera Rossa".

Nel 1661 la regina da alla luce il Delfino e Angelica, come membro della corporazione dei rosticceri, si reca a Corte per rendergli omaggio. A palazzo la donna incontra Barcarolle che la informa di essere divenuto il buffone della regina e che presto sposerà la nana della sovrana. Quando la nana offre ad Angelica una tazza di cioccolata, ad Angelica viene l'idea di lanciare sul mercato la cioccolata, la bevanda preferita della regina.

Una notte Angelica da asilo a Claude, braccato da Sorbonne. Poco dopo giunge a casa della donna anche Desgrez il quale la informa che il Poetastro è ricercato. Appena il poliziotto è andato via Angelica e Claude fanno l'amore.

Una sera alla locanda de "La Maschera Rossa", un gruppo di nobili si mette a fare baldoria e a devastare il locale. Il piccolo Linot, attirato dal rumore, scende al piano di sotto e viene catturato da loro decisi a divertirsi un po' con lui. Quando Monsieur sembra intenzionato a marchiare a fuoco il ragazzo, un altro dei nobili – che si rivela essere Filippo di Plessis-Bellière – cerca di fermarlo. Inizia un duello tra Filippo e il cavaliere di Lorraine, durante il quale Monsieur, nel tentativo di fermare Filippo, uccide Linot. Angelica, avvisata da Flipot, giunge in quel momento. Monsieur tenta di uccidere anche lei, ma è fermato dall’intervento del cane Sorbonne entrato di corsa nel locale. Angelica dopo aver smascherato i nobili e aver minacciato loro l’intenzione di vendicarsi li lascia andare via; poi, mentre la locanda va a fuoco trascina fuori il corpo di Linot con l’aiuto di Flipot. Il Poetastro, d’accordo con Angelica, inizia a denunciare, tramite alcuni libelli, i nobili che erano presenti all'omicidio del piccolo Linot. Claude vorrebbe rendere noto anche il nome di Plessis-Bellière, ma Angelica riesce a convincerlo a non farlo visto che suo cugino ha cercato di impedire il crimine. Desgrez, per evitare che venga reso noto il libello con il nome di Monsieur, propone ad Angelica, in cambio della sua distruzione, una licenza di esclusiva della cioccolata oltre a cinquemila luigi come indennizzo per la perdita della taverna. Angelica accetta a patto però che il Poetastro non venga più perseguitato. La donna poi manda Flipot alla Corte dei Miracoli per ordinare la distruzione dell'ultimo libello. Più tardi il ragazzo torna da lei per informarla che il libello è stato distrutto e che il Poetastro è stato arrestato ed impiccato in piazza di Grève. Angelica, furiosa e distrutta dal dolore, si reca da Desgrez e lo accusa di essere responsabile dell'arresto del Poetastro. L'uomo le spiega di non avere nulla a che fare con l'arresto del poeta, il quale si è fatto arrestare senza resistere per proteggere Angelica. La donna poi gli consegna una lettera per suo cugino nella quale gli affida i figli. Desgrez, intuita l'intenzione di Angelica di suicidarsi, cerca di farla rinsavire dimostrandosi violento con lei. Quand'ella riacquista la ragione, realizza che Desgrez è il suo unico vero amico.

Passa del tempo ed Angelica si è ormai creata una fortuna con il commercio della ciocciolata. Ad una festa da Ninon, Angelica ha modo di ritrovare suo cugino ed inizia una relazione con lui.

Appreso che Filippo intende vendere il castello di Plessis-Bellière a causa dei suoi numerosi debiti, la donna corre ad acquistarlo ma prega il notaio Molines di non dire a Filippo che è lei l'acquirente. Angelica intende infatti regalare il castello al cugino come dono di nozze. Quando Filippo scopre la cosa va su tutte le furie, corre da Angelica e le grida in faccia che non ha nessuna intenzione di sposarla e fare di lei la marchesa di Plessis-Bellière.

Nel frattempo il re ordina l'arresto di Fouquet. Desgrez si reca quindi da Angelica per avvertirla che i vecchi congiurati della Fronda si sono riuniti e sono preoccupati del fatto che Fouquet per salvarsi potrebbe rivelare tutto circa la questione del cofanetto col veleno. Condé e gli altri congiurati, scoperto che è Angelica in possesso del cofanetto, vorrebbero eliminarla per evitare che parli ma Filippo di Plessis-Bellière si offre di mettere a tacere la cosa distruggendo il cofanetto.

Angelica si reca nel castello di Plessis-Bellière insieme a Flipot e recupera il cofanetto dal luogo dove lo aveva nascosto anni prima. Giunge sul luogo anche Filippo che con violenza le ordina di consegnargli il cofanetto. Angelica lo ricatta dicendogli che glielo darà solamente una volta che saranno sposati. Filippo accetta quindi di sposarla. Tuttavia prima delle nozze Angelica, disgustata dal cugino, gli consegna il cofanetto affermando di non volerlo più sposare. Nel cuore della notte, mentre Filippo getta il cofanetto nello stagno del castello, Angelica fa ritorno a Parigi.

Alcuni giorni dopo Angelica viene invitata a Versailles dal re. Temendo una trappola la donna decide di non andare, ma viene convinta da Desgrez che non deve aver nulla da temere. Giunta alla reggia, Angelica viene subito avvicinata da Filippo. Quando il re, intento con la Corte in una passeggiata per i giardini, giunge presso di loro, Filippo gli chiede il formale permesso di sposare Angelica. Il re sembra riconoscere la donna e da' il suo permesso alle nozze complimentandosi con Angelica per essere riuscita a conquistare il cuore di uno dei suoi marescialli. Appena il re si allontana Angelica sembra intenzionata ad andarsene, ma alla fine si getta tra le braccia di Filippo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne realizzato in co-produzione tra Francia, Italia e Germania Ovest.[2]

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Venne girato presso i stabilimenti di Billancourt di Parigi e negli stabilimenti Cinecittà a Roma. Le scene del castello di Monteloup è stato girate nel Castello di Marigny-le-Cahouët, a Marigny-le-Cahouët, in Borgogna.

Alcune scene vennero girate nei giardini della Reggia di Versailles.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

I distributori italiani per errore invertirono il titolo di questo film con quello del successivo. Così questo film, il cui titolo originale è Merveilleuse Angélique, venne intitolato Angelica alla corte del re mentre il film seguente intitolato in patria Angélique et le roy venne intitolato in Italia La meravigliosa Angelica.

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Differenze col romanzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film è assente la parte in cui Angelica di notte viene catturata da Desgrez in cerca della Marchesa degli Angeli, la compagna di Calembredaine.
  • Nel film è anche assente la parte in cui Gian Putrido si reca alla Torre di Nesle per affari e vorrebbe acquistare il piccolo Linot.
  • Nel film Angelica apprende da un pollivendolo che il procuratore Fallot non abita più a Parigi perché ricercato dopo esser stato cacciato dal suo ufficio per non aver votato a favore della condanna del conte di Peyrac. Nel romanzo Angelica viene a sapere da uno scrivano che Fallot e la sua famiglia non vive più lì da quando ha dovuto vendere carica e tutto il resto in seguito allo scandalo per un processo di stregoneria nel quale era immischiata la sua famiglia.
  • Nel romanzo è assente la parte in cui Rodogone l'Egiziano giunge alla Torre di Nesle per insinuare che Angelica sia una spia della polizia.
  • Nel film Angelica viene a sapere che Barbara lavora in una locanda chiamata "Au Coq Hardi”, ma ignora dove essa si trovi e saranno gli uomini della Corte dei Miracoli a scoprire per lei dove si trova. Nel romanzo, invece, Angelica sa dove si trova la locanda e vi si reca subito per incontrare Barbara.
  • Nel film è il Grande Coesre che ordina a Rodogone di attaccare gli uomini di Calembredaine durante la fiera del Ponte Nuovo; nel romanzo invece lo scontro avviene durante la fiera di San Germano nell'omonimo sobborgo parigino.
  • Nel film Nicola viene ucciso dalle guardie e muore tra le braccia di Angelica; nel romanzo invece del destino di Nicola non si sa nulla sebbene in una parte del romanzo Desgrez affermi che sia annegato nella Senna.
  • Nel film Angelica uccide il Grande Coesre lanciandogli in testa un piede di porco, nel romanzo lo uccide tagliandogli la gola.
  • Nel film Angelica incontra per la prima volta Linot quando libera lui, Flipot e Florimond dalle prigioni del Grande Coesre. Nel romanzo invece lo conosce già perché il nipote di Tebaldo il suonatore di ghironda della banda di Calambredaine.
  • Nel film l'aspetto dei membri della Corte dei Miracoli è meno mostruoso di come appaiono nel romanzo.
  • Nel film apparentemente Angelica non fa l'amore con il capitano delle guardie mentre nel romanzo lo fa.
  • Nel film Angelica mentre si trova al Louvre per rendere omaggio al Delfino viene presa in giro da alcuni nobili tra cui suo cugino Filippo. Nel romanzo questo non avviene.
  • Nel film è la nana della regina che offre ad Angelica della cioccolata, la quale afferma di averla già assaggiata; nel romanzo invece è Angelica che, curiosa di sentirne il sapore, chiede se può assaggiarne un po'.
  • Nel film quando Barcarole informa Angelica che Cul de Bois è diventato il nuovo Grande Coesre, la donna afferma di non aver nulla da temere da lui perché gli è sempre stato amico. Nel romanzo invece l’uomo non è mai stato molto amico di Angelica e la donna gli si reca a rendergli omaggio e a pagargli un tributo.
  • Nel film non compaiono diversi personaggi presenti nel romanzo tra i quali David Chaillou, nipote di padron Bourgeaud, Audiger, il maggiordomo del conte di Soissons, che corteggia ostinatamente Angelica, Madame de Montespan e suo marito, Francesca d'Aubigné e Péguillin di Lauzun.
  • Nel film Angelica incontra per la prima volta il Poetastro dopo la morte di Calambredaine, mentre nel romanzo lo incontra prima.
  • Nel film la morte di Linot avviene in modo leggermente diverso da come avviene nel romanzo. Nel film Linot viene legato a un tavolo per essere torturato dai nobili e viene ucciso da Monsieur quando Plessis-Bellière duella contro il cavaliere di Lorraine.
  • Nel film Filippo è l'unico nobile a ribellarsi a Monsieur quando questi vuole marchiare a fuoco Linot e per questo Angelica fa in modo che il suo nome non compaia nei libelli del Poetastro. Nel romanzo, invece, Filippo non si ribella affatto e il suo nome non compare nei libelli solamente perché Angelica decide di salvarlo perché suo cugino.
  • Nel romanzo padron Bourgeaud viene deriso, castrato e lasciato morire al suolo dissanguato; nel film viene sbattuto contro una parete e perde i sensi e morirà poco dopo nell'incendio della taverna.
  • Nel romanzo i nobili della Maschera Rossa tentano di violentare Angelica; nel film solo di ucciderla.
  • Nel film i libelli del Poetastro denunciano Brienne, Créqui, d'Aubray, Charonne, Lavignys, Guiche, Cavois, de Formes, de Fontenoy, La Vallière, d'Olonne, d'Aulnoy e Lorraine.[3] Nel romanzo invece i libelli denunciano Brienne, d' Olone, Lauzun, di Vardes, di Frontenac, Louvigny, Saint-Thierry, Cavois, Tormes e Guiche. I libelli coi nomi di La Vallière e Lorraine non saranno mai distribuiti nel romanzo.
  • Nel film Desgrez si accorda con Angelica per impedire l'uscita del libello col nome del fratello del re e in cambio le promette ***

Nel romanzo Desgrez si accorda con Angelica per impedire l'uscita degli ultimi tre libelli - coi nomi di La Vallière, Lorraine e Monsieur – solo dopo la morte del Poetastro.

  • Nel romanzo ad Angelica viene fatto credere che c'è una, seppur remota, possibilità che il conte di Peyrac non sia morto sul rogo. Nel film questo non accade.
  • La terza parte del film è molto diversa dalla terza parte del romanzo da cui è tratto. Nel romanzo Angelica, desiderosa di tornare nobile, decide di sposare suo cugino Filippo. Quando questi la respinge, la donna lo ricatta minacciando di rendere pubblica la storia del cofanetto di veleno che lei aveva nascosto quando era bambina. A quel punto Filippo cede ed accetta di sposarla. Nel film, invece, Angelica e Filippo si innamorano l'uno dell’altra e sono sul punto di sposarsi quando Filippo tronca la relazione dopo aver scoperto che Angelica ha comprato il castello di Plessis-Bellière. In seguito all'arresto di Fouquet e al riapparire dei congiurati della Fronda, Angelica deve recuperare il cofanetto col veleno e ricatta Filippo di consegnarglielo solo se lui la sposerà. Lui inizialmente accetta ma poi è la stessa Angelica a non volerlo sposare. Solamente in seguito accetterà dopo che Filippo chiederà perfino al re il permesso di sposarla.
  • Nel film è Flipot che recupera per Angelica il cofanetto col veleno; nel romanzo è Giasmina.
  • Nel romanzo Angelica stringe amicizia con il principe di Condé, divenuto nel frattempo proprietario del palazzo di Parigi del conte di Peyrac. Durante una partita a carte Angelica riesce a vincere all’uomo il palazzo. Nel film Condé appare brevemente quando torna alla luce la faccenda del cofanetto del veleno. Inoltre nel film Angelica non torna ad essere proprietaria del palazzo appartenuto al marito.
  • Nel film Angelica è amica di Ninon ma non è ben chiaro come le due siano diventate amiche. Nel romanzo è la vedova Scarron (futura madame de Maintenon) a presentarle Ninon.
  • Nel finale del film Angelica viene invitata a Versailles dal re su richiesta di Filippo che intende chiedere al sovrano il permesso di sposarla. Nel romanzo, invece, Angelica lasciata sola dal marito che si è recato a Versailles vi si reca anch’essa senza essere invitata.
  • Nel film Luigi XIV è certo di aver già conosciuto Angelica sebbene non ne sembra sicuro al 100%. Nel romanzo il re riconosce Angelica e rimasto brevemente solo con lei le domanda se ora è una donna felice.

Errori[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelica afferma che la Brinvilliers ha testimoniato al processo contro il marito, ma nel film precedente l'unica donna che testimonia contro Peyrac è la sua ex Carmencita.
  • Angelica afferma che gli uomini della Corte dei Miracoli conoscono Desgrez perché stato l'avvocato difensore di suo marito, ma in realtà Angelica ha conosciuto i membri della Corte solamente dopo il processo.
  • In una scena del film Desgrez ricorda ad Angelica di quando lei sorprese il principe di Condé mentre riceveva il cofanetto con il veleno, ma nel film precedente Desgrez non era pienamente a conoscenza dei fatti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Merveilleuse Angélique, su en.unifrance.org, unifrance.org. URL consultato il 10 maggio 2014.
  2. ^ Michael Klossner, The Europe of 1500-1815 on Film and Television: A Worldwide Filmography of Over 2550 Works, 1895 Through 2000, McFarland & Company, 2002, p. 256.
  3. ^ I nomi sono presenti sul libello trovato dal re. Questi nomi sono però visibili nella versione originale francese mentre in quella italiana il libello afferma semplicemente “Già undici assassini ho denunciati”.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN305896337 · BNF (FRcb16460933c (data)
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