Giovanna III di Navarra

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Giovanna III di Navarra
Jeanne-albret-navarre.jpg
Giovanna III di Navarra
(disegno di François Clouet, 1570 circa)
Regina di Navarra
Stemma
In carica 25 maggio 1555 - 9 giugno 1572
Predecessore Enrico II di Navarra
Successore Enrico III di Navarra
Nome completo Giovanna d'Albret
Altri titoli Coprincipessa d'Andorra
Nascita Saint-Germain-en-Laye, 7 gennaio 1528
Morte Parigi, 9 giugno 1572
Casa reale Albret
Padre Enrico II di Navarra
Madre Margherita d'Angoulême
Consorte Antonio di Borbone-Vendôme
Figli Enrico
Enrico
Luigi
Maddalena
Caterina
Religione Calvinismo

Giovanna III di Navarra (Castello di Saint-Germain-en-Laye, 7 gennaio 1528Parigi, 3 giugno 1572) fu regina regnante di Navarra dal 1555 al 1572. Nota anche come Jeanne d'Albret, era l'unica figlia di Margherita di Valois, sorella di Francesco I di Francia, e di Enrico II di Navarra. Fu la madre di Enrico IV di Francia.

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Da parte sua, ereditò dal padre Enrico d'Albret i titoli di:

  • Regina di Navarra (in effetti, la Bassa-Navarra) (1555-1572)
  • principessa di Boisbelle
  • duchessa d'Albret (1555-1572)
  • contessa di Foix, di Périgord, di Rodez, di Armagnac, di Fézensac, di Bigorre, di Dreux, di Gause, di Perche, del'Isle-Jourdain, di Porhoët, di Pardiac e di Guînes.
  • viscontessa di Limoges, di Béarn, di Tartas, di Lomagne, di Maremne. di Fézensaguet, di Dax, di Brulhois, di Cressey e d'Auvillars.
  • baronessa di Castelnau, di Caussade e di Montmiral.
  • dama della Flèche, di Baugé, di Nérac, di Sully, di Craon, di La Chapelle di Aix-d'Angilon, di Argent, di Clermont, di Villezon, di Orval, di Espineuil, di Château-Meillant, di Montrond, di Bruyères, de Dun-Le-Roi, di Saint-Gondom, di Corberin, di Chalucet, di Sainte-Hermine, di Prahec, di Lussac, di Champagne, di Blois e di Chisay.

Con il suo matrimonio con Antonio di Borbone, priimo principe del sangue:

  • duchessa di Borbone
  • duchessa di Vendôme (1550-1562)
  • duchessa di Beaumont (1550-1562)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna nacque al castello di Saint-Germain-en-Laye[1] il 16 novembre 1528. Era figlia del re Enrico II d'Albret e di Margherita d'Angoulême.

Crebbe alla corte di Francia sotto l'autorità di suo zio materno, il re Francesco I.

Nel 1541, tentò di resistere al progetto di matrimonio che le volevano far contrarre con Guglielmo (1516-1592), duca di Clèves. Anche se non aveva dodici anni, tenne testa al re fino alla fine della cerimonia, dove lei lo sovrastò fisicamente. Il matrimonio fu annullato per ragioni politiche, quattro anni dopo. Non era mai stato consumato.

Dopo la morte di Francesco I nel 1547, Giovanna sposò a Moulins, il 20 ottobre 1548, Antonio di Borbone, "primo principe del sangue". Ebbero cinque figli, ma solo due arrivarono all'età adulta:

Il 25 maggio 1555, successe al padre sul trono di Navarra che governò aiutata dal marito.

Fedele allo spirito di sua madre, favorì l'impianto della riforma protestante, ma rifiutò ancora l'idea di rompere con la Chiesa cattolica a cui era attaccata. Nel dominio degli affarri esteri, cercò invano di ottennere la restituzione dell'Alta Navarra, che gli Spagnoli avevano annesso nel 1512.

Azione in favore del protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'anno 1560 lei passò al protestantesimo. Fino a quella data, si era mostrata particolarmente prudente ad affidare la sua simpatia alla nuova religione. Fu probabilmente sotto l'influenza di Théodore de Bèze arrivò alla sua corte, a Nérac, nell'agosto 1560 che si convertì. La sua rottura definitiva con il cattolicesimo divenne ufficiale a Natale[2]. Nello stesso momento, suo marito Antonio mostrò sotto l'influenza della corte di giorno in giorno le sue preferenze per il callolicesimo.

Da un'ordinanza del 19 luglio 1561, autorizzò il calvinismo nel suo regno. Iniziò dopo la morte di Antonio, nel 1562 una serie di misure vise ad impiantare la Riforma in Béarn. Tra loro, si conta la pubblicazione del catechismo di Calvino in bernese (1563), la fondazione di un'accademia protestante ad Orthez (1566), la redazione di nuove Ordinanze eclesiastiche (1566, 1571), la traduzione in basco del Nuovo Testamento da Jean de Liçarrague (1571), e la traduzione in bernese del Salterio di Marot, di Arnaud de Salette (1568). Nel 1567, Jean de Lacvivier divenne uno dei suoi più prossimi consiglieri.

Renata di Francia, duchessa di Ferrara, figlia del re Luigi XII di Francia, si convertì al protestantestimo, critica nella sua corrispondenza il «fanatismo» religioso della regina di Navarra che giudicava pericolosa per il paese. L'accusa di mentire, di proselitismo e di rispondere a delle voci che avvieranno l'odio tra i protestanti e i cattolici.

In molte di queste pubblicazioni, Giovanna ha scritto delle Memorie e qualche poema. Tra questi quattro sonetti tra cui il Response de la Royne aux louanges de du Bellay ; una Canzone sugli amori di Condé e di Mademoiselle de Limeui.

Consapevole del focolaio calvinista che era nato sotto Giovanna e del fatto che suo figlio Enrico avrebbe potuto essere l'erede al trono, se i suoi figli Valois fossero morti senza prole, Caterina de' Medici temeva i Borbone, tenuti sempre lontani da corte, e la regina di Navarra, che a La Rochelle risiedeva e organizzava la sua politica militare. Con questa Caterina cercò di utilizzare tutta la sua capacità diplomatica per evitare guerre civili.

Al proposito di Caterina far sposare sua figlia Margherita di Valois con Enrico di Navarra, Giovanna all'inizio rifiutò poi, dietro insistenza della consuocera, firmò il contratto il 12 aprile 1572.

Giovanna non riuscì però a vedere sull'altare il figlio: già malata di tubercolosi, morì qualche mese prima per un accesso di febbre.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

A 12 anni fu promessa sposa ad Antonio di Borbone-Vendome, a capo del casato dei Borbone. Giovanna, erede del regno di Navarra, portava quindi tali domini in dote ai Borbone. Fu lo zio materno Francesco I a condurla all'altare.

Dal matrimonio, avvenuto a Moulins il 20 ottobre 1548, nacquero cinque figli, tra cui solo due raggiunsero l'età adulta:

  • Enrico (1551 – 1553);
  • Enrico, (1553 – 1610), futuro re di Francia, primo della dinastia dei Borboni;
  • Luigi (1555 – 1557), conte di Marles;
  • Maddalena (1556);
  • Caterina (1559 – 1604), duchessa d'Albret, contessa d'Armagnac e di Rodez, che andò sposa ad Enrico I, duca di Lorena.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna III di Navarra Padre:
Enrico II di Navarra
Nonno paterno:
Giovanni III di Navarra
Bisnonno paterno:
Alain I d'Albret
Trisnonno paterno:
Giovanni I d'Albret
Trisnonna paterna:
Catherine de Rohan
Bisnonna paterna:
Françoise de Châtillon
Trisnonno paterno:
Guillaume de Châtillon de Blois
Trisnonna paterna:
Isabelle de La Tour d'Auvergne
Nonna paterna:
Caterina di Navarra
Bisnonno paterno:
Gastone di Foix-Navarra
Trisnonno paterno:
Gastone IV di Foix
Trisnonna paterna:
Eleonora di Navarra
Bisnonna paterna:
Maddalena di Valois
Trisnonno paterno:
Carlo VII di Francia
Trisnonna paterna:
Maria d'Angiò
Madre:
Margherita di Valois
Nonno materno:
Carlo di Valois-Angoulême
Bisnonno materno:
Giovanni di Valois-Angoulême
Trisnonno materno:
Luigi I di Valois-Orléans
Trisnonna materna:
Valentina Visconti
Bisnonna materna:
Margherita di Rohan
Trisnonno materno:
Alain IX de Rohan
Trisnonna materna:
Margherita di Bretagna
Nonna materna:
Luisa di Savoia
Bisnonno materno:
Filippo II di Savoia
Trisnonno materno:
Ludovico di Savoia
Trisnonna materna:
Anna di Cipro
Bisnonna materna:
Margherita di Borbone
Trisnonno materno:
Carlo I di Borbone
Trisnonna materna:
Agnese di Borgogna

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Copie de son acte de naissance, conservée aux Archives Départementales 64, su BNF.
  2. ^ Paul-F. Geisendorf. Théodore, de Bèze. Genève, éd. Labor et Fides, 1949, p. 120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Mémoires de Marguerite de Valois, reine de France et de Navarre, google.it.
  • Pierre de Bourdeille, detto Brantôme, Recueil des dames, Nendeln, Kraus reprint, XIX sec.
  • André Castelot, Regina Margot: una vicenda umana tra fasto, amore, crudeltà, guerre di religione e esilio, Milano, Fabbri Editore, 2000.
  • Ivan Clouas, Caterina de' Medici, Firenze, Sansoni editore, 1980.
  • (FR) Janine Garrisson, Marguerite de Valois, Paris, Fayard, 1994.
  • Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
  • Charlotte Haldane, Regina di Cuori: Margherita di Valois, Verona, Gherardo Casini editore, 1975.
  • Dara Kotnik, Margherita di Navarra. La regina Margot, Milano, Rusconi libri, 1987, ISBN 88-18-23016-6.
  • Mariangela Melotti, Caterina de' Medici, Torino, Liberamente Editore, 2008, ISBN 978-88-6311-031-9.
  • Orsola Nemi & Henry Furst, Caterina de' Medici, Milano, Bompiani, 2000, ISBN 88-452-9077-8.
  • Jean Orieux, Caterina de' Medici. Un'italiana sul trono di Francia, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988, ISBN 88-04-30464-2.
  • Marcello Vannucci, Caterina e Maria de' Medici regine di Francia, Roma, Newton&Copton Editori, 2002, ISBN 88-8289-719-2.
  • Éliane Viennot, Margherita di Valois. La vera storia della regina Margot, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-37694-5.
  • (EN) Hugh Noel Williams, Queen Margot. Wife of Henry of Navarre, New York, C. Scribner's Sons, 1907.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina di Navarra, Contessa di Foix e di Bigorre e viscontessa di Béarn Successore Armoiries Navarre Foix.svg
Enrico II 1555 - 1572 Enrico III (poi Enrico IV di Francia)
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