Venere imperiale

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Venere imperiale
Venere imperialе.png
Una scena del film
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1962
Durata145 min
Generedrammatico, sentimentale
RegiaJean Delannoy
SceneggiaturaRodolphe-Maurice Arlaud, Jean Aurenche, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Jean Delannoy
Casa di produzioneCineriz, France Cinéma Productions, Royal Film, Société des Etablissements L. Gaumont
FotografiaGábor Pogány
MontaggioOtello Colangeli
MusicheAngelo Francesco Lavagnino
ScenografiaRené Renoux
CostumiGiancarlo Bartolini Salimbeni
Interpreti e personaggi

Venere imperiale è un film del 1962 diretto da Jean Delannoy.

Per la sua interpretazione del ruolo di Paolina Bonaparte, Gina Lollobrigida vinse i due maggiori riconoscimenti cinematografici italiani, il David di Donatello e il Nastro d'argento.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Paolina Bonaparte la sorella prediletta di Napoleone, è una fanciulla esuberante ed amante della bella vita. La sua leggerezza provoca irritazione nella cognata Giuseppina, che vedendosi sottrarre un certo Canouville, suo amante, decide di convincere Napoleone ad imporre un marito alla sorella. Così avviene, Paolina sposa il generale Leclerc. Il matrimonio non muta il carattere della giovanissima sposina e per evitare lo scandalo, i coniugi Leclerc vengono mandati ad Haiti. Qui Paolina resta vedova e ritorna a Parigi dove sposa il principe Borghese. Con il nuovo marito si trasferisce a Roma ed anche qui prosegue la sua vita improntata alla massima leggerezza e dà grande scandalo arrivando a posare nuda per lo scultore Canova. Questa statua viene vista da Canouville, che si trova a Roma, e subito tra i due comincia una relazione, che ha termine solamente con il precipitare degli avvenimenti internazionali. C'è la campagna di Russia. Canouville muore e Napoleone è sconfitto. Paolina sarà la sola della famiglia a seguire il fratello all'isola d'Elba e ad aiutarlo nella fuga. L'ultimo amore della principessa sarà il musicista Giovanni Pacini.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Grazzini nel Il Corriere della Sera del 24 dicembre 1962 " Smaltato di bei colori, gremito di splendide toilettes, ambientato in ville e palazzi di gran lusso, interpretato da un'attrice come la Lollobrigida, il film ha buoni numeri per essere considerato tra i film natalizi più preziosi...."

Il Mereghetti lo definisce un «prolisso e patinato polpettone in costume»,[1] mentre per Il Morandini «il film è decorativo e agghindato senza scatti né vigore».[2]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Incasso accertato a tutto il 30 giugno 1965 £ 718.930.550

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 3197
  2. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 8808021890 p. 1451

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi del Cinema Italiano 1956/1965
  • Gina Lollobrigida, di Maurizio Ponzi, Gremese editore, Roma 1982

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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