Gina Lollobrigida

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Gina Lollobrigida in un'immagine degli anni cinquanta

Gina Lollobrigida, all'anagrafe Luigia Lollobrigida[1] (Subiaco, 4 luglio 1927), è un'attrice, scultrice e fotografa italiana.

Storicamente soprannominata la Lollo, fu una delle attrici europee, oltre che sex symbol, più importanti a livello internazionale degli anni 1950 e 1960. È una delle poche attrici italiane ad aver recitato in numerosi film americani che l'hanno resa celebre in tutto il mondo, facendola diventare una star a Hollywood[2]. Durante la sua carriera è stata diretta da registi italiani di grande spessore artistico come ad esempio Alberto Lattuada, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Pietro Germi e Mario Soldati. In Francia ha lavorato con registi del calibro di René Clair e Christian-Jaque. Sul versante americano, è stata diretta, tra gli altri, da Vincent Sherman, John Huston, Carol Reed, King Vidor, Melvin Frank, Robert Z. Leonard affiancando divi di fama mondiale come Rock Hudson, Tony Curtis, Robert Alda, Burt Lancaster, Yul Brynner, Frank Sinatra, Telly Savalas, Sean Connery, Anthony Quinn, Errol Flynn, Humphrey Bogart, Steve McQueen ed altri ancora.

Durante la sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Henrietta Award per il film Torna a settembre, sette David di Donatello e due Nastri d'argento, oltre ad una nomination ai BAFTA per Pane, amore e fantasia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

«Ha le forme più perfette tra tutte le attrici che ho conosciuto»

(Philippe Halsman)

Nacque a Subiaco, in provincia di Roma, il 4 luglio 1927, figlia di Giovanni Lollobrigida, un facoltoso produttore di mobili che perse tutte le sue proprietà a causa di un bombardamento angloamericano, e di Giuseppina Mercuri[3]. Nipote di Chelidonia Merosi, supercentenaria già decana d'Italia, Gina fin da piccola rivelò un carattere ambizioso, determinato, combattivo e non incline ai compromessi.

Gina Lollobrigida con Rino Barillari al Premio via dei Condotti Antico Caffè Greco (1970)

Nel 1944, ancor prima dell'arrivo degli Alleati, la famiglia si trasferì a Roma iscrivendo Gina all'Istituto di Belle Arti. La famiglia non era più benestante, e quindi per mantenersi agli studi lei vendeva delle caricature disegnate col carboncino e posava per i primi fotoromanzi, con lo pseudonimo di Diana Loris.

Nella primavera del 1947 un amico la convinse a partecipare all'ultimo momento al concorso di Miss Roma. Lei non aveva nemmeno un vestito adatto, ma si classificò seconda e ottenne un tale successo di pubblico che venne invitata a Stresa per le finali di Miss Italia, dove ottenne il terzo posto dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, future stelle del cinema come lei. In quello stesso anno parteciparono alla manifestazione anche Eleonora Rossi Drago, esclusa perché priva dei requisiti (in quanto già sposata), e Silvana Mangano, anche loro in seguito divenute celebri attrici.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida in Moglie per una notte
Gina Lollobrigida in La romana

Appena diciassettenne, la Lollobrigida interpretò il ruolo di Corinna nella commedia 'Na Santarella di Eduardo Scarpetta, in scena venerdì 8 settembre 1944 per la regia di Luigi Tenneroni al Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, il più piccolo teatro all'italiana del mondo[4]. Nel 1947 fu protagonista (ancora con lo pseudonimo di Diana Loris) in uno dei primi due fotoromanzi italiani: Nel fondo del cuore, pubblicato a puntate sulla rivista Sogno.

L'attrice iniziò la carriera cinematografica prima come comparsa e controfigura, e successivamente in piccoli ruoli di contorno nei popolari film operistici dell'immediato dopoguerra. Silvana Pampanini ricordava con malizia che fu lei a sceglierla per una particina in una pellicola di cui era protagonista.

Nel 1950 Gina Lollobrigida volò sola verso Hollywood, accettando l'invito del miliardario Howard Hughes, produttore e scopritore di dive come Jane Russell. Quando scoprì che stava per essere chiusa in una gabbia dorata tornò precipitosamente a Roma. Il contratto in esclusiva che aveva già firmato le impedì fino al 1959 di lavorare negli Stati Uniti, ma non in produzioni statunitensi girate in Europa, come poi in effetti avvenne.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi primi successi, Campane a martello (1949) di Luigi Zampa, Achtung! Banditi! (1951) di Carlo Lizzani e soprattutto Fanfan la Tulipe (1952) di Christian-Jaque (Orso d'argento al Festival di Berlino), che la consacrò star in Francia; nello stesso anno in Italia conquistò una vasta popolarità con Altri tempi di Alessandro Blasetti, nell'episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica, che coniò per lei il neologismo maggiorata fisica.

Nel 1953 interpretò, ancora al fianco di Vittorio De Sica, il personaggio della Bersagliera, premiato con il Nastro d'argento e candidato al BAFTA, in Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini (Orso d'argento al Festival di Berlino), entrando definitivamente nell'immaginario collettivo grazie alla gradevole e spontanea caratterizzazione della bella popolana povera dal cuore d'oro ma al contempo risoluta e determinata. Raggiunti i vertici della notorietà, l'anno dopo girò il sequel, altrettanto riuscito, Pane, amore e gelosia sempre di Comencini, ma nel 1955 rifiutò di recitare in Pane, amore e... di Dino Risi, terzo capitolo della serie, e venne rimpiazzata da Sophia Loren, sua storica "rivale" secondo la stampa dell'epoca.

Negli anni seguenti l'attrice affrontò diversi ruoli che rivelarono il tentativo di approfondimento drammatico e più maturo delle sue interpretazioni, come in La provinciale (1953) di Mario Soldati, La romana (1954) di Luigi Zampa, che le fece vincere la Grolla d'oro a Saint Vincent, Mare matto (1963) di Renato Castellani e Un bellissimo novembre (1968) di Mauro Bolognini, considerate tra le sue prove migliori, almeno come attrice drammatica.

Tra Hollywood e l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida in La donna più bella del mondo

Dai primi anni cinquanta "La Lollo", così soprannominata dalla stampa, diventò protagonista di produzioni internazionali hollywoodiane come Il tesoro dell'Africa (1953) di John Huston, con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, Il maestro di Don Giovanni (1954) di Milton Krims, accanto a Errol Flynn, e La donna più bella del mondo (1955) di Robert Z. Leonard, in coppia con Vittorio Gassman, film biografico che romanza la vita del soprano Lina Cavalieri. In questo ruolo la Lollobrigida fornì una buona prova anche come cantante lirica e vinse il David di Donatello alla migliore attrice protagonista, premio che l'Accademia del cinema italiano istituì proprio quell'anno.

Nel 1956 recitò nel film drammatico Trapezio di Carol Reed, accanto a Burt Lancaster e Tony Curtis, che ebbe un grande successo, cui seguirono Il gobbo di Notre Dame (1956) di Jean Delannoy, ove interpretò una splendida e sensuale Esmeralda accanto ad Anthony Quinn nel ruolo di Quasimodo, Sacro e profano (1959) di John Sturges, al fianco di Frank Sinatra, Salomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor, con Yul Brynner (che dovette sostituire Tyrone Power morto durante le riprese) e George Sanders. In questi anni partecipò anche a due film meno fortunati al botteghino, ma apprezzati dalla critica: Anna di Brooklyn (1958) di Vittorio De Sica e Carlo Lastricati e La legge (1959) di Jules Dassin, ove recitò insieme a Marcello Mastroianni, Yves Montand e Melina Merkouri.

Nel 1961 girò Va nuda per il mondo di Ranald MacDougall, accanto a Ernest Borgnine e Anthony Franciosa; nello stesso anno, con Torna a settembre di Robert Mulligan, in cui fu protagonista insieme a Rock Hudson, Bobby Darin e Sandra Dee, vinse un Golden Globe come miglior attrice del mondo. L'anno seguente recitò con Stephen Boyd nel film in costume Venere imperiale di Jean Delannoy: il ruolo di Paolina Bonaparte le valse un David di Donatello e un Nastro d'argento come migliore attrice protagonista[5].

Nel 1964 apparve nel drammatico La donna di paglia di Basil Dearden, ove affiancò Ralph Richardson e Sean Connery. L'anno successivo recitò in Strani compagni di letto di Melvin Frank, di nuovo in coppia con Rock Hudson. In quegli anni partecipò sia a film italiani di vario genere, come La bellezza di Ippolita (1962) di Giancarlo Zagni, Io, io, io... e gli altri (1966) di Alessandro Blasetti, Le piacevoli notti (1966) di Armando Crispino e Luciano Lucignani e La morte ha fatto l'uovo (1967) di Giulio Questi, sia a produzioni straniere, quali Hotel Paradiso (1966) di Peter Glenville, ove ebbe come partner Alec Guinness, L'amante italiana (1966) di Jean Delannoy, con Louis Jourdan, e Le avventure e gli amori di Miguel Cervantes (1967) di Vincent Sherman, accanto a Horst Buchholz, José Ferrer e nuovamente Louis Jourdan. Nel 1969 partecipò agli spettacoli televisivi The Dean Martin Show e, in Italia, Stasera Gina, con la regia di Antonello Falqui.

Nel 1968, grazie alla sua brillante interpretazione in Buonasera, signora Campbell di Melvin Frank, con tra gli altri Telly Savalas, Phil Silvers, Lee Grant e Shelley Winters, ottenne una candidatura al Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale (vinto poi da Barbra Streisand per Funny Girl) e un terzo David di Donatello alla migliore attrice. Sempre nel 1968 apparve come guest star nel satirico Mash, la guerra privata del sergente O'Farrell di Frank Tashlin, con protagonisti Bob Hope e Phyllis Diller. In seguito si cimentò anche con lo spaghetti-western prendendo parte a E continuavano a fregarsi il milione di dollari (1971) di Eugenio Martín, accanto a James Mason e Lee Van Cleef. Nel 1972 recitò con David Niven in Un ospite gradito... per mia moglie di Jerzy Skolimowski. L'anno successivo, dopo una partecipazione in Peccato mortale di Francisco Rovira Beleta, si allontanò dagli schermi cinematografici, cui farà ritorno solo nel 1995 con il film Cento e una notte di Agnès Varda, ove interpretò la moglie di Jean-Paul Belmondo, seguìto da una breve apparizione in XXL (1997) di Ariel Zeitoun, con protagonista Gérard Depardieu.

Gina Lollobrigida alla 44ª edizione del Festival di Cannes (1991)

Tra i film che rifiutò, a volte all'ultimo momento: La signora senza camelie (1953) di Michelangelo Antonioni, Jovanka e le altre (1960) di Martin Ritt e Lady L, in cui avrebbe dovuto recitare ancora insieme a Tony Curtis e le cui riprese furono interrotte nel 1965 a causa di insuperabili contrasti con il regista George Cukor. Fu sostituita rispettivamente da Lucia Bosè, Silvana Mangano e Sophia Loren. L'attrice ha affermato di avere ricevuto un'offerta per recitare anche in La dolce vita (1960) di Federico Fellini, nel ruolo della fidanzata di Marcello Mastroianni, ma sembra che all'epoca il marito le nascose il copione e così quella parte venne assegnata a Yvonne Furneaux.

In numerose interviste la Lollobrigida ha raccontato vari aneddoti riguardanti i suoi rapporti con alcune delle più grandi star della cinematografia internazionale, e in particolare della sua amicizia con l'attrice Marilyn Monroe, che conobbe nei primi anni della sua carriera negli Stati Uniti.

Televisione, fotografia e scultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 interpretò la Fata Turchina nel fortunato Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini[6], che costituì l'esordio dell'attrice in una produzione televisiva e che rimane tuttora nella memoria del pubblico di varie generazioni come un'opera di culto. Pur al culmine della popolarità, da quell'anno iniziò a diradare le apparizioni sugli schermi per dedicarsi principalmente alla fotografia (ha fotografato, tra gli altri, Paul Newman, Salvador Dalí, Henry Kissinger, David Cassidy, Audrey Hepburn ed Ella Fitzgerald), pubblicando anche alcuni libri di reportage (risale al 1973 l'intervista esclusiva a Fidel Castro), e soprattutto alla scultura, con esposizioni in tutto il mondo, particolarmente in Cina, Francia, Spagna, Qatar, Stati Uniti d'America, Russia.

Nel 1984 apparve nel celebre serial statunitense Falcon Crest: a quasi 60 anni, ancora in ottima forma e inguainata di rosso, ballò la tarantella guadagnandosi una candidatura al Golden Globe per la miglior attrice non protagonista in una serie. Del 1988 è il remake televisivo de La romana diretto da Giuseppe Patroni Griffi, ove la Lollobrigida sostenne il ruolo della madre della protagonista, interpretata da Francesca Dellera e con cui litigò apertamente[7][8]. Dopodiché si limitò ad apparire saltuariamente in televisione e al cinema, e solo in ruoli cameo.

Tarda carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 ricevette il David di Donatello alla carriera e nel 2006 un riconoscimento speciale in occasione del cinquantenario del trofeo di cui era stata la prima vincitrice nel 1956. Nel 1999 si candidò senza successo al Parlamento europeo in una lista di centro-sinistra, I Democratici.

Nell'ottobre 2010 fu ospite di Pippo Baudo nella trasmissione Novecento, dove ricostruì la sua lunga e fortunata carriera d'attrice, fotografa e scultrice. Nel 2011, dopo 14 anni di assenza nel cinema, tornò sul grande schermo con una partecipazione straordinaria nel film Box Office 3D - Il film dei film, diretto e interpretato da Ezio Greggio. Alla fine dello stesso anno, per la prima volta insieme sul grande schermo, Gina Lollobrigida e Sophia Loren furono tra le protagoniste del documentario Schuberth - L'atelier della dolce vita di Antonello Sarno.

Nel maggio 2012 fu ospite d'onore alla cerimonia del David di Donatello, ove raccontò alcuni aneddoti della sua lunga ed intensa carriera d'attrice. Il 2 febbraio 2018 le venne dedicata una stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame, divenendo così la quattordicesima personalità italiana a ricevere tale prestigioso riconoscimento.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida e il figlio Andrea Milko nel 1962 ai mercatini natalizi di piazza Navona a Roma

Nel gennaio 1949 sposò sul monte Terminillo di Rieti il medico sloveno Milko Škofič[9], che prestava servizio fra i profughi temporaneamente alloggiati a Cinecittà. Nel luglio 1957 ebbero un figlio, Andrea Milko Škofič[10], che darà loro un nipote, Dimitri, nato nel 1994. Nel 1971 divorziò dal marito, da cui viveva separata da almeno 5 anni, che aveva già iniziato una relazione con la cantante lirica austriaca Ute de Vargas.

Dagli anni cinquanta dimora in una grande villa sull'Appia antica a Roma, sebbene da alcuni anni abbia spostato la propria residenza ufficiale nel Principato di Monaco.

Nell'ottobre 2006 dichiara alla rivista spagnola ¡Hola! l'intenzione di sposarsi, dopo una relazione tenuta segreta per più di vent'anni, con l'imprenditore spagnolo Javier Rigau: lei ha 79 anni, lui 45. In un'intervista rilasciata il 2 febbraio 2019, Rigau dichiara che si frequentavano già negli anni 1970, quando lui era ancora minorenne. Tante persone in Spagna e a Roma sapevano della relazione del ragazzo quindicenne e la diva, che era solo di natura sessuale all'inizio. Anche se non era illegale avere una relazione con un minorenne, Rigau voleva evitare uno scandalo e anche proteggere la Lollobrigida che aveva paura dei media[11]. Il loro matrimonio però non viene celebrato: l'imprenditore infatti rompe il fidanzamento con l'attrice attraverso un comunicato del suo avvocato, pur precisando che «la amerà e la rispetterà sempre»[12]. Il 26 marzo 2011 il quotidiano spagnolo El Mundo rilascia la notizia che la diva si sia segretamente sposata con Rigau a Barcellona nel novembre del 2010, sebbene nel registro civile della città catalana non vi sia riscontro del matrimonio[13]. In seguito l'attrice dichiarerà di essere stata sposata con l'inganno attraverso una falsa procura da lei firmata, e la vicenda arriverà fino in tribunale (il processo contro Rigau è stato anche trasmesso dal programma Un giorno in pretura su Rai 3, puntata poi cancellata dai palinsesti per volere della stessa Lollobrigida) e si concluderà con l'assoluzione di Rigau[14][15]; successivamente tale matrimonio è stato annullato dalla Sacra Rota[16].

Dal 2007 è cittadina onoraria di Pietrasanta, dove ha organizzato la sua prima mostra di scultura.

Nel luglio del 2013 mette all'asta 22 gioielli della sua collezione, firmati Bulgari, presso Sotheby's a Ginevra. L'asta ha fruttato 3.800.000 euro. Il pezzo più importante è stato un paio di orecchini di perle e diamanti ceduti per 1.850.000 euro[17].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida, Raf Vallone, Enzo Stajola nel film Cuori senza frontiere
Gina Lollobrigida in un fotogramma del film La donna più bella del mondo
Gina Lollobrigida nel film Le bambole

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida in Le avventure di Pinocchio

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Gina Lollobrigida era solita doppiare se stessa nei film girati all'estero e lo ha fatto sia in italiano che in francese. Tuttavia in alcune pellicole italiane precedenti l'attrice non recita con la sua voce. Le doppiatrici che le hanno prestato la voce sono:

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 ottobre 1999 Gina Lollobrigida è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO).

Il 2 febbraio 2018, Gina Lollobrigida riceve la sua stella a Hollywood sulla Walk of Fame. La sua è la stella numero 2.628.

David di Donatello[modifica | modifica wikitesto]

Nastro d'argento[modifica | modifica wikitesto]

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Premio BAFTA[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1955 - ‘A frangesa/Ideale/La spagnola/Pourquois ne pas m'aimer?/Vissi d'arte (Fono Film Ricordi, R-0003, EP 7")
  • 1969 - Roma, Roma, Roma/Fra te e me confidenzialmente (Carosello, CI 20233, 7")
  • 1971 - Nel mio orto/Prendimi tu (RCA Italiana, PM 3623, 7")

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Accademico d'Onore dell'Accademia delle arti del disegno
— Firenze[18]
Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[19]»
— Roma, 27 aprile 1987

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere (Francia)
— Parigi, 1985
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
«per i suoi meriti artistici»
— Parigi, 1992

Cultura di massa e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le canzoni a lei dedicate: Gina di Johnny Mathis (1962), Gina Lollobrigida di Tony Bass (1969), Gina Lollobrigida dei Cardiacs (1984).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le onorificenze della Repubblica Italiana, su www.quirinale.it. URL consultato il 19 febbraio 2021.
  2. ^ https://www.cosmopolitan.com/it/star/g112088/attrici-italiane-piu-belle-hollywood/
  3. ^ Imperial Gina by Luis Canales, Google books. URL consultato il 3 settembre 2012.
  4. ^ Storie, vicende e protagonisti. Archiviato il 25 aprile 2012 in Internet Archive. Storia del Teatro della Concordia nel sito web ufficiale del teatro, 2011.
  5. ^ Franco Della Rosa, Nel 1961 Gina Lollobrigida fu ospite al Castello del Poggio di Guardea del famoso comico americano Jimmy Savo, in www.grupporicercafotografica.it/jimmysavo.htm.
  6. ^ Corriere della Sera 1997/giugno/04 Gina Lollobrigida: I miei 70 anni non li festeggio
  7. ^ Lollo vede Dellera ed è subito guerra, La Repubblica, 27 ottobre 1988
  8. ^ I rapporti tra le due attrici furono così burrascosi che, in un'intervista rilasciata al quotidiano la Stampa nel 2009, a oltre vent'anni di distanza, la Dellera descriverà la Lollobrigida come "una persona molto competitiva, per niente umana, né generosa. Mi chiedo ancora oggi perché accettò di fare quel ruolo di madre, quando era chiaro che lei voleva fare ancora la figlia. C'era una scena in cui lei, da madre, doveva menarmi. Mi diede schiaffi veri, mi fece molto male. “Uso il metodo della verità", si giustificò. In un'altra scena doveva tirarmi delle forbici addosso. Patroni Griffi la fermò. Aveva capito tutto. “Gettale contro il muro, se no l'ammazzi"" [1].
  9. ^ Gina Lollobrigida celebra i suoi 90 anni
  10. ^ Gina Lollobrigida ha il suo primo figlio (1957)
  11. ^ [2]
  12. ^ Niente nozze per la Lollo: «La colpa è dei media», corriere.it, 7 dicembre 2006
  13. ^ Tra conferme e smentite su 'El Mundo' il giallo delle nozze segrete della Lollo, AdnKronos, 26 marzo 2011
  14. ^ Matrimonio con la Lollobrigida, assolto Rigau, su www.lastampa.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  15. ^ Gina Lollobrigida, assolto Javier Rigau: "Il matrimonio è valido" - Tgcom24, su amp.tgcom24.mediaset.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  16. ^ Arianna Ascione, Gina Lollobrigida, il matrimonio finito in tribunale arriva in tv, su Corriere della Sera, 5 marzo 2020. URL consultato l'8 maggio 2020.
  17. ^ Gina Lollobrigida, raccolti 4 milioni con l'asta dei gioielli Bulgari - MarieClaire Archiviato il 16 giugno 2013 in Internet Archive.
  18. ^ Elenco degli Accademici d'Onore dell'Accademia delle arti del disegno Archiviato il 20 febbraio 2010 in Internet Archive.
  19. ^ Dettaglio sull'onorificenza a Gina Lollobrigida

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore David di Donatello per la migliore attrice protagonista Successore
Nessuno 1956
per La donna più bella del mondo
Non assegnato I
Non assegnato 1963
per Venere imperiale
ex aequo con Silvana Mangano per Il processo di Verona
Sophia Loren
per Ieri, oggi e domani
II
Claudia Cardinale
per Il giorno della civetta
1969
per Buonasera, signora Campbell
ex aequo con Monica Vitti per La ragazza con la pistola
Sophia Loren
per I girasoli
III
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